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Posts Tagged ‘Nethanyau’

Indignazione generale, ovvero mal comune mezzo gaudio.

30 luglio 2014 Lascia un commento

 

Gaza prima…

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e dopo…

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L’indignazione del mondo occidentale sembra essere di quelle vere, quelle che non lasciano spazio a risposte: in Libia, se ricordate, proprio a causa dell’indignazione dovuta ai “massacri” che il dittatore Gheddafi attuava sulla popolazione di Misurata che chiedeva più democrazia, più libertà, gli stati europei e transatlantici furono costretti a mettere a ferro e fuoco quel paese. Anche l’Italia vi partecipò perché l’indignazione aveva raggiunto il suo limite e solo con la forza si sarebbero riportate le cose al loro giusto posto, ma giustamente il nostro presidente Napolitano ebbe a direFaremo ciò che è necessario, come l’Onu e gli altri Paesi», e alle domande dei giornalisti se l’Italia entrava in guerra egli rispose con grande senso per la carica istituzionale che ricopre: «Vedo che qui si lavora per la pace. Poi, altrove, facciamo la nostra parte come membro attivo della comunità internazionale, interessati come tutti i paesi che sono nel G8 e nell’organizzazione delle Nazioni Unite, interessati ad affermare dei principi e ad esigere il rispetto di valori fondamentali come i diritti umani e le aspirazioni di liberta’ e giustizia sociale oggi, in modo particolare, nel mondo arabo. E faremo ciò che è necessario anche noi»

Ora accade la stessa cosa, l’indignazione, la rabbia per le migliaia (1.245) di morti civili a Gaza scuotono le coscienze del mondo occidentale, il quale si chiede se sia giusto rispondere con i massacri mirati (da ascoltare le domande interessanti del giornalista inglese Snow a Mark Regev) per permettere a quella popolazione di vivere in libertà, in democrazia. Tutti fanno levata di scudi, anche quelli che fino a ieri avrebbero chiuso occhi ed orecchie, come la BBC inglese, o come Channel24 della Francia. Persino la testata del PD, News24, non tace sugli efferati massacri, sugli smembramenti dei bimbi e sui massacri voluti da un manipolo di avanzi di galera…ma essi continuano fintanto che i lamenti diverranno sottofondo monotono.

Eppure nella vicina Arabia il principe Bandar bin Sultan bin Abdulaziz bin Saud è ritornato al potere come «consigliere del Re e suo inviato speciale». Il principe Bandar fu quell’ometto che prima delle Olimpiadi di Soci minacciò direttamente Putin se non cessava di appoggiare i siriani contro le bande dei tagliagole da lui controllate facendogli capire che avrebbe potuto avere delle sorprese dagli islamici ceceni che lui stesso (l’Arabia) controlla. In sostanza questo personaggio sta ora concentrando gli sforzi per ripulire l’area irachena dagli ipocriti, più pericolosi dei non credenti, poiché nel santo Corano si chiede di combattere gli ipocriti prima dei giudei o di Israele. Netanyahu può quindi dormire sogni tranquilli che a Gaza non ci saranno i takfiri, i salkafiti gli smembratori, nessun pericolo, per ora. Tutti gli sforzi sono quindi necessari per annientare Hamas ed evitare che, assieme a Fatah possa cambiare la strategia politica di Gaza. Strategia politica che potrebbe essere negativa per lo stato sionista poiché già nel 2007 l’ex capo di stato maggiore della Israeli Defence Force (IDF), Moshe Ya’alon, ammetteva che i veri obbiettivi dell’operazione Piombo Fuso erano i giacimenti di Gas stimati in 1,4 miliardi di metri cubi che non sarebbero finiti per migliorare la vita dei cittadini di Gaza, ma avrebbero permesso ad Hamas di finanziare i terroristi stessi. Queste le giustificazioni di Yahlon, ma nella realtà appare sempre più evidente che una maggior indipendenza dei palestinesi per le forniture energetiche darebbe più peso economico nello scenario internazionale, cosa questa che non è possibile accettare secondo l’ideologia talmudico-sionista.

I media nazionali, interessati alle leggi elettorali, alla riduzione del senato ed alle prebende politiche nascondono ed omettono notizie di primissimo piano facendo invece mielina di fronte all’arroganza sfacciata della feccia sionista che per voce del loro megafono (Il Foglio) insistono sul diritto alla difesa, anche aggredendo, distraendo le vere mire sioniste. Ferrara è bravo in questo compito! Ma gli interessi incrociati tra Italia ed il Non-Stato sono molti: si pensi al settore delle armi, al commercio alimentare e agricolo che coinvolge i due paesi, senza dimenticare l’importanza immensa che offre l’Italia al Medioriente come enorme orecchio d’ascolto e come portaerei naturale. Probabilmente se gli italiani facessero un pochino la voce grossa qualche piccolo risultato lo potrebbe ottenere, ma c’è anche da dire che la codardia e l’opportunismo tipicamente italiano impediscono qualsiasi azione, anche solo a pensarla.

Nel frattempo a Gaza si schiatta come blatte nell’indignazioni retorica internazionale, ma nell’indifferenza globale.

1100 raid su Gaza

12 luglio 2014 Lascia un commento

 

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Ebbene sì! Questo il dato riportato da "La Stampa".

Il numero delle vittime accertate appare essere di oltre 121 morti, 75 dei quali civili fra i quali 25 bambini e centinaia di feriti. Questo il risultato di 5 giorni di bombardamenti dal cielo e dal mare. Si ripete, ancora una volta, la messianica azione come lo fu per l’operazione “Piombo Colato”, tradotto servilmente dai media, in “Piombo Fuso”: nei fatti colare piombo nella gola è prescritto dal Talmud (trattato Sanhedrin) come metodo di esecuzione capitale dei goym.

