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Il toto parassitismo

16 febbraio 2014 Lascia un commento

Renzim Jong-un

 

Ancora una volta l’Italia subisce un colpo di stato ad opera della congrega giudaico-massonica qui capeggiata dalla figura immonda che alberga, abusivamente, al Quirinale.

Non entrerò nella discussione di questo oltraggioso gesto di potere che la finanza globale, sostenuta a piene mani dalla Germania e dall’Inghilterra, ha attuato. Questo è solo carne per le testate di regime come Repubblica, Corsera, Libero e Il Giornale, senza dimenticare la Stampa ed il Mattino. Ma cercherò di porre un’attenzione sulle probabili nomine in corso d’opera che il nuovo “bamboccio” avrebbe in odore di nominare.

Epifani: probabile ministro del Lavoro. Noto sindacalista della CGIL, dell’ex PCI e ora del PD. Non ha mai lavorato, non ha mai fatto nulla che sfruttare i compensi dei lavoratori depredando loro le buste paga: un parassita.

Marianna Nada: una signora nessuno, ma una esponente del PD, altra parassita.

Angelino Alfano: uno dei tanti traditori, un altro voltagabbana, ovvero un altro italiano con un profondo senso della giustizia ‘pro domo sua’ desiderato dalla carcassa del Quirinale.
Ex PDL ora mina vagante disinnescata, capace solo di riempire le latrine.

Graziano Delrio: un altro signor nessuno, medico che fa politica dal 2000 che ha perfezionato parte dei suoi studi tra Inghilterra ed Israele: parassita filo sionista.

Dario Franceschini: autorevole personaggio del PD, non ha mai lavorato, ma solo incamerato denaro dal sudore degli italiani. Politico figlio d’arte. Dicono che ha scritto molti libri, probabile che molti di questi li abbia scritti per lui il cosidetto ‘Ghost writer’: altro esempio di parassitismo. Ex democristiano, la peggior specie politica, anzi la variante più virulenta dello scenario politico di questi ultimi 60 anni di storia politica italiana. Un vero esempio di come il parassitismo si incista nelle pieghe dello stato.

Tito Boeri: quello che sputtanò l’altro bel tomo del giornalista economico finanziario *****. laureato alla Bocconi ed ex consigliere del FMI, della banca Mondiale, del OCSE e della Commissione Europea. Uno che ha i giusti contatti con quelli che contano, ma che non son mai stati eletti da nessuno. Un figlio ‘buono’ della massoneria più speciosa, uno che non si nota ma che nota quanto va contro i dettami giudaico-massonici. Un vero parassita, nel senso classico del termine, opportunista, sciacallo, mentalmente robotico, incapace di pulsioni umane.

Lucrezia Reichlin: ah beh, qui andiamo sul velluto. Niente e popò di meno che la figlia del vecchio Reichlin ex deputato del PCI (ora PD) e figlia della fondatrice del Manifesto, quel giornalino che copriva le opere caritatevoli delle BR. Una figlia d’arte della cospirazione antidemocratica. Ha ricoperto alcune cariche importanti presso la BCE ed è candidata a vice-governatore della Banca d’Inghilterra. Le sue origini giudaico-sioniste non potevano che portare a questi lidi. Esempio classico della più becera degradazione nazi-sionista.

Vittorio Colao: personaggio della Vodafone, alias De Benedetti, sempre la solita minestra con qualche variante. In poche parole una foglia d’Ulivo in salsa cabalistica. Un ex amministratore di RCS, il salotto massonico all’italiana. Un ometto da 17 milioni di euro all’anno. Un raro parassita da eradicare.

Oscar Farinetti: un imprenditore pronto a mordere tutto quello che gli passa sotto la bocca. Un vero ministro dell’agricoltura capace di difendere l’italianità dei nostri prodotti, purché i suoi (Eataly) siano sempre in primo piano. Altro parassita incapace di visione globale.

