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Posts Tagged ‘Soldi’

ILVA, solo bestie!

27 novembre 2012 2 commenti

Continua indefessamente l’attività terroristica dei giudici di Taranto contro gli interessi nazionali, sociali ed economici di una parte dell’industria italiana. E’ stato confermato il licenziamento senza preavviso di 5.000 dipendenti dell’ILVA (Ex IRI svenduta alla famiglia Riva). Purtroppo, come sempre accade in Italia, si guarda solo all’aspetto più facilmente suscettibile di critiche: ambiente (che va tanto di moda quando si tratta di nascondere altri misfatti).

Quello che più ci si chiede: dove stanno le grandi sigle sindacali della CGIL della UIL, della CISL. In altri tempi avrebbero rovesciato un paese e  avrebbero tappezzato le città con oceaniche manifestazioni. Adesso tutti zittini, ricurvi nelle loro sedi a bofonchiare cose inudibili e nessuno si muove. Nel frattempo 5.000 famiglie dovranno fare i conti con dissesti economici, finanziari. Ma ai sindacati, oltre a vociare parole senza senso, non resta altro. C’è come l’impressione di un accordo condiviso con i grandi attori della questione e che per tranquillizzare le persone, usino le solite melliflue proteste, insignificanti e per nulla incisive.

Mi domando poi se quei giudici di Taranto, studiosi di Cicerone (mi auguro che l’abbiano studiato profondamente),  hanno mai considerato questi aspetti sociali, perché il sospetto viene per la loro indifferenza e nella totale assenza di ratio societatis et humanitatis e della magnitudo animi (Cicerone): quelli non sono operai, dipendenti, impiegati con famiglie, figli. Sono solo bestie da scaricare al primo macello aperto!

Il problema è ambientale, si dice, ma se fosse così, come accaduto nella zona della Rhur, le soluzioni ci sono. I tedeschi ci sono riusciti ed hanno bonificato l’intera zona rendendola un giardino. Cosa abbiamo noi italiani che non riusciamo a fare meglio degli altri? Inettitudine, pigrizia, oppure forze nascoste che spingono per la chiusura definitiva dell’ILVA, soppiantandola con altri mostri a discapito della salute del benessere sociale.

Avete voluto fare i polli? Preparatevi per la spennatura montiana.

12 novembre 2012 2 commenti

«Vorremmo introdurre una tassa generalizzata sui patrimoni ma non avendo gli strumenti non vorremmo favorire l’allontanamento dei capitali».

Questa la battuta di uno sprovveduto che per inesperienza e incapacità intellettiva annuncia ai quattro venti che potrebbe essere introdotto una patrimoniale con il risultato effettivo di far scappare ancora quei pochi che credevano in una politica “seria”.

La frase suddetta è stata pronunciata dal nostro capo del Governo Monti in occasione del Forum del Financial Times di Milano. C’è qualcosa di nuovo? Sì, ovvero l’annuncio aperto che ci sarà la patrimoniale, ma con i passi che il governo sta compiendo. Non ci sarà una scure nottetempo come nel precedente governo Amato e forse nemmeno retroattiva, ma ci sarà. L’avviso ai naviganti è chiarissimo: se potete esportare i capitali, fatelo in fretta perché non ho più tempo per tergiversare e chi ha orecchie per intendere intenda.

Già s’era scritto su questo odiosa tassa, iniqua, incapace di risolvere nulla se lasciata da sola e senza che vi siano le necessarie correzioni che mai verranno fatte, ma ora i tempi stringono e a Bruxelles non viene lasciato spazio a tentennamenti, sopratutto per le vagonate di miliardi di euro che l’Italia si trova ad affrontare per il patto di stabilità (MES) per 20 anni. Siamo indietro sulla tabella di marcia e nella caotica gestione di un governo incapace è preferibile usare la solita scure sui pochi capitali rimasti in Italia: immobili.

L’intolleranza delle parole di Monti non hanno confine e nemmeno riguardo per i sudati risparmi di milioni di famiglie, poiché argomenta che questa necessaria “patrimoniale esiste già in alcuni paesi estremamente capitalisti”. Come dire: mal comune mezzo gaudio. Ma un male, anche se comune, è sempre un male e non necessariamente risolve le problematiche economiche del nostro paese quando tutto il resto rimane immutabile e ingessato su posizioni di potere di partito e clientelari.

Monti non solo non ha cambiato nulla in questo anno di governo, ma ha portato l’Italia sempre più in basso, come si confa all’usuraio che chiede mensilmente alti interessi alla sua preda.

Il bello della questione è che i vari lazzaroni d’Italia, dal Quirinale e giù fino al più piccolo infame insistono che sostenere questo deprecabile governo è meglio che andare alle elezioni, meglio che votare con una legge elettorale colabrodo. I vari Udc, PD, PDL e tutta la masnada di briganti che infesta l’Italia si stringono a coorte e son pronti alla morte, l’Italia di Monti chiamò.

Aflatossine – Mais – annata agraria

1 ottobre 2012 Lascia un commento

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Molti anni fa, nel 1986, ci fu una grave crisi idrica, più o meno come quella che abbiamo avuto questa estate. Nelle acque fu evidenziato un altissimo livello di Atrazina che veniva impiegata in agricoltura contro le erbacce  in quantità di 1,2/2 kg/ha. Era un noto e diffusissimo erbicida, oggi sostituito dall’Harmony impiegato in quantità di 3 gr/ha (leggasi tre grammi per ettaro!!!!). Vi furono molte interrogazioni parlamentari, finanziamenti, ricorsi e controricorsi e come accade nelle repubbliche delle banane fu trovata la soluzione che salvò capra e cavoli: innalzare il livello massimo dell’erbicida presente nelle acque destinate per uso umano con buona pace di tutte la parti sociali. Il tutto, come sempre accade in Italia, fu presto dimenticato e nessuno ne parlò mai più.

Anche questa estate abbiamo avuto un’annata particolarmente calda che ha provocato una serie di problemi nel settore agricolo. Molti raccolti, a causa della perdurante siccità, sono stati gettati, moltissime culture di soia e granoturco (Zea mais) non hanno nemmeno raggiunto la maturazione e sono state lasciate in campo per essere successivamente bruciate o interrate. La perdita appare essere superiore al 50% della produzione nazionale, ma pochi giornali ne parlano come se il settore agricolo fosse un accessorio insignificante e opzionale: mangiare a volte non serve.

