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Archive for the ‘Guerra’ Category

Ucraina: false-flag

22 agosto 2014 Lascia un commento

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Il silenzio regna sovrano, non più una parola e nessuna indagine in corso, eppure qualche settimana fa veniva abbattuto un aereo con decine di persone a bordo. Le cause del disastro riconducibili ad un’azione militare della Russia.

Ora invece nessun quotidiano e media televisivo non ne parla più! Come mai? Le ultime notizie davano che le scatole nere trovate dai ribelli filo russi erano state consegnate alla Malaysian Airlines la quale le aveva consegnate all’Inghilterra data la loro profonda esperienza. Silenzio tombale!

Solo il Wall Street Journal riporta una notizia stringata asserendo che le scatole nere consegnate agli ispettori del Regno Unito sono obsolete tanto che non potranno dare le informazioni ricercate: una vera sfortuna! Eppure, ad onor del vero, scatole nere anche degli anni ‘80 permettono di avere le comunicazioni degli ultimi secondi di volo e tutti i dati tecnici necessari per poter capire il disastro accaduto. Queste invece prodotte alla metà degli anni ‘90 sono obsolete, antiquate, incapaci di fornire il dato principale che l’occidente ricerca disperatamente, ovvero l’attacco del missile Sa-11 ad opera delle forze filo-russe. Eppure le prove satellitari degli Usa dimostravano chiaramente l’origine da dove era partito il missile, tanto che Kerry esprimeva chiaramente la sua accusa contro la Russia, ma allo stesso tempo la Russia affermava che le immagini prodotto non hanno nessun riferimento al disastro e che con i sistemi in possesso degli Usa le immagini avrebbero potuto essere meglio definite e più particolareggiate.

Ma la Malaysia, tramite il New Straits Times, non ci sta ed attacca Kiev per aver creato questo false-flag, abbattendo l’areo con i missili a loro disposizione e crivellandolo di colpi ad opera di un Sukoi-25. A supporto di quanto dichiarato dalla Malaysia c’è anche la dichiarazione di un pilota tedesco, il quale ha evidenziato che molte parti dell’aereo sono state crivellate da colpi di mitragliatrice di un Sukoi-25.

In sostanza un vero è proprio tentativo per coinvolgere la Russia in un conflitto mondiale andato a vuoto, tanto che nelle scatole nere non viene evidenziato quanto si voleva dimostrare. Pensate se avessero trovato i dati che avessero confermato le loro ipotesi!

Oltre a questo, a ferragosto, il Guardian riportava una notizia che una colonna blindata russa aveva varcato il confine ucraino e che era stata distrutta dalle forze di Kiev. Stranamente l’11 agosto il segretario della Nato Rasmussen mandava alcune notizie alle agenzie: “NATO’S RASMUSSEN SEES “HIGH PROBABILITY” THAT RUSSIA COULD INTERVENE MILITARILY IN EASTERN UKRAINE”. Più avanti, tramite un tweet scriveva: «L’Europa è più pericolosa e meno stabile di un anno fa. La NATO deve essere pronta per qualunque cosa il futuro porti».

Cosa accade in quei giorni ormai è storia, ma le borse crollano, il presidente Usa afferma che “alla luce dei recenti sviluppi in Ucraina” e il suo prossimo viaggio in Estonia “sarà l’occasione per confermare la nostra ferrea fedeltà all’articolo V della Nato”. Poche ore dopo queste dichiarazioni la Casa Bianca cambia marcia confermando che i russi hanno sì intenzione di aggredire l’Ucraina, ma che non possono confermare le asserzioni di Kiev e che stanno informazioni sul convoglio distrutto dalle forze ucraine.

Nello stesso periodo un noto blogger, molto attento alle variazione dei mercati, nota che il prezzo dell’oro ha un crollo improvviso senza nessun motivo apparente. “…l’ORO è un problema enorme per il dollar standard, e deve essere tenuto sotto controllo e sotto pressione PRIMA che accada qualcosa.” e “verso le 18.00 ora italiana arriva il flusso di notizie sulla presunta distruzione di mezzi presunti armati, che proverrebbero dalla Russia in territorio Ukraino

Risultato:

Oro

Se ci ricordiamo la stessa cosa era avvenuta anche nel 2001 con l’acquisto di titoli della United Airlines e della American Airlines ad opera della Chicago Board Option Exchange per conto di una finanziaria la AB-Brown di cui era stato presidente esecutivo A.B.Krongard, il numero 3 della Cia al momento dell’attentato alle Torri Gemelle.

L’Ucraina ha una impellente necessità di coinvolgere la Russia in un conflitto che solo l’aiuto della Nato è in grado di risolvere, a dire loro.

Depistaggi Nato e False Flag

27 giugno 2012 Lascia un commento

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Qualche giorno fa è stato abbattuto un aereo ricognitore turco dai siriani, questa la notizia che ha la Turchia ha dato: “stava sorvolando una zona del territorio turco al confine con la Siria, ma che vi è stato uno sconfinamento logistico“. Il ministro del esteri turco corregge successivamente la versione affermando che il velivolo abbattuto si trovava in acqua internazionali, privo di armamento e con i sistema di riconoscimento attivo.

Alcune osservazioni sono necessarie. Un aereo ricognitore NON è un F-4 che invece è un cacciabombardiere e non ha nessuna caratteristica per essere un ricognitore, inoltre il suddetto aereo anche se vecchio, era aggiornato nell’avionica dagli israeliani. L’aereo abbattuto, secondo le dichiarazioni dei siriani, si trovava ad 1 km dalle coste siriane e volava a 100 metri d’altezza.

Due versioni contrastanti ed opposte, ma nessuno si è preso la briga di capire che ci faceva un aereo turco in quella zona e perché.

