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Ucraina e NATO pensano veramente a una guerra mondiale nucleare?

L’attuale situazione nel centro Europa non lascia spazio a pensare che nei prossimi mesi gli scenari di guerra possano sparire, anzi, è molto probabile che l’attuale situazione vada via via peggiorando.

In un rapporto il (*) 3 settembre, il governo ucraino ha pubblicato il Kiev Security Compact, una proposta di trattato che chiede garanzie simili all’articolo 5 della NATO, e cioè che la NATO usi direttamente tutta la sua potenza militare contro la Russia a favore di Kiev.

Il documento è stato stilato da un gruppo di lavoro presieduto dal capo dell’ufficio di Presidenza dell’Ucraina Andrii Yermak e dall’ex segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen. Ai lavori, secondo fonti giornalistiche, hanno partecipato anche altri non meglio identificati esperti occidentali, tra cui politici e scienziati.

Appena una settimana prima, il 7 settembre, il comandante in capo delle forze armate ucraine, il generale Valeriy Zaluzhnyi (foto), aveva firmato un articolo pubblicato sul sito Ukrinform, sostenendo ci fossero indicazioni che avrebbero dimostrato che la Russia stesse preparando un attacco nucleare in Ucraina. Per cui, sarebbe stato “estremamente necessario (…) prevenire ogni tentativo russo di compiere passi concreti nell’uso di armi nucleari tattiche, impiegando l’intero arsenale di mezzi a disposizione delle potenze mondiali”.
“L’intero arsenale” chiaramente include le armi nucleari. Un articolo del genere, così provocatorio e pericoloso, non avrebbe potuto mai essere scritto e tantomeno pubblicato senza l’approvazione degli USA, del Regno Unito e della NATO.
L’articolo è uscito il giorno prima della riunione del Gruppo di Contatto sull’Ucraina presso la base aerea americana di Ramstein, in Germania, in cui si è deciso di fornire ulteriori e migliori armi a Kiev, sullo sfondo dell’offensiva ucraina pianificata e coordinata con la NATO (cfr. SAS 37/22).
Insufficiente risalto hanno avuto le dichiarazioni del portavoce del Cremlino, Peskov, il quale, rispondendo alla una domanda di alcuni giornalisti, ha specificato ancora una volta che la dottrina strategica russa contempla il ricorso alle armi nucleari solo nel caso che sia messa a repentaglio la sovranità e l’integrità territoriale della Russia.
Infine, il 16 settembre l’Atlantic Council, il pensatoio di Washington finanziato dal Foreign Office britannico, dalla NATO e dal Dipartimento di Stato USA e che svolge un ruolo di primo piano nel promuovere la guerra contro Russia e Cina, ha pubblicato un Memo to the President of the United States suggerendo proprio una politica di guerra nucleare preventiva. L’autore, Matthew Kroenig, scrive che se gli USA non riescono a scoraggiare Mosca dall’uso dell’arma nucleare, la terza opzione sarebbe quella di lanciare un attacco nucleare preventivo contro la Russia.
Queste proposte che sembrano le farneticazioni di un folle riflettono la disperazione delle élite occidentali di fronte al collasso del sistema finanziario transatlantico, la base del loro potere politico.

La risposta russa è stata quella che tutti ormai conoscono: mobilitazione di 300 mila riservisti e referendum per le repubbliche filorusse e l’uso eventuale di armi tattiche nucleari nel caso l’occidente, alias GB e USA, toccassero il suolo russo.

La risposta è stata più che mai equilibrata e pone la questione più che sulla Russia direttamente sulle politiche aggressive ed espansionistiche di una parte dell’occidente, in primis l’Inghilterra, la madre di tutte le guerre che si serve della potenza economica e militare degli Usa per fare terra bruciata lì dove gli interessi inglesi sono più sensibili e in seconda battuta buona parte dell’Europa, ormai succube di una politica globalista disfattista che vede i maggiori paesi di Francia e Germania allineati a fomentare e incoraggiare il suicidio programmato di milioni di europei. L’Italia in questo contesto è una virgola in un discorso molto più ampio, ma è anche un elemento sensibile per il controllo di tutto il mediterraneo e del medioriente, cosa che fino ad ora ha fatto in maniera piuttosto schizofrenica la Turchia di Erdogan.

Cosa ci aspetterà nei prossimi due mesi a venire credo sia difficile da immaginare, ma se le premesse sono quelle di una guerra totale allora non c’è scampo.

Noi siamo per una Europa libera e indipendente che va dall’Atlantico allo stretto di Bering in cui i suoi popoli siano liberi e autogestiti in cui le relative nazioni siano in mutuo scambio e soccorso, ma ognuna rispettosa dell’altra per tradizione, valori sociali e morali senza nessuna pretesa di sovrastare o dominare. Un unicum! Ben diverso dalla teoria globalista e liberista della cricca criminale anglo-sionista che alberga nelle stanze di Wall Street e della City di Londra e Parigi.

(*) https://movisol.org/ucraina-e-nato-pensano-veramente-a-una-guerra-mondiale-nucleare/

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