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Posts Tagged ‘Irlanda’

Scie, fantasie o realtà misconosciute?

6 febbraio 2011 Lascia un commento

Quanti alzano gli occhi al cielo per osservare? Quanti hanno notato delle scie bianche che rimangono in cielo per ore ed ore, allargandosi successivamente in chiazze biancastre rendendo il cielo velato con colori al tramonto innaturali?
Credo che molti le abbiano notate e molti se ne siano disinteressati: tanto che cosa possono fare?

Immagine satellitare

Sulle scie che si vedono in cielo non si sa nulla, nel senso che nessuno delle istituzioni spiega esattamente cosa siano e quando vengono richieste (le spiegazioni) sono per lo più banali, quasi infantili: scie di condensazione del vapore acqueo dai motori degli aerei. Tutte cose risapute!
Il fatto è che il vapore acqueo non rimane in cielo per ore ed ore e non varia la sua colorazione con i raggi del sole a certe angolazioni, ma anche sotto questo punto di vista le spiegazioni dei “tecnici” sono per lo più banali e infantili: sono la condensazione degli scarichi degli aerei che contengono sostanze diverse in funzione dei carburanti e degli additivi usati che con la temperatura ed umidità dell’atmosfera a certe altitudini, rifraggono la luce in maniera diversa. Oddio, può anche essere una buona spiegazione, ma non spiega perché rimangono nel cielo per ore e perché i certe occasioni si formino buchi perfettamente rotondi nel cielo, oppure le nuvole, all’avvicinarsi di temporali assumano forme insolite, quasi di matasse di lana.

Però, sappiamo che a Pechino, durante le olimpiadi, furono usati razzi carichi di ioduro d’argento per scongiurare la pioggia proprio durante la inaugurazione, sappiamo che in Abudabi hanno provocato la pioggia (52 acquazzoni) in agosto (!!!) usando la semina aerea di sostanze ionizzanti l’atmosfera. E queste non sono le prove dei complottisti, ma fatti veri ed accaduti. Anche alla BBC.UK si ammette che vi siano sperimentazioni chimici a nostra insaputa: anche loro complottisti?

Mah?! Eppur si muove, l’areo che solca il cileo e che fa strani disegni! Nella realtà ci sono state anche alcune interpellanze parlamentari, ovviamente senza esito.

I complottisti dicono che queste scie rilasciano alcune sostanze, per lo più bario, bromo, silicati, torio, ma possiamo immaginare che ce ne siano altri. Si pensi per esempio alle quantità industriali di diossina e defogliante scaricati dalle forze americane in Vietnam per fare terra bruciata contro i vietcong, questa è staoria degli anni ’60 e non è complottismo, ma realtà passata!

Ora se si è utilizzato del “semplice” defogliante o della diossina per stanare i “viet”, è possibile pensare che chi controlla non possa fare a noi cose sconosciute per modificare alcune variabile ambientali, climatiche, comportamentali, irrorando l’atmosfera di sostanze che possano modificare la stua struttura e l’aria che respiriamo e che respirano i nostri figli? Ma oltretutto lo ammette anche l’europa.

Allora che si dice a tal proposito, perché tacere? Perché i piloti di quegli aviogetti sono “condannati” a stare zitti? A quale tipo di ritorsione sono sottoposti e  che ricatti subuiscono loro e la loro famiglia se per caso sfugge loro una parola in questo campo? Eppure le prove stanno tutte sui cieli, si vedono tutti i giorni e anche di notte, è sufficiente alzare il naso e anziché bere una birra, o alzare il gomito per trangugiare una pastiglia di droga con un bicchiere di alcool forse se tutti dessimo maggior peso a quello che ci accade attorno potremmo vivere meglio, no?

E invece no! Meglio drograsri, ubriacarsi, non vedere, non denunciare, non sottolineare quanto le alte sfere farmaceutiche, militari stanno compiendo sulle nostre teste. Non dobbiamo sapere! E non serve porsi delle questione perché anche in altre parti del mondo il problema è presente, così in USa in Canada, nella Gran Bretagna, in cui è anche bene espresso un commento del parlamento inglese. Quindi non sono balle solo che per digerire quanto si vede, è necessario accettare la favola del cambiamento climatico, del surriscaldamento terrestre e del buco dell’ozono per permettere a dei criminali travestiti da agnelli di defraudarci della nostra vita.