Anche l’Onu denuncia nei fatti che l’operazione in corso è sproporzionata rispetto agli obbiettivi da raggiungere e la distruzione di case con le conseguenti morti e feriti va oltre.

Il Non-Stato risponde che l’operazione “Proctetive Edge” non ha come obiettivo i civili, ma Hamas che tiene ostaggio i civili facendosi scudo degli stessi per proteggersi.

Quello che appare molto strano sono i numeri dei missili lanciati da Hamas che, stando ai rapporti dei sionisti, sembrano essere superiori il migliaio. E’ indubbiamente un numero eccezionale per un paese i cui valichi sono controllati minuziosamente sia dalla parte egiziana con l’aiuto dei servizi sionisti, che in quella del non-stato, per contro il mare è controllato minuziosamente dalle forze navali sioniste.

Da dove saltano fuori questi missili? Possibile che un migliaio di missili non abbia abbattuto nulla, se non qualche baracca, e non vi siano stati morti (1 e qualche ferito) feriti dall’altra parte? Viene da pensare che i lanciatori palestinesi sono dei guerci ubriachi o strafatti di droga, oppure che abbiano avuto dei semplici razzi carta.

Non è possibile non notare questa  mostruosa differenza, eppure i media nazionali, pur evidenziando gli sproporzionati bombardamenti, non riportano alcuna notizia relativa ai danni causati dai missili palestinesi. Ma cosa spinge Netanyahu in questa ennesima ondata omicida se non cercare la disgregazione dell’unione di Hamas con Fatah, tra il West-Banck e Gaza, unione questa accolta gradevolmente anche da protettori dei sionisti, gli Usa.

E il massacro continua…

Gaza, un miracolo di solitudine

19 novembre 2012 Lascia un commento

Gaza

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Un anno fa veniva barbaramente trucidato Vittorio Arrigoni per il solo motivo di mostrare al mondo “civile” le orrende bassezze e le incivili attività del grande esercito israeliano.  Veniva rapito da un gruppo, che poi si seppe di origine salafita (quelli che hanno giustiziato Gheddafi e quelli che, con l’appoggio degli Usa, del Qatar e dell’Arabia Saudita, stanno seminando la morte in Siria).
Una mano sconosciuta l’ha bastonato, torturato e alla fine strangolato con un filo di ferro.

E’ la fine di quelli che vogliono la libertà – non la mera e stupida libertà dei proclami giornalistici per adombrare i massacri compiuti dai carnefici – che credono nell’idea che non vi siano particolari differenze tra un popolo ed un altro, ma che al tempo stesso ne rispettano le tradizioni, la religione ed i costumi.

In quella terra di Palestina un’intera congrega di macellai-lazzaroni sta metodicamente massacrando decine di persone che non chiedono nulla se non la possibilità di vivere in pace pur avendo subito per 60 anni atroci sofferenze, privazioni, ruberie, massacri e omicidi. Non chiedono che una terra, la loro terra rubata, su cui far crescere i loro figli, per migliorare la loro vita e per dare loro un futuro.

Tutto questo non è accettato né permesso da una banda di briganti che, forti di una religione assassina che ne ha drogato il corpo e la mente, senza ritengo e con il sostegno della comunità internazionale, compreso le nazioni Unite, compiono atti e azioni dei quali renderanno giustizia. Il mondo intero, quella parte di mondo occidentale, appare indifferente campando le solite accuse di razzi sparati sulla amata Tel-Aviv, razzi artigianali, poco più che semplici bengala che nella lotta per un metro di terra hanno colpito e ucciso alcuni abitanti di là del muro della vergogna. Colpevoli?

Siamo in grado di colpevolizzare una popolazione alla quale è stata sottratta la terra, alla quale sono vietate le più normali cose che il mondo occidentale normalmente ha e che subisce quotidianamente: sputi, lapidazioni, sradicamento degli olivi, bulldozer che spianano interi villaggi, sorgenti d’acqua per il bestiame avvelenate, cecchini (snipers) appostati sui punti più alti che come a Sarajevo colpiscono senza ritegno coloro che passavano attraverso il mirino; quanti sarebbero indifferenti e quanti non muoverebbero se non per la rabbia e l’ingiustizia che viene perpetrata da questo misero non-stato vigliacco di israele? Dovremo forse soffrire con i macellai per un’immagine storica trapassata a miglior vita e sepolta da metri di immondizia morale? Cosa giustifica questa loro azione di malvagità, di livore, di odio, di razzismo? Le parole del Talmud o forse le decine di miliardi delle tasse dei cittadini americani, ignari del destino dei loro soldi, che il governo Usa invia a quella banda di macellai?

I vigliacchi, i pavidi e gli infami si scoprono da queste piccole cose. Sono capaci di immensi misfatti, fatti passare per la difesa della loro unità nazionale che mai è esistita (Shlomo Sand docet). Hanno rubato la terra a tutti i loro vicini, hanno sostenuto i più sanguinari criminali del medioriente e non solo, essi stanno alimentando anche quella frangia estremista islamica (salafita) che presto, nostro malgrado, avrà il sopravvento anche sui loro maestri. Forse, questi istruttori e queste scuole di sgozzamento, dovranno rendersi conto di aver armato la stessa mano che li porterà alla tomba, ma allora sarà troppo tardi.

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