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25 maggio, votare contro il “Trattato Commerciale Transatlantico”

16 aprile 2014 Lascia un commento

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Mentre il polverone del Renzi bamboccio polarizza la politica italiana in cose irrealizzabili l’Unione Europea scende a patti nella messa a punto del Trattato Commerciale Transatlantico con gli Stati Uniti.

Pochi ne parlano, i media più in vista se ne guardano bene, eppure questo trattato porterà le diverse nazioni europee a servire le grandi multinazionali senza poter far valere le leggi nazionali od europee utilizzando un meccanismo che si insinua nelle pieghe giuridiche (investor-state dispute settlement).  
Alcuni casi possono togliere i dubbi sulla questione e il blog di vocidallestero le riassume bene:

  1. l governo australiano, dopo un grande dibattito dentro e fuori del parlamento, ha deciso che le sigarette avrebbero dovuto essere vendute in semplici pacchetti, contrassegnati solo con delle scioccanti avvertenze per la salute. La decisione è stata convalidata dalla Corte Suprema Australiana. Ma, in seguito a un accordo commerciale tra l’Australia e Hong Kong, la società del tabacco Philip Morris ha agito presso un tribunale offshore per ottenere una ragguardevole somma a titolo di risarcimento per la perdita di quella che definisce una sua proprietà intellettuale.
  2. In Canada, un tribunale aveva revocato due brevetti di proprietà della società americana Eli Lilly, sulla base del fatto che la società non aveva prodotto prove sufficienti sui presunti effetti benefici dei suoi prodotti. Eli Lilly ora sta facendo causa al governo canadese per 500 milioni di dollari, e chiede che le leggi sui brevetti del Canada siano cambiate.
  3. Durante la crisi finanziaria, e in risposta alla rabbia dell’opinione pubblica, l’Argentina ha imposto un congelamento alle tariffe dell’energia e dell’acqua (vi suona familiare?) . E’ stata citata in giudizio proprio dalle società di servizi internazionali le cui alte tariffe avevano spinto il governo ad agire. Per questo e per altri crimini, l’Argentina è stata costretta a pagare più di un miliardo di dollari di risarcimento.
  4. A El Salvador, le comunità locali hanno pagato un caro prezzo (tre attivisti sono stati uccisi) per convincere il governo a rifiutare la concessione per una grande miniera d’oro che minacciava di contaminare le riserve idriche. Una vittoria per la democrazia? Non per molto, forse. La società canadese che aveva chiesto la concessione ora sta citando El Salvador per 315 milioni di $ – per la perdita dei suoi profitti futuri.

Nella realtà ci troviamo in una situazione nella quale le decisioni dei governi nazionali hanno poca voce in capitolo per ostacolare le prodezze delle multinazionali, ma i governi sono utili per far passare ed approvare leggi sopra la volontà dei popoli europei. Il caso prossimo delle elezioni europee dovrebbe far pensare. Appare sempre più evidente che la politica italiana e quella europea avrà un voce unica di accomodamento per questi grandi gruppi: lo stesso Hollande è volato a Washington per combinare quanto invece i francesi MAI vorrebbero che si attuasse: è di questi giorni infatti la notizia che la camera bassa francese abbia proibito l’uso di mais OGM anche contro le leggi europee. Se mai verrà approvata questa legge sicuramente la Francia si troverà a fare i conti con la Monsanto, la Dupont, la Bayer, la Down, ma è comunque un segnale che, anche gli europeisti più accaniti come alcuni francesi, si sta cominciando a capire, forse, che un’Europa senza regole e soprattutto oscuratamente manipolata da una commissione europea (non è eletta da nessuno) che può fare e disfare senza un controllo politico, non ha senso. La sinistra francese, tramite un suo rappresentante di spicco come l’economista Frédéric Lordon, ha criticato aspramente questa unione europea e così pure l’ex ministro per l’economia Jean Arthius denunciando sette punti:

«Primo – mi oppongo alla composizione privatistica delle controversie fra Stati ed imprese. Domani, come vuole la proposta americana, un’azienda che si ritenga lesa dalla decisione politica di un Governo vi potrebbe ricorrere. È l’esatto contrario della mia idea della sovranità degli Stati.
«Secondo – mi oppongo ad ogni messa in causa del sistema europeo di denominazione d’origine controllata. Domani, se l’hanno vinta gli USA, ci sarà solo un registro non vincolante, e solo per i vini e liquori. Una tale riforma ucciderebbe molte produzioni locale europee il cui valore poggia sull’origine certificata.
«Terzo – Mi oppongo alla firma di un trattato con una potenza che spia massicciamente e sistematicamente i miei concittadini europei, e le imprese europee. Fino a quando l’accordo non protegge i dati personali dei cittadini europei (ed americani se è per questo), non bisogna firmarlo.
«Quarto – Gli Stati Uniti propongono uno spazio finanziario comune transatlantico, ma rifiutano categoricamente una regolamentazione comune della finanza, come rifiutano di abolire le sistematiche discriminazioni fatte dalla piazze finanziarie americane contro i servizi finanziari europei. Io mi oppongo a questa idea di una “spazio comune” senza regole comuni, e che manterrebbe le discriminazioni commerciali.
«Quinto – Mi oppongo alla messa in causa della protezione sanitaria europea. Washington deve capire una volta per tutte che nonostante la sua insistenza, non vogliamo nei nostri piatti né animali trattati all’ormone della crescita, né prodotti OGM, né decontaminazione chimica delle carni, né sementi geneticamente modificati, né antibiotici non terapeutici nell’alimentazione animale.
«Sesto – Mi oppongo alla firma di un accordo che non includa la fine del dumping monetario americano. Dalla soppressione della convertibilità in oro del dollaro e al passaggio del sistema di cambi flottanti, il dollaro è allo stesso tempo la moneta nazionale statunitense, e l’unità di riserva e di scambi mondiale. La Federal Reserve pratica dunque continuamente il dumping monetario agendo sulla quantità dei dollari disponibili per favorire le esportazioni americane. La soppressione di questo svantaggio sleale suppone come propone la Cina, di fare dei «diritti speciali di prelievo» del Fondo Monetario la nuova moneta mondiale di riferimento. In termini di competitività, l’arma monetaria ha lo stesso effetto che i dazi doganali.
«Settimo – Al di là del settore audiovisivo, bandiera dell’attuale Governo (Hollande-Valls) che serve da foglia di fico alla sua viltà su tutti gli altri interessi europei nel negoziato, voglio che ogni “eccezione culturale” sia difesa. Specialmente, è inaccettabile lasciare che i servizi digitali nascenti d’Europa siano spazzati via dai giganti americani come Google, Amazon o Netflix. Giganti che essendo padroni dell’“ottimizzazione fiscale” [ossia del pagare le tasse nei Paesi di loro scelta, perché la tassazione è più lieve] fanno dell’Europa una colonia digitale.

I nostri politici che dicono? Nulla, vi pare? Da Letta a Monti, da Bersani a Berlusconi, non si scorge nessuna parola spesa per informare i loro votanti, anzi se ne stanno ben zitti. Che dire poi del M5S, forse uno dei pochi che potrebbe arginare la fine della sovranità nazionale. La Lega e tutti gli altri partiti antieuropei, da destra a sinistra, possono forse essere un argine, ma troppo grande è il frazionamento politico che caratterizza questa stagione politica. L’unica certezza è che non si dovrà assolutamente votare per i partiti di coalizione (PD e Forza Italia o come diavolo si chiama e tutta quell’accozzaglia di parassiti) e chi lo farà invece giocherà con il futuro dei suoi figli.

Italiani è un popolo di merda? Sì!!

9 dicembre 2013 5 commenti

merdosi

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Cosa vedono i bambini quando guardano la TV?

Renzi, Bersani, Epifani, Napoletano, Letta, Berlusconi, Alfano, Cicchitto e tantissima altra pessima gentaglia. E’ questa l’educazione che la TV di stato vuol propinare ai nostri giovani?

Ma oggi è giornata di festa per quelli del PD, è stato eletto Renzi alle elezioni interne del partito. Tutti a festeggiare, a correre ad assaporare la bava del capobranco eletto dei suoi lecchini. Tutti in fila, ordinati e convinti della giusta scelta.
Bravo Renzi, hai capito l’indole della plebaglia, ma attento, perché oggi sei impalmato e domani fucilato.

