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Auguri a Renzi e a tutti i compagni del PD

31 dicembre 2014 1 commento

 

Mi sento in vena poetica e augurale in questo giorno del 2014, in cui tra poco avremo il cosiddetto “ultimo” discorso del nostro amato Presidente che tutti siamo ansiosi di poter udire in religioso silenzio.

La vena poetica però me l’ha data un giovane su youtube che ha espresso l’esatto profilo dei compagni del PD, Renzi compreso.

E’ inutile che voti PD pensando che una volta era il Partito Comunista Italiano, è come trombarsi una vecchia pensando che da giovane era un gran figa!
Hai capito?
E poi…per voi comunisti ricordatevi che il Viagra non funziona, perché
l’hanno inventato per il cazzo e non per i coglioni!

Bisogna ammettere che con poche parole s’è dipinto la figura esatta di quella massa informe di parassiti che sostengono il bamboccione.

Buon Anno!

Briciole…

22 febbraio 2013 Lascia un commento

pdpdl

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Mancano pochi giorni alla sorpresa finale di queste buffonate di elezioni politiche italiane. Alcuni ammettono sommessamente che qualcosa cambierà, altri che non cambierà nulla e il popolo – noi – stanco delle solite previsioni e dei soliti dibattiti noiosi e inconcludenti, cerca una soluzione per mandare all’aria un certo tipo di casta e per dare aria alle stanze del potere. Accadrà qualcosa? Lo vedremo il 26 febbraio, salvo brogli elettorali che quest’anno potrebbero essere maggiormente attivi.

Lo scenario ormai lo conosciamo tutti e ripetere quelli che molti altri più esperti dicono non serve a nulla. E’ interessante, comunque, la notizia delle bugie di Giannino sul suo “Master”, poiché tutto avremmo potuto dire su questo personaggio, ma di essere un bugiardo, ingenuo e vanitoso bugiardo, no!

Eppure, vanità e la superbia, e una certa dose di veleno di Zingales, hanno completato l’opera di distruzione di una forza politica che sarebbe probabilmente utile al nostro paese.
In un’intervista su Rainews24 Giannino dichiarava che gli erano stati offerti seggi in parlamento e senato. Le forze politiche che gli fecero queste offerte: PD, PDL e Centristi (Casini). La sua risposta, ovviamente, fu un secco no!
Da qui nasce il sospetto che Zingales, un signor nessuno, laureato alla Bocconi con PhD, in Economia alla Massachusetts Institute of Technology, amministratore indipendente della Telecom e giudicato uno dei 100 maggiori pensatori del globo più influenti (!). In poche parole Zingales, che nessuno prima di questo caso conosceva, appare essere l’elemento di contatto tra quelli che Giannino vorrebbe regolamentare  e che appartengono alle stesse schiere dei suddetti gruppi politici. La risposta al no di Giannino quindi non si è fatta attendere.
La massoneria non perdona mai e nessuno!

Ma la rete aiuto chi cerca e scopriamo un altarino che molti del PD e del PDL non vorrebbero ascoltare. Bene! vediamo di che si tratta.

Monti, massone senza saperlo, Zingales, un subdolo ingenuo.

Zingales ha scritto un editoriale, comparso oggi sulla prima pagina de Il Sole24 ore, che –in teoria- avrebbe dovuto far fare un salto sulla sedia all’intera classe politica italiana, spingere rainews24 a parlarne per ore, e convincere i nostri baldi italioti, da Vespa a Santoro, da Lerner a Floris, ecc.,ecc a organizzare subito confronti, dibattiti, discussioni.

Non ne parlerà, invece, nessuno.

Perché questo non è un paese normale.

Chi gestisce il potere sa benissimo che la libertà di stampa è stata abolita in Italia usando l’oppio mediatico. Il pubblico è narcotizzato e non è più in grado di discernere. Gli italiani hanno perso la strumentazione mentale necessaria per decifrare e decodificare gli articoli stampati e capire la differenza tra un giornalista e l’altro.

Che cosa ci racconta Zingales sul suo editoriale?

Senza fare ideologia, senza parlare di politica né di partiti, senza alzare inutile polvere sporcata da eventuali aspetti di gossip e chiacchiericcio da dilettanti, ci spiega come –approfittando della distrazione beota degli italiani- sia passata un’operazione finanziaria FONDAMENTALE in borsa che rappresenta il punto d’incontro tra il PDL e il PD.

Niente di male in tutto ciò. E’ legale.

Il fatto è che non ne parlano certo né la truppa mediatica asservita al PD né tantomeno quella asservita al PDL.

Ne parla però Il Sole24ore.

Perché ne parla?

Semplice e lineare: perché quest’alleanza (QUESTI SONO I VERI POTERI FORTI DELL’ITALIA NELLA BORSA VALORI) sancisce il compromesso dell’Ancien Regime per abbattere definitivamente qualsivoglia progresso, libertà, modernizzazione, apertura dei mercati nel paese e Confindustria (che è proprietaria della testata) sa benissimo che tale alleanza velenosa tra la vecchia ala comunista italiana e la vecchia ala reazionaria liberista berlusconiana, finirà per radere a zero ciò che resta della spina dorsale dell’industria italiana e dell’imprenditoria. Tradotto in parole più semplici vuol dire che “politicamente” sia il PDL che il PD (con la benedizione del ragionier robotico Monti) hanno deciso di sostenere la speculazione finanziaria a danno della produzione di merci.

Cioè hanno deciso di fare ESATTAMENTE L’OPPOSTO di ciò che sostengono di star facendo e vi stanno ingannando a tutti.

Nell’articolo (che qui sotto riporterò in ampi stralci) si parla di come “approfittando della distrazione del paese, la vera lobby, la lobby delle lobby, Mediobanca, ha scelto di prendere per mano Unipol e farle salvare Fonsai di Ligresti”.

E’ molto peggio della bicamerale.

E’ centomila volte peggio.

E’ l’accordo di mercato tra Bersani e Berlusconi che metterà in ginocchio l’imprenditoria mercantile che produce lavoro e ricchezza.

E’ la risposta politica dei piddini e dei pidiellini al lavoro della magistratura, iniziato con l’attacco a Penati, proseguito con l’attacco al San Raffele, e ultimato in questi giorni con l’arresto, in pratica, di tutto il consiglio di amministrazione della Regione Lombardia con enorme sofferenza di Roberto Formigoni e della Lega Nord (è per questo motivo che è in grave subbuglio: temono la galera con manette vere, altro che elmi con le corna).

Con questo accordo finanziario, il mondo delle cooperative, le grandi banche dell’Emilia Romagna e della Lombardia diventano soci di una delle più corrotte famiglie italiane, i Ligresti, già finiti in galera con tangentopoli, uno dei più poderosi e solidi bracci destri di Silvio Berlusconi e di Roberto Formigoni nel mercato dei capitali.

Tanto per farvi capire il Senso dell’editoriale in questione, finisce così: “…..hanno ragione i tassisti”.

E se Confindustria usa questi toni –e sa ciò che sta dicendo- vuol dire che stanno cercando di metterci nel sacco a tutti con un inciucio consociativistico che rende sempre più legittima la definizione delle manovre di governo come La Grande Truffa.

Diffondete l’articolo dell’”eroe mediatico” Zingales, soprattutto presso le persone per bene della sinistra democratica che hanno il diritto di sapere che i più importanti sostenitori e finanziatori del PD hanno scelto di allearsi e associarsi nel mercato dei capitali con il livello più esteso e basso di corruzione economica nel paese. Sono andati al salvataggio di Silvio Berlusconi e di Roberto Formigoni. E’ bene che la gente si renda conto in quali mari sta navigando la Concordia dell’appoggio a Mario Monti.

Ecco alcuni pezzi dell’articolo in questione:

Solo cinque anni fa FonSai capitalizzava cinque miliardi di euro, oggi in borsa ne vale solo 235 milioni. Un maligno potrebbe pensare che si tratti di un’iniziativa ad arte volta ad impedire che una rete come quella di Fondiaria, che deve essere fatta di ferro per resistere ancora in piedi a più di un quarto di secolo di cattivo management, finisca nelle mani di un imprenditore capace. Per Mediobanca, che ha il 13,5% di Generali, sarebbe un duro colpo. Meglio un manager meno in gamba. Meglio se un’altra compagnia di assicurazioni. Si consolida ulteriormente il mercato (a vantaggio di tutti i produttori incluse Generali) e si distrae un competitore che per i prossimi anni sarà impegnato a raccapezzarsi nella confusione lasciata dai Ligresti. Io temo che la realtà sia meno machiavellica, ma, se possibile, peggiore.

