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Archive for the ‘Medioriente’ Category

Attentato Gerusalemme

19 novembre 2014 1 commento

 

Oggi s’è letto che a Gerusalemme alcuni "terroristi" avrebbero compiuto un attentato suicida contro una sinagoga di ebrei ortodossi. I Terroristi avrebbero ucciso alcuni rabbini 3 dei quali americani ed un inglese. Secondo alcuni media i palestinesi di Gaza avrebbero festeggiato alla notizia donando dolci alla popolazione palestinese.

Bene, rimaniamo su queste cose: attacco ad una sinagoga e festeggiamenti a Gaza.

Facciamo un passo indietro. Nel 2012 l’Italia riconosce "come osservatore all’Onu" lo stato palestinese con grande imbarazzo di Israele, ad ottobre 2014  la Svezia riconosce la Palestina mentre il ministro degli esteri Liberman giudica deplorevole questa scelta; di queste ultime ore,  la Spagna ha approvato una risoluzione non vincolante per il riconoscimento della Palestina come Stato indipendente,  precedentemente la Mogherini abbozza un discorso molto vicino al riconoscimento dello stato palestinese adducendo: «Dopo i fatti di Gaza, il desiderio della gente è che non si vada avanti così per vent’anni. Anche perché,  in assenza di rappacificazione, avremo una Gaza dopo l’altra. C’è una consapevolezza che rappresenta una finestra di opportunità. […] Bisogna guardare alla luna, non al dito. Il riconoscimento è il dito. La luna è lo Stato palestinese, l’elemento più importante. Trovo che il nodo più interessante è se riusciremo ad avere uno Stato palestinese nei miei cinque anni di mandato.» Non male come parole da un ministro che prende ordini e suggerimenti da un ebreo-americano come Michael Ledeen molto vicino al radical-pensiero sionista stile Libermann. E’ strano però!! Come è possibile che una persona istruita e allevata nei gangli giudaico-massonici sia così ardita da esprimere certi pensieri…?

Nel contempo l’Onu sta discutendo sulle atrocità commesse a Gaza dai sionisti del non-stato nelle due guerre precedenti, l’ultima delle quali finita da pochi mesi, mentre gli Stati Uniti porgono una mano all’Iran trattando pure sulla riduzione delle sanzioni economiche sulla base di una revisione politica interna dell’Iran.

In Cisgiordania alcuni coloni attaccano e distruggono una moschea (al Mughayir nei pressi di Ramallah) a Gaza dopo un attacco aereo ad una moschea sono stati uccise tre persone.  La Spianata delle Moschee viene chiusa per ordine di Nethanyau. La lista potrebbe andare avanti ancora per molto.

Si diceva che i palestinesi avrebbero donato dolci per festeggiare la morte dei 4 rabbini, vero o falso che sia la notizia, trovo poco elegante da parte dei media il non aver evidenziato come molti sionisti, seduti su comode sedie, ammiravano i fuochi delle esplosioni che avvenivano a Gaza durante l’ultima carneficina. Sotto quelle bombe c’erano vite umane, come quelle dei 4 sionisti. Se vera la notizia dei pasticcini, essa trova il suo equilibrio in quello che facevano gli stessi ebrei nei mesi passati, sorseggiando bevande e mangiando allegramente alla visione dei massacri.

Però rimane il fatto più importante: che motivo avrebbe Mahmūd Abbās a cercare un nuovo conflitto con i sionisti? E Hamas potrebbe essere lui l’artefice di questo osceno attentato? A prima vista potrebbe sembrare che gli accordi tra i due arabi finiscano sullo stesso tracciato, ma Abbas ed Hams stanno su tracciati diversi per la situazione in Palestina, anche se Netanyahu afferma il contrario…

Appare quindi che l’attuale situazione in quella parte del Medio Oriente sia oggetto, ancora una volta, di attenzione soprattutto per quelle nazioni che lentamente stanno perdendo smalto nei confronti d Israele. Sembra quasi un cosiddetto false-flag creato bell’apposta per dimostrare all’opinione pubblica mondiale che il terrorismo islamico adesso colpisce dentro la casa di Sione. C’è anche da meravigliarsi, però, quando si scopre che gli stessi sionisti abbiano usato le loro strutture per dare assistenza e protezione ai macellai dell’ISIS ai confini con la Siria e che infiltrino tra le file dei palestinesi esacerbati dai continui massacri dell’aviazione israeliana personaggi molto peggiori di Hamas.