Eppure questo grave problema viene adombrato da altri sempre più presenti nella nostra penisola: gli scandali politici, le problematiche economiche, ma soprattutto finanziare delle nostre banche che sappiamo tutti essere ormai decotte e fallite. L’agricoltura non viene nemmeno nominata e come ci evidenzia Franceschetti (I recenti provvedimenti del governo Monti: i finanziamenti per incentivare la depilazione dei peli del culo in Kiribati) i maggiori utili della Unione Europea provengono proprio da questo settore, altro che quello finanziario e bancario.

Come dicevo più sopra, quest’anno è andato malissimo per l’agricoltura, così almeno nelle zone di pianure ma anche quelle servite dall’irrigazione hanno avuto dei grossi problemi: a 40 cm di profondità il terreno era sabbioso, con temperature che arrivavano anche oltre i 30/35°. Il danno alle culture è stato enorme, molte hanno sviluppato diversi problemi fitosanitari che non sono stati risolti, anzi, la mancanza d’acqua e l’elevata temperatura hanno favorito l’insorgere di alcune malattie delle piante i cui effetti per l’uomo sono molto pericolosi. E’ il caso del mais, della soia, delle arachidi che in queste condizioni hanno sviluppato le aflatossine.

Le aflatossine sono i prodotti di alcuni funghi del genere Aspergillus che si sviluppano in particolari condizioni di temperatura ed umidità. Il danno che le aflatossine possono dare sono particolarmente gravi perché l’intossicazione è cronica e praticamente irreversibile, fino allo sviluppo di forme tumorali molto gravi. L’organo più colpito è il fegato con cirrosi e/o carcinomi, ma si hanno sospetti anche per arteriosclerosi, cancro al seno, cancro alla prostata, AIDS, morbo di Crohn, sclerosi multipla, infertilità ecc. (Cfr.COSTANTINI, WIELAND, LARS, Etiology and prevention of prostate cancer – hope at last – Fungalbionics series, Johann Friedrich Oberlin Verlag, Freiburg, Germania 1998).

In Europa la quantità massima accettata di aflatossine è di 4 microgrammi/kg, mentre in Italia per le aflatossine B1 si accettano limiti di 8 microgrammi/kg. Per il latte il limite massimo di di 50 parti per trilione oltre il quale deve essere ritirato dal mercato.

Ma anche in questo caso entrano in causa gli interessi di parte, delle grandi multinazionali dei prodotti chimici, delle sementi e di tutta la catena produttiva agricola. La comunità europea sta infatti valutando di innalzare il limite massimo delle aflatossine per adeguarsi al Codex Alimentarius e qui vi spiego a grandi linee come la Commissione Europea e il parlamento ci abbiano gabbato a favore dei grandi gruppi produttivi multinazionali e sovranazionali.

E’ naturale che anche in questo caso in Italia non si perda tempo tant’è che alcuni politici, inclini ad eseguire gli ordini superiori di scuderia, abbiano proposto l’innalzamento dei limiti per le aflatossine nel mais destinato all’alimentazione animale. Lo stesso accade anche per quelli che invece dovrebbe vigilare nel settore agricolo come il vice-presidente dei consorzi agrari Rovigo e di Ferrara che ritiene più proficuo innalzare i limiti anziché chiedere al Governo un intervento per compensare le perdite agrarie.

Infatti mentre quest’ultima scelta comporterebbe tempi più lunghi e spesso disattesi, la richiesta invece di allinearsi alle regole americane – determinate dalle indicazioni delle multinazionali del settore – e soprattutto dal Codex Alimentarius sono un esempio al quale il politico non può non riconoscerne l’effettiva autorità. Per contro il Ministero della Salute ha già provveduto a limitare i danni di queste tossine emanando una circolare, ma verrà subitamente annullata dalle scelte che i grandi gruppi imporranno a spese della nostra salute.

E’ ovvio che di fronte a questo scenario il settore agricolo si rivolta perché da un lato non trova il giusto soccorso del governo e dall’altro riscontro che in altri paesi l’innalzamento dei limiti permette la commercializzazione dei prodotti con le aflatossine. Possiamo dargli torto?

Pur rispettando il settore agricolo ci si dimentica che tutta la produzione agricola non serve ad alimentare una macchina inerte, ma solo ed esclusivamente l’essere umano e ogni azioni che comporti un innalzamento dei limiti delle aflatossine equivale ad un aumento dei costi della spesa sanitaria pubblica, e come accade sempre nelle repubbliche delle banane si sta molto più attenti al conto economico che a quello sanitario.

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Studio Europeo sull’ammissibilità delle aflatossine

Studio Europeo sullo aflatossine

EFSA: Aflatossine nei prodotti alimentari

Uno studio sugli erbicidi e loro caratteristiche

Direttiva 2000/60/CE Del Parlamento Europeo e Del Consiglio, Del 23 Ottobre 2000, Che Istituisce Un Quadro Per L’azione Comunitaria in Materia Di Acque

Ma gli italiani sanno qualcosa di quello che accadrà dei loro soldi, oppure dobbiamo brindare?

21 luglio 2012 2 commenti

bicchiere .

A volte mi chiedo se l’italiano abbia mai avuto un senso di appartenenza a questa repubblica, perché siamo così diversi e così atipici se ci confrontiamo che sembriamo dei stranieri in casa nostra.

Molti nel passato hanno definito il “popolo” italiano un coacervo di culture spesso slegate tra loro, ognuna delle quali interessata al proprio tornaconto, indifferente a tutto quello che gli accade attorno. Altri lo definiscono un insieme di genti opportuniste che al momento del bisogno abbandona ogni impegno per traghettare sul più convincente millantatore che appare sulla scena.

Forse è l’una e l’atra cosa, questo è certo, e nella storia abbiamo infiniti esempi che si rispecchiano. Ma in questi tempi come reagirà la popolazione italiana? Quale saranno le sue scelte? Esiste in Italia e nelle persone che la popolano, il senso di un’unione mai vissuta? Sono capaci gli italiani di prendere in mano una situazione che ormai è destinata a fallire?

Forse sì e forse no! In questi giorni è sufficiente fare un giro di telefonate in montagna per capire che tutto è pieno, basta andare sulle spiagge della riviera adriatica per vedere milioni di individui assiepati sulla sabbia a dimenticare la ruggine dei lavori a loro destinati. Nei negozi dei diversi giocattoli tecnologici le code sembrano non avere fine e basta un annuncio roboante che altri si aggiungono per poter acquistare – a debito – l’ultimo ritrovato tecnologico. No, non possiamo non renderci conto che stiamo con l’acqua alla gola, eppure continuiamo a vivere al di sopra le nostre possibilità per poi scoprire nella buca delle lettere i solleciti di pagamento, le scadenze improrogabili e come un pensiero ammalato voltiamo lo sguardo al “bello”, a quello che ci fa dimenticare, lasciando ad altri, perché non abbiamo nessuna esperienza e perché non ce l’hanno mai insegnato, l’arte di pensare ed agire per noi.

Alla fine scopriamo di essere stati gabbati e addossiamo la colpa, come sempre accade, a tutto ciò che sta fuori della nostra responsabilità, ma noi ne abbiamo di responsabilità? I politici affermano di sì, dicono che con le nostre scelte possiamo cambiare rotta e decidere come migliorare e come cambiare, ma in 60 anni di repubblica non è cambiato nulla, nemmeno i politici sono cambiati. Eppure le strade per il cambiamento ci sono e sono lastricate di duri sacrifici, spesso di sangue e dolori, ma sono percorribili è solo una scelta volerle percorrerle.

Ora, tra qualche tempo, ci troveremo a fare i conti con una situazione peggiore di quella che fino a ieri avevamo pensato. Con molta probabilità l’Italia entrerà a far parte del Club Med dei spendaccioni (nel così detto euro 2), sembra, entro il 15 agosto prossimo: sarà una bella sorpresa per tutti. Dovrà stare molto attenta alla sua spesa visti anche gli impegni presi dall’attuale governo e ratificati in parlamento (tutti conniventi). Parlo del Fiscal Compact e del Mes (fondo salva stati) che produrranno una carneficina economica e sociale tale da farci catapultare immediatamente nel più buio medioevo.

Il prelievo che verrà attuato dalle nostre casse dello stato sarà enorme, ma la parte più aberrante è che con questo infame progetto ogni cosa che verrà stabilita dagli amministratori del Mes è insindacabile. Qualcuno dei nostri politicanti che dicevano che possiamo cambiare, ha manifestato qualche cosa? E i sindacati, tanto attenti a quando qualcuno pizzica le loro entrate miliardarie, hanno dichiarato qalcosa? I vari Bonanni, Camusso et altri hanno innescato oceaniche manifestazioni di piazza per impedire che il parlamento ratificasse una porcata del genere? No! Nessuno ha proferito verbo, tutti zitti a contare i propri utili tornaconti.

E il popolo italiano istruito cosa fa? Va al mare, in montagna, a fare acquisti dell’ultimo ritrovato della tecnica fregandosene altamente di quello che viene deciso.

Brindisi, mafia o attentato manipolato da un certo Stato?

20 maggio 2012 5 commenti

Melissa

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Alla prima notizia degli eventi di Brindisi ho subito pensato ad una vendetta interna alla malavita, poi mettendo a fuoco la notizia mi sono subito chiesto che senso avesse avuto mettere delle bombe davanti ad una scuola anche se intitolata a Falcone. Mistero!

Successivamente e pensandoci sopra, ma soprattutto facendo mente locale sull’attuale situazione italiana-europea e finanziaria che stiamo attraversando, ho fatto un pensiero che è andato direttamente al 1992 o agli attentati di Firenze o a quelli più vecchi della strage di Bologna del 1980.  Mi son reso conto che la matrice è sempre la stessa, i sistemi non sono cambiati, ma i termini dell’accento sono “appena” diversi poiché vanno a colpire i giovani.

Questo termine i “giovani” è ormi sulla bocca di tutti e dal presidente della repubblica fino all’ultimo cialtrone politico si riempiono la bocca di questa parola: i giovani, i giovani i giovani. Poi, a luci spente fanno spallucce e tutto ritorna come prima.

Però rimane l’eco delle parole: i giovani devono trovare lavoro, i giovani devono essere integrati nel mondo politico (Napolitano) i giovani sono la forza della nostra democrazia, i giovani senza lavoro sono il nostro futuro senza basi e così via senza un nesso che faccia da collante con questo termine.

Ma i giovani sono anche dei grandissimi consumatori, sono dei ribelli, sono quelli che passano facilmente dal bianco al nero senza pensarci, sono irrequieti e soprattutto sono instabili, hanno il ditino facile e sono curiosi, capaci anche di atti di estremo eroismo che la storia ci ha insegnato. Che sia questo il motivo? Ne dubito assai.

Allora perché fare strage di ragazzi?

La malavita non è solita fare questo a meno che non vi siano degli interessi incrociati in cui i giovani non abbiano calpestato i piedi a qualcuno, ma di solito non pare usare questi stratagemmi, perché troppo chiassosi e la malavita non ha bisogno del clamore, le cose vanno fatte in sordina, un colpo d pistola e via!

Anche su il fatto quotidiano si fanno le stesse supposizioni:

Quindi il mandante va ricercato altrove. Si potrebbe ipotizzare che una tale strage sia nello stile della Mafia. La scuola porta il nome di Falcone, quindi si voleva inviare un messaggio ai vertici dello Stato. Ma anche in questo caso, c’è un’anomalia. Cosa Nostra non ha mai coinvolto i ragazzi in stragi di ampio respiro. L’attentato a Falcone e Borsellino fu eclatante, ma colpì magistrati e poliziotti. Sarebbe quindi una strana novità l’uccisione indiscriminata di ragazzi sedicenni.

Oggi il cambiamento in Italia si sta manifestando attraverso i giovani a la Rete. La politica dal basso – che scuote i palazzi del potere – usa Internet. Questo è un aspetto che non condivido con l’articolista. La rete è manipolata e i giovani non hanno nessuna speranza di cambiare alcun ché!

Se tale cambiamento si dovesse propagare sul piano nazionale, l’intreccio politica-mafia sarebbe in pericolo. Quindi i mandanti sono da cercare in pezzi deviati dei poteri dello Stato, che da anni hanno stretto un patto con le grandi organizzazioni criminali. Chi ha piazzato le bombe davanti a una scuola lo ha fatto tenendo all’oscuro la Sacra Corona Unita. È gente spietata che si è infiltrata nel territorio pugliese. La scelta di usare bombole del gas rende poi difficile rintracciare la provenienza di un eventuale esplosivo. Quindi anonimato assoluto. Tracce zero. Anche qui non sono d’accordo il cambiamento non è del mondo giovanile attuale anche se appare esserlo, perché troppo ignoranti, troppo interessati alle cose ora e subito.
Manca una regia nei giovani, ma possono essere una gran fonte di manipolazioni e qui la storia insegna.

Io sarò il solito complottista da due soldi, che mi frega, ma la realtà è sempre più vicina di quel che si vuole far intendere.