Quale Shoah commemorare? (Parte II)

27 gennaio 2011 Lascia un commento

Il coro è assordante, strabordante di leziosità, volgare, eccessivo e stucchevolmente scontato, spesso pacchiano e acritico. Questo è quanto si percepisce dalle innumerevoli dichiarazioni sulla Shoah.

Napolitano, il vetero comunista che non ha mai rinnegato le sue amicizie d’oltre cortina, ci insegna come dobbiamo rispettare la Shoah e non perde tempo a bacchettare tutti quelli che ormai non ne vogliono più sentir parlare, offrendo, invece, medaglie d’onore ai vecchi superstiti dei campi di sterminio.Napolitano ci insegna che “Il primo seme avvelenato, il primo germe distruttivo è quello dell’intolleranza, del nazionalismo e del populismo che si traducono in demonizzazione e in odio del diverso e dello straniero

Alfano, il lecchino di corte di sua immonda maestà di Arcore, addirittura sposa e sostiene la necessità di varare una legge che punisca chi non riconosce la storicità della Shoah. Per fortuna che nel mondo ebraico esistono persone con il senno e con la giustizia di chi ha sofferto realmente, è il caso di Ariel Toaff che dichiara L’idea stessa della legge è sbagliata. In primo luogo sarebbe lesiva della libertà d’opinione, anche della più aberrante, e aprirebbe la strada a altri tipi di limitazioni. E comunque i negazionisti continuerebbero finendo magari per passare da vittime“. (nda: la soppressione della libertà, di parola e di espressione di pensiero è anticostituzionale, infatti l’Art. 21 recita: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.)

E’ una lotta contro il tempo, contro l’inesorabile potere della dimenticanza, ma non si deve dimenticare, anzi è necessario porre dei limiti entro i quali far scorrere la legge che tutto guida e tutto sorveglia per punire per impedire e incarcerare anche la libertà di pensiero e di critica. Eppure non c’è verso di far capire a lor signori che la Shoah è una parentesi storica che purtroppo si ripete in diverse parti del mondo. Ma non c’è miglior sordo di chi non vuol ascoltare!

Non c’è un solo uomo che sia meglio dell’altro! Tutti hanno le mani sporche di sangue, di crimini contro l’umanità, di barbarie. Nessuno è indenne, ma solo un “popolo”, per grazia ricevuta da Dio, è superiore e migliore degli altri, quello di religione ebraica.  Solo loro hanno il diritto di esistere e di essere commiserati e venerati, gli altri, i goym (non ebrei), possono anche crepare, essere sterminati. (Secondo Israel Shahak, autore di “Storia ebraica, religione ebraica: nel peso di tre Millenni, il termine “esseri umani ” nella legge ebraica si riferisce esclusivamente agli ebrei.)

Infatti in Israele, nella terra promessa, si canta e si inneggia allo sterminio e nessun giornale, media nazionale o internazionale pone l’accento per il ribrezzo e la ferocia con cui alcuni rabbini incitano allo sterminio dei goymE’ lecito uccidere i Gentili (ndt:i non ebrei) tra le Nazioni, anche se non sono responsabili di minaccie”, aggiungendo:” Se uccidiamo un Gentile che ha peccato o ha violato uno dei sette comandamenti – perché abbiamo a cuore i comandamenti – non c’è niente di sbagliato nel loro omicidio “. L’autore di queste farneticanti parole il rabbinoYitzhak Shapiro e molti altri autorevoli rabbini Yithak Ginzburg e Yaakov Yosef, hanno raccomandato il testo in questione (The King’s Torah) come libro di studio nelle scuole dei coloni israeliani.

Questa la cultura della Shoah? Questa la cultura alla quale fa riferimento Pacifici: quella razzista e sionista incurante dei trattati internazionali (Rapporto Goldstone). Sarebbe quindi questo il messaggio di pace ed amore per i diversi che Napolitano ci vuole offrire “Il primo seme avvelenato, il primo germe distruttivo è quello dell’intolleranza, del nazionalismo e del populismo che si traducono in demonizzazione e in odio del diverso e dello straniero“. Le parole sono profetiche, ma dovrebbe avere il senno, ormai perso, di rivolgerle a coloro ai quali preme far vedere la sua devozione, il suo occhio di riguardo.

Internet: libertà di stato.