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1100 raid su Gaza

12 luglio 2014 Lascia un commento

 

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Ebbene sì! Questo il dato riportato da "La Stampa".

Il numero delle vittime accertate appare essere di oltre 121 morti, 75 dei quali civili fra i quali 25 bambini e centinaia di feriti. Questo il risultato di 5 giorni di bombardamenti dal cielo e dal mare. Si ripete, ancora una volta, la messianica azione come lo fu per l’operazione “Piombo Colato”, tradotto servilmente dai media, in “Piombo Fuso”: nei fatti colare piombo nella gola è prescritto dal Talmud (trattato Sanhedrin) come metodo di esecuzione capitale dei goym.

Anche l’Onu denuncia nei fatti che l’operazione in corso è sproporzionata rispetto agli obbiettivi da raggiungere e la distruzione di case con le conseguenti morti e feriti va oltre.

Il Non-Stato risponde che l’operazione “Proctetive Edge” non ha come obiettivo i civili, ma Hamas che tiene ostaggio i civili facendosi scudo degli stessi per proteggersi.

Quello che appare molto strano sono i numeri dei missili lanciati da Hamas che, stando ai rapporti dei sionisti, sembrano essere superiori il migliaio. E’ indubbiamente un numero eccezionale per un paese i cui valichi sono controllati minuziosamente sia dalla parte egiziana con l’aiuto dei servizi sionisti, che in quella del non-stato, per contro il mare è controllato minuziosamente dalle forze navali sioniste.

Da dove saltano fuori questi missili? Possibile che un migliaio di missili non abbia abbattuto nulla, se non qualche baracca, e non vi siano stati morti (1 e qualche ferito) feriti dall’altra parte? Viene da pensare che i lanciatori palestinesi sono dei guerci ubriachi o strafatti di droga, oppure che abbiano avuto dei semplici razzi carta.

Non è possibile non notare questa  mostruosa differenza, eppure i media nazionali, pur evidenziando gli sproporzionati bombardamenti, non riportano alcuna notizia relativa ai danni causati dai missili palestinesi. Ma cosa spinge Netanyahu in questa ennesima ondata omicida se non cercare la disgregazione dell’unione di Hamas con Fatah, tra il West-Banck e Gaza, unione questa accolta gradevolmente anche da protettori dei sionisti, gli Usa.

E il massacro continua…

Pena di Morte di una nazione odiata.

19 aprile 2014 Lascia un commento

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In un articolo di “La Repubblica” del 18.04.2014 Adriano Sofri commenta la commutazione della pena di morte in Iran (Amalek) di un condannato per il perdono della madre dell’uomo ucciso.

A prima vista sembra un articolo pregno di pathos, di emozione, di commozione, ma poi si copre la bassezza con il quale Sofri esprime giudizi.

Prima cosa che salta subito all’occhio è il giudizio politico e settario con cui Sofri dipinge la giustizia iraniana: “Qui si procede in economia: un’impalcatura di tubi innocenti arrugginiti, la corda passata sopra un tubo, una seggiola di legno cui dare un calcio. Un militare, un mullah, i parenti.”
La giustizia iraniana usa un sistema diverso rispetto, ad esempio, a quella del paese più democratico del mondo: gli Stati Uniti d’America, in cui un condannato a morte per omicidio rimane in carcere nel braccio della morte per molti decenni fintanto che qualche giudice decide di graziarlo con una endovenosa di buon veleno, oppure è cosa diversa a quella che accade agli amici di Sofri, i takfiri che con molta meno pubblicità fanno inginocchiare il malcapitato con mani e piedi legati, gli alzano il mento e con un coltellaccio da cucina gli squarciano la gola, finendo la loro opera di macellazione separando la testa da tronco. Questi, forse, sono le esecuzioni al quale Sofri farebbe riferimento. La giustizia è un gran bordello, dipende da chi paga e nel caso dei takfiri i pagatori sono Usa ed Israele, assieme ai signori dell’Arabia Saudita.

