BANKITALIA: “Ciò che sta accadendo senza che nessuno lo sappia”

25 luglio 2014 Lascia un commento

Pitocco:

La notizia mi era sfuggita e trovo corretto che le persone sappiano e capiscono, anche quei bellimbusti che hanno votato Renzi, pagando 3,5 euro che sta attuando un furto senza nessuna interpellanza parlamentare. Il M5s tanto attento, pare anche lui nicchiare e disattendere un problema di vitale importanza. Vi è da notare inoltre che in autunno ci sarà l’esame per le maggiori banche italiane voluto dal presidente della BCE, il filibustiere di Draghi, e l’occasione è ghiotta per ricapitalizzare le banche più esposte sui derivati (Unicredito, Intesa, Montepacchi, Popolare di Milano, Unipol).

Originally posted on Il Rapporto Aureo:

Allarme bankitalia

Riportiamo quanto pubblicato nel profilo facebook dell’europarlamentare Marco Scurria, già noto al nostro blog per essersi più volte battuto per la proprietà della moneta. Invitiamo pubblicamente tutti alla divulgazione di questo articolo e di tutti gli altri presenti sulla rete (tra cui questo post di Lucio di Gaetano nel blog beppegrillo.it) che informano sulla vicenda della svendita di Bankitalia. L’ultimo grande furto ai danni degli ignari italiani.

di Marco Scurria

Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati è chiamata a dare il parere definitivo al Decreto Legge di Letta e Saccomanni emanato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 27 Novembre, proprio mentre le telecamere dei media di tutto lo Stivale erano concentrate sulla decadenza da Senatore della Repubblica di Silvio Berlusconi. Il DL va a modificare l’assetto dei Letta e Saccomanniproprietari della Banca Centrale Italiana, oggi in mano ai maggiori cartelli finanziari operanti nel Belpaese, tra cui Intesa…

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Gaza, nel silenzio urlato di Vattimo

18 luglio 2014 Lascia un commento

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I sanguinosi avvenimenti che si stanno succedendo a Gaza lasciano spazio a poche parole: 230 morti e migliaia di feriti molti dei quali bambini donne ed anziani. Manca luce gas, acqua i servizi elementari per le persone e in questo lager il mondo occidentale distogli lo sguardo dalla pulizia etnica che i si sta attuando.

Nessun politico alza la voce contro questi misfatti, nessun uomo di religione, in particolare il Papa, condanna l’efferatezza dei massacri che si compiono, nessuno, salvo qualche piccola voce subito zittita dalla comunità ebraica Italia come antisemitismo.

Il solito trucco, la solito tecnica per creare il senso di colpa che ormai non ha nessun più valore di esistere, perché se semita equivale a massacrare un altro popolo derubandolo della sua terra, privandolo dell’aria che respira, dell’acqua per dissetarsi, delle medicine per curarsi allora credo che tutti siamo antisemiti. Non c’è nessuna giustificazione per versare il sangue di una popolazione che ha abitato lì in quelle terre da migliaia di anni, salvo quella di rubarla e di controbattere (con le armi, gli omicidi mirati) tutte le volte che i palestinesi tentano di alzare la testa per un grido di dolore.

Ma anche i media italiani, come sempre, chiudono tutti gli occhi per non voler vedere, per assecondare, per evitare imbarazzanti figure con il macellaio-sionista. Sia mai che perda qualche buon affare per quattro pidocchiosi di arabi!…E il massacro continua.

Per fortuna ci pensa uno che peli sulla lingua non li ha.

E’ Vattimo, il filosofo cantore delle libertà sessuali, della parità sociali, degli animali (ma in questo caso non si riferisce ai sionisti che non appartengono al regno animale) che in un’intervista a Radio24 espone apertamente e con grande verità d’espressione il pensiero comunemente taciuto dai più. Si riportano alcune sue affermazioni: «Israele stato canaglia». «Israele stato nazista e fascista, peggio di Hitler», «Andrei a Gaza – dice Vattimo – a combattere a fianco di Hamas, direi che è il caso di fare le Brigate Internazionali come in Spagna, perché Israele è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero, in Spagna non era niente in confronto a questo. E’ un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista e ci vuole una resistenza. L’unica cosa seria è che ci vogliono le brigate internazionali», «Israele vuole distruggere definitivamente i palestinesi, è una guerra di puro sterminio. Sono peggio di Hitler perché hanno anche l’appoggio delle grandi democrazie occidentali (che Hitler non aveva, ndr)» e via di seguito con altre esposizioni più che condivisibili, specialmente quella sull’omerta dei media italiani ed occidentali foraggiati dalle grandi lobbi ebraiche internazionali che appoggiano Israele.