Emma Bonino: già la conosciamo questa signora. Agnostica, laica e filosionista. Atlantista e contraria agli interessi italiani. In un anno del suo ministero NON ha risolto nulla nella questione dei due marò. Grande parlatrice senza mai concludere nulla. Politica dagli anni 70 prima come femminista acerrima a favore dell’aborto, dei matrimoni omosessuali e della libertà di sventrare le donne rimaste in cinta. Un donna parassita che NON ha mai lavorato!

Maria Elena Boschi: una ragazza molto carina, dagli occhi sinceri e dallo sguardo sorridente, ma spesso nell’innocenza di uno sguardo si cela la vipera più acerrima. Una delle tante ingurgitate dal PCI. Una ennesima parassita.

Beatrice Lorenzin: anche questa signora è conosciuta ormai. Ex PDL, trasformista, voltagabbana, alla ricerca del piatto più gustoso. Non è nemmeno laureata, ma è una politica, di cosa non si sa, ma quello che si capisce è che si è incistata come tutti gli altri parassiti alle nostre spalle.

Maurizio Lupi: Uno che se lo incontri in auto è meglio fare un frontale. Voltagabbana, traditore e inaffidabile; ex PDL, ora non si sa, ma ‘purché se magna’ è sempre lì sul desco pronto ad ingolfarsi. Parassita.

Alessandro Baricco: la desolazione e la delusione di molte donne che vedevano in questo maschio l’idolo dei loro sogni letterari. Personaggio del PD. Probabile designato alla cultura, meglio forse sarebbe alla coltura. Ennesimo parassita inutile. Sarebbe stato meglio un Daverio.

Matteo Orfini: sicuramente molto vicino agli amici di grembiulino filosionisti, del PD. Uno dei cosiddetti  ‘Giovani Turchi’, che nella storia sono i criptogiudei che massacrarono gli armeni. Ma in Italia, il rimescolamento delle carte storiche, nella distorsione della storia stessa, è preambolo di rinnovamento, di laicità, del nuovo…del nuovo???? Un altro parassita!

Gianni Cuperlo: uomo del PD, parassita per antonomasia. Come si fa a dare 2 euro per votare alle primarie dei parassiti che si criticano? L’ennesima potenza del parassitismo trasfigurato e cervellotico.

Laura Boldirni:si avete letto bene, proprio lei. La donna di ferro, la brutta copia della Lady di Ferra inglese, che però in tempi non sospetti lasciava ampio spazio alle sue pudenda.  La donna dei froci e delle lesbiche, della parità dei diritti per i matrimoni e per le adozioni di bimbi. Quella che sostiene a piene mani i genitori di genere 1 e 2, purché non si sappia se uno di questi è maschio o femmina. Una vera parassita da enucleare dal parlamento.

Deborah Serracchiani: Pd, Presidente del Friuli Venezia Giulia, una brava ragazza, a prima vista, ma che nelle pastoie politiche di palazzo deve per forza di cosa arrivare ai compromessi che la metteranno in minoranza.

Michele Vietti: il vero cardine del nuovo governo Renzi, quello che può tutto, e rendere la vita difficile a chi non condivide le regole di magistratura democratica, (nb. il termine democratica è solo un aggettivo). Un vero caimano, un cane mordace e temibile, capace di ribaltare le regole “democratiche” di questo paese che in 150 di storia ha guadagnato con il sangue. Il re dei parassiti, ovvero la leva che potrebbe scoperchiare e portare l’Italia ad uno stato stile sovietico. Uomo dell’UDC, pericoloso, molto pericoloso e profondamente massone.

Roberto Giacchetti: chi lo conosce è bravo. Nessuno l’ha mai sentito, ma questo ragazzo ha fatto lo sciopero della fame per cambiare il Porcellum! Ma è anche vice presidente della Camera e chissà come avrà fatto ad arrivare a questo incarico? Che sia uno dei tanti piccoli parassiti? Certo che lo è!