7 gennaio 2011 Lascia un commento

Cosa accade di così strano da impostare un titolo del genere? E’ presto detto.

Da più parti, per la realtà sempre dalla solita parte, molte voci si uniscono al coro di porre un freno ed un limite alla possibilità di espressione nella rete. La voce fuori dal coro, se isolata, non rappresenta mai un elemento di disturbo, ma quando i coristi cominciano ad ascoltare tale voce e di conseguenza intonarsi a quella o quelle voci fuori dal coro, succede che il direttore del coro non ci sta più. Smette la musica e riporta tutto al silenzio.

E’ quanto accade nella tanto libera e democratica USA dove molti personaggi stanno facendo terra bruciata, inventando in un sistema che metta il bavaglio alla rete ed alle sue molteplici possibilità di influenzare le persone.

Il mese scorso il presidente Obama ha creato dal nulla la FCC (Federal Commission on Communications) un ente preposto al controllo ed allo studio di come regolamentare la rete e le comunicazioni in essa esistente.  I providers, secondo il capo della FCC (Julius Genachowski), dovranno allinearsi ad una norma di comportamento di “trasparenza” e di “circolazione” praticamente imponendo velocità diverse a seconda dei contratti e dei valori degli stessi (contratto più costoso=alta velocità). E’ evidente in questo proposta una limitazione, per esempio: i blogger utilizzando lo spazio loro concesso liberamente subirebbero la penalità di non aver più accesso o visite nei loro blogs.

Un altro membro della FCC, Michael Copps, ha espresso la possibilità di poter intervenire in quei siti che non si sottoporranno al “community value test” declassandoli a siti più lenti e meno visibili nella rete.  Lo scopo giustifcato dallo stesso Copps è che “…Stiamo negando ai cittadini le notizie essenziali (Quali? Quelle del potere costituito)di cui necessitano per prendere decisioni intelligenti nel dirigere il loro Paese”, come dire che al popolo le notizie devono venire solo da una voce, giusto per non creare confusione. La stampa libera è in attesa di essere bandita!

Il problema è quindi che la massa enorme di informazione che viaggiano nella rete, un pò alla volta, cominciano a scalfire quella crosta di disinteresse che caratterizza spesso la media della popolazione americana, fatto questo che preclude il potere delle note testate giornalistiche americane come la Fox News, CNN e New York Times.  Quindi chi informa, chi mostra le vicende che accadono sotto altri aspetti, chi critica e dimostra la sua tesi è malvisto e condannato al silenzio, quando non peggio ad una pallottola alla nuca.

Ovviamente nulla avranno da temere i blogs dei vari club sportivi o quello per puttane o pedofili, quelli non verranno toccati, così come non verranno toccati quelli della Monsanto o della Bayer o di altre multinazionali che inquinano il pianeta, perché sono proprio loro i sostenitori di questa politica negazionista e liberticida.

In Usa, per chi non lo sapesse, c’è già un documento che ha il potere di introdursi nei diversi blogs o nelle chat con qualsiasi porcata di stato: è il Cybersecurity Act of 2009 (S.773), attraverso il quale lo stato americano, in  emergenza cibernetica, può attuare quanto in suo potere. Il caso di Wikileaks è stato uno di questi.

Chiappe strette, arriva l’in****

31 dicembre 2010 Lascia un commento

 

Già, la volgarità è gratuita, ma cosa si deve fare per avvisare i naviganti della prossima tempesta che froderà milioni di italiani?

Ormai è deciso, c’è poco da stare allegri, la patrimoniale verrà attuata e zitti-zitti vedremo sfilarci dai nostri conti i soldi che serviranno per ripagare le porcate fatte dalla Casta, dalle banche, dagli speculatori. E non ci sarà nessuna manifestazione al contrario di quello che accade se per caso qualche coglione di arbitro delle partite di calcio fa una cavolata.

In questo caso nessun partito, nessun sindacato e nessun operaio, impiegato o semplice pensionato,  scenderà in piazza sotto i palazzi del governo per gettare fisicamente dalla finestra la gentaglia che decierà una tale ladreria. La morale è semplicissima: meglio sfilare qualche miliardo di euro dai conti e dai risparmi degli italiani piuttoston che far pagare ai veri responsabili (quelli che foraggiono i politici) con una semplice manovra attuabile con un decreto come ad sempio la così detta Carbon Tax applicabile a tutte le transazioni finanziarie: basterebbero alcuni punti percentuali per sistemare i conti in pochissimo tempo, ma toccare la tasca dei banchieri e degli speculatori che ci frodano tutti i giorni è molto più difficile che frugare nelle tasche del porco italiano medio, laido ed infame personaggio che a al di là della TV e delle porcate mediatiche non è in grado di concretizzare con la sua testa da minorato psichico.