 

A supporto delle sue parole c’è la dichiarazione della bella sionista  Ayelet Shaked (parlamentare del Knesset) che innocentemente esprime il suo disappunto per la questione palestinese: "They have to die and their houses should be demolished so that they cannot bear any more terrorists," Shaked said, adding, "They are all our enemies and their blood should be on our hands. This also applies to the mothers of the dead terrorists.”

Devono morire (i palestinesi) e le loro case devono essere distrutte così non potranno avere altri terroristi. Sono i nostri nemici e il loro sangue dovrebbe scorrere sulle nostre mani e questo deve essere fatto anche alle madri dei terroristi morti.

La democrazia del Non-Stato si esprime anche in questa maniera, ma in un passato recente, in quella culla di rispetto come ebbe a dire nel 2000 Peres in occasione del 150° anniversario della nascita di Jabotinsky: «He did not forget that democracy is not just elections and decisions, it is a system of relations, a system of manners. It is, above all else, a constant test of humanitarian culture.» (quest’ultima frase induce a chiedersi se ancora non abbiano concluso i test per una cultura umanitaria) accadde, per esempio, che il ministro degli interni propose una legge per deportare oltre 50.000 persone tra sudanesi ed eritrei che avevano chiesto asilo politico e che essendo di religione ebraica si erano rifugiati in Israele. Ma va da se che essi, le bestie, non appartenendo alla razza bianca eletta da dio, non possono essere considerati sicuri e per tale motivo vanno espulsi  dal paese e incarcerati quelli che potrebbero portare disordini creando apposta dei luoghi di detenzione per loro.

Agli osservanti delle parole del vecchio testamento (1 Samuele 17,49):«Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s’infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.»

Bimbo minchia ti tasso!

15 luglio 2014 Lascia un commento

In questi tempi di ripresa economica, di luce in fondo al tunnel, ho trovato questa storiella che dovrebbe aprire gli occhi anche ai più ingenui sostenitori della ripresa in atto:

Un bambino mi ha chiesto cosa sono le Tasse:
gli ho mangiato l’82% della sua merendina.

Più tardi ho visto che la seconda merendina l’aveva mangiata di nascosto da me:
GLI HO DETTO CHE E’ UN EVASORE.

In qualità di EVASORE, come sanzione, deve darmi il 200% dell’82% della merendina evasa + gli interessi.
Ma merendine non ne ha più.

Gli ho detto che domani gli mando Equipapà a sequestrargli i giochi se non mi versa la sanzione.

Ha pianto tutto il giorno…

Anche i bimbi soffriranno la morsa che lentamente ci sta distruggendo, anche loro diverranno oggetto di interesse per l’imposizione fiscale: aumenteranno le tasse scolastiche, i costi per le visite mediche, per le medicine, senza dimenticare tutto il parco nutrizionale per finire nel giardino dei balocchi, che importiamo. Il lato positivo sarà che finalmente avremo, forse, dei bimbi più magri, meno obesi e con minor malattie del sistema endocrino spesso causate dall’eccessivo uso di alimenti composti da sostanze estranee. Un ritorno al passato, ma con un pegno per la società inimmaginabile: bimbi viziati che in mancanza della droga quotidiana delle schifezze che gli somministriamo ci taglieranno la gola alla moda salafita o takfirista.

Siamo difronte ad una situazione che non ha via d’uscita e nonostante i grandi proclami dell’attuale governo (riforme+ripresa economica, abbiamo rilanciato l’economia con la creazione di 54 mila nuovi posti di lavoro), i problemi strutturali rimangono sul tappeto senza nessuna vero cambiamento. Ci parlano di quella del Senato, che si sta arenando, delle Provincie, mai messa in atto, della creazione delle mega regioni, o dei piani territoriali omogenei (dove confluiranno i parassiti pubblici di regioni/provincie/enti-in-via-di-soppressione), ma di appropriati cambiamenti strutturali non c’è nemmeno l’ombra.