Ebbene, dopo questo breve excursus dei vari parassiti del probabile collegio di governo del governo Renzi, possiamo brindare, rallegrarci soprattutto per il fatto che le grandi lobbies finanziarie hanno hanno dato il benvenuto con un aumento degli indici di borsa di Milano, come dire che finalmente s’è trovato quello che lavora per loro.
Nella realtà, Renzi, pare voglia aumentare la tassazione finanziaria. Occhio però, è solo una distrazione, nella realtà il suo desiderio è quello di seguire le indicazioni del suo mentore De Benedetti che prevede una patrimoniale per tutti i redditi superiori ai 70 mila euro. Ma non è il solo, anche l’Europa cerca i risparmi poiché i conti della serva stanno mettendo a nudo i grandi buchi del sistema finanziario-bancario. Renzi quindi è il pagliaccio al posto giusto e nel momento giusto: giovane, scafato, figlio d’arte della politica rapace, che parla come la gente vuol sentire, ma che nasconde la mano delle sue mire, ma è costretto dai gnomi della finanza a seguire pedantemente le loro indicazioni, in caso contrario salta il banco.

Eppure…quasi 3 milioni di persone hanno versato un contributo volontario di 2 euro a testa per votare uno come questa persona. Ma questi 3 milioni sono l’intero popolo italiano? E quella brutta immagine che abbiamo al Quirinale come può arrogarsi il diritto di dare l’incarico ad uno che nessuno ha mai votato. Che si tratti quindi di colpo di stato è evidente e quello che impensierisce di più è la mancanza dei fatti che, per esempio, il M5s non ha fatto seguire per la messa sotto stato d’accusa nei confronti del presidente della repubblica: un massone, collaborazionista, antitaliano, comunista e filo sionista.

London School of Economics: “Non rimarrà nulla dell’Italia”

18 ottobre 2013 4 commenti

Questo articolo da solo esprime nella migliore maniera il futuro del nostro paese fintanto che una “forza” non contrasterà questo declino ineluttabile.

Non c’è speranza se non quella di una lenta agonia e di un disastro sempre maggiore in tutti i settori.

London School of Economics: “Non rimarrà nulla dell’Italia”.

Costituzione da abrogare?

30 settembre 2013 2 commenti

stemma

Negli Stati Uniti la costituzione ha 7 articoli e 27 emendamenti, l’Italia ha 139 articoli e definire quale sia la migliore non rientra nei compiti di questo articolo.
La nostra costituzione nasce nell’800 ad opera delle centrali massoniche franco-inglesi con il chiaro scopo di ingabbiare una società, quella italiana, in regole libertarie al fine di esautorare il potere monarchico come unico referente. La successione temporale, attraverso la quale la costituzione si è sviluppata, segue un percorso che appare come un grande vantaggio per la popolazione italiana, ma alla lunga si dimostrerà una gabbia. La rappresentatività costituzionale del popolo avvenne con molta gradualità permettendo ai grandi gruppi economici dell’epoca maggior peso rispetto a quella del popolo.

Il popolo aveva quindi una parvenza di potersi esprimere, ma solo attraverso una serie di gradi di accesso al potere. Non tutti potevano votare e molte erano le fasce sociali escluse. Con l’unificazione parziale dell’Italia nel 1861 buona parte del processo costituzionale si era compiuto sulla base di regole che scimmiottavano le istituzioni inglesi. L’avvento del fascismo pose un’interruzione al processo riformatore costituzionale, mentre con la fine della 2a guerra mondiale e la vittoria degli anglo-americani, prese corpo l’attuale forma redatta dall’assemblea costituente composta da quella parte di italiani che avevano sabotato l’Italia, prima, durante e dopo il fascismo con il chiaro intento di sabotare l’unificazione monarchica, fascista e democratica.

Ora siamo a 66 anni da quel giorno in cui De Nicola firmò la Carta Costituzionale e da allora ad oggi molte cose sono cambiate nel nostro paese. Socialmente ci consideriamo più evoluti (è strano considerare evolute persone che sfasciano una città per una partita di pallone, ma accettano di buon grado di farsi licenziare e di rimanere disoccupati); il grado di istruzione appare distribuito in maniera coerente con la media europea (ma produce una classe insegnante peggiore d’Europa) , le diversificazioni di reddito e il benessere non è più appannaggio di certe classi sociale, e molti adesso hanno accesso al credito (quando le banche lo permettono).