Si da il caso che già a marzo la coalizione Nato-Europea e di alcuni paesi arabi (Arabia Saudita, Qatar) svolse nei cieli turchi una esercitazione aeronautica denominata Anatolian Eagle 2012/1, mentre a giugno si è conclusa la fase Anatolian Eagle 2012/2 quella che ha visto impegnata anche la nostra Aeronautica Militare. Le operazioni, stando ad alcune dichiarazione ufficiale del Pentagono, hanno lo scopo di “Condurre tutta una serie di missioni aeree comprese l’interdizione (sottinteso di sorvolo, ossia la «no fly zone»), l’attacco, la superiorità aerea, la soppressione della difesa aerea, il ponte aereo, il rifornimento in volo, la ricognizione”. In sostanza si sta mettendo a punto un sistema simile alla no-fly-zone come attuato in a suo tempo in Libia. Ma la Siria non è la Libia, e la risposta non s’è fatta attendere.

Nei fatti il problema di fondo è che l’aeronautica turca ha violato per mesi lo spazio aereo siriano in missioni di ricognizione per conto della NATO, fornendo informazioni sulle posizioni e movimenti dell’esercito siriano ai mercenari ASL e agli stranieri che combattono in Siria per cercare di rovesciare il governo siriano. (1)

Anche in Russia le osservazioni sembrano puntare, più che ad un errore dei piloti turchi, ad una vera e propria provocazione della Nato per verificare il sistema di difesa siriano, ma la cosa più sorprendente che, ipoteticamente, potrebbe essere presa in considerazione, è che l’evento sia stato la risposta più marcata delle forze russe  che fino ad ora hanno sempre mantenuto un basso profilo in tutte le attività compiute dai mercenari, dalla Nato e dai signori dell’Arabia Saudita e del Qatar in questi ultimi anni. Tant’è che anche i sempre bene informati amicioni della Nato (Israele) notano con un  certo disappunto, la presenza di nuovi sistema di arma di difesa contraerea consegnati qualche mese fa alle forze siriane per difendere la base navale di Tarus. (2)

Si tratta di un sistema d’arma (Pantsir-1) contraereo capace di un volume di fuoco che ha pochi eguali nelle forze attuali. I siriani per contro non ancora perfettamente addestrati sicuramente hanno sicuramente lasciato agli istruttori russi il compito di abbattere il velivolo turco.(2)

Ci sono da fare alcune considerazioni su questo fatto. La Russia nonostante le diverse provocazioni, come detto, ha sempre reagito in maniera strategicamente passiva, optando per lo più nei rifornimenti dei suoi alleati, (caso diverso quello della Libia, in cui sarebbe da indagare le motivazioni del disinteresse russo in quel fronte che avrebbe comunque garantito la sicurezza della propria presenza nel Mediterraneo). Ora infatti, rimasto l’ultimo alleato in Mediterraneo, la Russia non può permettersi la perdita di una testa di ponte come la Siria, e con quest’espediente la Russia di Putin, osteggiata dai vari neocon e dalle varie rivoluzione colorate, ha posto un veto politicamente molto forte senza scomporre forze navali, squadroni o altre forze come invece fece e sta facendo Nato e Usa. Ha dato la dimostrazione che nella strategia non serve essere grandi, mastodontici e potenti, ma è sufficiente porre dei paletti evidenziando ancora una volta la prepotenza della Nato e soprattutto  la codardia europea.

14 giugno 2012 3 commenti

Da più parti i nostri media sollecitano l’intervento armato in Siria adducendo alle stragi compiute dall’esercito regolare di Assad. Nessuna testata giornalistica si è mai preoccupata di verificare le veridicità delle notizie che vengono raccolte, accettando supinamente quanto reso dagli oppositori di Assad. La stessa cosa è accaduta in Libia con Gheddafi e sappiamo come è andata a finire.

Ma la Siria non è la Libia e la sua posizione è particolarmente importante nello scacchiere mediorientale, sia per ilo blocco della Nato che per quello russo-cinese.

 

Prove di terrorismo civile

13 giugno 2012 10 commenti

Alcuni eventi dipinti qualche anno orsono sembrano delineare una realtà dai contorni più foschi dell’immaginario comune. L’intero occidente è avvolto in una coltre di nebbia e di confusione, di collasso morale e civile che difficilmente la storia ci ha mostrato.

Nel 2009 il Telegraph produceva nel suo sito una serie di immagini che narravano la storia di una catastrofe mondiale prodotta da qualche fantomatico gruppo terrorista. L’evento, denominato  Blackjack, aveva come suo epilogo la distruzione delle principali città europee ed americane con la conseguenza instaurazione di un governo mondiale occidentale di stile orwelliano:

La storia in se non è molto diversa da quella che si può trovare in qualche giallo cospirazionista, ma è curioso che sia stata pubblica in un sito autorevole come quello del  The Telegraph. Forse loro sanno cose che noi non sappiamo o forse è stata una prova per capire la reazione delle persone di fronte a fatti che se attuati porterebbero il mondo ad un disastro totale. Il mistero rimane e nessuno ha mai dato spiegazione di questa pubblicazione.

Il noto speculatore ungherese Soros in un discorso, tenuto al Festival dell’Economia di Trento il 6 giugno, dichiarava che l’Unione Europea è arrivata ad un bivio dovendo scegliere se salvare l’euro o ritornare alle “vecchie” nazioni con le loro monete, manifestando che quest’ultimo caso avrebbe risvolti politici finanziari disastrosi per l’intera economia mondiale.

Gli fa eco il capo del Fondo Monetario Internazionale sposando anch’esso la teoria di Soros dichiarando che rimangono meno di tre mesi per salvare l’euro e che i mercati indicano questo breve lasso di tempo per correre ai ripari. L’Italia, come ovvio, è nel mirino della speculazione internazionale e siccome la sua economia è asfittica e il debito enorme ne risulta che è troppo grande per essere salvata (too big to bailout) così come la Spagna.

D’altronde non c’è via d’uscita da questa impasse finanziaria. Che soluzione trovare per risolvere questo problema, come è possibile sistemare dei debiti che raggiungono complessivamente oltre 20 volte il PIL mondiale? Difficile credere che ci sarà una soluzione indolore, perché prima o dopo qualcuno batterà cassa.

Qualche tempo fa (9 marzo 2012) è stato promulgato un decreto che se letto lascia spazio a molti interrogativi. Si tratta del decreto sulle Norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni, divenuto legge 11 maggio 2012 N. 56 (nessuno ne ha parlato!!). Sotto le false spoglie della golden share per i settori della sicurezza, trasporti, comunicazioni e difesa, il Primo ministro assume i pieni poteri in “caso” di minaccia che viene definita in modo arbitrario direttamente nel decreto. Colpo di stato vellutato o guerra incipiente?
A questo decreto si affianca quella della realizzazione del nuovo di polizia europeo Eurogendfor (vedi l’articolo Fine della sovranità nazionale) con compiti talmente vasti da includere perquisizioni, arresti, incarcerazioni senza nessun intervento della giustizia italiana e con il potere di intervenire anche fuori del territorio nazionale, dove necessario.
Anche negli Usa con il National Defense Athoritazion Act si sta mettendo a punto un sistema democratico dove il termine democrazia è solo un aggettivo ormai privo di significato.

Per terminare il quadretto roseo della situazione in un documento (che purtroppo è stato tolto, mentre in questo c’è la traduzione) della Rockfeller Foundation viene disegnato una ipotesi di come potrebbe evolversi il mondo dal 2010 al 2030. I passi principali ai quali fa riferimento sono relativi ad eventi catastrofici che colpiranno le diverse nazioni. Dalla pandemia causata dal virus dell’influenza H1N1, ad attacchi terroristici in varie parti del mondo ed in modo specifico a Londra durante i giochi olimpici nel 2012 con la morte di 13.000 persone, a tsunami che colpiranno le coste del Nicaragua, fino a carestie causate da siccità che decimeranno la popolazione cinese. Il documento inoltre evidenzia che le tragedie che si attueranno nel decennio 2010-2020 avrà una forte preponderanza la tecnologia del cyberterrorismo e la pirateria mafiosa organizzata che saranno sempre più diffuse.

Viene previsto che buona parte delle forze militari Usa verranno richiamate in patria per difendere il nuovo governo che si instaurerà dopo le elezioni e per evitare sommosse locali ed atti di terrorismo.

Un quadro del genere, sommariamente tracciato, lascia a bocca aperta anche i meno creduloni eppure non è stato disegnato da persone qualunque, ma da autorevoli personaggi come la Rockfeller Foundation, la Casa Bianca, il Governo italiano, la Commissione Europea, la grande famiglia dei Rothchild e questo dovrebbe far pensare, anche ai più scettici.
Le congetture, le ipotesi, i complottismi possono avere un punto di aggancio in questi documenti? E’ probabile che tutto sia frutto di immaginazione volutamente attuata dai grandi poteri per misurare la risposta delle popolazioni? Oppure sono tracce che possono essere lette ed interpretate da chi ha già ricevuto le istruzioni necessarie?

Il fatto più evidente è che questi documenti esistono, sono leggi e provvedimenti che agiranno nella nostra vita quotidiana senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Accadrà forse che mentre stiamo acquistando un po’ di formaggio dal nostro pizzicagnolo ci troveremo il nostro bancomat bloccato magari per una multa non pagata o per una mail intercettata, accadrà probabilmente che da Sigonella partiranno dei droni diretti in Siria per aiutare i ribelli anti Assad e per tutta risposta riceveremo un piccolo bombardamento in qualche isola vicina (danni collaterali). Sono cose che capitano nel silenzio assordante dei nostri media, chini sui poteri imperanti, come La7 che ieri sera indicava che le stragi di donne e bambini sono state causate dalle forze governative, quando invece esiste documentazione molto chiara sugli avvenimenti accaduti. Ma La7, come tutte le altre emittenti, non può disalienarsi dalle indicazioni ricevute, il prezzo da pagare sarebbe troppo alto e nel frattempo ci viene scavata la fossa.

Medioriente

18 aprile 2012 1 commento

Il pensiero unico del popolo eletto è vicino ad un bivio: attaccare l’Iran e mettere fine all’eterna lotta contro il male di Amalek o accettare la soluzione che dal mondo moderato di Israele e arabo vedono la creazione di due stati distinti: Israele e Palestina.

L’ex capo dei servizi segreti israeliano Meir Dagan ha detto chiaramente che Israele è sull’orlo del “disastro” e che il regime di Tel Aviv si trova di fronte una previsione “molto brutta” del suo futuro.  Dagan, sostituito nel 2010 dall’attuale capo dei servizi Tamir Pardo, ha indicato nell’attuale governo la incapacità di gestire le problematiche israeliane. (1)

In un’intervista a Nasrallah (Hezbollah), compiuta dal creatore di Wikileaks per conto di una TV via cavo russa (RussiaRT), ha fatto osservare che vi sono stati diversi contatti con l’opposizione siriana, ma che gli sforzi congiunti della delegazione libanese e siriana non hanno portato a nessun risultato a causa delle permanenti pressioni di Usa, Europa ed Israele che continuano a sostenere i ribelli siriani, e fintanto che permarrà questa ingerenza straniera l’unica strada percorribile non può essere che la guerra civile in Siria. (2)

I crimini taciuti e poco pubblicizzati.