Uno di questi, ad esempio, potrebbe essere il cambiamento strutturale dei contratti del pubblico impiego parificandoli a quelli del privato, con le stesse caratteristiche: chi fa e produce efficienza rimane e fa carriera, chi scalda la sedia od ostacola i miglioramenti va a casa o in galera. Un altro potrebbe essere quello di limitare i versamenti obbligatori che il dipendente pubblico effettua ai sindacati, e sono diversi miliardi all’anno che vanno ad ingrassare associazioni che non hanno nessun obbligo di bilancio. Un altro invece potrebbe riguardare il finanziamento dei partiti, ultimamente passato in sordina: non se ne parla più! Che senso ha che partiti che non hanno superato la soglia di sbarramento prendano denari? Eppure accade, e stiamo parlando di 2,5 miliardi nel totale. Gli interessi sono moltissimi e talmente ingarbugliati che colpiscono anche quelli che vorrebbero tenersene fuori, ma è impossibile: una volta entrati nella macchina della burocrazia non se ne esce! Per limitare le spese ci sarebbero moltissime voci da ritoccare al ribasso, una per tutte: gli stipendi dei parassiti di camera e senato, un’altra ridurre il numero dei dipendenti del Quirinale, che cosa servono 1720 persone per una sola persona con una spesa di oltre 211 milioni?
Ma sono solo poche voci che non incidono minimamente sulla voragine del debito dello stato che in questi ultimi mesi, da gennaio ad oggi, ha prodotto 98 miliardi di debito.

Eppure in tutto questo, quello che ancora molti italiani non hanno capito, è che il sistema ha bisogno di alimentarsi con il continuo drenaggio di denaro dal privato, solo così “questo stato” può continuare a sopravvivere. Certo quelli che hanno dato il voto a Renzi, pagando l’obolo “obbligatorio”, non capiranno mai; ma gli altri, i diversi milioni di italiani, dove stanno, sempre con la testa sotto la sabbia o davanti alla TV per i pallonari?

Comunque prepariamoci alla prossima stringata “obbligatoria”. Lo indica apertamente il FMI su richiesta della Deutchbank che l’anno scorso indicava l’unico sistema per rimettere in sesto i conti disastrati della nostra terra: prelievo forzoso, ovvero patrimoniale a go-go (si parla di un 10%). Già attuata con l’aumento dell’imposizione fiscale dei conti correnti, con l’aumento dell’IVA fino al 22%, ma ancora troppo poco per il sistema parassitario. Il ricorso di questa iniziativa criminale si inserisce nel piano del FMI che per voce della sionista Lagarde indica la sottrazione della ricchezza privata per assolvere ai debiti degli stati più indebitati. Già nell’ottobre 2013 il FMI suggeriva che la crisi dell’euro dovesse essere gestita aumentando le tasse. Il FMI aveva fatto pressioni per una tassa sulla casa da imporre dove non presente. Poi aveva chiesto una generica «tassa sul debito» nella percentuale del 10% per ogni famiglia della zona euro che avesse anche solo modesti risparmi.

Ma non è finita qui, perché oltre al prelievo verrà manipolato anche quanto fino ad oggi apparentemente sembrava stare fuori dai giochi: i fondi pensione e le assicurazioni. Questa pratica espropriatoria che verrà messa in pratica quanto prima, porterà alla vera distruzione del tessuto sociale. Immaginiamo quanti hanno investito i propri risparmi in polizze assicurative che a loro volta hanno agganciati i rendimenti ai fondi pensione: una volta messe le mani su questo enorme gruzzolo dai parassiti di stato colui che vorrà farsi liquidare la polizza dovrà aspettare probabilmente anni…queste cose però non ve le dicono i vari media allineati perché farebbero terrorismo. E’ il caso dei CACs (Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 96717 del 7 dicembre 2012) obbligazioni di stato che prevedono la variazione del tasso di interesse in corso d’opera e/o l’allungamento della scadenza a seconda delle necessità dello stato, come dire che se lo stato parassita non ha denaro ci impone di attendere qualche anno per rimborsarci del prestito che gli abbiamo fatto e/o di accettare un tasso di interesse più basso se non addirittura negativo!!!. Alla faccia del popolo dei BOT/BTPCTZ/CCT.