Insomma, tanto fumo e poco arrosto.

L’articolo 1 della costituzione recita:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Di per se solo questo articolo è premessa della falsità oggettiva di questa carta costituzionale. Una repubblica fondata sul lavoro? Non su valori etici, di rispetto sociale, umano, sulla vita dell’uomo e sulle sue opere di arte e di ingegno? Che razza di regola è quella di fondare una costituzione sul lavoro? Sul lavoro si costituisce un esercizio commerciale, una industria, un opificio, una società per azioni, ma uno stato (che si definisce democratico) mai! In uno stato questi valori, non sono quelli che in primo piano hanno maggior rilievo, ma ne sono parte integrante, ovvia, insignificante al confronto co il rispetto della vita, delle genti e delle loro tradizioni storiche, artistiche, morali e anche religiose. No! La nostra costituzione è fondata sul lavoro, sullo sfruttamento e svuotamento della ricchezza millenaria che ci ha visto primeggiare in ogni campo. Questo “non s’ha da fare”. Manzoni, procace cattolico, e cripto-massone, ne aveva ben donde nel definire e nel combattere il potere ecclesiastico, sempre inviso alla massoneria. Lui sapeva e scriveva romanzi che sono un inno alla massoneria. Ma parliamo di molto tempo fa, tempi in cui la lettura e l’istruzione scolastica ancora arrancava in una struttura di uno stato appena abbozzato e non ancora sperimentato, ma ricco di appetiti.

Oggi però questa carta costituzionale pare, agli occhi di molti, un decalogo fuori tempo, obsoleto, vecchio, antico per delle regole che via via nell’arco di pochi anni sono state disattese: lavoro, sindacati, parlamento, poteri dello stato, esercito. Anche il Wall street Journal critica questa obsoleta carta e richiama all’ordine che ci impedisce il miglioramento sociale, il progresso economico e la rinascita. Così pure la grande banca d’affari J.P.Morgan, grande finanziatore del nazismo e dello stalinismo, sempre pronta ad intravvedere gli spazi proficui per i loro interessi. Ma non hanno torto. L’attuale carta costituzionale è, oltre che anacronistica, talmente inadatta all’ordine impostoci dal Fondo Monetario Internazionale alla Banca Mondiale, all’Onu, alla Nato che noi, italiani, abitanti di una penisola immersa nel Mediterraneo, dovremmo accettare di buon grado questi disinteressati consigli.

Già negli anni passati è iniziata l’abbattimento della costituzione con le nuove normative del 2001, con il Trattato di Roma e con quello di Mastricht, senza dimenticare quello di Lisbona che ci ha imposta un asservimento totale in ogni campo sul nostro territorio. Siamo esautorati di qualsiasi diritto, dal cibo al vestire, al pensare. Attraverso l’ONU, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Ocse e il World Trade Union si è realizzato un insieme di regole alimentari per cui non è più possibile poterci coltivare i nostri prodotti, quelli antichi, quelli che per millenni ci hanno mantenuti sani e robusti, ma dobbiamo accettare le regole imposteci dal Codex Alimentarius, prodotto delle suddette organizzazioni, così come nella sanità, ed in tutti quei campi che possono rinfocolare quel senso di unione e di compattezza nazionale.

E’ lapalissiano che di fronte a queste bordate da corazzata Potëmkin non possiamo che alzare bandiera bianca: “Ehi voi…qual novità? Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca”.

Berlusconi, Esposito…e il resto?

10 agosto 2013 2 commenti

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Credo che su questo personaggio si sia detto di tutto e si sia sviscerato anche l’impossibile: olgettine, corruzione, evasione, malversazione, concussione, ricatto, sesso. Manca solo l’accusa di omicidio e abbiamo la quadratura del cerchio.