3 aprile 2012 2 commenti

I nazisti furono schiacciati dalla forza anglo-russa ed i superstiti condannati a morte in quella farsa del Tribunale di Norimberga, di cui il suo epigono è l’attuale mascherone del Tribunale dell’Aia che ha condannato alcuni dei vari dittatori della storia moderna, senza possibilità d’appello.

Questo tribunale, come molti sapranno, è la solita farsa giudaico-massonica atta a instillare il sentimento della discordia, della denigrazione, della diffamazione, della hasbarà (הסברה‎) tipica del mondo farisaico sionista, ma in questo tribunale mancano ancora molti imputati, molti dei quali siedono adesso nei governi europei, americani ed israeliani e che dall’alto della loro posizione, sentono sicuro lo scranno sul quale poggiano le loro flaccide chiappe.

Il germe dell’odio, della superiorità, della razza e del divisionismo umano ha partorito degli aborti viventi, delle ombre senza luce, degli scheletri senza ossa: delle non-persone che, in nome di una fantomatica superiorità dato a loro da chissà quale entità,  sentono in cuor loro di dover macellare milioni di persone.  Nel Sanhedrin 59 del Talmud: “Dio fece un’alleanza con Israele solo in grazia di quel che fu trasmesso oralmente”. Dio? Già questo fa pensare all’hasbarà.
C’è un dio, non si sa quale, che improvvisamente si accorge che c’è una popolazione di pecorai, briganti, di schiavi, come il 90% delle popolazioni di allora, che li prende sotto la sua protezione e li nomina popolo eletto in virtù di un patto di sangue (la circoncisione). Da notare che il sangue nella cultura ebraica è dominante, così come lo è in quella cattolica.

Da questo patto, o se vogliamo da questa mistificazione, Mosè, un criminale, erige il suo impero e comunica le sue regole al popolo che a quei tempi non vantava essere di cultura adeguata per poter entrare in qualche scuola minimale: al massimo poteva sperare in una concupiscenza ovina, ed era già tanto. Figuriamoci il livello culturale!!
Non esistono scritti, né opere, né atti, né arte, né musica, né poemi, nulla…il vuoto totale, il deserto assoluto di questa popolazione inesistente. Nomadi, pastori, sbandati senza terra e senza patria, ma capaci di atti di indicibile valore criminale che al soldo di un impostore (Mosè), colto ed educato alla corte egizia dei faraoni, seppe trarre a se i maggiori vantaggi economici e di potere.

Da questa stilla di amore per il prossimo sono poi scaturite tutte le pestilenze delle disavventure umane, perché tutte fondatensi su un unico scritto: la bibbia. Il peggiore libro che mente abbia mai concepito. Carico d’odio, di tragedie, di vendette, di stermini, di stupri, di ruberie, di schiavitù, di tutta quella parte peggiore che l’uomo possa commettere è lì ad istruire.
E poi parliamo della divina commedia?

Da questo pilastro educativo sono scaturite tutte le malefatte umane nel corso dei millenni e duemila anni di storia non hanno insegnato nulla di buono. L’uomo non si accontenta e non impara dalle storie del passato, ha bisogno della propria esperienza, ma da ogni cosa che l’uomo tocca scopre l’orrore della sua malafede, della sua perfidia, della sua disonestà. E’ il caso dei crimini compiuti dai nostri alleati nei vari paesi conquistati con la democrazia delle armi e del fuoco, crimini impuniti, rimasti nel silenzio e riportati, casualmente, da qualche giornalista, ma che stanno lì a fare da corollario alle conquiste della civiltà umana.

I video sotto sono datati, vecchi, sicuramente già visti da molti, ma sarebbe bene rivederli, per capire quanto la democrazia, parola insignificante, sia l’arma attraverso la quale menti diaboliche perpetrano i loro crimini. E noi, con i nostri politici, i nostri servi diplomatici ne siamo parimenti responsabili. Nessuno tra le file del nostro parlamento ha protestato contro questi crimini, nessun politico ha manifestato contro questa barbarie, nemmeno il rappresentante del cattolicesimo si è levato contro questo sterminio. Tutti complici e tutti colpevoli.

Iraq e Afghanistan

Regole di ingaggio

Imprese eroiche dei marines

I veri segnali della democrazia americana.

4 febbraio 2012 Lascia un commento

In un mondo dove le cose belle sono relegate e le cose brutte nascoste:

NON salvare il soldato Needahm

«Me lo sogno ancora. Ho visto dei bambini… dei corpi di bambini fatti a pezzi, bruciati e mutilati, vedere delle donne morte e delle donne mutilate ti cambia per sempre». (John Needham, luglio 2009)

John Needham

  John Needham

John Needham è morto nel 2010 per un’overdose di farmaci. Nel 2008 aveva pestato a morte la sua compagna, Jacqueline Villagomez. Questo giovane uomo, sportivo, un bravo ragazzo, era uscito dalla guerra dell’Iraq ferito mentalmente e fisicamente. La sua trasformazione si è verificata durante il suo anno da militare prestato in un’unità dai metodi perlomeno dubbi. Dopo un tentativo di suicidio da militare, è stato ferito alla schiena e portato in un ospedale in Germania. Dopo una serie di interventi chirurgici ha preso un’infezione e quindi gli è stato scoperto un tumore della dimensione di un pompelmo. Nel 2007, ha scritto alle autorità competenti una lettera che parlava dei metodi dell’unità 2-12, con lo scopo che venisse accusata di crimini di guerra. La lettera «si perse» – non c’è dubbio alcuno – volontariamente fino a quando un documentarista non ha prodotto un video di 47 minuti, un’intervista con il padre di John, nella quale cercava di chiarire la vicenda (On the Dark Side in Al Doura- A Soldier in the Shadows).

