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L’antisemita francese

30 dicembre 2013 Lascia un commento

 

E di questi giorni la pubblicità, anzi, la diffamazione che la televisione italiana sta portando avanti contro un comico francese Dieudonné M’bala M’bala.

Si tratta di un comico francese per anni impegnato nelle campagne antirazziste politicamente coinvolto fin dal 1997 tanto da prendere l’8% dei voti al Front National. Un uomo di sinistra di successo, come ce ne sono tanti in Italia, ma impegnato a favore dei “sans papier” una specie di Kyenge ma, contrariamente alla nostra ministro, di cultura francese. Ma perché adesso, in Italia, se ne fa una pubblicità negativa tacciandolo di antisemitismo, anche se nessuno prima lo conosceva?

Il tutto risale al 2003 quando in uno rappresentazione teatrale apparve travestito da colono israeliano con cappello nero da haredi e mimetica salutando il pubblico con “Heil Israel” (c’è da ricordare che i coloni sionisti, in barba a tutti i trattati  sottoscritti, continuano ad invadere la terra dei palestinesi, sottraendo la terra, le risorse idriche e ghettizzando gli abitanti di quei luoghi in lager, come sta accadendo a Gaza nel più totale silenzio dei media).
Da quell’istante l’intero mondo giudaico-sionista ha iniziato la sua opera diffamatoria, la denigrazione, la creazione di un non-uomo e tutto per ordine del Conseil Répresentatif des Institution Juives de France che è la copia dell’Anti Defamation League e dell’AIPAC americano, da quel momento Dieudonné non è apparso più nelle TV, ha perso contratti e gli amici della sinistra francese, che prima lo portavano in palmo di mano, l’hanno abbandonato al suo destino.

Ma perché tanto chiasso per un comico? Oltre all’antefatto Dieudonné ha prodotto una specie di saluto la “quenelle”, una specie di salsicciotto. Il gesto fu attuato tempo fa alle autorità francesi, forse in risposta alla continua vessazione, ma tanto è bastato che la LICRA (Ligue internationale contre le racisme et l’antisémitisme) accusasse Dieudonné di antisemitisimo indicando con quel gesto come un atto di sodomizzazione della Shoa.

E’ bastato questo per scatenare in youtube una valanga di un “Te mettre une quénelle” per ridicolizzare una denuncia senza fondamento. Ma i sionisti non perdonano, sono arroganti, permalosi e isterici e non hanno il minimo senso dell’umorismo.

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(dell’Interno Manuel Valls, sionista sfegatato, mentre posa sorridente e ignaro fra giovani che gli fanno il gesto dell’ombrello)

Il peggio delle foto si sono avute a cause di due soldati messi a guardia della sinagoga di Parigi nel XVI° Arrondissement che si sono fatti riprendere con il gesto della “quenelle”.

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Scoperti sono stati sospesi e messi in punizione: non si scherza con le sinagoghe (ma con le chiese abusate dalle femen questo sì). il risultato della punizione ha avuto l’effetto che altre militari si sono fatti riprendere facendo la “quenelle”.

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Il ministro dell’Interno, quello della foto, dopo questi fatti ha minacciato di prendere serie misure penali e Dieudonné, in risposta alla minaccia, ha chiesto la messa la bando e la denuncia “per nocumento all’ordine pubblico” contro la LICRA raccogliendo oltre 100 mila firme.