I media, tutti, sono ricoperti delle notizie riguardanti la sentenza della Corte di Cassazione ed ogni giornalista fa a gara per dare una visione “giustizialista” del verdetto già deciso. I 95 ricorsi della difesa degli avvocati Coppi e Ghedini-Longo non sono stati nemmeno presi in considerazione e questo, per una giustizia che si definisce garantista, dovrebbe far pensare: nei fatti tra quelli che hanno lavorato alacremente per la sentenza contro Berlusconi a fine luglio c’è anche il magistrato che a Milano, dopo un anno dalla sentenza, non è stato in grado di produrre le motivazioni e l’imputato (uno stupratore) è stato messo i libertà: la giustizia vince sempre!

In Italia funziona così e quando ci si scontra con un determinato potere, in questo caso la magistratura, non c’è via di scampo. Cerchiamo però di ragionare come lo farebbe un delinquente evasore. Berlusconi versa allo stato una somma di circa 9 miliardi di tasse; ha un patrimonio di oltre 1,9 miliardi, ha avuto un reddito di 48 milioni di euro nel 2011, ma è così stupido da evadere al fisco 3 milioni: c’è qualcosa che non quadra nel ragionamento del delinquente!! Ma sicuramente i giudici hanno anche una capacità di conto che ai più non è dato di avere.

Però, nel frattempo, accade e se ne parla poco, alcune cose passate in silenzio. Ci dicono che la ripresa è vicina che la Germania sta andando a gonfie vele, tanto che i vari Letta prima e Renzi dopo sono corsi da frau Merkel subito dopo le elezioni a riaffermare la sudditanza del nuovo governo e dell’eventuale prossima “führung”. Cosa si siano detti nessuno lo sa, ma sappiamo che in Germania alcune cose non vanno per il verso giusto e se l’Europa è in ripresa (così dicono) appare strano che la Deutch Bank stia liberandosi  di derivati a suon di centinaia di miliardi.  La banca tedesca in dicembre portava sulle spalle una esposizione lorda sui derivati mostruosa e pari a 55,6 trilioni (56 mila miliardi) di euro, più elevata perfino di quella di JP Morgan e l’esposizione nominale in derivati netta di Deutsche Bank è scesa a un ritmo i 425 miliardi di euro a trimestre (!!). Il motivo di queste operazioni è segreto, ma lascia dei dubbi sulla solidità finanziaria della Germania. Sta avvenendo quello che da molte parti si sussurra: uscita della Germania dall’Euro? Oppure, più prosaicamente, si sta liberando della cartaccia intestata a qualche paese del Sud Europa?

In questo mare di falsità che ci sommergono sino alla gola, una che salta agli occhi è la fantomatica ripresa: “la luce in fondo al tunnel”. Quale? Non sarà mica l’espresso Londra-Parigi-Berlino-Washington che ci sta cozzando in faccia?

Vedere la ripresa: “A fine anno dovrebbe esserci un’inversione di tendenza, «ma è un segno modesto se non faremo gli interventi necessari. Nicoletta Picchio – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/jfmfq” – La Bce per bocca di un dei responsabile del Crack MPS “«graduale ripresa nel prosieguo dell’anno e nel 2014». Il Pil si è contratto dello 0,2% contro un 0,4%atteso, un successo secondo Saccomani, che però non si accorge che è l’ottavo trimestre di fila che inanelliamo dei fallimenti continui. Se poi si va a vedere la produzione industriale in 5 anni abbiamo perso il 25%. La disoccupazione reale appare essere ben lontana dalle tabelle Istat, eppure continuano a propinarci delle serie fasulle e prive di fondamento come la questione dei disoccupati dai 14 ai 24 anni, in cui, assurdamente, si comprende una  fascia d’età vietata per legge quella che va dai 14 ai 15 anni (e sono quasi 800.000 persone).