Il miserrimo uomo, come tale è il suo pensiero, di Giuliano Amato ha proposto che sul debito pubblico si può semplicemente ovviare prelevando, come fece nel 1992 lui stesso, con un’altra patrimoniale. (che cosa è la patrimoniale? Fate una ricerca in rete e capirete!!)

Soldi che verranno prelevati dai propri conti bancari e dei quali nessuno potrà opporsi, perché nessuno vi dirà quando accadrà e perché la stessa regola applicata nel 1992 avrà anche in questo caso valore retroattivo, quindi se prelevate i vostri soldi in banca non avrete scampo, perché l’agenzia per le entrate busserà comunque alla vostra porta e vi pignorerà la casa, lo stipendio e qualsiasi cosa abbiate.

Questi laidi ed infami personaggi della politica grigia e sotterranea come D’amato, Prodi, Dalema e tutti quelli che li hanno preceduti e succeduti ed altri imperscrutabili infami esseri, avranno il coraggio di imporci sacrifici e sangue, tanto a  loro non li tocca nessuno, perché nessuno andrà in piazza a spaccare la testa di questi emeriti cancri nazionali, i veri tumori della democrazia e dell’Italia.

Meditate, gente, meditate, perché già ve ne avevo parlato tempo addietro e ricordate che più se ne parla più è scontato che la cosa avvenga…ma è successo.

L’Europa impone: NO al NATALE!

24 dicembre 2010 Lascia un commento

Natale di Giorgione

Pare una barzelletta per tutti quelli che per anni hanno vissuto questa festa che ha origini antichissime e che fonda le sue radici nella nostra storia romana e successivamente nella millenaria storia del cristianesimo.

Esiste l’ordine dall’alto, della Commissione Europea (che rammento NON è nominata da nessun governo europeo) che ha imposto all’Europa la cancellazione della festa natalizia. La notizia, che troviamo su “La Stampa” brevemente  è la seguente:

La Commissione Europea ha prodotto più di tre milioni di copie di un diario dell’Unione Europea per le scuole secondarie che non contiene nessun riferimento al Natale, ma include festività ebraiche, indù sikh e musulmane.

Certo la libertà di culto è  sacra così come lo era in tempo romano, ma quella a cui ora stiamo assistiamo è l’imposizione della de-romanizzazione dell’Europa e la conseguente riduzione della cultura cristiana.  Le leggi europee  stanno agendo come un tremendo maglio macina tutto e i risultati di questo immondo modo di agire li stiamo verificando e toccando con mano tutti i giorni.

Quello che è accaduto con la Riforma luterana e successivamente calvinista nel nord Europa, nella cattolica Inghilterra ed Irlanda, viene pedissequamente applicato anche in questo tempo. Le stragi compiute dai riformatori in Germania, Olanda, ma sopratutto Inghilterra ed Irlanda e da i loro sostenitori, si stanno esprimendo adesso anche attraverso questi atti che negano l’esistenza di un sentimento culturale e tradizionale comune.

In buona sostanza, l’Europa costituita da popoli che fondano la loro cultura sul cristianesimo, è destinata ad accettare l’ebraismo, l’islamismo, l’induismo ed altre varianti religiose, purché NON siano cristiane. Una bella faccia di tola questi della commissione europea (il minuscolo è d’obbligo), no??
Come li potremo definire queste croste di qualche cesso di periferia, pagati profumatamente con i nostri soldi che decidono sulle nostre teste sulle NOSTRE TRADIZIONI e sulla NOSTRA CULTURA???

E’ forse la mano longa delle logge massoniche che tradizionalmente combattono il cattolicesimo? Non è da sapersi, ma anche MTV pare avere qualche ingerenza sulla questione:

Hanno raso al suolo la scuola, la famiglia, la coppia, i sentimenti e il Natale, mercificando tutto e tutti, hanno livellato il pensiero portandoci ad assomigliare al nulla ma noi, vere bestie da macello non meritiamo la nostra cultura. Dobbiamo accettare la scure del macellaio, perché il goym non è degno di vivere se non quello di servire il suo padrone messianico. Nessuno ne parla, nessuno, nemmeno il Santo Padre, forse anch’egli fratello dei grandi fratelli, ma nemmeno la stessa chiesa, quella che pur con tutti i se e ma, ha difeso l’occidente sostituendosi come baluardo a sostegno della nostre origini oppone un flebile lamento.