ATTENZIONE!! L’ARTICOLO CONTIENE FOTO MOLTO CRUDE Leggi tutto…

La guerra contro l’Iran, massiccio ammasso di truppe e navi nello stretto di Hormuz.

3 febbraio 2012 Lascia un commento


Le mosse politiche di Barak Obama in questi ultimi mesi sono tutte finalizzate alla rielezioni e sopratutto a non deludere quella parte molto importante dell’elettorato Usa che favorì la sua elezione nel 2009. Stiamo parlando della frazione ebraica americana, quello molto vicina agli interessi israeliani, molto importante ed influente con infinite ramificazioni in tutti i settori chiave dell’economia, della finanza e del governo americano, sia nella fazione repubblicana che in quella democratica.

Nel fatti di tutti i giorni, le mosse prese da Obama alle richieste israeliane di fare la guerra all’Iran, dimostrano che il presidente americano si trova tra l’incudine ed il martello: da un lato quelli che vorrebbero la cancellazione dell’Iran con un attacco rapido, immediato e definitivo e dall’altro quelli che invece, pur concordi per la soluzione militare, preferirebbero percorrere la linea delle sanzioni e della diplomazia per arrivare ad un risultato vincente. Due fazioni appartenenti alla stessa radice ebraica-sionista che spesso si confondono.

Il caos regna sovrano, sarebbe il caso di dire, ed è proprio in questo caos che Israele non perde minuto per bacchettare la politica estera di Obama, per i suoi tentennamenti e la sua prudenza. Il ministro della difesa israeliano Ehud Barak affermavaOggi, a differenza del passato, si è diffusa convinzione internazionale che è di vitale importanza impedire all’Iran di diventare ‘nucleare‘”, è ovvio che la convinzione internazionale al quale si riferisce Barak, è quella anglo-americana e dei suoi alleati europei come Francia ed Inghilterra.
Convinzione però che non convince né la Cina, né la Russia e tanto meno l’India. Nazioni queste che contano, messe assieme, una massa di individui pari a circa 3 miliardi (42% della popolazione mondiale) , ma come è abitudine degli israeliani “nelle scelte da attuare qualsiasi opzione non deve essere scartata”, perché se le sanzioni dovessero fallire, e falliranno a causa dei veti imposti da Cina e Russia e India, “l’unica strada percorribile dovrà essere quella militare”. Dichiarazioni fatte (guarda caso) poco dopo un viaggio compiuto dal capo dei servizi israeliani Tamir Pardo in Usa per discutere dei programmi nucleari dell’Iran con alti funzionari militari americani.

Adesso anche gli americani pensano ad una eventuale probabilità che Israele possa sferrare un attacco tra la primavera e l’inizio dell’estate tanto che “Panetta ritiene che ci sia la forte possibilità che Israele colpisca l’Iran ad aprile, maggio o giugno – prima che l’Iran entri in quella che gli israeliani descrivono come una ‘zona di immunità’ per iniziare a costruire una bomba nucleare“.  In America si stanno infatti portando avanti misure di sicurezza militaristiche come la nuova legislazione contro gli stessi cittadini americani e il controllo dei luoghi di culto islamico come le moschee, probabilmente come prevenzione agli atti di ribellione che la popolazione americana potrebbe attuare per l’eventuale intervento in Iran.
Nel contempo, mentre i creduloni festeggiano l’abbandono delle forze Usa dall’Iraq, in silenzio sono state ammassati oltre 50.000 truppe   nell’isola di Socotra e Masirah nel golfo di Oman a poche miglia dallo stretto di Hormuz, in attesa di un rinforzo di altre 50.000 previste per marzo che stazioneranno nel Kuwait.

E come non bastasse per marzo è previsto l’arrivo della Enterprise, accompagnata da due navi della Marina USA, il sottomarino nucleare USS Annapolis ed il cacciatorpediniere USS Momsen, entrati nel Mar Rosso attraverso il Canale di Suez. La Lincoln e la  Vinson sono già dislocate nell’area del Golfo di Oman e del Golfo Persico. Quello che appare comunque strano è la presenza della Lincoln, portaerei vecchia ormai destinata ad essere smembrata tanto che a marzo ed aprile è previsto il suo ritorno in patria per il suo disarmo.

Lincoln a parte, si stanno concentrando in quella zona delicatissima del golfo persico una tale quantità di armi e uomini che non sono semplicemente una dimostrazione di forza, come alcuni vorrebbero farci credere, ma che lasciano presagire dei tempi in cui la follia umana sarà al servizio della morte. I nostri uomini di potere, asserviti ad un dogma incomprensibile, ci stanno accecando con manovre politiche, sindacali, economico e finanziarie che spingono le persone a rimanere in uno stato di limbo. Nessuno mette al corrente degli avvenimenti che si stanno profilando, nessun giornale o tv sembra interessata a discutere fatti che se accadranno cambieranno per anni la faccia della terra e la nostra vita. Tutti a discutere delle più stupide ed inutili cose e nessuno a puntare il dito su atti e decisioni politiche prese a tavolino da gruppi di potere indifferenti dell’Umanità.

PS.

A completamento di quanto sopra il seguente articolo è molto illuminante: Obama’s Drift Toward War With Iran

Call of Duty: il gioco della Guerra indotta.

20 gennaio 2012 2 commenti

Con l’avvento di Internet, del virtuale e di quello che che ad esso è possibile attuare, si sono sviluppate diversi programmi di simulazione del volo, dai più semplici come Fighter Pilot ai più complessi attuali come Microsoft FSX, Black Shark 2 KA-50,l’ A-10 Warthog e l’ultimo nato, il noto, per gli appassionati, Falcon BMS, una evoluzione della vecchia versione di Falcon degli anni 80 prodotto dalla Micropose.