E’ notevole come Sofri non ‘soffra’ della giustizia saudita, già, perché lì, nel paese delle meraviglie ogni sgarro viene pesantemente punito con il taglio della testa: dai culattoni, alle lesbiche, ai ladri, agli stupratori ed alle stuprate subiscono la stessa pena: zac! Via la testa, e in forma pubblica che così ci si ricordi. Fa comunque un certo effetto notare come l’ associazione dei culattoni delle lesbiche e dei travestiti NON alzi barricate contro queste mostruosità anacronistiche, ma comunque reali ed odierne (non posto nessun video a tale proposito, ma basta fare una semplice ricerca in rete), mentre suona stonata la levata di scudi che questa associazione di pervertiti, pedofili abbiano boicottato le olimpiadi invernali di Sochi.

Nella legge iraniana vale una regola, forse arcaica, ma sicuramente molto più pratica che non le nostre mille ed inutili vessazioni: i famigliari del condannato hanno diritto di morte o vita, ovvero è sufficiente che questi decidano di condannarlo per dar luogo alla condanna di morte, oppure che perdonino per salvargli la vita. Certamente affidare la vita di un omicida a dei famigliari che non capiscono nulla di diritto è bizzarro, ma la domanda che sorge spontanea è: colui che ha tolto la vita cosa ne sapeva di diritto per decidere di ammazzare un suo simile? Direi che c’è una certa uguaglianza, ovvero, come sottolinea Sofri la legge del Taglione.

La stessa legge che viene inflitta in Palestina, a Gaza. Lì si lancia un razzo e dall’altra parte (il non-stato) parte una squadriglia di F-16 armati di bombe al fosforo, di Cluster (Bombe a Grappolo) e senza nessuna remora si bombarda a casaccio senza nessuna pianificazione, eliminando i problemi alla base. Occhio per occhio dente per dente. D’altronde lo ordina quell’infame libro che va sotto il nome di Bibbia, quell’orrendo libraccio, sconcio, pedofilo, massacratore precursore dello sterminio di genti ed attuatore della pianificazione, per esempio, della cancellazione di milioni di Armeni. Ma anche qui Sofri pare non vedere, non sentire, non capire. Com’è strano questo giornalismo a senso unico, eppure, anche nel non-stato esistono voci fuori dal coro che denunciano in modo chiaro le efferatezze e i soprusi compiuti dalla polizia, dai servizi segreti e dall’esercito di quell’ammasso di criminali usurpatori del territorio altrui.

Ci verrebbe da pensare che anche Sofri appartenga alla stessa genia del non-stato.

Eppure Sofri nel suo succitato articolo, affonda la lama di giudizio su un Iran ghettizzato, su una nazione messa al bando da mezzo mondo come dalle antiche scritture di quell’immondo libro della Bibbia:

Gli amaleciti sono un popolo antico, forse leggendario, che YHVH ordina ripetutamente di sterminare fino all’ultimo uomo, donna, bambino e animale. Qualche esempio dagli infiniti passi dell’Antico Testamento:

Esodo 25 (17-19):
«Quando il Signore tuo Dio ti avrà concesso quiete fra tutti i nemici che ti circondano, nella terra che il tuo Dio ti dona in eredità, tu cancellerai il ricordo di Amalek sotto il cielo: non dimenticare!».

1° Samuele, (15, 3-5):
«Va’ e colpisci Amalek; fallo a pezzi, vota all’anatema tutto quello che posside, non aver pietà di lui, uccidi uomini e donne, ragazzi e lattanti, buoi e pecore, asini e cammelli».

Anche il cabbalistico Zohar (1,25) insiste:
«…. Quando il Signore si rivelerà, essi (i popoli goym) saranno spazzati via dalla terra. Ma la redenzione non sarà completa finchè Amalek non sarà sterminato, perchè è stato fatto il giuramento che ‘il Signore  farà guerra ad Amalek di generazione in generazione’» (Esodo 16, 16).

 

E’ normale che un insieme di persone pensino in siffatta maniera? Io credo che qualche rotella fuori posto ci sia, ma la realtà è spesso bizzarra e infinitamente più crudele.

Ma Sofri, in cui il suo passato è percepito come una ventata di acqua di rose, non vede queste cose, per lui l’Iran è il male assoluto (Amalek) da sterminare.

Ciò che l’uomo non fa Dio lo compie!

12 gennaio 2014 Lascia un commento

Lo sterminatore di Sabra e Chatila, Ariel Sharon, è morto!

Se la giustizia terrena non compie il suo ciclo, la natura – nella sua infinita pazienza – agisce imperturbabile e indifferente all’essere umano.
Ciò che i palestinesi hanno agoniato per anni (il giudizio alla corte dell’Aia per crimini contro l’Umanità) il male fisico che colpì Sharon ha reso quella giustizia cercata e sempre mascherata con la complicità delle nazioni europee e degli Stati Uniti una realtà, oggi, inoppugnabile.