Il posto è scomodo, ma i guadagni elevati: il rischio vale la scommessa.

Come possiamo giudicare questa fetta di italiani, meglio dire italiani idioti, dal minimo valore intellettivo?

Sono accorsi alle urne ordinatamente all’ordine del corno renziano e tutti  hanno versato il loro obolo di 2 Euro.
Votanti: 2 milioni con offerta “non obbligatoria”, ma necessaria di 2 euro, risultato 4 milioni di euro ESENTASSE.
Grazie Renzi e grazie a tutti i coglioni del PD, doppiamente coglioni, doppiamente merdacce, stupidi, imbecilli, rincitrulliti, poltiglia mediatica inutile, servi della gleba, tappeti ad uso e consumo per cani randagi.

Siete così stupidi nella vostra illuministica supposizione che, oltre a condannare la corruzione dilagante da destra a sinistra, pagate anche per andare ad eleggere un altro corrotto, un servo dei poteri forti, uno dei tanti infami che provvederà a ciurlarci nel manico. Amico di Blair quel bel tomo di inglese che ha sempre contrastato la politica estera italiana (leggasi Libia, Russia, Cina, Iran, Siria) favorendo invece gli omicidi mirati della sua patria sionista.

Questa è la sinistra italiana, quella sinistra che negli anni di piombo difendeva i deboli ed ora, inamidata e profumata, adorna gli altari dei suoi stessi carnefici.

Doppiamente fessi, stupidi, ignoranti, ciechi e creduloni nella speranza che questo impostore sia la chiave di successo dei fallimenti di milioni di persone.

Ma non siete soli in questo liquame mediatico, in questa orgia inopportuna senza senso: voi, assieme al popolo della destra berlusconiana, sarete i primi a cadere accompagnati dai vostri alfieri di turno. L’esempio è più verace di mille parole. Il 27 di novembre una manifestazione del poplo della libertà manifesta sotto palazzo Grazioli per sostenere l’altro impostore. Tutti in piazza a correre a sorreggere il calice della falsità e dell’opportunismo tipicamente italiano. Tra questi un gruppo di manifestanti con uno striscione in mano: “Sorci e ladri fuori dal Parlamento”.  L’intervistatore di Rainews24 chiede ad uno di questi: “Ma lei crede veramente a quello che avete scritto?” – Risposta di uno che aveva in mano lo striscione: “Mah? Non so, io sono qui giusto per dare una mano”. Altra domanda ad altro sostenitore: ” Lei è d’accordo su quello che avete scritto?”. – Risposta di uno che teneva lo striscione: “Boh?! No so mica che vuol dire. Non l’ho mica scritto io! No so, vede io sono qui a sostenere Berlusconi”.

Questo è il popolo della libertà alla pari dei due milioni del PD: gente inutile, carne da cannone, poltiglia utile da mettere davanti alle armate per difendere le persone più valorose che, purtroppo in Italia mancano.

Questi, quelli del PDL, ora FI e gli altri del PD, tutti appartenenti alla massoneria, sarebbero le persone che dovrebbero fare l’Italia a mettere i conti a posto, chiedendo l’offerta obbligatori di 2 euro dopo aver succhiato linfa alle istitutzioni, sarebbero quelli che risolleverebbero l’economia asfittica piegata da una tassazione parassitaria di uno stato egemonizzato dalle massonerie internazionali? Questi sarebbero quelli che combatterebbero il Piano Salva Stati Europeo che prevede l’esborso di 50 miliardi per 20 anni? Ricordatevi, l’anno prossimo 50 miliardi saranno tratt fuori dalle nostre tasche e così avverrà per 20 anni. Chiedo, da povero stupido ed ignorante, come sarà possibile se per trovare qualche mione a copertura dell’IMU mancante si sono fatte delle capriole?

Questo popolo idiota merdaccia, stupido, vigliacco, codardo e sopratutto “INAFFIDABILE” come farà a dare da mangiare ai suoi figli?

Meritate la fine che vi siete costruita, la meritate fino in fondi, voi, i vostri figli e le generazioni che verranno.