Black Shark Ka-50

A-10 Warthog
AH-64D Longbow

In tutti questi simulatori l’obbiettivo è l’azione della persona di interagire con l’intelligenza artificiale o, nel caso migliore, in uno scontro aperto ed organizzato contro altri umani. La simulazione negli ultimi arrivati, specialmente in quelli militari, è sorprendente sia per quanto riguarda la grafica che il realismo dei sistemi d’arma e delle avioniche implementate nei programmi. Si passa dalle conoscenze della fisica dei fluidi, a quelle delle dinamiche della fisica di un’ala, dalla interpretazione dei segnali radar all’individuazione dei codici dei velivoli nemici o terrestri, senza scordare che ogni simulatore ha un parco armamenti a dir poco impressionante. La conoscenza e l’apprendimento è spesso sostenuto da manuali voluminosi di oltre 500/700 pagine e chi vuol padroneggiare in questi simulatori deve sacrificare molte ore di pratica con esercizio e  schemi di comportamento molto realistici, oltre i quali spesso si viene emarginati, il che non vuol dire che non si vola, ma solamente che la presenza di persone poco interessate allo sviluppo del realismo viene relegata in attività più ludiche che di simulazione vera e propria.

Si parla quindi di corsi accademici con diversi gradini di difficoltà, dove l’apprendimento viene verificato con esami e il cui esisto non sempre è quello gratificante di poter effettuare voli impegnativi. In poche parole una scuola virtuale di volo dove la realtà fisica viene traslata in quella virtuale. Così che termini, gradi, codici di comportamento istruiscono i piloti virtuali al combattimento aereo e terrestre.

L’unico contatto fisico effettivo è quello della voce dei propri compagni di volo, mentre il nemico, che può essere anche un umano, è spesso visto come un oggetto anziché un individuo. La politica del colpisci e fuggi è applicata con estrema cura e perizia tanto che nelle missioni aria/terra la bravura e la rapidità delle azioni richiede spesso un coordinamento di altri velivoli che proteggano, che liberino i cieli dai velivoli nemici o che facciano piazza pulita degli ostacoli terrestri dotati di sistemi d’arma molto complessi.

In una intervista, il noto Enry Kissinger, dichiarava “Our young have been trained well for the last decade or so on combat console games, it was interesting to see the new Call of Duty Modern Warfare 3 game, which mirrors exactly what is to come in the near future with its predictive programming. Our young, in the US and West, are prepared because they have been programmed to be good soldiers, cannon fodder, and when they will be ordered to go out into the streets and fight those crazy Chins and Russkies, they will obey their orders.
[trad.]: I nostri giovani sono stati istruiti bene nell’ultima decade nei giochi di combattimento ed è interessante vedere il nuovo Call od Duty Moderne Warfare che rispecchia esattamente cosa arriverà nel prossimo futuro con la sua programmazione predittiva. I nostri giovani, in Usa e in Occidente, sono preparati, perché sono stati programmati ad essere dei bravi soldati, carne da cannone, e quando verrà loro ordinato di andare per le strade e combattere quei pazzi di cinesi e russi eseguiranno gli ordini a loro impartiti.

Nel 2007 un’associazione di psicoterapeuti tedesca (GwG) dichiarava che era necessario mettere furori legge tutti i giochi di violenza e gli spara-tutto, poiché “Il disprezzo dei media nei confronti dei giovani ha raggiunto negli ultimi anni una dimensione terrificante, tale per cui chi detiene le responsabilità politiche dovrebbe prendere iniziative immediate, prima che un’intera generazione di ragazzi e bambini venga risucchiata in questa spirale di violenza … Molti di questi giochi sono disumani e violano la Costituzione Tedesca. Pertanto la loro produzione e distribuzione dovrebbe essere perseguita a norma di legge”.

In questo piccolo spaccato di notizie e di conclusioni sui giochi di simulazione reale si inserisce anche un aspetto etologico di Irenäus Eibl-Eibesfeldt un noto studioso dei comportamenti umani. In un suo libro “Amore e Odio”, Eibesfeld indicava che in molti film, trasmissioni televisive, la trasmissione dell’aggressività era tale che spesso lo spettatore, ignaro di quello che veniva in lui creato, sfogava (abreagiva) la sua aggressività in atti, cose o persone che prima non avrebbe nemmeno considerato. Il “mercato” aveva agito in quella parte sopita della sua mente facendo leva su torti passati e sepolti, ma che immediatamente tornavano alla luce. Sempre nello stesso libro di Eibesfled viene indicato chiaramente che l’aggressività è comune nell’uomo, ma che è più mitigata e spesso simulata in quelle popolazioni che hanno più possibilità di un contatto fisico diretto, per contro essa si manifesta apertamente ed in maniera anche molto cruenta in quelle altre in cui le distanze e i mezzi di offesa possono permettere di non vedere chiaramente il proprio nemico od avversario.

L’espressività umana, gli occhi, la voce, la postura del corpo, il colore del sangue spesso sono dei potentissimi ostacoli a colui che deve colpire. Da qui le maschere, gli elmetti che coprono, le fasce oscurate con colori “mimetici”, i visori che impediscono all’altro di vedere il suo nemico, i fucili con cannocchiali o meglio ancora i cannoni che lanciano granate ad oltre 30 km di distanza, senza dimenticare ovviamente gli attuali sistemi missilistici, in cui l’operatore ha il solo compito di premere un bottone rosso per il lancio.
Nessun impedimento etologico, nessuna remora morale e nessuna barriera comunicativa può compromettere l’attività, spesso non propriamente conosciuta dal lanciatore.
A questo riguardo sono importanti i corsi di addestramento, in cui i militari o la semplice truppa, è costretta per mesi (senza vedere né familiari, né amici) a rimanerci fino al completo “assorbimento” delle verità “ordinate” dai superiori. Le punizioni, i premi, la sottomissione, la edulcorazione, le coercizioni, le punizioni fisiche o psichiche e l’uso indiscriminato di sostanze allucinogene sono tutte proiettate al fine di cancellare, radere alla base qualsiasi possibilità di “ripensamento” o moralità che il soldato potrebbe avere nel momento della sua azione quando dovesse venire a contatto fisico con il nemico. Non a caso negli Usa ogni giorno si suicidano 18 militari così che l’esercito americano, conscio della distruzione psichica dei suoi soldati, ha posto pure una serie di indicazioni per “aiutare” i possibili suicidi.