Tutti supini al pensiero dominante.

Rinnegare l’euro? Meglio la patrimoniale!

20 dicembre 2010 4 commenti

In borsa durante le contrattazioni, se un titolo tende a salire o scendere senza un motivo specifico è quasi certo che l’andamento è dovuto ad alcuni “rumors” (voci) o se si vuole pettegolezzi, che spesso hanno un fondo di verità. Quando esce la notizia, quella vera, gli speculatori hanno fatto già dei buoni affari e quelli che vi si gettano vengono immancabilmente spennati dal mercato. Capita!

In questi ultimi anni l’andamento dell’area euro ha avuto dei strani movimenti, dei balzi e sobbalzi, tutti indirizzati in una battaglia acerrima tra chi è pro e contro l’euro. Primo tra tutti la Goldaman Sachs e il noto finanziere Soros che già ebbe una parte molto negativa negli anni passati per aver affossato le monete allora circolanti: la lira, il marco e la sterlina inglese. Ma gli attori non stanno solo nei due suddetti, ma sono presenti anche nelle sale finanziarie di molte banche europee (Detuch Bank – Societé General – Interalpha – JP Morgan – Bank of America – Bank of England – Il Gruppo Rothschild – Banco de Santander – ecc.)

Sappiamo che tutto sembra nato dalla nota bolla speculativa dei “subprime” in USA e che da lì si sia espansa anche al resto del mondo, per ora la Cina resta fuori, per ora!

Nella realtà, ovvero per quello che ci è dato da capire, le cose stanno andando in maniera non troppo lineare come potrebbe apparire. Ci viene detto che la crisi è finita,  che la ripresa, anche se piccola, c’è e che le cose cominciano ad andare per il verso giusto.
Ne siamo certi?
No, perché pensando ai buchi dell’Islanda (che non sono stati ripianati dal popolo islandese, ma che hanno lasciato fallire le banche speculatrici) di cui non si parla più, di quelli dell’Irlanda e di quelli dell’Estonia, della Lituania, della Grecia, del Portogallo, dell’Ungheria, dell’Austria e della Svizzera che ci vengono sistematicamente taciuti, farebbe pensare che viviamo in un’isola felice. Ma invece, leggendo sui diversi quotidiani e nella rete, si scopre che più voci stanno prendendo in considerazione una ipotesi assurda, bocciata dai più inveterati economisti pattinati, quella dell’uscita dall’euro.

Paolo Savona, ex ministro e presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ha proposto che l’Italia si liberi del “cappio europeo che si va stringendo al collo“, considerando la convenienza di uscire dall’Euro o dall’Unione.  Ma non è l’unico, infatti da Bloomberg si legge un articolo di una nostra testa pensante Elena Carletti, la quale in un’intervista rilasciata al noto giornale ha espresso viva preoccupazione e suggerito una rapida ed indolore uscita dall’area euro senza troppi fronzoli, evitando tentennamenti ed accettando la contropartita di una certa inflazione che all’opposto verrebbe mitigata da un aumento delle esportazioni.

La preoccupazione nasce da un fatto semplice: il prossimo anno l’Italia dovrà ritornare ai suoi creditori la bella cifra di 250 miliardi di euro e sappiamo che non c’è alcuna possibilità che l’Italia sia i grado di rifinanziare il debito se non con le solite ed assurde scelte come la infame patrimoniale (abbiate fede che verrà applicata e in totale silenzio!!) che comunque non riuscirà a tamponare il buchetto, ma solo ad inacidire ancor più le persone e spingendo sempre di più la popolazione all’evasione e a qualsiasi sistema per frodare lo stato.

Un cane che si morde la coda in cui non c’è nessuna soluzione se non, per l’appunto come ha fatto l’Islanda, rifiutare il debito e rimetterlo ai creditori. Il fatto certo è che nessuno permetterà all’Italia di uscire dall’euro, perché quel governo che attuasse questa soluzione non è rappresentato dall’attuale e nessuno, nell’arco parlamentare odierno, è in grado di opporsi alle feroci bramosie di potere degli oligarchi finanziari che dell’Italia hanno fatto il loro cortile di casa.