Vorrei solo ricordare che l’unico sistema per mettere la bestia parassita in condizioni di non nuocere è NON dargli da mangiare ed impedirgli di di rubarci dalle nostre tasche.

1100 raid su Gaza

12 luglio 2014 Lascia un commento

 

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Ebbene sì! Questo il dato riportato da "La Stampa".

Il numero delle vittime accertate appare essere di oltre 121 morti, 75 dei quali civili fra i quali 25 bambini e centinaia di feriti. Questo il risultato di 5 giorni di bombardamenti dal cielo e dal mare. Si ripete, ancora una volta, la messianica azione come lo fu per l’operazione “Piombo Colato”, tradotto servilmente dai media, in “Piombo Fuso”: nei fatti colare piombo nella gola è prescritto dal Talmud (trattato Sanhedrin) come metodo di esecuzione capitale dei goym.

Anche l’Onu denuncia nei fatti che l’operazione in corso è sproporzionata rispetto agli obbiettivi da raggiungere e la distruzione di case con le conseguenti morti e feriti va oltre.

Il Non-Stato risponde che l’operazione “Proctetive Edge” non ha come obiettivo i civili, ma Hamas che tiene ostaggio i civili facendosi scudo degli stessi per proteggersi.

Quello che appare molto strano sono i numeri dei missili lanciati da Hamas che, stando ai rapporti dei sionisti, sembrano essere superiori il migliaio. E’ indubbiamente un numero eccezionale per un paese i cui valichi sono controllati minuziosamente sia dalla parte egiziana con l’aiuto dei servizi sionisti, che in quella del non-stato, per contro il mare è controllato minuziosamente dalle forze navali sioniste.

Da dove saltano fuori questi missili? Possibile che un migliaio di missili non abbia abbattuto nulla, se non qualche baracca, e non vi siano stati morti (1 e qualche ferito) feriti dall’altra parte? Viene da pensare che i lanciatori palestinesi sono dei guerci ubriachi o strafatti di droga, oppure che abbiano avuto dei semplici razzi carta.

Non è possibile non notare questa  mostruosa differenza, eppure i media nazionali, pur evidenziando gli sproporzionati bombardamenti, non riportano alcuna notizia relativa ai danni causati dai missili palestinesi. Ma cosa spinge Netanyahu in questa ennesima ondata omicida se non cercare la disgregazione dell’unione di Hamas con Fatah, tra il West-Banck e Gaza, unione questa accolta gradevolmente anche da protettori dei sionisti, gli Usa.

E il massacro continua…

Pena di Morte di una nazione odiata.

19 aprile 2014 Lascia un commento

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In un articolo di “La Repubblica” del 18.04.2014 Adriano Sofri commenta la commutazione della pena di morte in Iran (Amalek) di un condannato per il perdono della madre dell’uomo ucciso.

A prima vista sembra un articolo pregno di pathos, di emozione, di commozione, ma poi si copre la bassezza con il quale Sofri esprime giudizi.

Prima cosa che salta subito all’occhio è il giudizio politico e settario con cui Sofri dipinge la giustizia iraniana: “Qui si procede in economia: un’impalcatura di tubi innocenti arrugginiti, la corda passata sopra un tubo, una seggiola di legno cui dare un calcio. Un militare, un mullah, i parenti.”
La giustizia iraniana usa un sistema diverso rispetto, ad esempio, a quella del paese più democratico del mondo: gli Stati Uniti d’America, in cui un condannato a morte per omicidio rimane in carcere nel braccio della morte per molti decenni fintanto che qualche giudice decide di graziarlo con una endovenosa di buon veleno, oppure è cosa diversa a quella che accade agli amici di Sofri, i takfiri che con molta meno pubblicità fanno inginocchiare il malcapitato con mani e piedi legati, gli alzano il mento e con un coltellaccio da cucina gli squarciano la gola, finendo la loro opera di macellazione separando la testa da tronco. Questi, forse, sono le esecuzioni al quale Sofri farebbe riferimento. La giustizia è un gran bordello, dipende da chi paga e nel caso dei takfiri i pagatori sono Usa ed Israele, assieme ai signori dell’Arabia Saudita.