E’ evidente quindi che l’uomo pur avendo in se quella aggressività di cui sopra, nel momento della verità non riuscirebbe ad esprimerla come meglio crede e non per incapacità, ma per il semplice fatto che di fronte a lui c’è egli stesso, l’immagine di se, di un altro con le sue stesse paure e le sue stesse limitazioni. Esistono molti fatti di guerra passata in cui i nemici non abbiano avuto la forza di combattersi, ma quelli erano altri tempi.

Adesso, con la tecnologia al servizio dell’uomo, tutte queste cose sono diventate obsolete, l’impiego della truppa è quindi collaterale e non primario: l’abbiamo visto anche nell’ultima disastrosa guerra di Libia. Il lavoro sporco è lasciato ai locali.
Allo stesso tempo però i gradi più alti della tecnologia hanno messo a punto il sistema d’arma che meno coinvolge l’essere umano. Infatti si copre che le forze aeree Usa hanno una parco di circo 18.000 velivoli dei quali il 30% è quello unmanned (senza equipaggio).

Qual’è il significato di questo cambiamento di rotta nella strategia militare? I motivi sono molteplici: i costi, le forze umane messe a disposizione e la possibilità di agire senza la perdita di piloti che hanno un costo via via sempre più alto con una efficienza inversamente proporzionale. L’aspetto tecnologico caricato negli attuali velivoli è talmente elevato che spesso la maggior parte delle attività vengono controllate dai computer di bordo, lasciando al pilota solo una piccola parte delle attività a lui dedicate, ma spesso anche queste vengono vanificate da infinite variabili che possono accadere durante i voli di attacco: è sufficiente che un proiettile passi la carlinga di un velivolo per rendere l’attività del pilota così intensa che la soluzione migliore è quella della ritirata o in gergo tecnico RTB (Return to base). Nella guerra dell’Iraq spesso i velivoli non si alzavano in volo se veniva tracciato una minaccia ostile e questo per dire che l’attività bellica è stata limitata dal fatto che i costi per la preparazione del pilota, dell’armamento e del velivolo avevano una predominanza sulla strategia di guerra molto più forte.

Da questo, l’uso ormai indiscriminato dei Droni, aerei senza equipaggio, delle dimensioni variabili a seconda del carico bellico, che possono essere tranquillamente controllati da un semplice portatile, proprio come il caso suddetto dei simulatori di volo. L’esperienza dei piloti, dei strateghi e dei tattici di guerra sono le condizioni necessarie al fine di ottimizzare le missioni, ma il contatto diretto con la realtà umana della guerra viene ad essere scambiato come un gioco. I piloti virtuali veri, quelli con le stellette, e lo sgancio di una bomba da 500kg è paragonato ad un gioco o il lancio di qualche manciata di fosforo sopra dei villaggi o sopra delle truppe nemiche è ora paragonabile a quanto visibile nei vari simulatori. La consapevolezza del dolore, delle stragi e dell’odore del sangue non è più percepibile, così come non è più percepibile la sensazione di paura nel passare sopra a delle linee nemiche.

Questa la nuova guerra, il nuovo videogame che Kissiger asseriva essere necessario per insegnare ai nostri giovani come agire.

Costa Concordia: incidente o attacco terroristico?

16 gennaio 2012 76 commenti

Quanto accaduto in queste ultime ore presso l’Isola del Giglio è ormai di domino pubblico.
Una nave, la Costa Concordia, secondo le dichiarazione del capitano, stava effettuando un passaggio vicino alle coste dell’isola quando per un errore umano o per un problema tecnico, è finita per incagliarsi sugli scogli prospicienti il porticciolo. Disattenzione, superficialità, distrazione, pressapochismo, queste possono essere le cause dell’incidente.

Quello che lascia più colpiti della faccenda, anche se è troppo presto per fare delle ipotesi, è che il Capitano della Costa Crociere sia stato subito messo agli arresti dal procuratore di Grosseto per il pericolo della fuga e dell’inquinamento delle prove.
Inquinamento delle prove? Cioè?
Che vuol dire inquinamento delle prove? Che il comandante potrebbe spostare la nave a mano, oppure manomettere la scatola nera, oppure fare delle modifiche all’impianto elettrico dell’imbarcazione per giustificare l’evento?
Mi pare abbastanza azzardata l’ipotesi della procura ma, nel marasma delle notizie e nella confusione delle varie dichiarazioni, questa è quella più accreditata. Però sorge anche il dubbio che il Capitano potrebbe dichiarare cose che alcuni non vorrebbero che si sapesse e la soluzione di metterlo in gattabuia è quella migliore per evitare illazioni che potrebbero distogliere l’attenzione su quanto pare ormai invece definito: è passato troppo vicino alle coste del Giglio sottovalutando il pericolo di una manovra incosciente di questo genere. Altra cosa che appare molto singolare è la mancata ripresa da vicino dello squarcio della nave e, in quelle poche immagini visibili, le riprese effettuate sono solo per pochi secondi, così come è singolare che lo squarcio evidente sia sul lato della nave verso il mare aperto. E’ probabile che gli scogli abbiano aperto ambedue i lati della chiglia lasciando entrare l’acqua e in prossimità dei bassi fondali si sia adagiata sul lato destro anche a causa dell’abbrivio della nave stessa.

