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Un fatto democratico

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Siamo in periodo elettorale e molti stanno vendendo anche quello che mai riusciranno a mantenere, è la solita commedia elettorale. Però…tutti cerchiamo la democrazia. Che parola enorme questa democrazia, ma alla fine cosa sarebbe? Già perché tutti la decantano e nessuno spiega bene cosa sia e come possa essere applicata.

Democrazia…

Evoca cose mirabili, pensieri nobili, uomini responsabili, ideali di altissimo livello, eppure la democrazia, come dissero alcuni anglosassoni particolarmente democratici che ordinarono la distruzione sistematica di Dresda – obbiettivo solamente civile e non militare nella seconda guerra mondiale – o come la espresse il noto Churchill (È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora) non è né l’una né l’altra, ma solamente

la democrazia utilizza solo quelle componenti sociali che possono essere funzionali al dominio dell’opinione contro il dominio dei valori

Chiaro ‘sto fatto?

Pensateci quando andate a votare, perché il vostro voto non solo non vale nulla, ma può essere manipolato contro i vostri diretti interessi o ideali.

  1. 3 febbraio 2013 alle 19:18

    Hai deciso di battere la fiacca proprio in periodo elettorale?🙂🙂🙂

    • 3 febbraio 2013 alle 19:49

      Ho una specie di deserto mentale…che mi rinsecchisce tutte le idee che mi vengono a mente. Non vedo luce nel tunnel e non lo dico per pessimismo, ma semplicemente realismo. In questo periodo sto leggendo un voluminoso testo sui “Barbari” Ed. Longanesi del 1970 e le connessioni con il presente sono esageratamente simili, prima tra tutte le imposizioni fiscali che spinsero moltissimi delle classi medie a migrare nella povertà e nella miseria più nera, lasciando quindi ai burocrati il potere di annettersi immensi territori. La stessa cosa accade anche adesso. L’imu ha subito per il settore agricolo un aumento che mediamente si aggira attorno al 200% rispetto all’Ici al quale vanno aggiunte tutte le altre tasse (Bonifica), tasse comunali, tasse statali, tasse su reddito ecc.ecc. Chi ha solo pochi campi, ma si manteneva con quel poco che produceva, sarà costretto a “svendere” la sua terra per mantenere se stesso e la sua famiglia e la acquisterà qualche grosso imprenditore (assicurazioni e banche) che con il placet dell’amministrazione compiacente e bene oliata produrranno in sistema oligarchico sempre più vasto. Ti basti pensare che alcuni nomi della moda Benetton, Della Valle e molti altri hanno acquistato diverse migliaia di ettari in europa (Polonia, Romania) dai quali prendono dalla comunità europea i contributi PAC (mediamente attorno ai 400 Euro/Ha) per l’agricoltura senza colpo ferire. Ma quello che più drammatico e che molti agricoltori non hanno più la voglia di combattere contro un sistema che li vede perennemente perdenti. In tutta questa bagarre chi ci sguazza, oltre ai grossi impresari sono i sindacati che non fanno nulla per cambiare le cose, ma che guadagnanao moltissimi miliardi di euro all’anno (obbligatoriamente prelevati dai nostri contributi allo stato). D’altronde quando in una costituzione si legge che è diritto di ogniuno di organizzarsi sindacalmente ha creato le premesse per lo sfascio. “Dividi et Impera”…porca miseria se è vero!

  2. 4 febbraio 2013 alle 13:19

    Comprendo. Tu dici deserto che secca le idee, Io lo vivo come “mutismo” ma siamo lì.
    Solo alla fine farei un distinguo: il diritto di organizzarsi sindacalmente ci vuole, ma è stato gestito via via peggio. Da quando “non si poteva spostare un tornio in fabbrica senza il placet sindacale” (sosteneva l’avvocato con la r moscia ) si passò a chiamare “partner” la “controparte” aziendale (iniziò il malvenuto Benvenuto) fino al presente zerbino. In mezzo la vista orba del difendere il posto senza vedere quelli che il posto non l’avevano e agire contro artigiani e piccole aziende come se fossero cannibali multinazionali. Gli agricoltori? !!!! Com’erano trattati se non come parco di voti DC?

    L’attacco è su molti fronti, non solo su quello economico, penso all’istigazione alla paura, e alla richiesta di garanzie impossibili come se la vita non fosse di per sè un rischio, all’illusione di diritti inesistenti per cui battersi in sostituzione dei più ovvi che, però, vengono negati: un tetto e il cibo; O l’istruzione su libri pessima qualità ma con tante illustrazioni e che ogni anno “devono” essere cambiati, insegnanti a cui non è mai stato insegnato come insegnare, corsi universitari su dottrine del nulla.
    Non so, confesso, come si sono comportati i Barbari, ma per come ci stanno facendo diventare non so più quali siani i popoli “civili”.
    ciao.

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