E’ notevole come Sofri non ‘soffra’ della giustizia saudita, già, perché lì, nel paese delle meraviglie ogni sgarro viene pesantemente punito con il taglio della testa: dai culattoni, alle lesbiche, ai ladri, agli stupratori ed alle stuprate subiscono la stessa pena: zac! Via la testa, e in forma pubblica che così ci si ricordi. Fa comunque un certo effetto notare come l’ associazione dei culattoni delle lesbiche e dei travestiti NON alzi barricate contro queste mostruosità anacronistiche, ma comunque reali ed odierne (non posto nessun video a tale proposito, ma basta fare una semplice ricerca in rete), mentre suona stonata la levata di scudi che questa associazione di pervertiti, pedofili abbiano boicottato le olimpiadi invernali di Sochi.

Nella legge iraniana vale una regola, forse arcaica, ma sicuramente molto più pratica che non le nostre mille ed inutili vessazioni: i famigliari del condannato hanno diritto di morte o vita, ovvero è sufficiente che questi decidano di condannarlo per dar luogo alla condanna di morte, oppure che perdonino per salvargli la vita. Certamente affidare la vita di un omicida a dei famigliari che non capiscono nulla di diritto è bizzarro, ma la domanda che sorge spontanea è: colui che ha tolto la vita cosa ne sapeva di diritto per decidere di ammazzare un suo simile? Direi che c’è una certa uguaglianza, ovvero, come sottolinea Sofri la legge del Taglione.

La stessa legge che viene inflitta in Palestina, a Gaza. Lì si lancia un razzo e dall’altra parte (il non-stato) parte una squadriglia di F-16 armati di bombe al fosforo, di Cluster (Bombe a Grappolo) e senza nessuna remora si bombarda a casaccio senza nessuna pianificazione, eliminando i problemi alla base. Occhio per occhio dente per dente. D’altronde lo ordina quell’infame libro che va sotto il nome di Bibbia, quell’orrendo libraccio, sconcio, pedofilo, massacratore precursore dello sterminio di genti ed attuatore della pianificazione, per esempio, della cancellazione di milioni di Armeni. Ma anche qui Sofri pare non vedere, non sentire, non capire. Com’è strano questo giornalismo a senso unico, eppure, anche nel non-stato esistono voci fuori dal coro che denunciano in modo chiaro le efferatezze e i soprusi compiuti dalla polizia, dai servizi segreti e dall’esercito di quell’ammasso di criminali usurpatori del territorio altrui.

Ci verrebbe da pensare che anche Sofri appartenga alla stessa genia del non-stato.

Eppure Sofri nel suo succitato articolo, affonda la lama di giudizio su un Iran ghettizzato, su una nazione messa al bando da mezzo mondo come dalle antiche scritture di quell’immondo libro della Bibbia:

Gli amaleciti sono un popolo antico, forse leggendario, che YHVH ordina ripetutamente di sterminare fino all’ultimo uomo, donna, bambino e animale. Qualche esempio dagli infiniti passi dell’Antico Testamento:

Esodo 25 (17-19):
«Quando il Signore tuo Dio ti avrà concesso quiete fra tutti i nemici che ti circondano, nella terra che il tuo Dio ti dona in eredità, tu cancellerai il ricordo di Amalek sotto il cielo: non dimenticare!».

1° Samuele, (15, 3-5):
«Va’ e colpisci Amalek; fallo a pezzi, vota all’anatema tutto quello che posside, non aver pietà di lui, uccidi uomini e donne, ragazzi e lattanti, buoi e pecore, asini e cammelli».

Anche il cabbalistico Zohar (1,25) insiste:
«…. Quando il Signore si rivelerà, essi (i popoli goym) saranno spazzati via dalla terra. Ma la redenzione non sarà completa finchè Amalek non sarà sterminato, perchè è stato fatto il giuramento che ‘il Signore  farà guerra ad Amalek di generazione in generazione’» (Esodo 16, 16).

 

E’ normale che un insieme di persone pensino in siffatta maniera? Io credo che qualche rotella fuori posto ci sia, ma la realtà è spesso bizzarra e infinitamente più crudele.

Ma Sofri, in cui il suo passato è percepito come una ventata di acqua di rose, non vede queste cose, per lui l’Iran è il male assoluto (Amalek) da sterminare.

25 maggio, votare contro il “Trattato Commerciale Transatlantico”

16 aprile 2014 Lascia un commento

ttip-no

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Mentre il polverone del Renzi bamboccio polarizza la politica italiana in cose irrealizzabili l’Unione Europea scende a patti nella messa a punto del Trattato Commerciale Transatlantico con gli Stati Uniti.

Pochi ne parlano, i media più in vista se ne guardano bene, eppure questo trattato porterà le diverse nazioni europee a servire le grandi multinazionali senza poter far valere le leggi nazionali od europee utilizzando un meccanismo che si insinua nelle pieghe giuridiche (investor-state dispute settlement).  
Alcuni casi possono togliere i dubbi sulla questione e il blog di vocidallestero le riassume bene:

  1. l governo australiano, dopo un grande dibattito dentro e fuori del parlamento, ha deciso che le sigarette avrebbero dovuto essere vendute in semplici pacchetti, contrassegnati solo con delle scioccanti avvertenze per la salute. La decisione è stata convalidata dalla Corte Suprema Australiana. Ma, in seguito a un accordo commerciale tra l’Australia e Hong Kong, la società del tabacco Philip Morris ha agito presso un tribunale offshore per ottenere una ragguardevole somma a titolo di risarcimento per la perdita di quella che definisce una sua proprietà intellettuale.
  2. In Canada, un tribunale aveva revocato due brevetti di proprietà della società americana Eli Lilly, sulla base del fatto che la società non aveva prodotto prove sufficienti sui presunti effetti benefici dei suoi prodotti. Eli Lilly ora sta facendo causa al governo canadese per 500 milioni di dollari, e chiede che le leggi sui brevetti del Canada siano cambiate.
  3. Durante la crisi finanziaria, e in risposta alla rabbia dell’opinione pubblica, l’Argentina ha imposto un congelamento alle tariffe dell’energia e dell’acqua (vi suona familiare?) . E’ stata citata in giudizio proprio dalle società di servizi internazionali le cui alte tariffe avevano spinto il governo ad agire. Per questo e per altri crimini, l’Argentina è stata costretta a pagare più di un miliardo di dollari di risarcimento.
  4. A El Salvador, le comunità locali hanno pagato un caro prezzo (tre attivisti sono stati uccisi) per convincere il governo a rifiutare la concessione per una grande miniera d’oro che minacciava di contaminare le riserve idriche. Una vittoria per la democrazia? Non per molto, forse. La società canadese che aveva chiesto la concessione ora sta citando El Salvador per 315 milioni di $ – per la perdita dei suoi profitti futuri.

Nella realtà ci troviamo in una situazione nella quale le decisioni dei governi nazionali hanno poca voce in capitolo per ostacolare le prodezze delle multinazionali, ma i governi sono utili per far passare ed approvare leggi sopra la volontà dei popoli europei. Il caso prossimo delle elezioni europee dovrebbe far pensare. Appare sempre più evidente che la politica italiana e quella europea avrà un voce unica di accomodamento per questi grandi gruppi: lo stesso Hollande è volato a Washington per combinare quanto invece i francesi MAI vorrebbero che si attuasse: è di questi giorni infatti la notizia che la camera bassa francese abbia proibito l’uso di mais OGM anche contro le leggi europee. Se mai verrà approvata questa legge sicuramente la Francia si troverà a fare i conti con la Monsanto, la Dupont, la Bayer, la Down, ma è comunque un segnale che, anche gli europeisti più accaniti come alcuni francesi, si sta cominciando a capire, forse, che un’Europa senza regole e soprattutto oscuratamente manipolata da una commissione europea (non è eletta da nessuno) che può fare e disfare senza un controllo politico, non ha senso. La sinistra francese, tramite un suo rappresentante di spicco come l’economista Frédéric Lordon, ha criticato aspramente questa unione europea e così pure l’ex ministro per l’economia Jean Arthius denunciando sette punti:

«Primo – mi oppongo alla composizione privatistica delle controversie fra Stati ed imprese. Domani, come vuole la proposta americana, un’azienda che si ritenga lesa dalla decisione politica di un Governo vi potrebbe ricorrere. È l’esatto contrario della mia idea della sovranità degli Stati.
«Secondo – mi oppongo ad ogni messa in causa del sistema europeo di denominazione d’origine controllata. Domani, se l’hanno vinta gli USA, ci sarà solo un registro non vincolante, e solo per i vini e liquori. Una tale riforma ucciderebbe molte produzioni locale europee il cui valore poggia sull’origine certificata.
«Terzo – Mi oppongo alla firma di un trattato con una potenza che spia massicciamente e sistematicamente i miei concittadini europei, e le imprese europee. Fino a quando l’accordo non protegge i dati personali dei cittadini europei (ed americani se è per questo), non bisogna firmarlo.
«Quarto – Gli Stati Uniti propongono uno spazio finanziario comune transatlantico, ma rifiutano categoricamente una regolamentazione comune della finanza, come rifiutano di abolire le sistematiche discriminazioni fatte dalla piazze finanziarie americane contro i servizi finanziari europei. Io mi oppongo a questa idea di una “spazio comune” senza regole comuni, e che manterrebbe le discriminazioni commerciali.
«Quinto – Mi oppongo alla messa in causa della protezione sanitaria europea. Washington deve capire una volta per tutte che nonostante la sua insistenza, non vogliamo nei nostri piatti né animali trattati all’ormone della crescita, né prodotti OGM, né decontaminazione chimica delle carni, né sementi geneticamente modificati, né antibiotici non terapeutici nell’alimentazione animale.
«Sesto – Mi oppongo alla firma di un accordo che non includa la fine del dumping monetario americano. Dalla soppressione della convertibilità in oro del dollaro e al passaggio del sistema di cambi flottanti, il dollaro è allo stesso tempo la moneta nazionale statunitense, e l’unità di riserva e di scambi mondiale. La Federal Reserve pratica dunque continuamente il dumping monetario agendo sulla quantità dei dollari disponibili per favorire le esportazioni americane. La soppressione di questo svantaggio sleale suppone come propone la Cina, di fare dei «diritti speciali di prelievo» del Fondo Monetario la nuova moneta mondiale di riferimento. In termini di competitività, l’arma monetaria ha lo stesso effetto che i dazi doganali.
«Settimo – Al di là del settore audiovisivo, bandiera dell’attuale Governo (Hollande-Valls) che serve da foglia di fico alla sua viltà su tutti gli altri interessi europei nel negoziato, voglio che ogni “eccezione culturale” sia difesa. Specialmente, è inaccettabile lasciare che i servizi digitali nascenti d’Europa siano spazzati via dai giganti americani come Google, Amazon o Netflix. Giganti che essendo padroni dell’“ottimizzazione fiscale” [ossia del pagare le tasse nei Paesi di loro scelta, perché la tassazione è più lieve] fanno dell’Europa una colonia digitale.

I nostri politici che dicono? Nulla, vi pare? Da Letta a Monti, da Bersani a Berlusconi, non si scorge nessuna parola spesa per informare i loro votanti, anzi se ne stanno ben zitti. Che dire poi del M5S, forse uno dei pochi che potrebbe arginare la fine della sovranità nazionale. La Lega e tutti gli altri partiti antieuropei, da destra a sinistra, possono forse essere un argine, ma troppo grande è il frazionamento politico che caratterizza questa stagione politica. L’unica certezza è che non si dovrà assolutamente votare per i partiti di coalizione (PD e Forza Italia o come diavolo si chiama e tutta quell’accozzaglia di parassiti) e chi lo farà invece giocherà con il futuro dei suoi figli.

Sakineh, finlamente libera!

20 marzo 2014 2 commenti

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Non è possibile che esultare per la notizia della liberazione di Sakineh, scarcerata per “buona condotta” dai criminali teocratici iraniani dopo  otto anni.

La “presunta” omicida del marito (secondo i media internazionali) finalmente potrà godere della libertà che le è stata negata per otto lunghissimi anni. La dimostrazione della barbarie iraniane è evidente, l’omicidio viene punito con la prigionia e alla fine commutato in liberazione, esattamente come accadde in Usa con Michael Bascum Selsor che dopo 37 anni di prigionia nel braccio della morte viene definitivamente liberato iniettandogli il veleno che lo poterà al cospetto di Dio.

Le democrazie si confrontano anche in queste piccole cose (sic). L’Iran, paese teocratico, criminale, guerrafondaio pronto a lapidare arcaicamente una donna per un semplice omicidio instilla nel senso comune della nostra mentalità un senso di repulsione, mentre gli Usa all’avanguardia in tutti i campi tecnologici, morali e filosofici, meditano lungamente a come applicare la legge ad un omicida compiendo quello che il braccio secolare della legge americana impone.

Due visioni della vita diametralmente opposte.

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