Solo sulla base di queste notizie è evidente lo sforzo “bellico” e terroristico di questo governo del fare per non cambiare nulla. Ci assordano le orecchie con notizie fasulle, inutili mentre il carrozzone sta ormai perdendo pezzi da tutte le parti. Non è cambiato nulla, non sono cambiati i paradigmi sulla spesa pubblica, ma nel decreto del fare hanno incoraggiato le piccole e medie imprese ad investire. La regione Veneto ha accettato, alla faccia di Zaia che si considera governatore e non governa una beata acca, 1,5 m,miliardi per pagare i privati in attesa da mesi. Bella mossa, si potrebbe dire, e invece no! Il miliardo e mezzo di euro è in prestito e costerà alla popolazione 22 milioni di euro/anno da pagare alla cassa depositi e prestiti per gli interessi. Ma sarebbero queste le azioni del “governatore della beata acca”?

Si pagano le aziende che attendono da anni i denari dovuti e si scarica sulla massa della popolazione il costo dell’operazione. Ma la Cassa Depositi e Prestiti non è controllata per l’80% dallo stato? Perché allora questo stato impostore ed usuraio accetta l’onere dell’interesse come una semplice banca d’affari? Chi ci guadagna in questa operazione? E tutto questo passa in secondo ordine, pochi lo scrivono e nessuno lo dice nei media audiovisivi: un bel tacer non fu mai scritto!

Però in questo “fare” è stato deciso che si toglierà il 25% per le retribuzioni dei parassiti oltre i 300.000 euro. Ma quanti sono quelli che guadagnano nello stato oltre i 300 mila euro? Credo una manciata di persone. Possiamo mostrare con queste azioni che il governo del fare ha realmente fatto qualcosa? Eppure c’è chi tra i pensionati porta a casa una misera pensione di appena 300 euro/mese ed è costretto ricorrere alle associazioni per poter mangiare, vestirsi ed essere curato.

Ho l’impressione che i due partiti coalizzati, composti per lo più da una miscela di gente inutile, stiano arrivando al capolinea. Non credo che ci sarà nessuna sommossa popolare come aveva ventilato Casaleggio, gli italiani di fondo sono dei codardi e pigri opportunisti, ma credo invece che alcuni altri, più scaltri e con una certa dose di pelo caprino nello stomaco, sapranno far girare questa situazione a loro favore. Le aziende continueranno a fallire, la povertà continuerà ad aumentare, la mancanza di lavoro sarà il tema centrale e molti si accontenteranno di poche monete in cambio di un pane, ma non succederà nulla. Il parassita ha saputo architettare una struttura di controllo così permeante e ferrea che pochi sapranno sfuggirgli.

Italiani, svegliatevi dal torpore!!!

19 luglio 2013 Lascia un commento

“Quando uno Stato dipende per il denaro dai banchieri, sono questi stessi e non i capi dello Stato che dirigono le cose. La mano che dà sta sopra a quella che prende. I finanzieri sono senza patriottismo e senza decoro”. (Napoleone Bonaparte)

Banche e tassi negativi

26 giugno 2013 Lascia un commento

cassaforte materassp .

Qualche tempo fa si parlava del possibile fallimento del sistema bancario, ma l’aiuto della BCE e le iniezioni di liquidità ha permesso al sistema di stare in piedi con le stampelle. All’inizio di giugno, a seguito delle parole di Mario Draghi, le borse europee hanno avuto un sussulto, un ruttino per un boccone non bene digerito. Di che si tratta? In soldoni, visto che parliamo di banche, l’emerito Draghi ha fatto sapere che ci sarà la possibilità che i tassi di interesse in conto deposito potranno essere negativi: “Non prendiamo mai impegni in anticipo ma tutto il lavoro di preparazione per avventurarci nei tassi negativi e’ stato compiuto”… “se cio’ verrebbe combinato con altre misure, non sono nella posizione di dirlo”. Booomm!!

In sostanza dalle parole non appare chiaro se il discorso sia riferito ai conti deposito dei cittadini o a quelli delle banche che chiedono a prestito dalla BCE. Quale che siano i punti da verificare è ineluttabile che anche il cittadino avrà la relativa mazzata sui suoi sudati risparmi.

Quello che colpisce è che già adesso i tassi di interesse sono negativi, il che vorrà dire che, con la nuova manovra che si sta profilando all’orizzonte, sprofonderemo sempre più nel baratro della miseria più nera. La fuga dei capitali è già iniziata molto tempo fa e solo l’anno scorso sono usciti dall’Italia oltre 235 miliardi di euro, ma la stima è ovviamente in difetto.

Quello che vede chiaramente la situazione, in tempi non sospetti, fu Willem Buiter che nel 2009 stese per il FT una relazione che spiegava dettagliatamente la necessità dei tassi negativi motivandoli che in periodi di espansione (inflazione) le banche centrali hanno la possibilità di aumentare i tassi, mentre in quelli di deflazione o recessione al massimo li possono portare a zero, mentre nella realtà, secondo quanto spiega Buiter i tassi dovrebbero essere negativi, in linea con l’andamento dei mercati. Quello che però, a mio modesto parere, dimentica od omette Buiter, è che le banche sin dagli anni 2000 non hanno mai operato per l’economia reale a pieno regime, ma hanno spostato le loro attività in quella della speculazione finanziaria molto più remunerativa, ma anche al tempo stesso, più rischiosa, scaricando sui clienti il costo delle operazioni in perdita. Draghi infatti accusa i governi europei come primi responsabili del risanamento delle banche nazionali.

Purtroppo il sistema bancario globale è allo sbando completo con in testa le maggiori banche centrali e il comune cittadino, per mettere al riparo i suoi risparmi, ha come unica risorsa solo il materasso.

Condizioni insostenibili

24 maggio 2013 3 commenti

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In un paese in bancarotta, in cui il lavoro è diventato un bene talmente prezioso da essere introvabile esistono ancora dei paladini della giustizia che, insensibili alle migliaia di licenziamenti, bloccano di fatto le attività di 18.000 persone. E’ di questi giorni infatti il sequestro da parte del Gip Patrizia Todisco di 8 miliardi all’ILVA che si aggiungono ai 1,5 miliardi sequestrati dai giudici di Milano.

Il sequestro è dovuto ai mancati investimenti per la sicurezza e l’ambiente, considerato pertanto un illecito.

Ciò che è lecito a questi magistrati è la legge che deve essere applicata senza ritegno e senza nessuna considerazione per le migliaia di persone (18.000 in tutta Italia) che di quel lavoro traggono sostegno per le famiglie; ovviamente quei magistrati, zelanti e preoccupati di svolgere il compitino loro affidatogli, non si preoccupano di quelle persone, loro, quei magistrati – dipendenti pubblici, come altri 3,5 milioni – non sentono la preoccupazione di quelle famiglie che si vedono tolto il pane dalla bocca. No! Loro, sicuri e tranquilli del loro stipendio di 7.000 euro/mese non possono sentire i lamenti e le maledizioni di quelle famiglie e chiusi nelle loro ovattate stanze procedono imperterriti nell’azione distruttrice.

Allo stesso tempo abbiamo un governo che indica alla Confindustria di creare più posti di lavoro, di avere più competitività (sarebbe da chiedersi come sia possibile visto che ogni giorno muoiono migliaia di aziende), di fare squadra. Letta è probabile che viva come quei giudici in un altro mondo. Come è possibile cerare posti di lavoro, essere competitivi se mancano le riforme corrette, se non c’è nessuna prospettiva futura e se il sistema bancario fa quadrato e mina la credibilità delle aziende? La Confindustria però, facendo occhiolino a Letta, affermaSe questo sarà il governo della crescita e del lavoro noi lo sosterremo con tutte le nostre forze

Quindi, giusto per avere un piccolo quadro, si punisce un’industria mettendo sul lastrico 18.000 lavoratori (non trovate strano che i sempre presenti sindacati se ne stiano zitti-zitti???), il governo fa melina con le forze industriali e il sistema bancario (lo scandalo MPS) fa quadrato attorno agli inciuci della politica nel più grande fallimento di una banca.

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