Omissioni Pilotate Parte 2

18 luglio 2013 3 commenti

Sembra quasi che ci si rincorra, ma dando uno sguardo in rete scopro che la pagina di Libero è quasi una copia di quello che ho scritto proprio ieri. Sarà un caso, un evento fortuito, accidentale, ma tant’è!

libero

Nella realtà appare chiaro che gli autori dell’articolo che è il seguito di molti altri sulle faccende kazake evidenziano in maniera chiara il tentativo di mettere in cattiva luce le attività che le nostre aziende stanno portando avanti in quel paese. E’ una lotta in cui il parassita si incunea per togliere il sostegno necessario al fine di garantire una perdita totale dei nostri investimenti in quel paese.

In un momento come questo, che durerà per ancora molto tempo, sapere che ci sono persone, strutture politiche e di governo che agiscono contro gli interessi italiani è sinonimo di alto tradimento contro la sovranità nazionale e contro gli interessi del paese Italia.

Omissioni pilotate?

17 luglio 2013 3 commenti

southstream .

Il caso nazionale dello scandalo Ablyazov e del rimpatrio forzato della moglie Shalabayeva, sta iniziando a insinuarsi nelle pieghe di questa malconcia coalizione di governo e, probabilmente, farà alcune vittime interne della scena politica italiana.

Come ha ricordato domenica scorsa (14.07.2013) il Corsera, in Italia casi di questo genere ce ne sono stati e tutti abbastanza curiosi:

  • Il caso Abu Omar, rapito a Milano con la complicità dei nostri servizi e della Cia, trasferito quindi in Egitto dove subì violenza e torture. Su questo caso vengono imputati l’ex capo del Sismi Pollari con una condanna a 10 anni e il numero due Marco Mancini a 9 anni. Nella stessa questione, guarda caso, il Presidente della Repubblica grazia un colonello americano (Joseph Romano) che rapì Abu Omar;
  • Il caso Ocalan che venne ospitato come rifugiato politico dal Governo D’Alema e successivamente spinto ad andarsene (!) a Nairobi dove fu catturato dai servizi turchi.
  • Il caso del disastro del Cermis in cui tutti gli autori della strage furono estradati negli Usa e non fu permesso allo stato italiano alcun grado di giudizio.
  • Il caso di Mordechai Vanunu, rapito in Italia a Roma ad opera del Mossad e con la complicità dei servizi italiani. Rimpatriato in Israele subirà una condanna che lo vedrà in isolamento per 18 anni. (strano caso il Corsera questa notizia non l’ha riportata)*

Tutto questo chiasso politico probabilmente ha una sua utilità. Il Kazakistan è un immenso stato, ricchissimo di materie prime, circa il 60% delle risorse dell’ex URSS. Nella sua variegata fortuna primeggiano petrolio, carbone, gas, ferro, rame, uranio, cromo e con una presenza della nostra Eni in maniera significativa. Politicamente i legami che uniscono questo paese alla Russia hanno una corsia preferenziale, ma sono anche di carattere storico e nello cambio tra i due paesi si è avviato negli ultimi anni un processo d’integrazione regionale che ha portato all’istituzione di una Unione Doganale, primo passo verso un’Unione Economica Euroasiatica (UEE) che vede un mercato di quasi 200 milioni di persone e di 2.000 miliardi di dollari.

A tale proposito e in virtù di questa alleanza euroasiatica, il Kirghizistan ha votato un accordo a favore della dismissione della base americana di Manas in questo paese a partire dal 2014 che nel 2001 era stata concesse agli Usa. La base russa di Kant, invece, secondo gli accordi con il Primo Ministro Puntin in un recente incontro, la base rimarrà in forza ai russi fino al 2032.

Il gioco delle parti sembra quindi vedere in causa lo svolgersi di una coalizione geo-politicamente molto vicina alla Russia e Cina contro gli interessi espansionistici degli Stati Uniti ed Unione Europea. Il piccolo paese del Kirghisistan appare insignificante di fronte a dei giganti come Russia Cina e Kazakistan, ma è un punto chiave cruciale per gli scambi commerciali e politici della zona. Il fatto che sia stato promesso la dismissione della base militare di Manas agli Usa è un punto sul quale riflettere con attenzione.

Inoltre è di pochi giorni fa l’intesa siglata tra Eni e Gazprom per le prossime forniture di gas dal gasdotto di South Stream in cui l’Eni avrà uno sconto del 7% sulle prossime forniture. In questo scenario il tanto desiderato Nabucco appare impantanarsi sempre di più con costi stellari e tempi di realizzazione dilatati. Nel frattempo il Kazakistan si è offerta alla Romania, tramite alcune deviazioni del South Stream, per le forniture di Gas.

Appare evidente che il caso Ablyazov  non sia altro che una copertura i cui motivi risiedono sulle enormi cifre in ballo e sulla strategica attività che la Russia sta producendo in Europa emarginando sempre di più quella europea per la realizzazione del Nabucco, ma allo stesso tempo, visto che il firmatario del progetto SouthStream fu Berlusconi, il caso in questione sembra sempre di più una mossa politica più casareccia suddita degli interessi anglosassoni di sua maestà britannica per escludere ancora una volta dai grandi giochi internazionali il gruppo di Berlusconi o megliom ancora l’Italia, crocevia indispensabile e cruciale per tutti gli scambi economici, commerciali strategici e militari del mediterraneo. I nostri politici, troppo inclini a leccare la bava di sua maestà britannica, non sanno ancora in che ginepraio si stanno cacciando.

Un momento di idraulico liquido

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E’ aberrante come certi personaggi del mondo politico continuino imperterriti a recitare la commedia ormai disgustosa della politica. Sul salotto di Vespa, così come in quello di Floris a Ballarò non ho potuto ascoltare che pochi secondi per capire quanto lontani e miseri sono certi politici. Sia chiaro, non è da adesso che me ne rendo conto, ma fa una certa impressione osservare che, nel totale marasma politico, economico finanziario e sociale, queste persone si arroghino il diritto di esprimere dei pareri di "concertazione", di "moralità", di "visione programmatica" della politica, quando invece sanno benissimo che il boia sta affilando la lama che taglierà loro il potere.

E sì! Perché adesso è arrivato il momento di mettere le cose al loro posto e di ridare spazio e voce a tutte quelle idee di coerenza, di rispetto e di integrità morale che nel corso di questi ultimi 50 anni si è  perduta per strada. Non sarà certamente il Mov5s a porre fine a questo lerciume italico, ma la presa di coscienza di alcuni che cominceranno dal basso, mossi essi stessi dal fremito di ribellione che questa protesta ha creato, salvo che, inaspettatamente, non si porga in mano lo scettro del potere a coloro che spesso l’hanno rifiutato…allora passeremo dalla padella alla brace.

In molti paesi d’Europa, e non solo tra i Pigs, si sta insinuando un malcontento diffuso, una insofferenza che non è quella del giovane al primo incontro con la sua bella, ma quella di persone che hanno constatato l’inefficienza, la codardia, la pavidità delle classi politiche che gestiscono questo coacervo di culture favorendo al contempo quelle dominanti dei grandi gruppi industriali e della finanza. Il malcontento  è diffuso e pochi paesi sanno veramente cosa potrebbe accadere nell’arco di un paio d’anni. “Ci aspettano anni bui” – disse Napolitano in occasione dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia a New York – “soprattutto per l’Italia”, aggiunse! E questi anni si stanno presentando in tutta la loro drammaticità: la stretta economica, impositiva, senza una correzione "reale" della spesa pubblica, sta dilaniando il nostro paese, come altri d’Europa, ad un livello insopportabile che non potrà che sfociare in uno scontro diretto tra le masse.

Le fasce più a rischio è il settore privato dei redditi medio e medio bassi. Ormai sono milioni quelli senza lavoro ed altri si aggiungeranno ad ingrossare le file. La sanità sta già stringendo i cordoni della spesa e in diverse regioni italiane molti stanno già perdendo i posti di lavoro, però solo nel settore privato. Ottimizzazione della spesa, è la recita mentecatta dei politici, ma nella realtà stringono solo ed esclusivamente in quei comparti di eccellenza che molte imprese hanno messo a disposizione del pubblico.  E’ giusto, ribadiscono i più ignoranti, quelli che credono che la riappropriazione pubblica della sanità abbia il suo effetto, ma non sanno questi beoti che la sanità pubblica come gli altri settori NON cambierà i suoi paradigmi. Se adesso, per esempio, ci vogliono 6/12 mesi per una semplice mammografia, domani, con le strutture intasate di persone, i tempi si dilateranno mostruosamente. E tutto per una ottimizzazione dei costi. Quali?
Parlando della sanità, che rappresenta oltre il 30% della spesa pubblica, i prezzi riconosciuti alla struttura privata sono fermi dal 1996, mentre gli oneri fiscali e le retribuzioni sono aumentate, così come la base impositiva è diventata insopportabile tale da assorbire oltre il 70% degli introiti di un’azienda. Vi pare equo tutto questo?

E solo ed esclusivamente per alcuni tecnicismi da quattro soldi. E’ come chiamare un idraulico perché abbiamo l’impianto che perde acqua e il "tecnico" si arrovella a rompere muri, cercare tubi, acquistare valvole, cambiare rubinetti, discutere animatamente con il proprietario della casa che il frigo non deve rimanere a quella temperatura, che i figli vanno vestiti in modo diverso, che i quadri della casa sono da cambiare, ma la perdita d’acqua…continua a macinare bollette astronomiche. L’idraulico, è il migliore della piazza, quello che ci è stato consigliato dai migliori ditte di idraulica d’Europa, eppure l’Italia continua a perdere acqua e a spendere miliardi su miliardi senza che sia trovato il buco.
Che strano idraulico che abbiamo preso, vi pare? Basterebbe andare al contatore generale, chiuderlo e poi isolare ogni tubo e vedere quindi quali di questi perde, ma lui il tecnico sa, è lui l’esperto, anche sui figli non suoi? Anche dei quadri della nostra casa? Anche di come vestiamo i bambini? Dopo si scopre che questo filibustiere si era messo d’accordo con alcune ditte per venderci prodotti taroccati, fatti in Cina a costo zero, ma che ce li ha venduti a 1000 volte il loro valore; scopriamo che con alcune ditte prendeva la mazzetta per venderci un certo tipo di rubinetti o di guarnizioni e ci guadagnava sul prezzo e nella provvigione. Il furbo!

Ma intanto stiamo affogando! E lui che fa? Chiama a se alcuni tecnici e dei vicini (i politici) che non sanno nulla della nostra casa, ma che vogliono dire la loro con il risultato che stiamo letteralmente annegando. Tanto loro stanno su uno scranno più alto, al massimo s’inzaccherano le scarpe di coccodrillo.

Gente! Fuori i salvagente e cominciamo a nuotare.

Un posto al sole, seconda puntata…

25 febbraio 2013 7 commenti

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Come da mio post precedente avevo augurato un in Bocca al Lupo…ma gli italiani NON hanno le palle giuste per fare qualche cambiamento, no!

Come già scrivevo in tempi poco sospetti, gli italiani sono una massa di voltagabbana, pecoroni, flaccidi, bisognosi solo del bastone che li ammorbidisca nella loro coriacea pelle di vigliacchi. Gli esempi storici della vigliaccheria e pavidità italica ne abbiamo a bizzeffe.

Molti hanno puntato sulla nuova onda di protesta che avrebbe potuto essere una ventata nuova nelle stanze del potere, che avrebbe potuto gettare dalle finestre del palazzo quei quattro cialtroni fracassandogli l’osso del collo. Si sarebbe potuto alzare una barriera contro la corruzione, la malversazione che lo stato “plutocratico” da decenni ci impone e ci dissangua; si sarebbe potuto cancellare con un tratto di penna un debito creato per mantenere dei parassiti che giorno dopo giorno succhiano la nostra linfa vitale..e invece no!

Gli italiani preferiscono non rischiare e mantenere lo status quo delle nefandezze, delle ruberie, dei particolarismi, delle piccole parrocchie, dei faccendieri, degli orticelli da proteggere a costo di mandare la propria famiglia sul lastrico.

L’italiano è proprio un imbecille!

Ma vediamo in cosa consiste questa  presa di visione così pessimistica sul carattere degli italioti. Adesso, 17,44 la situazione appare così delineata:

SENATO

CAMERA

Bersani

33.55%

34,20%

Berlusconi

28,26%

26,58%

Grillo

24,35%

23,93%

Monti

9,22%

10,32

Ingroia

1,79%

2,20%

Non ci sono molti commenti da dare, ma appare molto chiaro che o si andrà presto alle urne per rimettere in ordine le cose, oppure gli inciuci che si avranno, come gli ultimi accordi di Grillo con Prodi, delle condizioni ancor peggiori. Se in Egitto c’è stata piazza Tharir per le proteste contro un regime assolutista, in Italia ognuno nel suo orticello si sfregherà le mani e cercherà di rinsaldare vecchi legami e di ricucire strappi che nell’ultimo anno hanno gettato le opposte schiere dei lazzaroni su posizioni critiche.

Berlusconi per il PDL è l’elemento disgregatore.

29 novembre 2012 Lascia un commento

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In una scena politica come quella italiana la figura di Berlusconi che senso ha? Nessuno, potrebbero dire i suoi avversari; inutile, direbbero quelli della sua coalizione.

A guardare le cose con un certo distacco e schifato dalle mosse politiche di tutto l’arco costituzionale, da destra a sinistra non si salvano che pochissimi, per lo più sconosciuti ed emarginati in attività di segreteria. Il grosso dei mille, tra deputati e senatori, continuano imperterriti la loro attività parassitaria: cambiano casacca, mettendo il fez, la kippà, il turbante, la papalina nella speranza di mantenere quegli scranni rubati all’Italia con elezione fasulle, con leggi elettorali da colpo di stato e con un capo dello stato che, osservante i suoi fratelli di grembiulino, sottoscrive e firma leggi liberticide.

Anche i ratti più immondi nel momento che la nave affonda, cercano una via di salvezza e qualsiasi cosa, anche uno stronzo, può essere un salvagente utile pur di essere traghettati in luoghi più tranquilli. Non si può fare gli schizzinosi in certi momenti, soprattutto quando ci sono in ballo le carriere economiche e i privilegi accumulati nel corso di anni di parassitismo.

In tutto questo scenario da film dell’orrore la figura di Berlusconi appare sfocata, intimidita, quasi pietosa e le continue bordate che gli provengono da certi media non sono promettenti di nulla di buono. Alfano, il suo pupillo, ex-pupillo, pupillo, no ex-pupillo, cerca di raccattare i pezzi di un partito che si sta sfaldando. La gran cassa delle primarie del PD lo ha messo sotto una luce sinistra e i voti ricevuti dal suo avversario Bersani sembrano indicare che per vincere le prossime elezioni politiche la strada sarà tutta in salita: mancano gli argomenti, mancano gli uomini sani, sono quasi tutti indagati e le figure di esperienza sono sempre le solite che ormai non fanno più presa sulla gente.
In quasi 20 anni di governo del PDL non c’è stato nulla che possa essere ricordato come una conquista “democratica”, ma solo pastoiette, pastrocchi, inciuci, attività illecite. In questo Berlusconi, patologicamente ottimista, si inserisce nel contesto della bagarre politica intralciando quel poco di attività politica che Alfano aveva costruito in seno al PDL.
No! Le primarie non si fanno! Poi cambia idea: sì, si potranno fare ma a certe condizioni. Poi improvvisamente si mette di mezzo al suo partito e indica che probabilmente si ricandiderà, poi smentisce e ribadisce che vedrà nel prossimo futuro di agire a supporto del PDL, poi ancora indica categoricamente che non si faranno le primarie.

Ora l’attività di Berlusconi in seno al PDL che valore ha? Che senso ha? Quale obbiettivi agitano la sua mente e le sue mire? C’è l’impressione che la sua attività sia solo indirizzata a sfasciare quel poco di coalizione politica che il PDL aveva. E’ diventato un sobillatore, un elemento destabilizzante per l’intera destra italiana (se così vogliamo chiamarla). Potremmo chiederci chi sono i ‘proci’ vista la sua operosità di fare e disfare, oppure a quali ordini superiori anch’egli deve rispondere.

Così procedendo le prossime elezioni politiche vedrà sicuramente perdente la destra italiana e l’unico premio che potremo dare a quello che l’ha sfasciata in oltre 20 anni sarà il mongolino d’oro.

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