Il paese Italia, anzi la penisola italiana, è un territorio estremamente importante per alcune nazioni, in primis per la Inghilterra.
La penisola italiana, data la sua posizione a poche miglia dalla costa africana e del medioriente,  controlla qualsiasi movimento di merci, uomini e potere. E’ inoltre una potente antenna anche sull’est europeo e le sue antenne sono rivolte lì dove altri nazioni non risescono ad arrivare.

Chi controlla l’Italia controlla tutto il meditteraneo e quanto in esso accade, ma pare che ai nostri politici questo aspetto strategico della nostra terra non interessi e le conseguenze le vediamo tutti i giorni.

Nota: è di oggi la notizia che la Banca d’Italia ha stilato un rapporto che quantifica la ricchezza delle famiglie italiane in ben 8.600 miliardi di euro!!! Bene, che vuol dire questa notizia? Semplicemente che si fa sapere al volgo che di denaro ce n’è a bizzeffe e che una “manovrina” (leggasi patrimoniale) non procurerebbe alcun danno se non in maniera molto limitata. Ci sta tutta e il prelievo potrebbe aggirarsi sui 30/40 miliardi di euro…(circa 500 euro a cranio, poi ci dovranno spiegare come fa un anziano con una pensione sociale di 420 euro a pagarsi la patrimoniale)
La tecnica della comunicazione è sempre la stessa: si fa conoscere un dato che appare importante senza però entrare nel dettaglio, si paventano giorni bui e fuori controllo se non si attuassero manovre drastiche per correggere l’andamento della nostra economia (quando invece è la salvaguardia dei grandi gruppi bancari), si pubblicizzano aspetti oltremodo negativi dai quali non si vedono vie d’uscita e oplà un sedicente ministro del tesoro o altro sconosciuto, lancia l’idea della patrimoniale che nessuno potrà mai contestare viste le premesse disastrose in cui giace l’Italia finanziaria ed economica. Questo perché chi si ergesse a contestare la scelta sarebbe tacciato di disfattismo e lui sarebbe il vero capro espiatorio del disastro economico e debitorio dell’Italia. ATTENZIONE…che se intendete disfarvi dei vostri beni in banca dovete fare i conti con la subdola azione dei stregoni al servizio dei cani da guardia dei ladri di stato. Come al tempo del governo Amato la patrimoniale venne applicata in maniera RETROATTIVA. Conviene caso mai spezzettare i propri conti in tanti più piccoli, o in libretti di risparmio, o impegnati in titoli di stato che andrete poi a liquidare post patrimoniale, fatto salvo che prima di percorrere queste strade è sempre e comunque utile informarsi sui costi per queste operazioni. Magari il costo totale supera quello della patrimoniale e alla fine avrete fatto guadagnare proprio quelli che ci guadagnano sempre: le banche.

Un peso e due misure: la frusta, Sudan e Israele.

14 dicembre 2010 Lascia un commento

In un giornalino gratuito, di quelli che si trovano nei bar o all’angolo delle strade, si legge una notizia particolare. In Sudan una giovane sedicenne viene fustigata per 50 volte (mi pare esagerato, visto il video)  per aver indossato un paio di pantaloni che secondo la legge islamica che in quel paese si applica, è un atto riprovevole da condannare con la fustigazione.
Anche il mondo islamico di Al-Jazera si indigna di fronte a questi eccessi. Strana ‘sta cosa, ehh?

A pochi chilometri di distanza, nello stato di Israele accade una cosa simile, ma taciuta dal giornalino (del gruppo Caltagirone) così come anche dagli altri media: un giovane cantante si è esibito davanti ad un pubblico misto di donne e uomini andando contro i dettami del Talmud e come risultato di questa offesa è stato condannato dai rabbini locali a 39 nerbate per aver infranto la legge giudaica.

Molti ci dicono che Israele è un paese democratico dove non accadono cose che invece ci parrebbe normale trovare in Sudan, eppure…anche nella perla della democrazia-teologica-mediorientale accadono fatti per nulla assurdi e nonostante questo, da più parti si sente le voce del coro che invita a pieni polmoni l’entrata di Israele nella comunità europea…

C’è qualche nota stanata, la notate?

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