La trappola dell’oro del Gran Maestro Putin

24 novembre 2014 Lascia un commento

Pitocco:

Mentre in Italia il parassitismo politico e servile del mondo anglosassone volge lo sguardo agli avvenimenti oltre Atlatico o sulle esibizioni di quattro inutile ragazze dileggianti la religione o sulle vicende alternte del nostro buffone di turno, di là, oltre cortina, come si usava dire ai tempi della guerra fredda, si sta attuando una guerra che ci vedrà perdenti su tutti i fronti. Se non apriremo gli occhi prima e non cercheremo di sterzare velocemente ci troveremo nel giro di pochissimo tempo totalmente messi all’angolo.

Originally posted on Aurora:

Dmitrij Kalinichenko, Investcafe.ru, 18 novembre 2014 – Fort Russia06f3a6907a11536e3b857e8015ae76f_cbr-rate-december-cut.siLe accuse dell’occidente verso Putin tradizionalmente si basano sul fatto che lavorava nel KGB, e che perciò sia crudele e immorale. Putin è colpevole di tutto, ma nessuno l’ha mai accusato di mancanza d’intelligenza. Tutte le accuse contro quest’uomo ne risaltano solo la capacità di pensiero analitico e come rapidamente prenda decisioni politiche ed economiche chiare ed equilibrate. Spesso i media occidentali confrontano questa capacità con l’abilità di un grande maestro che partecipa a partite di scacchi simultanee. I recenti sviluppi economici di Stati Uniti e occidente in generale, ci permettono di concludere che qui la valutazione dei media occidentali della personalità di Putin è perfetta. Nonostante le numerose segnalazioni dei successi, nello stile di Fox News e CNN, oggi l’economia occidentale, guidata dagli Stati Uniti, è caduta nella trappola di Putin, la cui via d’uscita non viene vista da nessuno…

View original 2.588 altre parole

Categorie: Uncategorized

Attentato Gerusalemme

19 novembre 2014 1 commento

 

Oggi s’è letto che a Gerusalemme alcuni "terroristi" avrebbero compiuto un attentato suicida contro una sinagoga di ebrei ortodossi. I Terroristi avrebbero ucciso alcuni rabbini 3 dei quali americani ed un inglese. Secondo alcuni media i palestinesi di Gaza avrebbero festeggiato alla notizia donando dolci alla popolazione palestinese.

Bene, rimaniamo su queste cose: attacco ad una sinagoga e festeggiamenti a Gaza.

Facciamo un passo indietro. Nel 2012 l’Italia riconosce "come osservatore all’Onu" lo stato palestinese con grande imbarazzo di Israele, ad ottobre 2014  la Svezia riconosce la Palestina mentre il ministro degli esteri Liberman giudica deplorevole questa scelta; di queste ultime ore,  la Spagna ha approvato una risoluzione non vincolante per il riconoscimento della Palestina come Stato indipendente,  precedentemente la Mogherini abbozza un discorso molto vicino al riconoscimento dello stato palestinese adducendo: «Dopo i fatti di Gaza, il desiderio della gente è che non si vada avanti così per vent’anni. Anche perché,  in assenza di rappacificazione, avremo una Gaza dopo l’altra. C’è una consapevolezza che rappresenta una finestra di opportunità. […] Bisogna guardare alla luna, non al dito. Il riconoscimento è il dito. La luna è lo Stato palestinese, l’elemento più importante. Trovo che il nodo più interessante è se riusciremo ad avere uno Stato palestinese nei miei cinque anni di mandato.» Non male come parole da un ministro che prende ordini e suggerimenti da un ebreo-americano come Michael Ledeen molto vicino al radical-pensiero sionista stile Libermann. E’ strano però!! Come è possibile che una persona istruita e allevata nei gangli giudaico-massonici sia così ardita da esprimere certi pensieri…?

Nel contempo l’Onu sta discutendo sulle atrocità commesse a Gaza dai sionisti del non-stato nelle due guerre precedenti, l’ultima delle quali finita da pochi mesi, mentre gli Stati Uniti porgono una mano all’Iran trattando pure sulla riduzione delle sanzioni economiche sulla base di una revisione politica interna dell’Iran.

In Cisgiordania alcuni coloni attaccano e distruggono una moschea (al Mughayir nei pressi di Ramallah) a Gaza dopo un attacco aereo ad una moschea sono stati uccise tre persone.  La Spianata delle Moschee viene chiusa per ordine di Nethanyau. La lista potrebbe andare avanti ancora per molto.

Si diceva che i palestinesi avrebbero donato dolci per festeggiare la morte dei 4 rabbini, vero o falso che sia la notizia, trovo poco elegante da parte dei media il non aver evidenziato come molti sionisti, seduti su comode sedie, ammiravano i fuochi delle esplosioni che avvenivano a Gaza durante l’ultima carneficina. Sotto quelle bombe c’erano vite umane, come quelle dei 4 sionisti. Se vera la notizia dei pasticcini, essa trova il suo equilibrio in quello che facevano gli stessi ebrei nei mesi passati, sorseggiando bevande e mangiando allegramente alla visione dei massacri.

Però rimane il fatto più importante: che motivo avrebbe Mahmūd Abbās a cercare un nuovo conflitto con i sionisti? E Hamas potrebbe essere lui l’artefice di questo osceno attentato? A prima vista potrebbe sembrare che gli accordi tra i due arabi finiscano sullo stesso tracciato, ma Abbas ed Hams stanno su tracciati diversi per la situazione in Palestina, anche se Netanyahu afferma il contrario…

Appare quindi che l’attuale situazione in quella parte del Medio Oriente sia oggetto, ancora una volta, di attenzione soprattutto per quelle nazioni che lentamente stanno perdendo smalto nei confronti d Israele. Sembra quasi un cosiddetto false-flag creato bell’apposta per dimostrare all’opinione pubblica mondiale che il terrorismo islamico adesso colpisce dentro la casa di Sione. C’è anche da meravigliarsi, però, quando si scopre che gli stessi sionisti abbiano usato le loro strutture per dare assistenza e protezione ai macellai dell’ISIS ai confini con la Siria e che infiltrino tra le file dei palestinesi esacerbati dai continui massacri dell’aviazione israeliana personaggi molto peggiori di Hamas.

Ucraina: false-flag

22 agosto 2014 Lascia un commento

.

Il silenzio regna sovrano, non più una parola e nessuna indagine in corso, eppure qualche settimana fa veniva abbattuto un aereo con decine di persone a bordo. Le cause del disastro riconducibili ad un’azione militare della Russia.

Ora invece nessun quotidiano e media televisivo non ne parla più! Come mai? Le ultime notizie davano che le scatole nere trovate dai ribelli filo russi erano state consegnate alla Malaysian Airlines la quale le aveva consegnate all’Inghilterra data la loro profonda esperienza. Silenzio tombale!

Solo il Wall Street Journal riporta una notizia stringata asserendo che le scatole nere consegnate agli ispettori del Regno Unito sono obsolete tanto che non potranno dare le informazioni ricercate: una vera sfortuna! Eppure, ad onor del vero, scatole nere anche degli anni ‘80 permettono di avere le comunicazioni degli ultimi secondi di volo e tutti i dati tecnici necessari per poter capire il disastro accaduto. Queste invece prodotte alla metà degli anni ‘90 sono obsolete, antiquate, incapaci di fornire il dato principale che l’occidente ricerca disperatamente, ovvero l’attacco del missile Sa-11 ad opera delle forze filo-russe. Eppure le prove satellitari degli Usa dimostravano chiaramente l’origine da dove era partito il missile, tanto che Kerry esprimeva chiaramente la sua accusa contro la Russia, ma allo stesso tempo la Russia affermava che le immagini prodotto non hanno nessun riferimento al disastro e che con i sistemi in possesso degli Usa le immagini avrebbero potuto essere meglio definite e più particolareggiate.

Ma la Malaysia, tramite il New Straits Times, non ci sta ed attacca Kiev per aver creato questo false-flag, abbattendo l’areo con i missili a loro disposizione e crivellandolo di colpi ad opera di un Sukoi-25. A supporto di quanto dichiarato dalla Malaysia c’è anche la dichiarazione di un pilota tedesco, il quale ha evidenziato che molte parti dell’aereo sono state crivellate da colpi di mitragliatrice di un Sukoi-25.

In sostanza un vero è proprio tentativo per coinvolgere la Russia in un conflitto mondiale andato a vuoto, tanto che nelle scatole nere non viene evidenziato quanto si voleva dimostrare. Pensate se avessero trovato i dati che avessero confermato le loro ipotesi!

Oltre a questo, a ferragosto, il Guardian riportava una notizia che una colonna blindata russa aveva varcato il confine ucraino e che era stata distrutta dalle forze di Kiev. Stranamente l’11 agosto il segretario della Nato Rasmussen mandava alcune notizie alle agenzie: “NATO’S RASMUSSEN SEES “HIGH PROBABILITY” THAT RUSSIA COULD INTERVENE MILITARILY IN EASTERN UKRAINE”. Più avanti, tramite un tweet scriveva: «L’Europa è più pericolosa e meno stabile di un anno fa. La NATO deve essere pronta per qualunque cosa il futuro porti».

Cosa accade in quei giorni ormai è storia, ma le borse crollano, il presidente Usa afferma che “alla luce dei recenti sviluppi in Ucraina” e il suo prossimo viaggio in Estonia “sarà l’occasione per confermare la nostra ferrea fedeltà all’articolo V della Nato”. Poche ore dopo queste dichiarazioni la Casa Bianca cambia marcia confermando che i russi hanno sì intenzione di aggredire l’Ucraina, ma che non possono confermare le asserzioni di Kiev e che stanno informazioni sul convoglio distrutto dalle forze ucraine.

Nello stesso periodo un noto blogger, molto attento alle variazione dei mercati, nota che il prezzo dell’oro ha un crollo improvviso senza nessun motivo apparente. “…l’ORO è un problema enorme per il dollar standard, e deve essere tenuto sotto controllo e sotto pressione PRIMA che accada qualcosa.” e “verso le 18.00 ora italiana arriva il flusso di notizie sulla presunta distruzione di mezzi presunti armati, che proverrebbero dalla Russia in territorio Ukraino

Risultato:

Oro

Se ci ricordiamo la stessa cosa era avvenuta anche nel 2001 con l’acquisto di titoli della United Airlines e della American Airlines ad opera della Chicago Board Option Exchange per conto di una finanziaria la AB-Brown di cui era stato presidente esecutivo A.B.Krongard, il numero 3 della Cia al momento dell’attentato alle Torri Gemelle.

L’Ucraina ha una impellente necessità di coinvolgere la Russia in un conflitto che solo l’aiuto della Nato è in grado di risolvere, a dire loro.

Indignazione generale, ovvero mal comune mezzo gaudio.

30 luglio 2014 Lascia un commento

 

Gaza prima…

Gaza_01

e dopo…

Gaza_02

 

Gaza_06

 

 

Gaza_07

.

L’indignazione del mondo occidentale sembra essere di quelle vere, quelle che non lasciano spazio a risposte: in Libia, se ricordate, proprio a causa dell’indignazione dovuta ai “massacri” che il dittatore Gheddafi attuava sulla popolazione di Misurata che chiedeva più democrazia, più libertà, gli stati europei e transatlantici furono costretti a mettere a ferro e fuoco quel paese. Anche l’Italia vi partecipò perché l’indignazione aveva raggiunto il suo limite e solo con la forza si sarebbero riportate le cose al loro giusto posto, ma giustamente il nostro presidente Napolitano ebbe a direFaremo ciò che è necessario, come l’Onu e gli altri Paesi», e alle domande dei giornalisti se l’Italia entrava in guerra egli rispose con grande senso per la carica istituzionale che ricopre: «Vedo che qui si lavora per la pace. Poi, altrove, facciamo la nostra parte come membro attivo della comunità internazionale, interessati come tutti i paesi che sono nel G8 e nell’organizzazione delle Nazioni Unite, interessati ad affermare dei principi e ad esigere il rispetto di valori fondamentali come i diritti umani e le aspirazioni di liberta’ e giustizia sociale oggi, in modo particolare, nel mondo arabo. E faremo ciò che è necessario anche noi»

Ora accade la stessa cosa, l’indignazione, la rabbia per le migliaia (1.245) di morti civili a Gaza scuotono le coscienze del mondo occidentale, il quale si chiede se sia giusto rispondere con i massacri mirati (da ascoltare le domande interessanti del giornalista inglese Snow a Mark Regev) per permettere a quella popolazione di vivere in libertà, in democrazia. Tutti fanno levata di scudi, anche quelli che fino a ieri avrebbero chiuso occhi ed orecchie, come la BBC inglese, o come Channel24 della Francia. Persino la testata del PD, News24, non tace sugli efferati massacri, sugli smembramenti dei bimbi e sui massacri voluti da un manipolo di avanzi di galera…ma essi continuano fintanto che i lamenti diverranno sottofondo monotono.

Eppure nella vicina Arabia il principe Bandar bin Sultan bin Abdulaziz bin Saud è ritornato al potere come «consigliere del Re e suo inviato speciale». Il principe Bandar fu quell’ometto che prima delle Olimpiadi di Soci minacciò direttamente Putin se non cessava di appoggiare i siriani contro le bande dei tagliagole da lui controllate facendogli capire che avrebbe potuto avere delle sorprese dagli islamici ceceni che lui stesso (l’Arabia) controlla. In sostanza questo personaggio sta ora concentrando gli sforzi per ripulire l’area irachena dagli ipocriti, più pericolosi dei non credenti, poiché nel santo Corano si chiede di combattere gli ipocriti prima dei giudei o di Israele. Netanyahu può quindi dormire sogni tranquilli che a Gaza non ci saranno i takfiri, i salkafiti gli smembratori, nessun pericolo, per ora. Tutti gli sforzi sono quindi necessari per annientare Hamas ed evitare che, assieme a Fatah possa cambiare la strategia politica di Gaza. Strategia politica che potrebbe essere negativa per lo stato sionista poiché già nel 2007 l’ex capo di stato maggiore della Israeli Defence Force (IDF), Moshe Ya’alon, ammetteva che i veri obbiettivi dell’operazione Piombo Fuso erano i giacimenti di Gas stimati in 1,4 miliardi di metri cubi che non sarebbero finiti per migliorare la vita dei cittadini di Gaza, ma avrebbero permesso ad Hamas di finanziare i terroristi stessi. Queste le giustificazioni di Yahlon, ma nella realtà appare sempre più evidente che una maggior indipendenza dei palestinesi per le forniture energetiche darebbe più peso economico nello scenario internazionale, cosa questa che non è possibile accettare secondo l’ideologia talmudico-sionista.

I media nazionali, interessati alle leggi elettorali, alla riduzione del senato ed alle prebende politiche nascondono ed omettono notizie di primissimo piano facendo invece mielina di fronte all’arroganza sfacciata della feccia sionista che per voce del loro megafono (Il Foglio) insistono sul diritto alla difesa, anche aggredendo, distraendo le vere mire sioniste. Ferrara è bravo in questo compito! Ma gli interessi incrociati tra Italia ed il Non-Stato sono molti: si pensi al settore delle armi, al commercio alimentare e agricolo che coinvolge i due paesi, senza dimenticare l’importanza immensa che offre l’Italia al Medioriente come enorme orecchio d’ascolto e come portaerei naturale. Probabilmente se gli italiani facessero un pochino la voce grossa qualche piccolo risultato lo potrebbe ottenere, ma c’è anche da dire che la codardia e l’opportunismo tipicamente italiano impediscono qualsiasi azione, anche solo a pensarla.

Nel frattempo a Gaza si schiatta come blatte nell’indignazioni retorica internazionale, ma nell’indifferenza globale.

BANKITALIA: “Ciò che sta accadendo senza che nessuno lo sappia”

25 luglio 2014 Lascia un commento

Pitocco:

La notizia mi era sfuggita e trovo corretto che le persone sappiano e capiscono, anche quei bellimbusti che hanno votato Renzi, pagando 3,5 euro che sta attuando un furto senza nessuna interpellanza parlamentare. Il M5s tanto attento, pare anche lui nicchiare e disattendere un problema di vitale importanza. Vi è da notare inoltre che in autunno ci sarà l’esame per le maggiori banche italiane voluto dal presidente della BCE, il filibustiere di Draghi, e l’occasione è ghiotta per ricapitalizzare le banche più esposte sui derivati (Unicredito, Intesa, Montepacchi, Popolare di Milano, Unipol).

Originally posted on Il Rapporto Aureo:

Allarme bankitalia

Riportiamo quanto pubblicato nel profilo facebook dell’europarlamentare Marco Scurria, già noto al nostro blog per essersi più volte battuto per la proprietà della moneta. Invitiamo pubblicamente tutti alla divulgazione di questo articolo e di tutti gli altri presenti sulla rete (tra cui questo post di Lucio di Gaetano nel blog beppegrillo.it) che informano sulla vicenda della svendita di Bankitalia. L’ultimo grande furto ai danni degli ignari italiani.

di Marco Scurria

Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati è chiamata a dare il parere definitivo al Decreto Legge di Letta e Saccomanni emanato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 27 Novembre, proprio mentre le telecamere dei media di tutto lo Stivale erano concentrate sulla decadenza da Senatore della Repubblica di Silvio Berlusconi. Il DL va a modificare l’assetto dei Letta e Saccomanniproprietari della Banca Centrale Italiana, oggi in mano ai maggiori cartelli finanziari operanti nel Belpaese, tra cui Intesa…

View original 484 altre parole

Categorie: Uncategorized

Gaza, nel silenzio urlato di Vattimo

18 luglio 2014 Lascia un commento

.

I sanguinosi avvenimenti che si stanno succedendo a Gaza lasciano spazio a poche parole: 230 morti e migliaia di feriti molti dei quali bambini donne ed anziani. Manca luce gas, acqua i servizi elementari per le persone e in questo lager il mondo occidentale distogli lo sguardo dalla pulizia etnica che i si sta attuando.

Nessun politico alza la voce contro questi misfatti, nessun uomo di religione, in particolare il Papa, condanna l’efferatezza dei massacri che si compiono, nessuno, salvo qualche piccola voce subito zittita dalla comunità ebraica Italia come antisemitismo.

Il solito trucco, la solito tecnica per creare il senso di colpa che ormai non ha nessun più valore di esistere, perché se semita equivale a massacrare un altro popolo derubandolo della sua terra, privandolo dell’aria che respira, dell’acqua per dissetarsi, delle medicine per curarsi allora credo che tutti siamo antisemiti. Non c’è nessuna giustificazione per versare il sangue di una popolazione che ha abitato lì in quelle terre da migliaia di anni, salvo quella di rubarla e di controbattere (con le armi, gli omicidi mirati) tutte le volte che i palestinesi tentano di alzare la testa per un grido di dolore.

Ma anche i media italiani, come sempre, chiudono tutti gli occhi per non voler vedere, per assecondare, per evitare imbarazzanti figure con il macellaio-sionista. Sia mai che perda qualche buon affare per quattro pidocchiosi di arabi!…E il massacro continua.

Per fortuna ci pensa uno che peli sulla lingua non li ha.

E’ Vattimo, il filosofo cantore delle libertà sessuali, della parità sociali, degli animali (ma in questo caso non si riferisce ai sionisti che non appartengono al regno animale) che in un’intervista a Radio24 espone apertamente e con grande verità d’espressione il pensiero comunemente taciuto dai più. Si riportano alcune sue affermazioni: «Israele stato canaglia». «Israele stato nazista e fascista, peggio di Hitler», «Andrei a Gaza – dice Vattimo – a combattere a fianco di Hamas, direi che è il caso di fare le Brigate Internazionali come in Spagna, perché Israele è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero, in Spagna non era niente in confronto a questo. E’ un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista e ci vuole una resistenza. L’unica cosa seria è che ci vogliono le brigate internazionali», «Israele vuole distruggere definitivamente i palestinesi, è una guerra di puro sterminio. Sono peggio di Hitler perché hanno anche l’appoggio delle grandi democrazie occidentali (che Hitler non aveva, ndr)» e via di seguito con altre esposizioni più che condivisibili, specialmente quella sull’omerta dei media italiani ed occidentali foraggiati dalle grandi lobbi ebraiche internazionali che appoggiano Israele.

 

A supporto delle sue parole c’è la dichiarazione della bella sionista  Ayelet Shaked (parlamentare del Knesset) che innocentemente esprime il suo disappunto per la questione palestinese: "They have to die and their houses should be demolished so that they cannot bear any more terrorists," Shaked said, adding, "They are all our enemies and their blood should be on our hands. This also applies to the mothers of the dead terrorists.”

Devono morire (i palestinesi) e le loro case devono essere distrutte così non potranno avere altri terroristi. Sono i nostri nemici e il loro sangue dovrebbe scorrere sulle nostre mani e questo deve essere fatto anche alle madri dei terroristi morti.

La democrazia del Non-Stato si esprime anche in questa maniera, ma in un passato recente, in quella culla di rispetto come ebbe a dire nel 2000 Peres in occasione del 150° anniversario della nascita di Jabotinsky: «He did not forget that democracy is not just elections and decisions, it is a system of relations, a system of manners. It is, above all else, a constant test of humanitarian culture.» (quest’ultima frase induce a chiedersi se ancora non abbiano concluso i test per una cultura umanitaria) accadde, per esempio, che il ministro degli interni propose una legge per deportare oltre 50.000 persone tra sudanesi ed eritrei che avevano chiesto asilo politico e che essendo di religione ebraica si erano rifugiati in Israele. Ma va da se che essi, le bestie, non appartenendo alla razza bianca eletta da dio, non possono essere considerati sicuri e per tale motivo vanno espulsi  dal paese e incarcerati quelli che potrebbero portare disordini creando apposta dei luoghi di detenzione per loro.

Agli osservanti delle parole del vecchio testamento (1 Samuele 17,49):«Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s’infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.»

Bimbo minchia ti tasso!

15 luglio 2014 Lascia un commento

In questi tempi di ripresa economica, di luce in fondo al tunnel, ho trovato questa storiella che dovrebbe aprire gli occhi anche ai più ingenui sostenitori della ripresa in atto:

Un bambino mi ha chiesto cosa sono le Tasse:
gli ho mangiato l’82% della sua merendina.

Più tardi ho visto che la seconda merendina l’aveva mangiata di nascosto da me:
GLI HO DETTO CHE E’ UN EVASORE.

In qualità di EVASORE, come sanzione, deve darmi il 200% dell’82% della merendina evasa + gli interessi.
Ma merendine non ne ha più.

Gli ho detto che domani gli mando Equipapà a sequestrargli i giochi se non mi versa la sanzione.

Ha pianto tutto il giorno…

Anche i bimbi soffriranno la morsa che lentamente ci sta distruggendo, anche loro diverranno oggetto di interesse per l’imposizione fiscale: aumenteranno le tasse scolastiche, i costi per le visite mediche, per le medicine, senza dimenticare tutto il parco nutrizionale per finire nel giardino dei balocchi, che importiamo. Il lato positivo sarà che finalmente avremo, forse, dei bimbi più magri, meno obesi e con minor malattie del sistema endocrino spesso causate dall’eccessivo uso di alimenti composti da sostanze estranee. Un ritorno al passato, ma con un pegno per la società inimmaginabile: bimbi viziati che in mancanza della droga quotidiana delle schifezze che gli somministriamo ci taglieranno la gola alla moda salafita o takfirista.

Siamo difronte ad una situazione che non ha via d’uscita e nonostante i grandi proclami dell’attuale governo (riforme+ripresa economica, abbiamo rilanciato l’economia con la creazione di 54 mila nuovi posti di lavoro), i problemi strutturali rimangono sul tappeto senza nessuna vero cambiamento. Ci parlano di quella del Senato, che si sta arenando, delle Provincie, mai messa in atto, della creazione delle mega regioni, o dei piani territoriali omogenei (dove confluiranno i parassiti pubblici di regioni/provincie/enti-in-via-di-soppressione), ma di appropriati cambiamenti strutturali non c’è nemmeno l’ombra.

Uno di questi, ad esempio, potrebbe essere il cambiamento strutturale dei contratti del pubblico impiego parificandoli a quelli del privato, con le stesse caratteristiche: chi fa e produce efficienza rimane e fa carriera, chi scalda la sedia od ostacola i miglioramenti va a casa o in galera. Un altro potrebbe essere quello di limitare i versamenti obbligatori che il dipendente pubblico effettua ai sindacati, e sono diversi miliardi all’anno che vanno ad ingrassare associazioni che non hanno nessun obbligo di bilancio. Un altro invece potrebbe riguardare il finanziamento dei partiti, ultimamente passato in sordina: non se ne parla più! Che senso ha che partiti che non hanno superato la soglia di sbarramento prendano denari? Eppure accade, e stiamo parlando di 2,5 miliardi nel totale. Gli interessi sono moltissimi e talmente ingarbugliati che colpiscono anche quelli che vorrebbero tenersene fuori, ma è impossibile: una volta entrati nella macchina della burocrazia non se ne esce! Per limitare le spese ci sarebbero moltissime voci da ritoccare al ribasso, una per tutte: gli stipendi dei parassiti di camera e senato, un’altra ridurre il numero dei dipendenti del Quirinale, che cosa servono 1720 persone per una sola persona con una spesa di oltre 211 milioni?
Ma sono solo poche voci che non incidono minimamente sulla voragine del debito dello stato che in questi ultimi mesi, da gennaio ad oggi, ha prodotto 98 miliardi di debito.

Eppure in tutto questo, quello che ancora molti italiani non hanno capito, è che il sistema ha bisogno di alimentarsi con il continuo drenaggio di denaro dal privato, solo così “questo stato” può continuare a sopravvivere. Certo quelli che hanno dato il voto a Renzi, pagando l’obolo “obbligatorio”, non capiranno mai; ma gli altri, i diversi milioni di italiani, dove stanno, sempre con la testa sotto la sabbia o davanti alla TV per i pallonari?

Comunque prepariamoci alla prossima stringata “obbligatoria”. Lo indica apertamente il FMI su richiesta della Deutchbank che l’anno scorso indicava l’unico sistema per rimettere in sesto i conti disastrati della nostra terra: prelievo forzoso, ovvero patrimoniale a go-go (si parla di un 10%). Già attuata con l’aumento dell’imposizione fiscale dei conti correnti, con l’aumento dell’IVA fino al 22%, ma ancora troppo poco per il sistema parassitario. Il ricorso di questa iniziativa criminale si inserisce nel piano del FMI che per voce della sionista Lagarde indica la sottrazione della ricchezza privata per assolvere ai debiti degli stati più indebitati. Già nell’ottobre 2013 il FMI suggeriva che la crisi dell’euro dovesse essere gestita aumentando le tasse. Il FMI aveva fatto pressioni per una tassa sulla casa da imporre dove non presente. Poi aveva chiesto una generica «tassa sul debito» nella percentuale del 10% per ogni famiglia della zona euro che avesse anche solo modesti risparmi.

Ma non è finita qui, perché oltre al prelievo verrà manipolato anche quanto fino ad oggi apparentemente sembrava stare fuori dai giochi: i fondi pensione e le assicurazioni. Questa pratica espropriatoria che verrà messa in pratica quanto prima, porterà alla vera distruzione del tessuto sociale. Immaginiamo quanti hanno investito i propri risparmi in polizze assicurative che a loro volta hanno agganciati i rendimenti ai fondi pensione: una volta messe le mani su questo enorme gruzzolo dai parassiti di stato colui che vorrà farsi liquidare la polizza dovrà aspettare probabilmente anni…queste cose però non ve le dicono i vari media allineati perché farebbero terrorismo. E’ il caso dei CACs (Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 96717 del 7 dicembre 2012) obbligazioni di stato che prevedono la variazione del tasso di interesse in corso d’opera e/o l’allungamento della scadenza a seconda delle necessità dello stato, come dire che se lo stato parassita non ha denaro ci impone di attendere qualche anno per rimborsarci del prestito che gli abbiamo fatto e/o di accettare un tasso di interesse più basso se non addirittura negativo!!!. Alla faccia del popolo dei BOT/BTPCTZ/CCT.

Vorrei solo ricordare che l’unico sistema per mettere la bestia parassita in condizioni di non nuocere è NON dargli da mangiare ed impedirgli di di rubarci dalle nostre tasche.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 122 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: