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Berlusconi, Esposito…e il resto?

10 agosto 2013 2 commenti

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Credo che su questo personaggio si sia detto di tutto e si sia sviscerato anche l’impossibile: olgettine, corruzione, evasione, malversazione, concussione, ricatto, sesso. Manca solo l’accusa di omicidio e abbiamo la quadratura del cerchio.

I media, tutti, sono ricoperti delle notizie riguardanti la sentenza della Corte di Cassazione ed ogni giornalista fa a gara per dare una visione “giustizialista” del verdetto già deciso. I 95 ricorsi della difesa degli avvocati Coppi e Ghedini-Longo non sono stati nemmeno presi in considerazione e questo, per una giustizia che si definisce garantista, dovrebbe far pensare: nei fatti tra quelli che hanno lavorato alacremente per la sentenza contro Berlusconi a fine luglio c’è anche il magistrato che a Milano, dopo un anno dalla sentenza, non è stato in grado di produrre le motivazioni e l’imputato (uno stupratore) è stato messo i libertà: la giustizia vince sempre!

In Italia funziona così e quando ci si scontra con un determinato potere, in questo caso la magistratura, non c’è via di scampo. Cerchiamo però di ragionare come lo farebbe un delinquente evasore. Berlusconi versa allo stato una somma di circa 9 miliardi di tasse; ha un patrimonio di oltre 1,9 miliardi, ha avuto un reddito di 48 milioni di euro nel 2011, ma è così stupido da evadere al fisco 3 milioni: c’è qualcosa che non quadra nel ragionamento del delinquente!! Ma sicuramente i giudici hanno anche una capacità di conto che ai più non è dato di avere.

Però, nel frattempo, accade e se ne parla poco, alcune cose passate in silenzio. Ci dicono che la ripresa è vicina che la Germania sta andando a gonfie vele, tanto che i vari Letta prima e Renzi dopo sono corsi da frau Merkel subito dopo le elezioni a riaffermare la sudditanza del nuovo governo e dell’eventuale prossima “führung”. Cosa si siano detti nessuno lo sa, ma sappiamo che in Germania alcune cose non vanno per il verso giusto e se l’Europa è in ripresa (così dicono) appare strano che la Deutch Bank stia liberandosi  di derivati a suon di centinaia di miliardi.  La banca tedesca in dicembre portava sulle spalle una esposizione lorda sui derivati mostruosa e pari a 55,6 trilioni (56 mila miliardi) di euro, più elevata perfino di quella di JP Morgan e l’esposizione nominale in derivati netta di Deutsche Bank è scesa a un ritmo i 425 miliardi di euro a trimestre (!!). Il motivo di queste operazioni è segreto, ma lascia dei dubbi sulla solidità finanziaria della Germania. Sta avvenendo quello che da molte parti si sussurra: uscita della Germania dall’Euro? Oppure, più prosaicamente, si sta liberando della cartaccia intestata a qualche paese del Sud Europa?

In questo mare di falsità che ci sommergono sino alla gola, una che salta agli occhi è la fantomatica ripresa: “la luce in fondo al tunnel”. Quale? Non sarà mica l’espresso Londra-Parigi-Berlino-Washington che ci sta cozzando in faccia?

Vedere la ripresa: “A fine anno dovrebbe esserci un’inversione di tendenza, «ma è un segno modesto se non faremo gli interventi necessari. Nicoletta Picchio – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/jfmfq” – La Bce per bocca di un dei responsabile del Crack MPS “«graduale ripresa nel prosieguo dell’anno e nel 2014». Il Pil si è contratto dello 0,2% contro un 0,4%atteso, un successo secondo Saccomani, che però non si accorge che è l’ottavo trimestre di fila che inanelliamo dei fallimenti continui. Se poi si va a vedere la produzione industriale in 5 anni abbiamo perso il 25%. La disoccupazione reale appare essere ben lontana dalle tabelle Istat, eppure continuano a propinarci delle serie fasulle e prive di fondamento come la questione dei disoccupati dai 14 ai 24 anni, in cui, assurdamente, si comprende una  fascia d’età vietata per legge quella che va dai 14 ai 15 anni (e sono quasi 800.000 persone).

Solo sulla base di queste notizie è evidente lo sforzo “bellico” e terroristico di questo governo del fare per non cambiare nulla. Ci assordano le orecchie con notizie fasulle, inutili mentre il carrozzone sta ormai perdendo pezzi da tutte le parti. Non è cambiato nulla, non sono cambiati i paradigmi sulla spesa pubblica, ma nel decreto del fare hanno incoraggiato le piccole e medie imprese ad investire. La regione Veneto ha accettato, alla faccia di Zaia che si considera governatore e non governa una beata acca, 1,5 m,miliardi per pagare i privati in attesa da mesi. Bella mossa, si potrebbe dire, e invece no! Il miliardo e mezzo di euro è in prestito e costerà alla popolazione 22 milioni di euro/anno da pagare alla cassa depositi e prestiti per gli interessi. Ma sarebbero queste le azioni del “governatore della beata acca”?

Si pagano le aziende che attendono da anni i denari dovuti e si scarica sulla massa della popolazione il costo dell’operazione. Ma la Cassa Depositi e Prestiti non è controllata per l’80% dallo stato? Perché allora questo stato impostore ed usuraio accetta l’onere dell’interesse come una semplice banca d’affari? Chi ci guadagna in questa operazione? E tutto questo passa in secondo ordine, pochi lo scrivono e nessuno lo dice nei media audiovisivi: un bel tacer non fu mai scritto!

Però in questo “fare” è stato deciso che si toglierà il 25% per le retribuzioni dei parassiti oltre i 300.000 euro. Ma quanti sono quelli che guadagnano nello stato oltre i 300 mila euro? Credo una manciata di persone. Possiamo mostrare con queste azioni che il governo del fare ha realmente fatto qualcosa? Eppure c’è chi tra i pensionati porta a casa una misera pensione di appena 300 euro/mese ed è costretto ricorrere alle associazioni per poter mangiare, vestirsi ed essere curato.

Ho l’impressione che i due partiti coalizzati, composti per lo più da una miscela di gente inutile, stiano arrivando al capolinea. Non credo che ci sarà nessuna sommossa popolare come aveva ventilato Casaleggio, gli italiani di fondo sono dei codardi e pigri opportunisti, ma credo invece che alcuni altri, più scaltri e con una certa dose di pelo caprino nello stomaco, sapranno far girare questa situazione a loro favore. Le aziende continueranno a fallire, la povertà continuerà ad aumentare, la mancanza di lavoro sarà il tema centrale e molti si accontenteranno di poche monete in cambio di un pane, ma non succederà nulla. Il parassita ha saputo architettare una struttura di controllo così permeante e ferrea che pochi sapranno sfuggirgli.

Siamo in dirittura d’arrivo, più potere all’Europa

26 giugno 2012 14 commenti

4 dell'avemaria .

Le beghe dei nostri commensali della politica italiana fanno ribrezzo: pensano continuamente a come mantenere il loro solido posto di mungitura e non s’accorgono che l’ Italia è sempre di più condannata allo sfascio globale.

Oggi, come molti altri giorni di questi ultimi mesi, l’indice di borsa ha chiuso con un  –4,03% con il settore bancario sempre più in ginocchio e con molte banche sull’orlo del fallimento; con un’economia che ormai stenta a riprendere fiato, i consumi legati ormai alle necessità, le tasse sempre più invadenti e inutilmente pesanti: a che serve aumentarle solo per pagare le speculazione bancarie e a mantenere il carrozzone pubblico inefficiente e predatorio? Nel frattempo, come già abbiamo sentito dalla voce di Napolitano e del suo scagnozzo di Monti, è necessario più Europa, bisogna rinunciare alla nostra sovranità nazionale all’Europa e le “Chiusure egoistiche e concezioni anguste degli interessi nazionali sono semplicemente fuorvianti e destinate a fallire…perché solo così potremmo salvarci“, pensiero per altro non condiviso dalla Germania che non pensa nemmeno lontanamente di delegare all’Europa  la sua sovranità nazionale.

In uno scenario del genere la marmaglia politica è così attenta ai problemi dei loro amministrati che il pensiero principale è decidere quando andare a votare, con chi aggregarsi, che gruppi formare, se di maggioranza allargata o se correre da soli. Ormai, ce ne siamo accorti tutti, la politica di amministrare un paese è stata demandata ad un insieme di persone che segue solo le indicazioni ricevute dalla BCE, dal FMI e dalla Banca Mondiali. Non si accorgono i politici che ben presto arriveranno al pettine altre succulente manovre fiscali e azioni che metteranno profondamente in ginocchio questo paese, tanto a loro chi li tocca?

Entro fine anno andranno a scadere 100 miliardi di titoli di stato che dovranno essere rinnovati, ma la fiducia che il nostro paese emana sui mercati è ormai ridotta ad un nulla. Entro tre anni scadranno 1.000 miliardi e dove pensa il governo Monti e quella zotica banda di semianalfabeti che si andranno a recuperare quei denari? Facciamo colletta? Offriamo oro alla patria? Oppure..???

E’ chiaro che c’è un vistoso distacco tra mondo reale e quello economico-finanziario ed il bello della questione è che nessuno sembra preoccuparsene, tanto, pare dicano, in qualche maniera sistemeremo. E’ il ragionamento di un incosciente, di un pazzo, sicuramente di un sistema che non sa più che pesci pigliare e che non è più in grado di regolare. Cacciari, su La7, auspica un governo di tecnici competenti ed anche politicamente gradevoli, ma Cacciari, si sa, è amico di certe correnti atlantiste e non può smentire quello che la Open Society Institute gli suggerisce. Però anche lui evidenziava l’inettitudine dell’ormai sfasciato circo politico, della totale incompetenza e inefficienza dei pensieri politici che si aggirano a Roma e dintorni.
Ma anche il grande tecnico di Monti e del suo Deux ex machina di Bondi hanno dimostrato di valere tanto quanto quelli che diedero loro la fiducia. E’ sufficiente dare uno sguardo alle manovre sulla revisione della spesa pubblica per capire che l’insieme delle diverse caste è intoccabile. E’ sufficiente – a titolo di esempio – fare un confronto tra le spese del Quirinale e quelle della corona inglese. Le prime si aggirano sui 228 milioni all’anno, mentre la corona inglese costa ai suoi sudditi la bellezza di 36 milioni di sterline all’anno, cioè circa 43 milioni di euro. Il peso della parola del nostro presidente massone-comunista-atlantista e guerrafondaio, colluso con la mafia è quasi 5 volte le spese della corona d’Inghilterra. E mentre lì, nella nebbiosa isola, le spese di sua maestà britannica sono soggette alla legge (Sovereign Grant Act 2011) qui da noi le spese del Quirinale e della banda del buco non solo non sono soggette a nessuna legge, e guai a quelli che vogliano ridurle.

Ma Bondi e tutte le sue arzigogolate manovre, riuscirà a raspare, se va bene, un paio di miliardi (forse 5 o forse 7 o forse…bohh?) dalla spesa pubblica, e il resto??? Come abbiamo avuto modo di leggere sui vari media, pare che il recupero della spesa pubblica venga attuato impedendo le telefonate dai cellulari ai telefoni fissi, alla limitazione delle auto blu, alla eliminazione delle scorte, all’uso limitato di cancelleria, insomma la manovra è di quelle che cambiano la faccia di uno stato. La differenza, ad ogni caso e come sempre abbiamo avuto modo di provare direttamente sulla nostra pelle, verrà piallato dai nostri redditi, dai nostri immobili, dai nostri servizi e da tutto quello che sarà possibile piallare.

No perché alla fine loro, quelli che pensiamo che facciano politica, stanno già facendo quadrato per mettere in salvo i gruzzoletti guadagnati in qualche mese o anno di legislatura, ma non possiamo lamentarci, suvvia!!  Alla fine, come sempre accade in Italia, le enunciazioni avranno un ritocchino qua e là e successivamente tutto passerà nel dimenticatoio e con una manovrina ad hoc sistemeranno gli ammanchi di cassa che servono per far funzionare questa baracca sfasciata.

Tanto l’italiota è il solito fesso.

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