Anche gli intoccabili, gli eletti, i figli della Shoa hanno sono giudicati e puniti in secula seculorum.

Naufragare a Lampedusa, storia già scritta

8 ottobre 2013 1 commento

disperati

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Le ultime notizie del naufragio di centinaia di emigranti dall’Africa all’Europa pongono una seria presa di posizione. Da più parti della nostra politica si levano parole accorate di rammarico, di accoglienza e di pietà per quelle genti martoriate da guerre intestine e rivoluzioni interne.
Non c’è speranza e l’unico baluardo della libertà e democrazia sembra essere l’Europa.

Ma mettiamoci a ragionare in ordine sparso

SIRIA: 1916 – in corso d’opera

96 anni di massacri che si sono succeduti senza che alcun ente abbia posto termine. Gli interessi giacciono nel controllo di quella parte del medioriente che in base all’accordo Sykes-Picot avrebbero andare ai francesi ed inglesi, ma il costituito governo fantoccio, uscito dalla disfatta dell’Impero Turco, avrebbe promesso alle due nazioni di coltivare i loro interessi in quella terra. Gli interessi di quegli anni vengono successivamente adattati alle conseguenti alleanze con il Regno Saudita dell’Inghilterra e degli Usa e di tutte quelle nazioni uscite vincitrici dalla seconda guerra mondiale. L’Italia invece perdente accetta di essere il supporto logistico e spionistico delle superpotenze. Effetti: migrazioni massiccie in Turchia, Giordania, Iraq ed Italia.

LIBIA: 17 Febbraio 2011

Inizia la Guerra di Libia e a Bengasi prendono parte alle manifestazioni gli anti-Gheddafi libici e di li a poco le potenze di Francia, Inghilterra, Usa e Italia portano il democratico aiuto al popolo martoriato dalla dittatura sanguinaria e repressiva del Colonello Gheddafi e di tutto il gruppo di comando da lui instaurato. Nell’ottobre del 2011 viene giustiziato democraticamente il colonello Gheddafi permettendo l’instaurazione della democrazia e della libertà per tutto il popolo libico.
Attori: Usa, Israele, Francia, Inghilterra, Italia, Germania, Svezia, Olanda.
Effetti: libertà delle bande armate di assaltare, massacrare, stuprare, assassinare ogni persona che non sia inquadrata o che abbia il colore della pelle diverso, emigrazione di popolazioni.

TUNISIA: 2010 – 2011

Prende avvio la rivoluzione dei gelsomini (i nomi esotici, romantici per giustificare qualsiasi efferatezza) per disarcionare Zine El-Abidine Ben Ali, despota padrone assoluto, sanguinario.
Attori: Usa, Israele, Francia, Inghilterra, Italia.
Effetti: centnaia di morti in loco, emigrazioni dalle coste tunisine verso quelle italiane.

SOMALIA: 21 Gennaio 1991 – in corso d’opera

Inizia la guerra di Somalia contro il governo repressivo di Siad Barre e con l’aiuto dell’ONU, degli Usa e dell’Italia si poterà alla stabilizzazione della regione. Le stesse aziende americane (Conoco, Amoco, Chevron e Phiips) saranno il perno principale per la democratizzazione della Somalia. Nel 2007 gli Usa, gli esportatori della democrazia, compiono l’azione meritoria di pregio e onore per invadere una parte del paese ancora riluttante al processo iniziato.
Attori: Usa, Israele, Italia, Francia, Inghilterra
Effetti: migrazioni, carestie, devastazioni sociale, massacri senza fine, omicidi, squartamenti.

ETIOPIA ERITREA: 6 Maggio 1988 – in corso d’opera

Scoppia la guerra tra Etiopia ed Eritrea, decine di migliaia di morti tra le due parti e migliai di rifugiati che scappano da ambo le parti. La comunità internazionale assiste indifferente alla tagedia aggravata anche dalla siccità che ne aumenterà le vittime.
Attori: Usa, Israele, Francia, Inghilterra, Cina, Russia
Effetti: migrazioni, carestie, devastazioni sociale, massacri senza fine, omicidi, squartamenti.