In passato l’ho definito capitalismo di relazione, ma ora ritengo che sia offensivo nei confronti del capitalismo, quello vero. Preferisco chiamarlo comunismo societario. D’altronde una delle differenze sostanziali tra capitalismo e comunismo è chi prende le decisioni. In un sistema capitalistico sono i proprietari a scegliere e a subire le conseguenze economiche delle proprie scelte sbagliate. In un regime comunista le scelte economiche vengono fatte secondo una logica di potere e le conseguenze economiche di queste scelte non ricadono su chi le fa, ma sulla collettività. Si nomina la persona di cui ci si fida, la persona che non mette a rischio la posizione di potere di chi lo nomina. Questa è la logica che ha sempre prevalso in Mediobanca.

Unipol viene scelta non perché è la migliore opzione per gli azionisti di FonSai o quelli di Mediobanca, ma perché è la meno pericolosa per il sistema di potere di cui Mediobanca è al centro.

Unipol non viene scelta perché disposta a pagare di più gli azionisti, ma perché più disponibile a strapagare la famiglia Ligresti, dando a «ciascuno dei suoi componenti» (bimbi compresi?) un patto di non concorrenza della durata di cinque anni, in cui ognuno di loro riceve 7oomila euro all’anno per «non avvalersi dei loro consolidati rapporti con la rete agenziale e la clientela del gruppo FonSai», come recita la lettera di intenti di Unipol. Data la performance dimostrata dalla famiglia Ligresti io avrei offerto quella cifra a qualsiasi concorrente che li volesse assumere.

Questo comunismo societario ha potuto trionfare in Italia perché non c’erano le regole sulla trasparenza, concorrenza, e rispetto dei diritti degli azionisti di minoranza di cui un mercato ha bisogno.

Ben vengano le tanto attese (anche se troppo modeste) liberalizzazioni dei tassisti, dei farmacisti, e dei notai. Se l’Italia sta affondando, però, non è perché abbiamo due farmacie o tre taxi in meno. È perché i meccanismi di selezione della nostra classe dirigente sono distorti. Nel Far West privo di regole prevalevano i pistoleri più veloci, non i manager più capaci. Nell’Italia senza regole prevalgono i Gardini, i Ligresti, i… È l’incapacità di manager come questi a competere sui mercati internazionali che sta facendo affondare il nostro Paese.

È ora che Consob, Agcom, e governo agiscano.

Altrimenti hanno ragione i tassisti.

La Grande Truffa si tinge di bugie, di ipocrisie.

Questo governo è sostenuto, fondamentalmente, dagli interessi retrivi e reazionari della P2. Sentite che cosa risponde il ragionier robotico Mario Monti alla domanda elementare di Lilly Gruber che gli chiedeva se lui fosse massone non so bene cosa sia la massoneria. Io so di certo di non essere massone e non saprei neanche come valutare o accorgermi se uno lo e’. In fin dei conti per una persona banale e concreta come me e’ un concetto un po’ evanescente“.

Sono contento che Mario Monti ci consenta legalmente di definirlo una “persona banale”. Concordo con lui, è ciò che è.

Per non dire di peggio.

Cito, inoltre, il commento di Gioele Magaldi, Maestro Venerabile del Grande Oriente Democratico, una loggia laica e libertaria della Massoneria italiana, rispetto a questa frase del nostro robot. La frase ha un suo peso perché proviene dall’interno della massoneria. E’ un fratello che si assume la responsabilità civile e politica di sbugiardare un altro fratello, e lo fa nel nome della necessaria pulizia etica di cui abbiamo tanto bisogno nel paese.

Per ora ci limitiamo a registrare queste parole, riservandoci a breve un adeguato commento. In questa sede possiamo solo osservare che, dopo i Ministri che ricevevano in regalo appartamenti o viaggi a loro insaputa, adesso l’Italia ha un Premier che è MASSONE A SUA INSAPUTA…
Forse l’avranno consigliato di parlare così i Fratelli inglesi della City di Londra (“negare, sempre negare, anche di fronte all’evidenza”, come del resto suggeriva Licio Gelli ai fratelli piduisti, se colti con il sorcio in bocca e il nome in qualche lista) dai quali il Massone anglofilo Monti è appena andato a chiedere fraterno soccorso per il suo traballante percorso di statista”.

Come dire, è andato a Londra, buttandosi in ginocchio, per vendere e svendere il patrimonio pubblico italiano, garantendo adeguata copertura grazie ad accordi compiacenti in borsa tra PD e PDL, tra Unipol e Ligresti.

Sulle spalle del popolo italiano.

Sulla pelle di tutti noi.

E poi vogliamo andare a votare dei lazzaroni vestiti a festa?

Ref: Sergio Di Cori Modgliani

La Squadra fa quadrato

28 aprile 2012 Lascia un commento

Il popolo dei grillini è in subbuglio, le parole spese contro la super-casta demoplutocratica da Beppe Grillo sono state degli affondi sulle personalità più in vista e contro un’istituzione che non si può attaccare: il presidente della Repubblica Italiano.

Le parole di Grillo sono state le seguenti: «Ci si mette anche questo presidente dei partiti, ma qui è in gioco la Costituzione. Noi non siamo l’ antipolitica, abbiamo già 130 consiglieri, lui deve stare super partes». Nulla di eccezionale! Questo uomo, il presidente, lo sappiamo tutti non è stato eletto dal popolo italiano, ma dalla congrega demoplutocratica dei vari Alfano, Bersani, D’Alema, Casini e compagnia cantando che ovviamente difendono a spada tratta il loro eletto.

"Guai a Grillo!" ha tuonato Bersani, "Napolitano ha detto cose puntuali e serissime, Grillo ha risposto con insulti, non si permetta, non si azzardi a dire che cosa direbbero se tornassero i partigiani. Loro saprebbero cosa dire dell’uomo qualunque. Ci hanno dato una democrazia, una costituzione che include l’art.49, compresi i partiti, che devono ripulirsi e riformarsi perché’ così non va bene, ma che sono l’ossatura della democrazia". Ci sarebbe da vare una piccola critica al Bersani: se i partiti sono l’ossatura di questo paese e se essi non vanno bene l’impalcatura ovviamente è destinata a cadere, forse è per questo che il gruppetto sta facendo quadrato attorno al massone-comunista di Napolitano?

La questione è complessa, quanto stupidamente infantile. I signori di cui sopra accusano Grillo e tutti i suoi sostenitori, di volere disfare la repubblica, di distruggere ogni cosa che è stata fatta negli ultimi 40 anni, nei fatti appare invece il contrario. Grillo accusa la supercasta, le manchevolezze di uno stato iper-burocraticizzato, evidenzia le falle, i buchi, gli ammanchi, i criminali al parlamento, rappresenta in soldoni quell’evidenziatore politico che i media, se facessero il loro sporco lavoro, dovrebbero usare, anziché leccare supinamente il potere.
Non sappiamo ovviamente chi guidi la mano di quello che evidenzia, ma questo potrebbe essere un altro argomento.

Il Trio Lescano A-B-C (Alfano-Bersani-Casini) sostiene a spada tratta l’attuale governo indicando addirittura l’appoggio sino al 2013. Nel contempo Bersani esprime un certo disagio che gli viene dalla sua base politica per il crescere del malcontento a causa delle manovre di Monti volte tutte ad una decrescita. "Questo quadro politico non è in grado di garantire una ripartenza. La strada maestra da percorrere resta quella di tornare al voto" e ancora "Tra il marasma nel governo e una manovra finanziaria che dà un colpo enorme al sociale, il premier invece di rilasciare interviste sui suoi disegni futuri dovrebbe andarsene, andare avanti così diventa pericoloso per il Paese"

Ma va? Adesso a distanza di qualche mese dall’insediamento del nuovo governo, Bersani sembra accorgersi del disastro che Monti sta attuando, ma vogliamo credere alle parole del capo del PD? Lo stesso dicasi degli altri due bellimbusti come Alfano "Sentiamo spesso dire che è irresponsabile chiedere la diminuzione delle tasse adesso. Noi siamo per sostenere il governo, ma non per dire acriticamente sempre sì", gli fa da eco Casini con le sue affermazioni da uno che non ha mai lavorato: “Proporre meno tasse o l’obiezione fiscale è da irresponsabili perché l’Italia rischia di fare la fine della Grecia”.

Questi personaggi stanno recitando la pantomima degli offesi per delle regole condivise con Monti, alzano la cresta così che il popolo si accorga che stanno facendo qualcosa, in sostanza nulla! D’altronde la carega la devono pur tenere in qualche maniera e maturare quei diritti che permetterà loro di progredire nella scala economica di un paese svenduto.

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