Cosa sta accadendo adesso che non si vuol far conoscere al mondo dei deficienti (il popolo)? Io credo che stiamo, anzi andremo a subire una dei periodi più bui e più controversi della nostra “democrazia dittatoriale tecnocratica”:

  • Sistema bancario totalmente allo sfascio (già lo supponiamo, ma nessuno lo dice a chiare lettere);
  • economia ridotta al lumicino che si mantiene con immani sacrifici da parte di eroici (pro domo loro) imprenditori;
  • sistema politico istituzionale completamente sfiduciato, sia dagli stessi attori che ci vivono dentro, che da parte di quell’elettorato che timidamente crede di avere ancora un posto al sole;
  • spesa pubblica completamente fuori controllo e soprattutto mai punita sugli eccessi;
  • evasione pubblica e privata a livelli mai visti prima;
  • situazione economica europea completamente fuori controllo.

Quest’ultima voce, la situazione europea fuori controllo, è quella che spesso viene taciuta dai grandi media per la paura di non incontrare i favori di chi li finanzia, ma siamo al punto che la Grecia, per esempio, volente o nolente, se ne uscirà dal club degli usurai dell’euro.
Finalmente si potrebbe dire, sono anni che lo si dice! Già, però a certe istituzioni finanziarie il giochetto della Grecia che se ne esce dall’euro potrebbe rappresentare una bomba a scoppio ritardato e la cosa metterebbe a repentaglio l’intero sistema europeo soprattutto per quanto riguarda, per esempio, la grande Germania e la Francia, oltre alla sventrata Inghilterra.

Il vero problema quindi, anche secondo le parole di Krugmann, sono che con l’uscita della Grecia dall’Euro si potrebbe assistere ad una “debacle” tanto grande che nessun potrebbe prevedere le conseguenze. Cioè???

Semplice. La Grecia uscita dall’euro avrebbe la sua amata Dracma, la svaluterebbe di un 20/30% e ricomincerebbe ad attivarsi facendo concorrenza agli altri paesi europei ingessati dagli ordini della BCE e dalla Deutch Bundesbank, dal Trattato di Mastricht, dal fondo salva-stati che obbliga i paesi a versare miliardi di euro all’anno e via dicendo.
Tutto questo peso la Grecia non ce l’avrebbe più, anzi, al contrario sarebbe libera di imporsi nei mercati come meglio crede. La domanda che sorge quindi spontanea è: ma gli altri porci del mediterraneo che cosa farebbero? Con molta probabilità Spagna e Portogallo seguirebbero a ruota, mentre l’Italia rimarrebbe legata alla maglia di ferro che le ha imposto il sistema economico finanziario e solo per una sua peculiare caratteristica morfologica: la sua posizione geografica nel Mare Nostrum.

Nessun potere forte permetterà che vi sia il controllo “locale” dell’Italia, è un pezzo troppo importante nello scacchiere internazionale e chi controlla l’Italia controlla l’intero occidente europeo, sappiatelo !

A questo aspetto, importantissimo (l’uscita della Grecia dall’Euro), se ne aggiunge un altro meno conclamato che riguarda lo stato di salute della nazione americana. I tagli economici e finanziari che nei prossimi mesi dovrà subire, saranno talmente elevati che nelle alte sfere si ipotizza una rivolta popolare. Il grande rivoluzionario, dalla parte del popolo schiacciato per i debiti bancari e grande nemico della Fed, Ron Paul, stranamente ha dismesso la sua candidatura alla casa Bianca ed è stato invitato ad una colazione d’affari da Ben Bernake (sionista), della quale non si conoscono i temi dell’appuntamento. Molti suppongono sia stato ricattato o minacciato, ma sono solo “giustificate illazioni”.

Da dicembre inizieranno una serie di tagli che ammontano ad oltre 250  miliardi di dollari (si parla di oltre 1000 miliardi) che dovranno essere tagliati dalla spesa nazionale (Medi care, assistenza sociale oltre a quelli per i buoni pasto e via dicendo), il bilancio federale incontrerà diversi «scalini» in discesa, dai tagli obbligatori di 1,1 trilione (metà li subirà il Pentagono), diverse scadenze di facilitazioni fiscali risalenti all’era Bush: da 4 a 7 trilioni (ossia 7 mila miliardi di dollari) di tagli, per i quali non ci si è affatto preparati. Questo il dramma economico finanziario che gli Usa stanno andando incontro e che viene visto come il preludio di una serie di rivolte alle quali la Home Land Security ha già preso in anticipo i suoi provvedimenti acquistando 450 milioni di palle da calibro .40 e altri 175 milioni di munizioni calibro .223 (5,56 mm).

Lo so è lungo da leggere e sconclusionato, ma ho finito, manca poco. Gli Usa in questa situazione di mancato controllo interno non ha certamente tempo e denaro per seguire gli avvenimenti che andremmo ad avere nei prossimi mesi, soprattutto fra giugno e novembre (!!!). Inoltre le forze del Medioriente (Siria, Iran ed Israele) diventano sempre più ingestibili data la complessità dello scacchiere e dei fronti potenziali che si andrebbero ad aprire (scommettiamo che tra qualche mese la flotta di stanza negli Emirati Arabi se ne ritorna a San Francisco??) e gli Usa, ancorché Inghilterra e Francia, devono avere delle certezze sulle quali contare in caso di un conflitto “inaspettato” (la nuova coalizione politica israeliana è sempre più propensa ad attaccare l’Iran anche senza l’aiuto degli Usa).
Queste certezze sono alla base di un mutuo supporto e una di queste, la prima che mi viene in mente, è una base dalla quale poter supportare gli attacchi aerei, navali contro eventuali postazioni siriane, libanesi e quindi di aiuto ad Israele. L’Italia è sicuramente tra queste prime, così come la Turchia, ma mentre quest’ultima deve anche fare conti con un certo nervosismo interno contro Erdogan, rivelatosi ultimamente un pagliaccio a servizio della Nato, l’Italia è invece profondamente legata al patto atlantico da moltissimi trattati.

Ora, cosa c’entra questo con quella povera Melissa e gli altri giovani colpiti? Se provate a fare una analisi di come uno stato vuole mantenere una certa strategia di tensione per accettare anche cose contro le quali nessuno si sognerebbe di accettare, allora capireste bene e queste cose, sullo scacchiere internazionale, si stanno avverando, una dopo l’altra. Melissa quindi è un simulacro, un povero ed inutile corpo sul quale scaricare l’orrenda manipolazione strategica di una nazione che non è più in grado di gestire la propria terra, le proprie origini e la propria dignità usando la vita di una ragazzina per imporre il terrore, la paura e l’odio.

Per questa ragazzina e per tutti quelli che hanno subito un’offesa atroce ad uso e consumo da sporchi individui porgiamo un fiore e una piccola preghiera di amore per una vita spesa nel sangue inutilmente versato.

Voglio comunque ricordare che la canaglia che sta al Quirinale disse un anno fa alcune parole:

Il mondo di oggi è contrassegnato da opportunità, sfide, contraddizioni. I prossimi anni non saranno facili per nessuno, ed in particolare per l’Italia“. (adnkronos 18 marzo 2011)

Denuncia contro lo Stato italiano

9 aprile 2012 3 commenti

Più volte si è scritto che gli appartenenti alle forze di governo e del parlamento italiano, sono dei criminali al servizio dei potenti e delle “lobbies” bancario-assicurative oltre che strettamente legati al patto atlantico (Nato). Personaggi che mai hanno fatto gli interessi dei loro amministrati, gli italiani, ma sempre e comunque quelli per i quali sono stati eletti e che gli hanno voluti in quegli scranni.

Le varie vicissitudine italiane: l’entrata nell’euro, la costituzione di una Europa legata solo da una moneta che è assente di una banca centrale di ultima istanza, l’apertura dei confini e l’imposizione di un libero mercato, la privatizzazione di tutte le aziende di stato, hanno portato l’Italia e con essa molti paesi europei allo sfascio.

In Sardegna, fortunatamente, c’è chi ancora ha un minimo di onesta intellettuale, di coraggio e di orgoglio provvedendo di fatto alla formale denuncia nei confronti di Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, tutti i ministri e tutti i membri del parlamento.

Può sembrare una bufala, ma nella realtà un avvocato di Cagliari s’è preso la briga di intentare causa contro questa massa sfruttatrice del popolo italiano.  Parliamo dell’Avv.to Paola Masu che con estremo coraggio e sfidando le più alte istituzione dello stato rischia non solo l’siolamento mediatico, ma quello più grave alla sua persona.

Sosteniamola!

Passato Natale, continuano a farci male.

27 dicembre 2011 Lascia un commento

Le ultime parole del nostro Monti come possono essere giudicate? Mi riferisco al discorso del 22.12.2011 che il Primo Ministro tecnico ha annunciato al Senato italiano ” Per superare la crisi dei debiti sovrani, e’ essenziale che tutti noi guardiamo con fiducia ai Buoni del Tesoro italiani, e’ essenziale che gli italiani sottoscrivano Bot e Btp, che hanno oggi rendimenti elevatissimi: dobbiamo avere fiducia in noi stessi”.
Ha parlato l’emerito professore Monti emerito in economia e finanza.
Queste le sue entrature, (fonte wikipedia):

Facciamo un esempio. Oggi compero BTP decennale (scadenza marzo 2022) con un rendimento teorico del 5% lordo e al valore attuale di Euro 87,30. Questo significa che ogni anno lo stato mi verserà una somma pari al 5%  sul valore nominale del BTP decurtata delle varie tasse. Avrò una resa netta di circa il 3,5%. Certo un bel guadagno, come dice il bravo Monti, però lui omette una cosa fondamentale e cioè che i BTP sono suscettibili alle variazioni di mercato in valor capitale, come il rischio nazione, e si traduce che i valori di riferimento prima della scadenza possono scendere a livelli molto bassi o che addirittura non vengano rimborsati, posticipandone la durata (è accaduto in Argentina e in Grecia) .

Ora un signor Primo Ministro che spinge la popolazione a fare affari di finanza senza le informazioni corrette è suscettibile di denuncia, perché la gente, giustamente, potrebbe obbiettare, nel caso di un fallimento dello stato: “Caro Monti tu non ci avevi detto che avremmo potuto perdere tutto e adesso paghi di tasca tua e ci rifondi dei nostri investimenti“. Ovviamente ad un discorso del genere Monti risponderebbe con una bella grassa risata, perché capirebbe che la cultura economica e finanziaria degli italiani è pari a zero e che nessuno farebbe causa per una cosa dettata dal patriottismo becero e devastante come in questo caso. Ma si sa che se si scrolla il pero lì dove i frutti sono maturi qualcosa si raccoglie e gli italiani, di fondo, sono proprio dei peri stracotti che cadono su frasi ridondanti, incapaci di pensare e di farsi domande tipo: ma chi cazzo sei tu Monti della malora che fino a ieri eri un dipendente della Goldaman Sachs e che hai sempre lavorato CONTRO gli interessi degli italiani?

No gli italiani sono più stupidi di quel che si pensa e anche sbagliando, si scopre che le varie giornate al BTP-Day, al BOT-Day organizzate dai vari presidenti dell’Abi e dalla confindustria hanno raccolto qualche miliardata di euro per sostenere ild ebito pubblico. Becchi e bastonati.

A tale proposito non trovo parole migliori di quelle de “Il Grande Bluff” che esprime con triste ironia la curva del gradimento di un governo capace solo di fare cassa sulla pellaccia dei sudditi.


Rendite elevatissime??
Messa giù così….senza CONTESTUALIZZARE UN MINIMO facendo appello alla naturale propensione per i rendimenti alti dei risparmiatori-lavoratori italiani, resi ancora più “vulnerabili” perchè sempre più impoveriti ogni giorno che passa, è un’affermazione imprudente, pericolosa e da incoscienti (o forse sono fin troppo coscienti…)….è un APPELLO quasi CRIMINOGENO….

Mi ricorda quando dei bancari senza coscienza ed istruiti/costretti dall’alto…
rifilavano alle vecchiette Bond Argentini con rendite elevatissime (uso le stesse parole di Monti)…
senza spiegare a sufficienza il rapporto rischi/rendimenti, senza proporre un attento bilanciamento all’interno del contesto generale dell’investitore, senza spingere alla differenziazione, senza spiegare che era meglio al limite prenderne solo una manciata rispetto al totale dei propri risparmi etc etc
Gli scopi primari erano di far fuori la spazzatura della banca ed allo stesso tempo di attirare un maggior numero di clienti puntanto sullo specchietto dei rendimenti elevatissimi (uso le stesse parole di Monti…), senza però spiegare a dovere i notevoli rischi impliciti.
Ci vedete qualche somiglianza con gli spottoni su BTP/Bot?

Insomma
mi fa tristezza vedere come i risparmiatori italiani, che vedono sempre più sgretolarsi le loro entrate mensili, cerchino di compensare il loro impoverimento AUMENTANDO DI BRUTTO IL LORO PROFILO DI RISCHIO….
senza nemmeno rendersene conto e su sponsorizzazione delle massime AUCTORITATES ISTITUZIONALI (leggi Casta).
Stanno facendo come degli (spesso incosapevoli e mal consigliati) trader high risk alle prime armi, che cercano di compensare le perdite pregresse tradando in modo ancor più spericolato: dovrebbero invece abbassare il profilo di rischio e cambiare scacchiera….

Mi fa tristezza pensare che molti risparmiatori si siano detti: mi gioco TUTTI i miei risparmi in Bot così mi cuzzo qualche centinaio di euro in più all’anno e compenso le minori entrate…tanto se salta l’Italia salta tutto ed io ci perderei lo stesso…
MINKIATA GALATTICA….
Falso Mito Indotto abilmente dalla Casta….
Arditissima giocata al Casinò su basi errate e per un misero pugno di euro in più all’anno del quale (purtroppo) hai maledettamente bisogno…
Sull’orlo del Baratro questi poveri risparmiatori fuorviati AUMENTANO PARADOSSALMENTE il loro profilio di rischio mentre dovrebbero DIMINUIRLO
e dovrebbero differenziare su svariate soluzioni (noi tob-blogger indipendenti ne abbiamo suggerite parecchie) che gli salverebbero egregiamente il culetto in caso di patatrac italiano….
Altro che “se salta l’Italia tanto ci perdo lo stesso sui miei risparmi!”….
Balle!
Dipende come e dove li hai investiti questi tuoi benedetti risparmi….
Se li hai messi tutti su assets denominati in euro-in-bilico e proprio sopra alla bomba atomica italiana innescata…beh, altro che Patriota!
Sei proprio un incallito giocatore d’azzardo, con qualche tendenza masochistica…

Mi fa tristezza che qualcuno abbia potuto caricarsi di BTP High-risk per seguire un patriottismo male interpretato e mal riposto, patriottismo nei confronti di un’Italia dominata dalla Casta che ci sta già ciucciando il sangue in mille modi e che non merita sicuramente un ulteriore contributo di sangue.
Noi stiamo già pagando un tributo altissimo alla nostra Cara Italia, in svariate forme: non è il caso che ci giochiamo anche i nostri risparmi e la sicurezza dei nostri figli dei quali siamo responsabili. (vedi l’intervista di Oscar Giannino)
Anzi, togliere ossigeno e togliere il nostro supporto a questa Casta è una delle poche vie che abbiamo per toglierla di mezzo
e per aiutare&rinnovare veramente l’Italia, puntando sulle sue forze migliori e non continuando ad aiutare quelle peggiori…

Non credo ci sia altro da aggiungere.

Attacco all’oro dell’Italia

1 dicembre 2011 5 commenti

In tempi non sospetti (2009) la Cina provvedeva a ritirare alcune tonnellate di oro fisico per immagazzinarle nei suoi caveau e allo stesso tempo il governo cinese  spinse i suoi abitanti ad acquistare e a trasformare i propri risparmi in oro fisico liberalizzando  le procedure per l’acquisto. Il Venezuela in considerazione dell’andamento dell’oro e della speculazione in atto sul metallo, ha in mente la nazionalizzazione delle sue miniere e il rimpatrio delle 211 tonnellate d’oro presenti nelle mani degli anglosassoni (Bank of England, Banca dei Regolamenti Internazionali e JP Morgan). L’accusa della GoldMoneyNews è ovviamente contro questa decisione che potrebbe sovvertire il mercato del metallo, però è molto più facile pensare che la scelta di Chavez sia in linea con quella dei Cinesi, della Russia e dell’India che si stanno comportando allo stesso modo. La stessa Goldman Sachs annuncia che il prezzo dei metalli preziosi è destinato ad aumentare a causa della politica di aiuti finanziari  (Quantitative Easing) che la banca europa (BCE) e la Bank of England e la FED ed altre banche nazionali stanno pompando sul sistema finanziario e mantenere i proprio oro in mano di quelli che – una volta come adesso – erano pirati contro i quali spagnoli e portoghesi combattevano non è un’idea certamente saggia.

Non a caso in questa giornata frenetica le borse mondiali sono schizzate ad livelli da record proprio in funzione di alcune battute finanziarie messe in atto dal sistema bancario internazionale per tamponare e non per risolvere il problema attuale del debito mondiale.

Tra le quali la Banca Cinese che ha abassato di 50 punti base la riserva frazionaria delle banche passando da 21,5% a 21%; la Germania è disposta a fornire più risorse finanziarie al FMI attraverso prestiti bilaterali; in Usa nel mese di novembre gli occupati del settore privato in Usa sono cresciuti di 206mila unità, contro le 130mila previste in media dagli economisti; e le vendite negli USA di case esistenti a ottobre sono balzate del 10,4% contro attese di 2%.

Nella sostanza queste misure sono tutte indirizzate a fornire liquidità al mercato interbancario e come risultato quello di raffreddare, momentaneamente, la tensione sui titoli di stato. Opera questa utile nel breve, ma alla lunga sarà una valanga che travolgerà tutto e tutti, ma come dice qualcuno: vai con la coca e a forza di siringate di liquidità mantieni in piedi un mercato drogato.

A questo è però necessario dare anche uno sguardo agli attacchi avvenuti sui nostri titoli di stato che se da un lato hanno mostrato il lato più debole, dall’altro l’attacco si inserisce in una trama che non lascia spazio a molti se o ma. A tale proposito ho trovato interessante leggere  quanto scrive Attilio Folliero nel suo blog che raccomando e copio in parte:

L’Italia è un paese in crisi, in profonda crisi economica, con un debito pubblico praticamente impagabile, attorno al 120% del PIL e con le principali imprese del paese che a causa della caduta dei tassi di guadagno si stanno riubicando altrove, in zone che permettono guadagni superiori a quelli dell’Italia. Ma l’italia, pur in profonda crisi ha ancora tanti gioielli, molto appetibili e che le multinazionali anglo-americane sperano di “comprare” a prezzi stracciati.
Gli interessi dei globaloisti e degli anglosassoni puntano a privatizzare quanto c’è rimasto da privatizzare in Italia: dall’ENI, di cui una parte è ancora in mano allo stato, così come pure l’Enel, oltre a Finmeccanica, Fincantieri, Trenitalia, Poste, Televisione pubblica, Ospedali e centri sanitari all’avanguardia nella ricerca, Università, Scuole e imprese municipalizzate, come quelle dell’acqua e della raccolta dei rifuti. A tutto ciò va aggiunto che l’Italia possiede un ricco patrimonio paesaggistico e ambientale, decisamente invidiabile e un ricchissimo patrimonio artístico; in Italia è concentrato il 60/65% di tutti i beni artistici e archeologici dell’umanità.
A tutto questo va aggiunta una ulteriore ricchezza posseduta dall’Italia, di cui nessuno parla: il suo oro!
Nessuno ne parla, ma l’Italia ha la quarta riserva di oro del mondo, che allo scorso giugno ammontava a ben 2.451,80 tonnellate, che al prezzo odierno dell’oro equivale a circa 100 miliardi di euro. Solo FMI e due stati, USA e Germania, hanno riserve auree superiori alla riserva italiana. L’oro è un prodotto altamente strategico destinato a rivalutarsi fortemente nel futuro inmediato, per cui questa ricchezza è molto appetibile.
In questo momento, l’oro italiano è il principale obiettivo su cui hanno messo gli occhi i globalizzatori.
Quindi, l’Italia pur essendo un paese in forte crisi, possiede ingenti ricchezze. Come impossessarsi o meglio derubare queste ricchezze all’Italia ed al popolo italiano? Approfittando dell’enorme debito pubblico, i grandi predatori con l’aiuto dei propri rappresentanti all’interno del paese, ovvero i liberisti nostrani, gli stipendiati di Goldman Sachs, FMI, BCE, Federal Reserve, World Bank, WTO ed affini faranno pressione per ridurre il debito pubblico attraverso la privatizzazione, la vendita, ovviamente a prezzi fortemente scontati, dei beni sopra citati. Come già successo con la privatizzazione delle grandi banche statali, ad esempio, negli anni novanta, lo stato incasserà delle somme che andranno ad incidere in minima parte sulla riduzione del debito, ma allo stesso tempo l’Italia perderà definitivamente i grandi guadagni che queste imprese producono.
La privatizzazione, come insegna la storia, non è mai servita a risolvere i problema di un paese, anzi li ha ingigantiti. Pertanto, nei prossimi anni l’Italia andrà incontro a problemi economici moltio più gravi. Il mancato introito dei guadagni derivanti dalle imprese pubbliche privatizzate, la riduzione della spesa pubblica e lo smantellamento del welfare state, dello stato assistenziale, ma anche l’incremento della disoccupazione e la riduzione dei consumi accentuerà la crisi, che porterà alla chiusura di ulteriori imprese; tutto ciò si ripercuote ovviamente anche sugli introiti dello stato, dato che si determina una riduzione del gettito fiscale, una riduzione delle imposte dirette ed indirette e per conseguenza lo stato avrà sempre meno soldi da distribuire. Come insegna la storia recente, per esempio dell’Argentina o dell’Ecuador, per restare all’America Latina, la conseguenza diretta sarà una inevitabile esplosione sociale, placabile solo con la repressione, con la forza ovvero con una dittatura.
Il futuro dell’Italia appare sempre più nero ed inveitabilmente il popolo italiano sarà costretto a riprendere la via dell’emigrazione.
Come mai gli attacchi a Berlusconi, uno dei massimi rappresentati del capitalismo italiano? Berlusconi, da quando è al governo, fra una orgia e l’altra non ha avuto il tempo di continuare con la svendita del patrimonio italiano, occupandosi esclusivamente degli affari suoi, ovvero di come risolvere i propri problema giudiziari. Ai globalizzatori ha concesso poco, certamente molto meno di chi lo ha preceduto e quindi è normale che sia attaccato. Berlusconi, però dovrebbe comuqnue essere ringraziato dai globalizzatori anglo-aemricani, perchè con la sua política ha contribuito non poco ad incrementare il debito pubblico italiano, dando quindi una grossa mano ai globalizzatori che sulla base del forte debito pubblico, lasciato in eredità anche da Berlusconi, potranno chiedere a gran voce che si proceda con la massima urgenza alla privatizzazione di tutto quanto è possibile svendere.
Ricordiamo che Berlusconi, la prima volta che arriva al Governo era stato preceduto da Carlo Azeglio Ciampi, e questi poco dopo essere diventato capo del governo, il 30 giugno del 1993 nomina un Comitato di consulenza per le privatizzazioni, presieduto da Mario Draghi, uomo Goldman Sachs, non a caso, oggi, arrivato alla presidenza della BCE.
Ciampi aveva proseguito la svendita del patrimonio italiano iniziata dal socialista Giuliano Amato, braccio destro di Craxi (inspiegabile miracolato dai giudici che provvidero a far piazza pulita della classe politrica italiana di allora) e dal “lottizzatore” democristiano Romano Prodi; Romani Prodi venne così definito, per il suo comportamento quando era presidente dell’IRI, da Franco Bechis in un articolo pubblicato su Milano Finanza: “Prodi, all’Iri, lottizzò come un democristiano“.
Sul tema delle privatizzazioni in Italia, invitiamo ancora una volta a leggere l’articolo di Eugenio Caruso su Impresa oggi: “Iri tra conservazione e privatizzazioni
Insomma l’attacco al Cavaliere si spiega perchè non è considerato all’altezza dei suoi predecessori privatizzatori e quindi si preme per un immediato ritorno di questi.
L’attacco all’italia è finalizzato al furto del suo oro, del suo enorme patrimonio ambientale, artístico e archeologico e delle imprese pubbliche dai grandi guadagni.
A chiusura voglio menzionare quanto James G. Rickards, uno che vorrebbe il ritorno al “Gold Standard” e che in 35 anni di attività ha costruito il Fear Index che misura la confidenza nazionale di uno stato in relazione alla massa monetaria in circolazione, alle riserve auree detenute ed al suo valore di mercato che dichiara: “Since its formation (si parla della Federal Reserve, nda.) in 1913 it has failed to maintain price stability, failed as a lender of last resort, failed to maintain full employment, failed as a bank regulator and failed to preserve the integrity of its balance sheet.”
C’è altro da aggiungere?

La patrimoniale è nella lista delle cose da fare, non disperate!

4 novembre 2011 1 commento

Nell’articolo precedente (Patrimoniale del 6 ‰ in arrivo e il popolo zitto si mette a 90° ringraziando) evidenziavo la mossa astuta dei pensatori che stanno al governo così come quella dell’opposizione. Patrimoniale-patrimoniale-patrimoniale: tutti che la vogliono e tutti che la cercano, ma…questa disonesta tassa non è altro che un ditino messo a tappare una voragine spaventosa. Non solo non servirà a nulla e, oltre ad incattivire le persone, sarà l’ennesima dimostrazione di come i nostri amministratori considerino la popolazione italiana.

Come altre volte ho descritto, la patrimoniale è la peggior tassa esistente, iniqua, vessatoria e sopratutto è una tassa su cose e beni che hanno a loro volta subito la tassazione. Pensiamo solo al prelievo forzoso di denaro dal Conto Corrente che fu fatto da quel simpatico ometto di Amato, pensiamo al prelievo del 6‰ sugli immobili sui quali già versiamo delle tasse. Ogni oggetto posseduto è tassato e la patrimoniale che si aggiunge ad altre già pagate.

Dal prelievo del 1992 ad oggi si sarebbe sperato che qualche cosa sarebbe accaduto a vantaggio di tutti, perché questo potrebbe essere, al limite, lo scopo di uno sforzo comune, ma – ne siamo tutti certi – da allora ad oggi la situazione, oltre ad essere peggiorata vistosamente, è tale che i nostri conti economici e le nostre finanze sono sempre più esigue con un debito pubblico che ormai sembra non essere più di questo mondo, ma un prodotto della fantasia di qualche pazzo. Invece è la realtà, nuda e cruda che dobbiamo accettare nostro malgrado.

Vox populi vox dei, ma ne siamo certi? Ora, pare, sembra, voci di corridoio non confermate dicono che questa ignobile gabella non verrà applicata, mentre si metteranno in atto altre soluzioni vessatorie che non cambieranno assolutamente nulla nella struttura di questa Italia sfasciata.  Ma ne siamo certi al 100% che non verrà presa in considerazione? Di solito quando i politici dicono una cosa, nella realtà comunicano l’esatto contrario.

Quindi, mutande d’acciaio, e preparatevi a pagare. Avverrà sicuramente di notte, in un giorno qualsiasi, per un motivo qualsiasi, in cui ci verrà spiegato che la situazione è talmente grave che non c’era altra soluzione.  Nei fatti ce la vogliono vendere, come dicevo sopra, come una necessità in cui tutti sono chiamati attivamente a salvare la situazione. Così si esprime la Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici: ”Val  la  pena  di  ricordare  –  sottolinea  il  ‘pezzo’  in  prima  pagina  –  che  questa  imposta, quando  è  applicata  straordinariamente,  costituisce  un  prelievo  occasionale  deciso  in condizioni di emergenza, quasi sempre di tasso elevato. Mai come in questo momento ce  n’è bisogno (hanno dimenticato il 1992?), non più per ridurre il debito pubblico, ma per finanziare lo sviluppo e favorire la  ripresa  frustrata  da  nuovi  interventi  di  austerità”.  E’ evidente la malafede o la ignoranza di chi ha scritto questa frase. Ed è su questi assiomi che il popolo bue italiano, bue perché castrato, non opporrà nessuna difesa e barriera a scelte che non avranno nessun ritorno in termini di efficienza, di miglioramento per il paese stesso. Sono infatti sufficienti alcuni sguardi all’andamento delle PMI italiane per capire che con o senza patrimoniale lo sviluppo paese è in totale recessione(*), altro che balle!!

Spanish Services PMI (Oct F) M/M 41.8 vs. Prev. 44.8
Italian Services PMI (Oct F) M/M 43.9 vs. Exp. 45.0 (Prev. 45.8)
French Services PMI (Oct F) M/M 44.6 vs. Exp. 46.0 (Prev. 51.5)
German Services PMI (Oct F) M/M 50.6 vs. Exp. 52.1 (Prev. 49.7)
EU Services PMI (Oct F) M/M 46.4 vs. Exp. 47.2 (Prev. 48.8)
EU Composite PMI (Oct F) M/M 46.5 vs. Exp. 47.2 (Prev. 49.1)

Sulla base di questa tabellina cosa volete che serva la patrimoniale?

Ci sarà un polverone, i giornali che titoleranno e poi alla fine, come sempre succede in Italia, tutto ritornerà come prima, senza nessuno colpevole, più poveri di prima e più ricchioni di prima, già perché a forza delle inchiapettate…

Fonte(*): ilgrandebluff.info

Patrimoniale del 6 ‰ in arrivo e il popolo zitto si mette a 90° ringraziando.

2 novembre 2011 Lascia un commento

Come più volte scritto in rinnegare l’euro, in povertà incombente, in chiappe strette arriva l’in***,  e in molti altri ancora, voci di corridoio, sempre più insistenti, annunciano che quanto fu fatto da Amato (*) nel 1992, verrà attuato anche da questo governo.

Contenti??????

L’entità della patrimoniale che andrà a frugare nei conti correnti di tutti, senza distnzione di sorta, pare sia dell’ordine del 6‰ ovvero 6 euro ogni 1000 posseduti nel proprio conto. Grazie a questa manovra, per accontentare i signori della BCE, i ladri della Banca Mondiale e del Fondo monetario, così come per salvare le banche americane, gli italiani dovranno subire per l’ennesima volta l’onta peggiore che governo possa attuare.

E nessuno va in piazza, nessuno a spaccare le teste di questi criminali, nessuno che osi alzare la voce e spalmare in faccia a quegli stolti politici un sonoro sganascione da far loro rivoltare la faccia. Tutti zitti, tutti calmi.

E quei fancazzisti dei Black Block come mai non si mettono in moto? E quella putrida ed infame corrente di sinistra e di destra che ha sostenuto la manifestazione del disastro di Roma come mai non corre per le vie delle città chiedendo la testa dei criminali?

Cari miei, loro sono ancora lì seduti sugli scranni dorati e noi, popolo insignificante, dovremo pagare per le malefatte di questi personaggi. Loro che moltiplicano i loro guadagni vessando la popolazione, che incamerano pensioni d’oro, che favoriscono parenti ed amici per posti dove l’integrità morale e la capacità dovrebbero regnare spingono invece dei babbei, stupidi, stolti, incolti, rozzi, ma molto tenaci nello stringere le mazzette.

Da destra a sinistra il parco del porcilaio politico italiano non cambia.

(*) – Quel bell’imbusto di Amato, sempre attento alla spesa pubblica, nel 1992 produsse la tassa patrimoniale prelevando dalle tasche degli italiani , con effetto retroattivo, il 2‰ sui depositi postali e il 6‰ sui conti correnti, commentando che “non è poi un così gran sacrificio.
Amato, ribadisco, bravissimo nel fare di conto nella tasca altrui, e ancor più bravo per la propria:
-dal 1° gennaio 1998 incassa una pensione Inpdap di 12.518 euro netti al mese
-ai quali si aggiungono 9.363 euro della pensione di parlamentare;
Più altri incarichi, ovviamente pagati…

Ref: Sanguisughe, Mario Giordano – Ed. Mondadori 2011

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