YEMEN: 27 Gennaio 2011 – in corso d’opera

Scoppia la guerra nello Yemen tuttora in corso che vede affiliati di Al-Qaeda appoggiati dagli Usa, Gran Bretagna Israele contro le fazioni filo iraniane del Nord. Il motivo è sempre lo stesso: la democrazia!

NIGER: 1922 – in corso d’opera

Inizia la lunga guerra del Niger per il controllo delle risorse petrolifere e minerarie di questo paese che vede gli attori principali della destabilizzazione Usa, Francia, Olanda, Inghilterra, Russia, Cina ed Israele. Il motivo ufficiale è sempre lo stesso: manca la democrazia ed è necessario, per il benessere delle popolazioni instaurarla, volenti o no! Milioni di profughi si spostano da una parte all’altra del continente africano migrando lì dove la situazione sociale appare “più stabile”, percorrendo anche migliaia di chilometri fino alle sponde del Mediterraneo. La guerra è tuttora in corso.

CIAD: 1986 – in corso d’opera

Guerra del Ciad. Vede impegnati l’allora colonello Gheddafi a sostegno del Governo Transitorio di Unità Nazionale che si opponeva alla riunificazione dello stato. Guerra terminata, ma riaperta con la Guerra di Libia (vedi sopra).

MALI: 1962 – in corso d’opera

Una guerra senza fine per il controllo delle risorse di questa parte del deserto del Sahara.
Gli attori principali: Usa, Francia, Inghilterra, Israele, Italia.
Motivo: instaurare la democrazia al fine di sfruttare le risorse e la posizione geostrategica della regione.
Effetti: migrazioni, carestie, massacri perpetrati dalle fazioni in causa.

MAURITANIA: 1989 – in corso d’opera

Altra scenario di guerra per il controllo delle risorse petrolifere e minerarie.
Attori: Francia, Usa, Inghilterra, Cina, Russia e Italia che offre supporto logistico.
Effetti: migrazioni, massacri perpetrati dalle truppe islamiste sostenute dai paesi occidentali

SUDAN: 2003 – in corso d’opera

Scenario di guerra e terrorismo finalizzato sempre per lo stesso scopo: petrolio, controllo geostrategico.
Attori: Usa, Israele, Inghilterra, Italia, Francia, Iran, Turchia.
Effetti: migrazioni, massacri carestie

L’elenco potrebbe continuare con molti altri paesi africani, del medioriente e dell’oriente e la spinta che anima quelle persone ad abbandonare i loro paesi natali è sempre la stessa: carestie, sovrappopolazione, guerre, rivolte sociali, criminalità diffusa e permessa dai governi locali.

Come spesso ho scritto più volte, l’Italia nel Mediterraneo è una scialuppa di salvataggio per milioni di persone che fuggono e cercano riparo, ma è anche una enorme ponte di contatto per tutti i paesi rivieraschi, che ha la necessità di essere utilizzato non solo come aiuto umanitario per le popolazioni che cercano soccorso, ma soprattutto per cercare la collaborazione con quei paesi le cui frontiere non sono capaci di contenere questa onda migratoria.

L’attuale incidente avvenuto a Lampedusa è il risultato di anni, decenni di colonizzazione, di sfruttamento e di crimini contro l’umanità compiuti propri da quei paesi che sono cercati dagli stessi migranti: è paradossale!!!
Sarebbe come dire che un bambino stuprato cerca rifugio proprio nello stupratore, e sappiamo che così non è, per fortuna. Il bimbo, nella sua giovane semplicità sa riconoscere il male dal bene, mentre la massa, quella più gretta ed impaurita, non distingue tra la mano del soccorso da quella del carnefice: aberrante!!!

Ma tale e tanta l’ipocrisia delle istituzioni che nell’esperienza secolare colonizzatrice ha saputo mascherare le sue azioni predatorie in opere di misericordia come affermato dalla Boldrini "La repressione non risolve problema" sostenendo che "Con le uniche misure repressive non risolveremo mai questo problema. Chi fugge da guerre e dittature, non sarà fermato da leggi più dure. E’ un’illusione”. Ma non è la sola ad esprimere un senso pietoso per quelle genti, poiché tutti, dal papa a Napolitano, hanno parole melliflue e delicate per il disastro compiutosi.
Ma chi sono gli artefici di quel disastro se non gli stessi organi che hanno appoggiato le missioni di “pace” di “democrazia” di “liberazione” e saccheggio se non gli stessi organi istituzionali che adesso versano lacrime di coccodrillo?

Perché, per esempio, quella carampana della Boldrini non mette l’accento giusto nelle sue parole accusando i veri artefici, i veri responsabili dei disastri che si stanno compiendo in Africa che stanno ancora oggi seduti alla camera ed in Senato?

Perché quella vecchia cariatide di Napolitano, tanto attento ed esperto nella politica internazionale, non sottolinea che le azioni delle grandi nazioni hanno portato a questo risultato; perché non fare e portare avanti una denuncia alle Nazioni Unite per mettere in banchetta i veri responsabili?

Perché il Governo Letta, ma come lui anche quelli precedenti, non hanno imposto alla comunità europea una politica delle migrazioni che mettesse un freno e che NON inviasse armi o sostegno alle diverse fazioni che si massacrano?

I perché si sprecano e non verranno mai esauditi, perché esiste un piano ben preciso e congeniato per tutto questo immondo affare del traffico delle genti. E’ il piano Khalergi.

“DAS PAN-EUROPÄISCHE MANIFEST”: L’uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza futura  eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli, con una molteplicità di personalità.

Lo scopo principale di questo piano è l’Unione Pan-europea e Kalergi ribadisce “il suo impegno al patriottismo europeo, a coronamento dell’identità nazionale di tutti gli europei. Nel momento dell’interdipendenza e delle sfide globali, solo una forte Europa unita politicamente è in grado di garantire il futuro dei suoi popoli ed entità etniche.” (Notare etniche e non più nazionali)

Siamo quindi difronte a degli eventi in cui gli stessi attori politici sono gli stessi che si muovono in funzione di questo rimescolamento razziale (melting-pot), ma se da un lato questo processo è anche un vantaggio per tutte le popolazioni, dall’altro esso produce immani disastri ed insormontabili incomprensioni data la velocità attraverso il quale esso si produce.

Noi italiani lo sappiamo molto bene, nel nostro sangue abbiamo moltissime razze, viste le innumerevoli invasioni che si sono succedute nell’arco di secoli, e non, come accade adesso, in pochissimi anni, e tutto questo è conosciuto dalle menti folli che stanno realizzando il piano che è funzione della velocità con cui si realizza questo rimescolamento: nessuna regola, sradicate le tradizioni, le culture fino ad assoggettare le genti in un unico impasto da sfruttare un pezzo alla volta a seconda delle necessità.

I disastri di Lampedusa si ripeteranno altre volte e sempre più di frequente nella totale indifferenza della Comunità Europea proprio in virtù di quel piano razzista e della mondializzazione voluta dalle logge massoniche ha permesso la morte in 25 anni di oltre 19 mila persone. E’ inutile piangere sui corpi delle persone che vengono straziati dalla violenza o da un naufragio, sono solo asciutte lacrime che non spostano una virgola nel capitolo della globalizzazione. (qui un elenco esaustivo)
Non è cinismo, ma semplice presa di coscienza dei fatti sui quali la gente comune è incapace di svolgere un’attività correttiva. E’ anche conseguenza  della nostra cultura aggressiva, predatrice, che ci ha imposto questa visione. Proviamo timore, pena e cerchiamo l’appiglio della condivisione per stemperare l’altrui sofferenza, ma poi alla fine nel nostro piccolo cranio rimaniamo chiusi e insensibili alle sofferenze di milioni di persone: mors tua vita mea dicevano i romani conquistatori. Un detto che dice tutto, ma che presuppone anche una presa di coscienza e correttezza intellettuale, cosa che questi scribacchini, questi straccivendoli di politici nemmeno conoscono.

Sirian Sarin

7 settembre 2013 4 commenti

gufo

Che sia in corso una macchinazione creata dai soliti noti guerrafondai è arcinoto e le diverse segreterie europee di Francia, Inghilterra spingono sull’acceleratore dell’intervento armato anche contro le regole internazionali similmente a come è stato con la Libia.

Le regole del gioco dei massacri perpetrati da ambo le parti non hanno più nessun limite, la distinzione nella macellazione dei civili non ha ora più nessun significato. Tutti sono coinvolti in queste turpe ed ignobile farsa. Il governo di Assad pare tentennare nel permettere la visita degli ispettori dell’Onu e ne ha ben donde. “Too little too late” esclamano i giornalisti d’oltre Manica e quelli statunitensi: troppo poco e troppo tardi? Per che cosa, verrebbe da chiedersi.

Troppo tardi è l’affermazione ed è spiegata dalla presenza di un certo Ake Sellstrom, uno che all’epoca dell’Iraq faceva parte della squadra che aveva trovato – falsamente – delle armi di distruzione di massa. Ma in tutta questa sceneggiata, grondante sangue da tutte le parti, alcune cose non tornano. Damasco invita gli ispettori dell’Onu a verificare e proprio in quel momento delle verifiche il governo Assad produce l’errore più stupido della storia: lancia granate al gas nervino contro la propria popolazione. O è un pazzo, oppure un vero incompetente. Lo stesso Sellstrom ammette che c’è qualcosa di strano in questo nuovo massacro, ma qualcosa deve essere pur fatto (da parte dell’Onu), solo che per attivarsi è necessario che uno dei membri dell’Onu ne faccia richiesta, poiché abbiamo solo 14 giorni, ammette Sellstrom.  Troppo poco, è l’altra affermazione: si fa riferimento che in tre giorni le tracce del gas non sono più identificabili, ma chiediamoci come fanno a sapere che tipo di gas è stato impiegato se devono ancora effettuare degli accertamenti?

Ma i nemici di Assad avevano manifestato tempo prima del lancio del gas venefico annunci circa uno “scoop” mediatico. Si tratta di Nizar Nayyuf, che oltre ad essere un ribelle siriano è un dirigente del Centro Europeo di studi e ricerche del Medio Oriente, con sede a Londra, dove copre la funzione di direttore del dipartimento “informazione e analisi”, annunciando che in occasione della venuta degli Ispettori dell’Onu avrebbero lanciato una “bomba mediatica”.

Però, il dubbio e i fatti passati dovrebbero insegnare alle potenze straniere, ma essendo loro stesse a muovere i pagliacci sullo scenario il gioco sta diventando estremamente arduo da risolvere.
Powell, ex segretario di Stato Usa alla CBS consiglia caldamente di rimanere fuori da questo ginepraio irrisolvibile, manifestando anche una visione delle colombe interne al gruppo dei neocon americani: cambiando le dinamiche del Medioriente e passando nelle mani degli estremisti la situazione diventerebbe irrisolvibile ed estremamente pericolosa per quelli che ritengono la guardia di ferro (Israele). I falchi, rappresentati dal sionista di Kerry, oggi nelle sue dichiarazioni, appare invece molto più propenso ad un intervento diretto per porre fine ai massacri compiendone altri ben più devastanti (vedasi Libia, Iraq, Afghanistan, Pakistan, Yemen, Sudan, Etiopia, Mali, Nigeria, Vietnam). E le voci di un diretto coinvolgimento della Russia a difesa della Siria nel caso che gli Usa attaccassero dipingono il quadro mediorientale sempre più cupo, e non solo per quella parte del mondo, ma direttamente anche l’Italia stessa.

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Però, scorrendo alcune foto dei bimbi “avvelenati” (appare strano che gli adulti non siano presenti) alcuni medici evidenziano delle cose che lanciano un sospetto:

1. Nessun rigor mortis
2. Colore della pelle dei poveri bambini e’ roseo, nessun segno di intossicazione ( la pelle diventerebbe scura, viola)
3. Assenza di macchie ipostatiche: il sangue nel cadavere si accumula nelle parti declivi per gravità, causando chiazze violacee;
4. La bambina colla maglietta rosa nella prima foto ha il braccio sinistro sollevato dal pavimento e il destro rilassato e aperto. Ciò indica presenza di tono muscolare monolaterale. Il braccio dovrebbe cadere a terra.
5 . Nessun segno superficiale di traumi: se uno sviene e cade a terra si procura abrasioni e ecchimosi, che non ci sono.
6. Alcuni "cadaveri" hanno le mani colle dita intrecciate: posizione impossibile da mantenere nel cadavere se non con artifizi particolari.

Ma non è sufficiente quanto sopraddetto. Il Sarin è un gas estremamente tossico facilmente solubile in acqua e nessuno dei “soccorritori” pare curarsi troppo della loro salute: mascherine di carta, a mani nude toccano i corpi dei bimbi, mancanza di tute protettive e quel che è più allucinante alcuni personaggi che compiono iniezioni sui corpicini. Appare una farsa tanto grottesca quanto la stupidità dei media occidentali che prendono per oro colato le affermazioni di personale dai dubbi trascorsi. Nessun dubbio, nessuno che metta in discussione le affermazioni dei loschi personaggi: Hollande, Cameron, Nethanyau, Obama.
Infatti appare già noto che alcune fazioni di ribelli si siano servite di questo gas in una dichiarazione video qui e qui, nel silenzio ignobile dei media italiani. Tanto ignobile che anche durante l’attacco alla cittadina di Maalula, patria del primissimo cristianesimo dove ancora si parla aramaico, solo una televisione (Rainews24) ha esposto in maniera abbastanza oggettiva i fatti che avvenivano. Gli altri media nel silenzio più totale.

Ma perché?

La Siria, oltre che perno cruciale nello scacchiere mediorientale, ha un discreta riserva di petrolio e un’abbondante quantitativo di gas. Ma vediamo di capire meglio la questione.

Dopo la suddivisione dell’Impero Ottomano, secondo l’accordo Sykes-Picot (1916), la Siria venne costituita dividendola in zone di influenza inglese e francese.

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In base a questa suddivisione, che ovviamente non teneva conto delle popolazioni, nell’attuale sistema, (vede lo stesso trucco è stato usato dagli inglesi quando, dovendo concedere l’indipendenza all’Irak, lo separarono dal Kuweit, e il confine tra i due nuovi Stati – per puro caso – divideva in due il gran giacimento di Rumaila, motivo dell’invasione di Saddam nel 1990) le influenze dei governi francesi ed inglesi hanno cercato sempre di operare a vantaggio loro contro le autonomie locali. La Società delle Nazioni di allora (la stessa che impose le sanzioni all’Italia per l’occupazione dell’Etiopia) concesse la Siria in protettorato alla Francia, e l’Irak alla Gran Bretagna.

In tutto questo, come si diceva sopra, la Siria è centro focale per il passaggio di alcuni oleodotti tra i quali quello Kirkuk-Banias,

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il più antico (1952), ma non più attivo dopo un bombardamento del 2003 da parte dell’aviazione Usa e non più riaperto a causa delle dimostrazioni del Governo Assad contro l’attacco americano in Irak. Da quel momento gli Usa hanno considerato la Siria un paese terrorista e nel 2004 il congresso Usa votava le sanzioni economiche contro questo paese. Altro oleodotto particolare è quello di Kirkuk-Ceyhan,

 

siria_petrolio_Kirkuk_Ceyhan_pipeline

che passa praticamente al di fuori del confine siriano, ma in terra curda e finisce in Turchia. Il controllo curdo è una spina al fianco dei turchi e il partito PKK ha fatto saltare più volte questo oleodotto.

Assad non è solo colpevole per quanto detto, ma anche per avere la gestione nazionale delle risorse petrolifere con la Syrian Petroleum Company e Syrian Gas Company, mentre i soci stranieri sono solo una piccola minoranza. Ovviamente se al potere andassero i Fratelli Mussulmani le cose cambierebbero a favore di una più “democratica” suddivisione dei profitti alle ben note BP, SHELL, EXXON, e Total, come accadde in Libia, ricordiamolo!

La Siria ha anche un enorme quantitativo di gas da sviluppare, ma che gli è stato impedito a causa della guerra in corso. L’enorme giacimento è proprio difronte alle sue coste in condivisione della terra promessa (il non-stato) che invece ha già portato avanti i programmi di sfruttamento e ricerca nel settore di Leviathan (tra le altre cose una buona parte è stata “rubata” ai palestinesi della striscia di Gaza).

Ma ormai queste sono parole senza senso, i giochi sembrano già determinati dalla follia criminale di Usa, Francia e Israele. Il vaso di Pandora si sta aprendo e tutto non sarà più come prima.

Poche idee occidentali

5 luglio 2013 1 commento

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Dopo la defenestrazione di Mubarak in Egitto e l’avvento del Presidente Morsi l’occidente, in primis gli Usa e a seguire tutta l’Europa, parlarono di rivoluzione democratica e di instaurazione della democrazia sostenuta dai fratelli mussulmani. In quella occasione l’esercito si schierò come garante e si frappose tra le diverse fazioni impedendo un bagno di sangue facendo rispettare le scelte “democratiche” con il plauso dell’occidente.

Recentemente, a seguito delle oceaniche manifestazioni e dell’arresto di Morsi, l’esercito si costituito a garanzia della democrazia evitando anche in questo caso un bagno d sangue e l’occidente in questa seconda volta ha definito l’azione dell’esercito un colpo di stato militare.

E’ strano questo occidente.

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