Qualche minuto prima che avvenisse l’incidente, dal comando russo della Flottiglia del Nord di stanza presso le coste siriane, la nave antisommergibile Admiral Chobanenko che aveva precedentemente abbandonate le acque della Siria per entrare nel mediterraneo, aveva  intercettato la firma inconfondibile di uno lancio di un siluro della classe Kilo.
Nei minuti successivi alla rilevazione veniva intercettato una chiamata di soccorso proprio dalla zone dell’Isola del Giglio  dalla nave Costa Concordia il quale affermava di essere stato attaccato e che era in immediato pericolo di ribaltamento. (ndr. la fortuna del passaggio vicino al Giglio potrebbe aver indotto il comandante a far incagliare la nave anzichè lasciarla rovesciare?)

Il Telegraph riporta che la cena fu interrotta dal un forte boato attorno alle 8 di sera e una voce dall’altoparlante inizialmente affermava che la nave aveva avuto un problema elettrico, prima ancora di ordinare a tutti i passeggeri di indossare i giubbotti salvagente. Le dichiarazioni successive indicano che la sensazione dei passeggeri è stata quella che la nave avesse colpito qualcosa e che non vi fosse stato un danno all’impianto elettrico.

Dopo la chiamata di soccorso della Nave Costa Concordia al comando della Flotta del Nord (Usa) viene ordinato dal Centro Navale di Signonella (The Hub of the Med) che tutte le comunicazioni via radio dovevano essere effettuate non più in chiaro, ma in codice Nato criptato.

La cosa singolare e molto strana è che i siluri di classe Kilo sono imbarcati solo in alcuni sommergibili attivi nel Mediterraneo e appartengono alla Repubblica Islamica Navale dell’Iran.
Sappiamo che alcuni mesi fa alcuni navi iraniane hanno passato il canale di Suez per alcune esercitazioni pianificate già da tempo e con loro probabilmente anche alcuni sommergibili della stessa classe (vedi Navi da Guerra iraniane in transito sul canale di Suez). Il comandante della forza navale iraniana a giugno infatti dichiarava che il totale delle loro forze sottomarine era di 11 unità in parte nel Golfo dell’Oman, Golfo persico ed altre che avrebbero viaggiato nel Mar Rosso e nel Mediterraneo.

La nebbia fitta però scende sulla fattibilità che vi sia stato un attacco iraniano contro una nave di civili per il fatto che l’Iran ha tutto nessun interesse di evitare incidenti internazionali che potrebbero esseri presi come pretesto per innescare una guerra senza fine. La ipotesi più verosimile, ma non probabile, potrebbe essere la ritorsione contro l’occidente per le stragi compiute dai servizi Usa ed Israeliani contro le basi di nucleari iraniane che ha causato diverse decine di vittime anche tra civili colpendo donne e bambini e ultimamente ammazzando un ingegnere che lavorava presso uno di questi impianti. Probabile, dicevo, ma non possibile, poiché creerebbe l’esatto motivo che aspettano Usa ed Israele per lanciare l’attacco ormai pianificato da più di 8 anni.

E’ impensabile che gli organi dei servizi iraniani siano così stupidi e sprovveduti da provocare un incidente che avrebbe conseguenze disastrose per l’occidente, mentre è molto più probabile che, se questa notizia è vera, vi siano degli accordi trasversali tra alcuni delle forze amate iraniane e quelle occidentali (lo stesso è accaduto in Libia, in Egitto ed in Siria, in Tunisia), perché a questo punto della questione, alcuni pezzi delle forze iraniane diventerebbero un cuneo nella compattezza iraniana che porterebbe l’intera regione mediorientale a spaccarsi in tanti piccoli staterelli, perennemente in guerra tra loro, dove però, l’occidente riuscirebbe a guadagnare il suo spazio vitale per il controllo energetico e geopolitico.

Nei fatti sappiamo che l’ostilità israeliana nei riguardi dell’Iran, da una parte, è stata tenuta a freno tanto dal Pentagono quanto dalla casa Bianca, anche se negli ultimi tempi le dichiarazioni di Obama nei riguardi dei vertici iraniani lasciano intendere che se l’Iran provvederà a chiudere lo Stretto di Hormuz gli Usa interverranno militarmente. Ma allo stesso tempo, per non increspare le acque e per non seminare il panico mondiale, Obama, Panetta e alti ufficiali del Pentagono avevano avvertito i vertici israeliani che un attacco all’Iran avrebbe conseguenze catastrofiche, indicando però di essere pronti e di aver pianificato l’appoggio per un eventuale attacco israeliano all’Iran e a tal proposito si veda quanto scritto (A Pasqua col cannone) circa il dispiegamento di alcune migliaia di soldati americani in Israele per una esercitazione congiunta che dovrebbe tenersi tra poco.

La questione iraniana e la spinta ad attaccare l’Iran è quindi sempre più evidente, vuoi creando dei falsi attentati, vuoi anche per il fatto che la Nigeria, uno dei maggiori fornitori di petroli per gli usa, a causa della ormai iniziata guerra civile, interromperanno la produzione del greggio  destinato alle coste americane. In una nota Putin avverte che l’escalation delle attività criminali e terroristiche create da Israele contro l’Iran stanno spingendo “inconsapevolmente” gli Usa in una guerra senza ritorno e ogni minaccia contro l’Iran è una minaccia contro la Russia che se dovrà intervenire lo farà anche militarmente. A questa si aggiunga anche la risposta della Cina agli Usa e  Israele pronta a muove la sua flotta e le sue truppe per difendere non solo i suoi interessi economici energetici, ma il dilagare della violenza Usa in tutto i medioriente.

fonte: whatdoesitmeans.com

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