Ma tutto questo sta creando in Francia un movimento di esasperazione contro la selvaggia espropriazione culturale che sta avvenendo a favore di regole giudaiche appoggiate dal governo Hollande (sionista) e dalla combriccola giudaica di Henry Levy, Harlem Désir( grande sostenitore dei diritti dei gay) e Bernard Kouchner . L’esasperazione è così vivida che durante le marce contro i matrimoni omosessuali e le proteste anti tasse in Bretagna una loro delegazione è arrivata sotto i palazzi del potere per fischiare lo stesso Hollande.
Un altro fatto ha dell’incredibile: Dieudonné si è permesso di cantare una canzoncina dal titolo “Shoananas” sollecitando così la LICRA e SOS Racisme a citare il comico facendolo condannare a 20 mila euro di ammenda, ma che ha subito interposto il ricorso in appello. Al processo un folto gruppo di sionisti pronti a creare la bagarre si sono trovati di fronte anche un folto gruppo di sostenitori di Diuedonné i quali, cantando la Marsigliese, hanno messo fine, grazie anche alle forze di polizia alla pietosa scena sionista. Il video è meglio di mille parole:

 

E noi italiani che facciamo? Copiamo le parole del giornale giudaico sionista “Le Monde” e storpiamo i fatti negando la cultura, ma tacciando un uomo e un pensiero come antisemita.

Siria, i massacri manipolati stanno finendo?

19 febbraio 2012 Lascia un commento

Finale di partita nel Vicino Oriente

Da undici mesi, le potenze occidentali e del Golfo conducono una campagna di destabilizzazione della Siria. Diverse migliaia di mercenari si sono infiltrati nel paese. Reclutati da mestatori in Arabia Saudita e Qatar in seno alla comunità sunnita estremista, sono venuti a rovesciare “l’usurpatore alauita” Bashar al-Assad per imporre una dittatura di ispirazione wahhabita. Dispongono delle più sofisticate attrezzature militari, compresi sistemi di visione notturna, centrali di comunicazione, e robot per la guerriglia urbana. Sostenuti sottobanco dalle potenze della NATO, hanno inoltre accesso alle informazioni militari essenziali, specie le immagini satellitari dei movimenti delle truppe siriane e le intercettazioni telefoniche.

Questa operazione è subdolamente presentata al pubblico occidentale come una rivoluzione politica schiacciata nel sangue da una dittatura spietata. Naturalmente, questa menzogna non è universalmente accettata. La Russia, la Cina e gli Stati americani membri dell’ALBA la respingono. Ognuno ha infatti esperienze storiche che permettono loro di capire velocemente cosa sia in gioco. I russi pensano alla Cecenia, i cinesi allo Xinjiang, e gli americani a Cuba e Nicaragua. In tutti questi casi, al di là delle apparenze ideologiche o religiose, i metodi di destabilizzazione della CIA sono stati gli stessi.

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Gruppo di oppositori siriani antigovernativi, appartenenti alla nebulosa comunemente chiamata “dell’Esercito Siriano Libero”.

La cosa più bizzarra in questa situazione sta nell’osservare i media occidentali mentre si auto-convincono che i salafiti, i wahabiti e i combattenti dell’annessa Al-Qa’ida si siano presi una cotta per la democrazia, mentre questi ultimi non smettono mai di fare appello – sui canali satellitari sauditi e qatarioti – affinché siano sgozzati gli eretici alauiti e gli osservatori della Lega Araba. Poco importa che Abdelhakim Belhaj (numero 2 di Al Qa’ida e attuale governatore militare di Tripoli, in Libia) sia venuto di persona a collocare i suoi uomini nel nord della Siria, e che Ayman Al-Zawahiri (numero 1 di al-Qa’ida dalla morte ufficiale di Osama bin Laden) abbia fatto appello alla jihad in Siria: la stampa occidentale continua comunque il suo sogno romantico di una rivoluzione liberale.

La cosa più ridicola sta nel sentire i media occidentali ripetere pedissequamente le accuse quotidiane formulate dal ramo siriano della Fratellanza Musulmana che diffonde dispacci sui crimini del regime e le sue vittime, sotto la firma dell’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo. Di grazia, da quando in qua questa confraternita di golpisti è così interessata ai Diritti umani?

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Ayman Al-Zawahiri, numero 1 di al-Qa’ida dopo la morte ufficiale di Osama bin Laden ha fatto appello alla jihad a fianco degli occidentali per far cadere il regime baathista siriano.

Sarebbe bastato che i servizi segreti occidentali mettessero in scena il burattino denominato “Consiglio nazionale siriano”, il cui Presidente è un professore della Sorbona e per portavoce ha l’amante dell’ex capo della DGSE (uno dei servizi segreti francesi, NdT), per far sì che dei “terroristi” diventassero dei “democratici”. In un batter d’occhio, la menzogna diventa verità dei media. Le persone rapite, mutilate e uccise dalla Legione wahhabita sono diventate nella stampa vittime del tiranno. I coscritti di tutte le confessioni che difendono il proprio paese contro l’aggressione settaria sono diventati soldati alauiti che opprimono il loro popolo.

La destabilizzazione della Siria da parte degli stranieri è diventato un episodio della «Primavera araba». L’emiro del Qatar e il re dell’Arabia saudita, due monarchi assoluti che non hanno mai organizzato elezioni nazionali nei loro paesi e incarcerano i manifestanti, sono diventati campioni della rivoluzione e della democrazia. Francia, Regno Unito e Stati Uniti, che hanno appena ucciso 160mila libici in violazione del mandato ricevuto dal Consiglio di Sicurezza, sono diventati filantropi responsabili della protezione delle popolazioni civili. Ecc.

Tuttavia la guerra a bassa intensità che la stampa occidentale e del Golfo nasconde dietro questa mascherata si è conclusa con il doppio veto di Russia e Cina del 4 febbraio 2012. Alla NATO e ai suoi alleati è stato ordinato di cessare il fuoco e ritirarsi, a rischio di causare una guerra regionale, cioè anche mondiale.

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Il presidente siriano Bashar al-Assad e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov il 7 febbraio a Damasco.

Il 7 febbraio una folta delegazione russa, compresi i più alti responsabili dell’intelligence esterna, è giunta a Damasco dove è stata salutata da una folla plaudente, certa che il ritorno della Russia sulla scena internazionale segnava la fine dell’incubo. La capitale, ma anche Aleppo, la seconda città del Paese, erano pavesate con colori bianco, blu, rosso, e sfilavano dietro striscioni scritti in cirillico. Al palazzo presidenziale, la delegazione russa ha raggiunto le delegazioni di altri Stati, incluse quella della Turchia, dell’Iran e del Libano. Una serie di accordi è stata raggiunta per il ritorno alla pace. La Siria ha restituito 49 istruttori militari catturati dall’esercito siriano.

La Turchia è intervenuta per fare liberare gli ingegneri e i pellegrini iraniani rapiti, compresi quelli detenuti dai francesi (in proposito, il tenente Tlass che li sequestrava per conto della DGSE è stato liquidato).

La Turchia ha cessato ogni supporto all’«Esercito Siriano Libero», ha chiuso le sue installazioni (ad eccezione di quella situata nella base NATO di Incirlik), e consegnato il suo comandante, il colonnello Riad el-Asaad.

Alla Russia, che si è fatta garante degli accordi, è stata autorizzata la riattivazione dell’ex base sovietica di intercettazione del Monte Qassioum.

Il giorno dopo, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha informato l’opposizione siriana in esilio che non doveva più contare su un aiuto militare USA.

Rendendosi conto che hanno tradito il loro paese per niente, i membri del Consiglio nazionale siriano sono partiti in cerca di nuovi sponsor. Uno di loro arrivando perfino a scrivere a Benjamin Netanyahu per supplicarlo affinché invada la Siria.

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Dopo una latenza di due giorni, necessaria per l’attuazione degli accordi, gli eserciti nazionali non solo della Siria, ma anche del Libano, hanno preso d’assalto le basi della Legione wahhabita.

Nel nord del Libano, un massiccio arsenale è stato sequestrato a Tripoli e quattro agenti occidentali sono stati fatti prigionieri nel distretto di Akkar presso una scuola abbandonata dell’UNRWA trasformata in quartier generale militare.

In Siria, il generale Assef Shawkat in persona ha comandato le operazioni. Almeno 1.500 combattenti sono stati catturati, tra cui un colonnello francese del servizio tecnico di comunicazione della DGSE, e più di mille persone sono state uccise.

In questa fase non è possibile determinare quante vittime siano tra i mercenari stranieri, quanti siriani stiano collaborando con le forze straniere, e quanti siano i civili intrappolati nella città in guerra.

Libano e Siria hanno ripristinato la loro sovranità sull’insieme del proprio territorio.

Degli intellettuali discutono per sapere se Vladimir Putin non abbia commesso un errore nel proteggere la Siria al costo di una crisi diplomatica con gli Stati Uniti. Questa è una questione mal posta.

Nel ricostituire le sue forze per anni e affermandosi sulla scena internazionale odierna, Mosca ha messo fine a due decenni di un ordine mondiale unipolare in cui Washington poteva estendere la sua egemonia fino a ottenere un dominio globale. La scelta non era quella di allearsi o con la piccola Siria, o con i potenti USA, ma o di lasciare che la prima potenza mondiale distruggesse un altro Stato ancora o di rovesciare i rapporti di forza e creare un ordine internazionale più giusto nel quale la Russia abbia voce in capitolo.

fonte: voltairenet

‘Syria war will turn ME into blood lake’

23 dicembre 2011 Lascia un commento

Le continue manipolazioni della Nato e dell’occidente negli affari interni della Siria, secondo il capo del partito democratico turco Namik Kemal Zeybek, produrranno in medio-oriente un bagno di sangue.

Le ingerenze straniere, nella copertura delle fazioni anti-Assad, stanno attuando i piani di aiuti contro la Siria direttamente con attacchi terroristici dalla Turchia. Questi sforzi non possono avere altro scopo che quello di spingere la Turchia ad un intervento armato contro la Siria.

Tale guerra è però controproducente per gli interessi del popolo islamico, ma favorisce quelli delle potenze straniere che spingono in questo senso. Gli islamici potrebbero accettare una guerra solo a difesa del proprio territorio e solo se legittima.

I turchi quindi non possono scatenare una guerra per proteggere gli interessi di alcuni paesi che sarebbe origine di un disastro umano con la perdita di centinaia di migliaia di vite umane e del quale non si vedrebbe la fine.

Categorie:Guerra, Siria Tag:, , , ,

Gheddafi morto, si apre il vaso di Pandora.

21 ottobre 2011 2 commenti

Il cerchio si sta chiudendo, le ultime pedine sono state posizionate e le attività frenetiche dei servizi e dell’intellighenzia delle diverse potenze internazionali stanno rifinendo le ultime modalità per far cadere l’altro dittatore di Assad per poi passare al vero scenario che si aprirà nel mediterraneo.

In questo prospettiva allucinante – decisa e sostenta dai grandi economisti, strateghi e politici di fama internazionale – le forze messe in campo sono pronte a sferrare e a cercare il vero motivo per provocare e spingere la grande Repubblica Islamica dell’Iran nelle mani dei suoi carnefici: Usa ed Israele.

Nel frattempo, mentre le bestia infernale si lecca le fauci dal pasto infernale del sangue di Gheddafi, le nuove teste di ponte anglosassoni e francesi puntano ai capisaldi della ricchezza interna libica fomentando e innescando una battaglia tra poveri e prezzolati al soldo di un barile di petrolio o di qualche lingotto d’oro, poveri illusi.

Tutto l’occidente – quello che ha combattuto una guerra preventiva, una guerra per difendere la popolazione – esulta di fronte all’efferatezza del massacro, del vilipendio che ricorda quanto accadde all’epoca della seconda guerra mondiale con Mussolini. E’ il totem, il simulacro talmudico, l’offesa peggiore che un branco di pecorai zoticoni, incolti, guidati da un ladro, stupratore, saccheggiatore, pedofilo di Mosè compì a suo tempo di solito usa nei riguardi dei goym. E’ la punizione per il ribelle che ha osato imporre un’idea diversa di stato e nazione  che ha cercato di dare un volto nuovo alla Libia.

Ma per fortuna che non tutto il mondo editoriale è soccombente all’idea massacratrice che ormai pervade l’umanità giudaicizzata.

Da La Stampa di Massimo Gramellini

Non c’è mai nulla di glorioso nell’esecuzione di un tiranno. La vendetta resta una pulsione orribile anche quando si gonfia di ragioni. Ci vogliono Sofocle e Shakespeare, non gli scatti sfocati di un telefonino, per sublimarla in catarsi. Gli sputi, i calci e gli oltraggi a una vittima inerme – sia essa Gesù o Gheddafi – degradano chi li compie a un rango subumano.

Dal governo del baciamano ci si sarebbe aspettati qualche parola di pietà nei confronti del vecchio sodale tramutato in un cencio sporco di sangue. Invece è toccato leggere le parole del ministro degli Esteri Frattini, che appena tre anni fa chiamava Gheddafi «un grande alleato dell’Italia» e adesso definisce la sua barbara fine «una grande vittoria del popolo libico». Davvero «grande» anche lui, il signor ministro con delega alla coerenza e alla sensibilità. La Russa non poteva essergli da meno e infatti non lo è stato. Ha detto: «Dobbiamo gioire». Per la nuova Libia, immagino. Ma con che razza di cuore si può abbinare un verbo di festa alle immagini di un corpo trascinato sull’asfalto? Ho vanamente cercato parole simili nelle dichiarazioni dei ministri francesi, tedeschi, americani. Forse i nostri sono solo più ruspanti: parlano prima di pensare, o anche senza pensare, né prima né dopo. Al confronto giganteggia persino il filosofo di Palazzo Chigi ed ex amicone del rais. Il suo «Sic transit gloria mundi» sulla volubilità della condizione umana (Gloria Mundi non è il nome di una ragazza) sembra voler dar voce, se non a un presentimento, a un tormento interiore.

Disastro sanitario libico o premeditazione stile “Piombo Fuso”??

3 settembre 2011 8 commenti

A seguito del commento di una lettrice mi sono spinto a cercare notizie circa la sparizione di 1500 bambini dalla Libia. Al momento non si sa se si tratta di una notizia fasulla o dell’esagerazione mediatica dell’altra notizia che avevo riportato tempo addietro riguardante il sequestro di 105 bimbi da Misurata, in cui si vedevano coinvolte anche alcune navi italiane e che, come sempre accade in Italia, nessun quotidiano o telegiornale ha voluto rivelare.

Si scopre invece che l’umanità della guerra di Libia da parte delle forze belligeranti (Italia, Francia, Inghilterra e le latre della Nato a seguire, senza dimenticare gli Usa) nell’imporre la risoluzione 1973 della no-fly-zone ha  imposto direttamente la dichiarazione di morte di moltissimi bambini ammalati negli ospedali di Tripoli e delle varie città della Libia.

Le uniche autorità sanitarie permesse ad operare, proprio per rispettare l’ordine dell’Onu, erano la Croce Rossa internazionale e Medici Senza Frontiere. La prima deve coprire vastissime aree, mentre MSF sono rimasti in pochi senza sostegno lavorando in una situazione dove manca di tutto: dalle bende, alle medicine di prima necessità, ai vaccini che per i bambini ai primi anni sono vitali.

L’embargo occidentale sta riducendo la Libia a quello che è Gaza, ma in scala maggiore e l’umanità delle operazioni della Nato impedisce che ci sia il rifornimento delle medicine necessarie. Più volte gli addetti sanitari degli ospedali libici hanno fatto richiesto urgente di medicine e vaccini, senza mai però ottenere nessuna risposta.

Questa è la rappresentazione umanitaria che Frattini e l’altro cialtrone di Napolitano continuano a ripeterci, alla quale fa eco l’altro criminale mafioso sionista di Sarkozy che le azioni della Nato devono durare comunque fino alla completa liberazione della Libia ( forse intende attuare un’altra operazione stile Piombo Fuso su suggerimento dei suoi mentori israeliani?). Pare infatti che la Nato prolunghi la sua attività fino alla fine di ottobre o dell’anno in corso e questo la dice lunga sulle operazioni militari che vede il nostro prossimo medio-oriente in totale rivolta. Nel frattempo i vari ribelli della CNT si sono accomodati all’Eliseo accolti dai vari manigoldi europei per avere il denaro necessario, a loro dire, per risollevare l’economia della Libia e sopratutto, dicono, per portare il sostengo sanitario lì dove manca. Hanno anche una faccia di tola che non ci si aspetterebbe, no?

Ma se sono stati loro, con l’aiutino anglo-francese, a buttare il cerino nel pagliaio adesso che si stanno bruciando le dita vogliono anche avere l’acqua per spegnerlo? Io gli passerei una bella tanica di benzina raffinata e che si facciano un bel falò. Però, nelle stanze ovattate dell’Eliseo, il mafioso di Sarkozy ha già ottenuto il 30%, ripeto il TRENTA PER CENTO delle forniture di petrolio dalla Libia. Vorrei ricordare, per chi ancora non lo sapesse, che questa immagine che avevo già postato qui, era la situazione della ripartizione delle forniture del petrolio libico.

E’ bene notare quale era PRIMA la percentuale che andava alla Francia (il 6%) contro il valore che invece l’Italia poteva vantare (38%). Ora, se i numeri dicono sempre la verità, sarei curioso di sapere cosa potrebbe giustificare questo cambiamento di rotta che ci vede minoritari nel rifornimento di petrolio (appena un 10%) contro quanto invece ha siglato la Francia.

Chissà se quel deficiente (dal latino deficere: scarso al bisogno) di Frattini e dell’altro demente senile di Napolitano avranno sottoscritto una assicurazione per pagare la differenza. Purtroppo ad essere beatamente deficienti non sono solo questi due campione di merda italiana, come l’ha definita l’altro stampo da pippe di Berlusconi, ma l’intero sistema Italia. Dalla destra alla sinistra. E noi popolo imbelle e vigliacco che andiamo alle loro manifestazioni li applaudiamo li inneggiamo!!!…ma a valangate di merda dovremmo inneggiarli, a sprangate di stronzi in testa dovremmo applaudirli altro che palle, questa immonda crosta incancrenita che ci gestisce non merita nulla di più.
Chiedo venia per la scurrilità ma quando è troppo è veramente troppo.

Manifestazione di Roma alla Farnesina: silenzio stampa!!!

1 settembre 2011 6 commenti

Siamo arrivati veramente ad uno stadio di servilismo che neppure il più laido dei più perfidi vigliacchi riuscirebbe ad eguagliare.

Il nostro (purtroppo) rappresentante della Farnesina ha affermato che «La Nato ha prorogato la missione militare in Libia fino a fine settembre» e la missione «concluderà i suoi effetti quando si dichiarerà la Libia liberata», aggiungendo che: «Ragioniamo in termini di pochissimi giorni – ha aggiunto il capo della Farnesina – se Sirte cadrà, come io mi auguro, per una resa pacifica entro qualche giorno, cioè entro sabato, sarà il pilastro definitivo della caduta del regime».

Queste le parole di Frattini, il nostro ministro degli esteri che dovrebbe lavorare per gli interessi dell’Italia; questo è il politico che paghiamo profumatamente per permettergli di farci perdere montagne di miliardi a favore della Francia, dell’Inghilterra e degli Usa. Questo uomo è parte del partito degli sfruttatori che Berlusconi ha dovuto accettare, perché imposto dai suoi padroni della sponda opposta del Mediterraneo: Israele.

Frattini, un uomo che, sulla base delle sue dichiarazioni, in un paese serio dovrebbe essere gettato dalla finestra senza troppi complimenti.
Ma in che mani siamo? Che genere di gentaglia abbiamo a Roma e nelle istituzioni che ci rappresenta e ci amministra? Quanti e che qualità di mascalzoni popolano l’agorà della politica italiana che dovrebbero essere presi a calci in culo senza troppi indugi, e noi, popolo di schiavi infami, accettiamo questa crema puzzolente delle fogne solo perché ci assicurano una partita di calcio, oppure perché ci danno in pasto immagini di qualche puttanella da strapazzo? Ma siamo popolo o pecore pronte per il macello?
Per fortuna che alcune agenzie hanno riportato l’evento, mentre tutti i media nazionali hanno avuto la bocca cucita.

Come se non bastasse, siccome la favola della rivolta di popolo ormai ha preso piede anche in quelli che avevano ancora dei dubbi, si legge che il grande centro di spionaggio americano, la CIA, sta reclutando 1500 persone pronte a dare il tutto per tutto. Una sorta di mercenari-liberatori, come accadde nella guerra del Kossovo e di Albania. Gente disposta a massacrare.

Questo fiore di persone, ormai abbruttite dalla guerra decennale in Afghanistan sono stati reclutati per dar man forte alla massa di ladri del CNT. La domanda sorge spontanea, ma come fa la Nato a servirsi di questa gentaglia da forca quando hanno fatto oltre 15.000 missione aree distruggendo il distruttibile? Come è possibile che un paese con un dittatore odiato da tutti – così mostrano alla tv dei ragazzi – abbia bisogno del supporto dei pendagli da forca, collaborazionisti con la Cia (ex Al-Qaeda che adesso diventano utili), per vincere una battaglia che ormai da 6 mesi sta rovinando i piani strategici dei sempre più alcolizzati dei nostri alleati?

La teoria di fondo spinge a far intendere che il servizio di intelligence americano stia spingendo affinché l’intervento di terra venga fatto da queste squadre della morte e successivamente la pulizia finale verrebbe fatta da  quelle speciali del MI5, MI6 e i sempre famosi ed eroici Navy Seal (quelli per intenderci che hanno ammazzato un uomo morto nel dicembre del 2001). Ma a guardare bene la cosa e lo scacchiere mediterraneo, il vero obbiettivo è quello di spingere le forze russe all’infuori del Mare Nostrum, lasciando spazio alle forze navali americane ed israeliane con il supporto delle inglesi e francesi. Ma perché?

La risposta si trova nella disposizione geopolitica che la Siria e la Libia hanno nei riguardi di Israele oltre al fatto che la presenza russa presso la Siria impedisce di fatto un’azione ad ampio raggio delle forze navali e strategiche americane, il cui scopo ultimo e rispettare gli ordini israeliani di attaccare l’Iran. Eliminata la Russia dal Mediterraneo e relegata nel Mar Nero, sotto il controllo della Turchia, l’attacco all’Iran è presto fatto. Gheddafi, così come Assad sono la spina nel fianco di una certa parte del gruppo di comando israelo-americano e pare anche in contraddizione con le direttive della Casa Bianca e di Tel-Aviv. Vedasi a tal proposito quanto scrivevo su Qualche parola sulla Libia… in cui la lista degli stati “canaglia” messa a punto dai criminale del patriot act aveva previsto esattamente come sarebbe andata.

Il dramma al quale andremo incontro sarà sicuramente uno scenario di guerra proprio sotto casa nostra con conseguenze disastrose. Ricordate nell’articolo “Qualche parola sulla Libia… quanto disse il massone di Napolitano in occasione dell’incontro con gli Italiani d’America per i 150 dell’unità d’Italia? Ebbene disse questo:<< Il mondo di oggi è contrassegnato da opportunità, sfide, contraddizioni. I prossimi anni non saranno facili per nessuno, ed in particolare per l’Italia“. A dirlo è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione dell’incontro con la comunità italiana di New York riunita per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Adesso fate quindi i vostri conti e realizzate come ci stanno trattando quelle testine incaprettate che saranno dei nostri politici.

La democrazia dei ribelli libici.

23 luglio 2011 2 commenti

ATTENZIONE

alcuni links contengono video con scene cruente, ma sono quello che i liberatori della Cirenaica e di Bengazi stanno facendo, quelli che Frattini riceve a Roma per rubare il denaro ai libici, quelli che ricevono armi e sostegno con le varie aziende americane e israeliane dei contractors. Quindi i deboli di stomaco e quelli che ritengono non si debbano vedere possono non cliccarci sopra e continuare a leggere.

Più si “naviga” nella rete più cose oscene si trovano.

E’ strano infatti che alcune emittenti nazionali come le Rai 1-2-3 e sopratutto la Rai News siano prodighe di video dimostranti tesi e teorie compiacenti ai macellai della Nato e non mostrino anche – per parità di informazione – cosa riescono a fare quelli del così detto governo provvisorio della Cirenaica comandati da una banda di criminali allo stato puro che il buon Frattini (con doppio passaporto italo-israeliano) riceverà presto alla Farnesina. Però, piccola divagazione semiseria, ma ad un Frattini una sberla in faccia bella forte a man rovescia da fargli sentire le ossa più dure, gliela dareste? E quelli dell’Eni che si sono visti soffiare qualche miliardata di euro d’affari con la Libia cosa pensano di poter fare adesso con Frattini…?

I video sono a disposizione e le carni macellate sono visibili  per tutti i gusti: dalle teste tagliate, alle braccia spezzate alle mazzate sulla faccia, agli occhi estirpati dalle orbite e dalle esecuzioni “popolari”.

Tutto secondo il codice della democrazia occidentale che si serve di questi taglia-popolo per raggiungere lo scopo prefissato di sovvertire l’ordine interno in un paese sovrano. Per poi scoprire che nella ferocia assurda, nella più profonda aggressione umana c’è chi, in onore ad un certo pudore, cerca di coprire le parti intime della persona brutalizzata, appesa per una gamba ad un cancello.
Sembra quasi una barzelletta che mi riporta subito al pensiero di Piazza Loreto quando qualche infame cercò di coprire con un ago di sicurezza le pudenda della Petacci appesa a gambe all’aria.

Ditemi voi se l’uomo merita la compassione di Dio in questo scempio immane o se invece merita un castigo ben più grave dei suoi peccati.

E come se non bastasse i massicci bombardamenti compiuti in Libia con missili con le testate arricchite di uranio (non chiamiamolo impoverito, perché è una balla per far passare delle mini bombe atomiche per confetti da prima comunione) hanno creato una saturazione radioattività superiore a quella di Fukushima. Alla faccia dell’umanità!!!
Questo vuol dire che per decenni quelle popolazioni avranno una progenie di persone deformi, di persone con innumerevoli problemi fisici, psichici e quant’altro. Tutto regalo della Nato, dell’Italia, della Francia e dei maiali dell’Inghilterra (di questi dovete sapere che nel periodo d’oro della conquista dell’Irlanda gli inglesi – popolo molto democratico e socievole – usavano fare a pezzi gli irlandesi e dare quindi in pasto ai sopravvissuti le carni dei loro connazionali. Nel traffico degli schiavi gli irlandesi erano quelli che venivano preferiti, perché costavano meno dei negri e perché non c’era nessun obbligo del padrone nei suoi riguardi: lo poteva usare e quindi gettare, se andava bene, altrimenti, spesso veniva fatto a pezzi e quindi dato come cibo agli altri schiavi).

E noi vorremo credere a Frattini, a La Russa a Napolitano alla banda del buco degli americani sempre più in bolletta? Ma per favore mandiamoli tutti a casa con una gran pedata sul culo che non meritano altro.

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