Home > Italia, NWO > La mano longa di Albione

La mano longa di Albione

Parrebbe impossibile che al giorno d’oggi possano accadere cose del genere e invece avvengono.

Cosa succede?
La storia nasce da un giovane ricercato da tutto il mondo (138 paesi) per la diffusione di notizie sensibili riguardanti USA-Euopa-Medioriente con annessi e connessi. Cia, FBI, Mossad, NSA (NAtional Security Agnecy) ed altre agenzie militari di mezzo mondo lo vogliono incastrare, così pare.

Scoprendo le notizie e su quelle rese pubbliche, si evidenziano cose già conosciute, aspetti del mondo politico di dominio comune, e come nel caso italiano ,si evidenziano aspetti sempre più inquitanti dei legami tra il Capo del Governo e alcuni intrallazzi con i potenti dell’est e del mediterraneo. Come mai?

In parlamento, i soliti noti, da Fini alla sinistra estrema, accendono vivamente e soffiano sul fuoco del disfattismo volendo sottendere ad una ricerca delle verità svelate: il sovvertimento totale.

Dove sta il busillis? Il nostro molto antipatico Berlusconi ha intrapreso una strada che al mondo anglosassone, Inghilterra e di conseguenza USA, non sta bene. Il mondo della politica cammina spesso in territori che profumano di migliaia di miliardi di dollari e Berlusconi ha iniziato a percorrere quella strada che porta ad escludere, parzialmente, una fetta di interessi gravitanti proprio sulle menzionate regioni. Gli accordi presi da Berlusca, ma che erano già stati gettati dal suo predecessore Prodi, prevedono che una parte degli approvvigionamenti energetici siano distribuiti tra diversi fornitori, per l’appunto il gas russo tramite la condotta South-Stream e il petrolio ed il gas Libico, oltre alle forniture di Marocco e altri paesi dell’Arabia, escludendo parzialmente  la mega condotta del Nabucco (gestita da USA e Inghilterra) che dovrebbe entrare in funzione nel 2014. Il rimanente cadrebbe sulle forniture di stampo anglosassone che non sono poco, perché vanno oltre il 50% dell’energia che all’Italia necessita. E sufficiente confrontare le due mappe per capire che a livello di costi il South-Stream è sicuramente più vantaggioso per la nostra economia che non il Nabucco.

Agli occhi degli increduli si rimanda al grafico di Wikipedia dove è possibile avere un’indicazione di quanto suddetto. Il problema odierno è che l’agitazione del torbido va ad offuscare i nostri reali interessi indipendentemente da quelli degli inglesi o degli USA oltre che a quelli di Francia e Germania.

Le vie per attuare il progetto disfattista sono sempre le stesse: calunnia, discredito, ribaltoni, inciuci e, quando non bastasse, una morte improvvisa che i beni attenti sanno cogliere come il segno del cambiamento. Accadde con Mattei, con Moro, con mani pulite (1992) epoca nella quale i padroni del mondo economico, riuniti al largo di Ustica in un battello, il Britannia, gettarono le basi per la distruzioni economica, politica sociale e morale dell’Italia. Da lì a poco, come per incanto venne inquisito il Dott. Nobili presidente dell’IRI in seguito scagionato da tutte le accuse, ma nel frattempo lo spezzatino dei gioielli italiani aveva preso il largo, lo stesso accade adesso con uno dei pochi tesori italiani che USA e Israele vorrebbero vedere distrutto (Finmeccanica) e con le valanghe di denaro che verrbbero sotratte alle lobbies anglosassoni con il South-Stream.

Wikileak non rappresenta altro che una mano oscura che si muove all’interno di un disegno ben oliato e provato molte volte in vari paesi del mondo: da Israele nel 1947, in Egitto all’epoca di Nasser, in Iraq con Saddam Hussei, in Iran con Reza Pahlevi Schia e poi con Komeini, in Afghanistan ecc.ecc. Sempre la stessa tecnica, sempre lo stesso disegno e gli stessi sistemi, ma sopratutto gli stessi interessi: il controllo economico commerciale di tutte le tratte mondiali e quella dell’energia, checché se ne parli in maniera soffusa, è quella sicuramente più importante.

Ricordiamoci che Assange, dopo che le cose si saranno sistemate farà la fine che si è meritato: finché serve lo si usa, dopo si getta. Purtroppo il mondo dei media e dei politici è troppo sensibile e troppo ammanicato per osteggiare cose già risapute e conosciute, ma si sa che l’eco è spesso più spaventoso che non la voce che l’ha prodotto.

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: