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La giustizia Usa

2 maggio 2012 1 commento

 

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Qualche tempo addietro avevamo i media stracolmi di notizie eclatanti per la barbarie di una pena che avrebbe dovuto essere inflitta ad una donna: la lapidazione. Parliamo di Sakineh, quella disgraziata rea e confessa di aver complottato per l’uccisione del marito assieme al suo amante.

In tutto mondo occidentale una valanga di urla, manifesti, di cortei a favore di questa donna dal viso dolce, ma dal pensiero omicida. La punizione, ci è stato detto, avrebbe potuto essere la lapidazione che in Iran viene applicata, ci è stato detto, a tutte le donne fedigrafe.

Poi si scorge che in Iran la pena della lapidazione è stata abolita dopo la caduta dello Scià e che la pena di morte viene esercitata solo se c’è il consenso dei parenti della vittima. Paese profondamente barbaro!.

In altre parti del mondo la pena di morte viene applicata senza che nessuno manifesti, senza cartelloni appesi sui municipi delle città e senza continue notizie nei telegiornali. Silenzio stampa.

In Usa, la patria della democrazia anche esportata, è stato messo a morte un carcerato che stava nel braccia della morte da oltre 37 anni. E’ stato ucciso con un’iniezione letale nel braccio della morte di Tulsa, in Oklahoma, Michael Bascum Selsor, condannato a morte per un omicidio commesso 37 anni fa quando aveva 20 anni. L’uomo, ora 57enne, era stato condannato per aver ucciso un uomo durante una rapina che si era conclusa con un bottino di 500 dollari. Prima che iniziasse l’esecuzione Selsor ha rivolto un saluto al figlio e alla sorella, mentre alcuni degli altri detenuti hanno salutato con un applauso l’uomo rimasto per 37 anni nel braccio della morte.

Michael Bascum Selsor

Fino ad ora credevamo che la giustizia avesse il suo corso, che in un grande paese come gli Usa ci fosse il senso della misura, della punizione e del perdono, invece scopriamo che la giustizia non solo agisce in maniera barbara, ma produce efferati crimini contro i quali lo Stesso governo Usa investe diversi milioni di dollari.

Tenere un uomo per 37 anni in carcere e quindi ammazzarlo come una bestia è il peggior crimine che la mente umana possa realizzare. Altro che Kafka, che nel vedere queste cose si rivolterebbe nella tomba. Qui siamo davanti ad un paese che della vita umana – per quanto colpevole sia di efferati crimini – non ha nessuna considerazione tanto da attendere decenni per servire la testa alla mannaia del boia con la calma di un freddo psicopatico.

Questi sono gli Usa, la nazione che distribuisce democrazia, libertà ed amore…ma siccome la giustizia non è di questo mondo anche loro avranno la loro Caporetto, anche loro avranno ciò che mille altri popoli hanno ricevuto durante il grande secolo americano.

Svizzera: un paese da smenbrare.

7 febbraio 2011 Lascia un commento

Durante la Seconda guerra Mondiale il criminale di Hitler aveva intenzione di inglobare nella grande Germania anche la Svizzera. Piccolo paese composto da banchieri ed usurai. Qualcuno del suo gruppo di comando gli disse che forse era meglio mantenere una zona “franca”, perché del futuro non v’è certezza e il caso volle che quei suggerimenti fossero ascoltati.

La Svizzera, un paese di montanari con lingue diverse: francese, tedesco ed italiano, oltre ovviamente ai vari dialetti, è sempre stato rappresentato come una delle maggiori democrazie d’Europa, in cui il popolo esprime realmente il suo volere. Così fu con l’emigrazione degli italiani negli anni ’50 e ’60 paragonati ai cani e ad esseri inferiori  (in molte vetrine troneggiavano cartelli con la scritta “non si ammettono cani e italiani”), oppure come accade adesso, dopo lo scudo fiscale di Tremonti, in cui gli italiani sono visti come ratti.

Insomma una nazione, anzi una confederazione di xenofobi calvinisti. Da sottolineare calvinisti, i veri fautori della xenofobia.

Ma non è finita qui. La Svizzera paradiso fiscale per molti criminali di mezzo mondo, italiani compresi, è anche il luogo delle scelte più intolleranti contro gli animali. E’ accaduto infatti che una signora, padrona di un barboncino, si sia dimenticata di pagare la tassa relativa per avere  l’animale e per tale mancanza il sindaco, democratico e illuminista della grande Svizzera, abbia pensato bene di punire questa signora sopprimendole l’animale a monito per tutti quelli che non pagano la tassa per avere un animale. Avrebbe potuto pignorarle la macchina, un mobile o altra bene materiale, ma invece, l’infame sindaco di un paese insignificante di una perduta valle svizzera, ha voluto punire una donna con l’uccisione del suo animale che è contravvenuta alle regole democratiche della grande Svizzera.

La somma evasa per il fisco svizzero: 50 euro!!!!

E’ incredibile la demenza e come le menti di alcuni minorati possano esprimersi in quel paese: lì, dove fondano la loro economia sulla truffa bancaria, sull’evasione fiscale e su fondi neri e conti cifrati e nascosti agli stati nazionali, si massacra un animale per una banale dimenticanza.

Questo è giustizia, no?!

Quale Shoah commemorare? (Parte II)

27 gennaio 2011 Lascia un commento

Il coro è assordante, strabordante di leziosità, volgare, eccessivo e stucchevolmente scontato, spesso pacchiano e acritico. Questo è quanto si percepisce dalle innumerevoli dichiarazioni sulla Shoah.

Napolitano, il vetero comunista che non ha mai rinnegato le sue amicizie d’oltre cortina, ci insegna come dobbiamo rispettare la Shoah e non perde tempo a bacchettare tutti quelli che ormai non ne vogliono più sentir parlare, offrendo, invece, medaglie d’onore ai vecchi superstiti dei campi di sterminio.Napolitano ci insegna che “Il primo seme avvelenato, il primo germe distruttivo è quello dell’intolleranza, del nazionalismo e del populismo che si traducono in demonizzazione e in odio del diverso e dello straniero

Alfano, il lecchino di corte di sua immonda maestà di Arcore, addirittura sposa e sostiene la necessità di varare una legge che punisca chi non riconosce la storicità della Shoah. Per fortuna che nel mondo ebraico esistono persone con il senno e con la giustizia di chi ha sofferto realmente, è il caso di Ariel Toaff che dichiara L’idea stessa della legge è sbagliata. In primo luogo sarebbe lesiva della libertà d’opinione, anche della più aberrante, e aprirebbe la strada a altri tipi di limitazioni. E comunque i negazionisti continuerebbero finendo magari per passare da vittime“. (nda: la soppressione della libertà, di parola e di espressione di pensiero è anticostituzionale, infatti l’Art. 21 recita: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.)

E’ una lotta contro il tempo, contro l’inesorabile potere della dimenticanza, ma non si deve dimenticare, anzi è necessario porre dei limiti entro i quali far scorrere la legge che tutto guida e tutto sorveglia per punire per impedire e incarcerare anche la libertà di pensiero e di critica. Eppure non c’è verso di far capire a lor signori che la Shoah è una parentesi storica che purtroppo si ripete in diverse parti del mondo. Ma non c’è miglior sordo di chi non vuol ascoltare!

Non c’è un solo uomo che sia meglio dell’altro! Tutti hanno le mani sporche di sangue, di crimini contro l’umanità, di barbarie. Nessuno è indenne, ma solo un “popolo”, per grazia ricevuta da Dio, è superiore e migliore degli altri, quello di religione ebraica.  Solo loro hanno il diritto di esistere e di essere commiserati e venerati, gli altri, i goym (non ebrei), possono anche crepare, essere sterminati. (Secondo Israel Shahak, autore di “Storia ebraica, religione ebraica: nel peso di tre Millenni, il termine “esseri umani ” nella legge ebraica si riferisce esclusivamente agli ebrei.)

Infatti in Israele, nella terra promessa, si canta e si inneggia allo sterminio e nessun giornale, media nazionale o internazionale pone l’accento per il ribrezzo e la ferocia con cui alcuni rabbini incitano allo sterminio dei goymE’ lecito uccidere i Gentili (ndt:i non ebrei) tra le Nazioni, anche se non sono responsabili di minaccie”, aggiungendo:” Se uccidiamo un Gentile che ha peccato o ha violato uno dei sette comandamenti – perché abbiamo a cuore i comandamenti – non c’è niente di sbagliato nel loro omicidio “. L’autore di queste farneticanti parole il rabbinoYitzhak Shapiro e molti altri autorevoli rabbini Yithak Ginzburg e Yaakov Yosef, hanno raccomandato il testo in questione (The King’s Torah) come libro di studio nelle scuole dei coloni israeliani.

Questa la cultura della Shoah? Questa la cultura alla quale fa riferimento Pacifici: quella razzista e sionista incurante dei trattati internazionali (Rapporto Goldstone). Sarebbe quindi questo il messaggio di pace ed amore per i diversi che Napolitano ci vuole offrire “Il primo seme avvelenato, il primo germe distruttivo è quello dell’intolleranza, del nazionalismo e del populismo che si traducono in demonizzazione e in odio del diverso e dello straniero“. Le parole sono profetiche, ma dovrebbe avere il senno, ormai perso, di rivolgerle a coloro ai quali preme far vedere la sua devozione, il suo occhio di riguardo.

Quale Shoah commemorare? (Parte I)

26 gennaio 2011 Lascia un commento

Il 15 agosto del 1945 finiva la Seconda Guerra Mondiale. Da allora ad oggi sono passati 65 anni e nonostante il tempo trascorso ancora oggi c’è chi ci punisce per quello che i nostri nonni hanno compiuto in quel lontano periodo.

E’ il caso della Shoa, dello sterminio industrializzato delle comunità ebraiche europee, dello sterminio anche di quelle persone “diverse” come zingheri, polacchi, italiani, russi e tanti altri che sono stati offuscati dall’immane strage di quella guerra.

A distanza di tanti anni si ricordano solo alcune vittime e si dimenticano tutti gli altri che di fronte alla morte ed agli uomini, hanno tutti lo stesso peso; ma si insiste a volere commemorare solo una parte dei morti, gli altri, come diceva Mao-Tze Dung, sono bricciole che cadono dal tavolo.

Non c’è nulla di peggio di chi nega quanto è accaduto, di chi credo alla montatura sionista per il senso di colpa generalizzato e così che la negazione diventa il diritto di agire, il diritto di sovvertire, il diritto di compiere atti di inumana crudeltà.

Così che la negazione diventa il paravento per altri misfatti. E’ il caso della negazione dei massacri compiuti in Cecenia, di quelli contro gli armeni (1,5 milioni) ad opera dei Giovani Turchi, seguaci di Sabbath Zevi, convertiti all’islamismo per convenienza, di quelli compiuti contro i Curdi, di quelli sterminati in Russia durante il periodo bolscevico (60 milioni), di quelli sterminati da Pol-Pot (1,7 milioni) e di quelli di Gaza e Sabra el Shatila e tanti altri che si perdono nella memoria dell’uomo perché volutamente cancellati per convenienza.

Quelli, sono molto diversi da quelli perpetrati dai nazisti? Dobbiamo distogliere lo sguardo per osservare solo quello che è stato fatto ad un gruppo di religione ebraica, oppure è umanamente più corretto considerare tutti come il risultato di una follia imperante come gene congenito dell’umanità.

Non c’è un giorno della shoà, ma la giornata della memoria di tutti i massacri di tutti i colori e nessun massacro e meglio o peggio di un altro, perché prodotti dalla ferocia dell’uomo sull’uomo.

Tutti da punire senza distinzione di colore, razza, perché i carnefici non hanno colore, ne razza, ne bandiera, ma sono solo al servizio delle più basse ed infime menti umane che mai Dio abbia potuto creare.

Il silenzio è d’oro.

24 gennaio 2011 Lascia un commento

Ci alcuni processi, che da tempo si stanno celebrando in Italia e che vedono coinvolti in reati gravissimi soggetti di primissimo piano delle nostre istituzioni, di cui i media non parlano, come se non esistessero.

Primo fra tutti, il più nascosto, è il processo che si sta celebrando a Brescia a carico del Generale Delfino accusato di concorso nella strage di Piazza della Loggia. Imputati nello stesso processo troviamo Pino Rauti (suocero del sindaco di Roma Alemanno), Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte e Giovanni Maifredi.

Ma, da lungo tempo, si sta celebrando anche il processo a Milano a carico del Generale dei Ros Gianpaolo Ganzer, del magistrato Mario Conte e di altri 23, tra ufficiali e sottufficiali dei Ros. L’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, peculato e falso.

Altro Generale dei Carabinieri sotto processo, questa volta a Palermo, è il Generale Mori accusato, insieme al coll. Obinu, di favoreggiamento aggravato per aver agevolato Cosa Nostra, nello specifico di aver favorito la latitanza del boss Bernardo Provenzano.

Tre Generali dei Carabinieri sotto processo per reati gravissimi e i media, praticamente, non ne parlano.

Ma la cosa non è diversa per i processi a carico di politici, basti pensare al processo d’appello al senatore Marcello Dell’Utri, condannato in primo grado a per concorso esterno in associazione mafiosa a nove anni di reclusione e a due anni di libertà vigilata, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Identica cosa per il processo ad Antonio Bassolino accusato, insieme ad altre 28 persone, tra cui alti dirigenti di Impregilo, di frode in pubbliche forniture, alla truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, abuso di ufficio, falso e reati ambientali commessi nel periodo in cui era Commissario Straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania.

Altro processo di cui non si parla è il processo Hiram, ovvero un processo che vede coinvolti, in un’associazione a delinquere finalizzata ad aggiustare o ritardare (al fine di far prescrivere i reati) i processi in Cassazione, mafiosi, massoni, avvocati, poliziotti e preti. Eppure, anche in questo caso nulla.

I media, che ci hanno sommerso di articoli e trasmissioni sui processi a Vanna Marchi, alla Franzoni, a Meredith, ecc… di questi processi non parlano.

Fonte: Solange Manfredi

Apoteosi razzista

13 gennaio 2011 Lascia un commento

In un giornale, il maannews, si legge:

Una donna ebrea non dovrebbe mai essere fecondata con sperma di un donatore non ebreo, anche se fosse l’ultimo soluzione possibile!

Queste le dichiarazioni di Rabbi Dov Lior del Movimento Religioso Sionista, perchè un bambino nato da una inseminazione non kocheravrebbe dei tratti e caratteri non ebrei “.

Lo stesso rabbino inoltre nega una sentenza della corte, accettata invece dal rabbinato israeliano, che preferisce la inseminazione da un non-ebreo (goym) conosciuto anziché da uno sconosciuto, insistendo che è meglio adottare bambini ebrei piuttosto che produrre non-ebrei e che il carattere (?) dei bimbi nati da padri non ebrei hanno tratti di crudeltà e di barbarie (forse ha scordato i massacri di Gaza fatti dagli ebrei?).

Questo sarebbe il paese additato come la miglior democrazia del medioriente e tutti fanno la coda per essere ammessi alla corte sionista.

Questo è il risultato di un paese che vede la religione mescolarsi con il potere e questo è solo la punta di un iceberg e di idee diffuse non solo lì, ma anche qui in Europa, la culla della civiltà occidentale nel cui seno si annidano schegge impazzite di follia teologica da manicomio criminale.

Un peso e due misure: la frusta, Sudan e Israele.

14 dicembre 2010 Lascia un commento

In un giornalino gratuito, di quelli che si trovano nei bar o all’angolo delle strade, si legge una notizia particolare. In Sudan una giovane sedicenne viene fustigata per 50 volte (mi pare esagerato, visto il video)  per aver indossato un paio di pantaloni che secondo la legge islamica che in quel paese si applica, è un atto riprovevole da condannare con la fustigazione.
Anche il mondo islamico di Al-Jazera si indigna di fronte a questi eccessi. Strana ‘sta cosa, ehh?

A pochi chilometri di distanza, nello stato di Israele accade una cosa simile, ma taciuta dal giornalino (del gruppo Caltagirone) così come anche dagli altri media: un giovane cantante si è esibito davanti ad un pubblico misto di donne e uomini andando contro i dettami del Talmud e come risultato di questa offesa è stato condannato dai rabbini locali a 39 nerbate per aver infranto la legge giudaica.

Molti ci dicono che Israele è un paese democratico dove non accadono cose che invece ci parrebbe normale trovare in Sudan, eppure…anche nella perla della democrazia-teologica-mediorientale accadono fatti per nulla assurdi e nonostante questo, da più parti si sente le voce del coro che invita a pieni polmoni l’entrata di Israele nella comunità europea…

C’è qualche nota stanata, la notate?

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