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Posts Tagged ‘Macelleria Sionista’

Un bel tacer non fu mai scritto…

3 gennaio 2015 Lascia un commento

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Una delle cose che spesso denuncio al giornalismo prezzolato è di dimenticare, di lasciar perdere, di essere sciattoni, sfuggenti e arrivisti, sempre sulla cresta dell’onda della notizia del giorno, dimenticando fatti e misfatti del passato che comunque sono sempre presenti ed attuali, poiché il presente ed il nostro futuro si regge su quanto è avvenuto in passato.

20 anni fa in  una zona dell’Africa, il Ruanda, in 100 giorni furono massacrate oltre 1.000.000 di persone nell’indifferenza totale delle nazioni del mondo. Il silenzio assordante e le assurde interpretazioni che vi furono all’epoca non furono utili per evitare i massacri efferati che quella gente subì ad opera degli Hutu contro i Tutsi. Per la verità non pare esistano differenziazione di razza tra i due gruppi Hutu e Tutsi, ma solo una distinzione di carattere sociale che fu utile ai coloni (i belgi) per seminare zizzania e creare quel miscuglio ideale per scatenare i massacri che accaddero nel 1994 e prima ancora nel 1963.

Gli assassini in Ruanda non usarono camere a gas, ma ottennero armi e munizioni dalle stesse nazioni che gridavano al massacro. Israele fu una di queste, fornendo armi e munizioni, fucili e granate, tutto materiale sottratto durante la guerra dello Yom Kippur del 1973. Possiamo leggere anche in wikipedia: «Durante un notiziario del 2000 il The Guardian rivelò che "l’ex Segretario generale dell’ONU, Boutros Boutros-Ghali, giocò un ruolo importante nella fornitura di armi al regime Hutu, il quale ha realizzato una campagna di genocidio contro i Tutsi in Ruanda nel 1994. Come ministro degli esteri in Egitto, Boutros-Ghali ha facilitato un affare di armi nel 1990, che era di $26 milioni (18 milioni di sterline) di bombe di mortaio, lanciarazzi, granate e munizioni, trasferite dal Cairo al Ruanda. Le armi furono utilizzate dagli Hutu in attacchi che hanno portato fino a 1.000.000 di morti"» Indovinate da dove venivano le armi che l’Egitto esportava?

La notizia evidenzia con chiare argomentazioni come la corte di Tel Aviv abbia rigettato una petizione che chiedeva di rivelare le esportazioni di armi agli Hutu negli anni ‘90. Ma la stessa cosa sta accadendo anche oggi, sotto i nostri occhi e vicino alle nostre coste italiche, migliaia di persone sono costrette alla fuga o, nei casi peggiori, ad essere vilmente massacrate da bande finanziate sempre dagli stessi che allora armavano gli Hutu. Sempre gli stessi!

Il silenzio è d’obbligo, sono ancora vivi e vegeti coloro che permisero una mostruosità del genere e l’onorabilità è salva.

1100 raid su Gaza

12 luglio 2014 Lascia un commento

 

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Ebbene sì! Questo il dato riportato da "La Stampa".

Il numero delle vittime accertate appare essere di oltre 121 morti, 75 dei quali civili fra i quali 25 bambini e centinaia di feriti. Questo il risultato di 5 giorni di bombardamenti dal cielo e dal mare. Si ripete, ancora una volta, la messianica azione come lo fu per l’operazione “Piombo Colato”, tradotto servilmente dai media, in “Piombo Fuso”: nei fatti colare piombo nella gola è prescritto dal Talmud (trattato Sanhedrin) come metodo di esecuzione capitale dei goym.

Anche l’Onu denuncia nei fatti che l’operazione in corso è sproporzionata rispetto agli obbiettivi da raggiungere e la distruzione di case con le conseguenti morti e feriti va oltre.

Il Non-Stato risponde che l’operazione “Proctetive Edge” non ha come obiettivo i civili, ma Hamas che tiene ostaggio i civili facendosi scudo degli stessi per proteggersi.

Quello che appare molto strano sono i numeri dei missili lanciati da Hamas che, stando ai rapporti dei sionisti, sembrano essere superiori il migliaio. E’ indubbiamente un numero eccezionale per un paese i cui valichi sono controllati minuziosamente sia dalla parte egiziana con l’aiuto dei servizi sionisti, che in quella del non-stato, per contro il mare è controllato minuziosamente dalle forze navali sioniste.

Da dove saltano fuori questi missili? Possibile che un migliaio di missili non abbia abbattuto nulla, se non qualche baracca, e non vi siano stati morti (1 e qualche ferito) feriti dall’altra parte? Viene da pensare che i lanciatori palestinesi sono dei guerci ubriachi o strafatti di droga, oppure che abbiano avuto dei semplici razzi carta.

Non è possibile non notare questa  mostruosa differenza, eppure i media nazionali, pur evidenziando gli sproporzionati bombardamenti, non riportano alcuna notizia relativa ai danni causati dai missili palestinesi. Ma cosa spinge Netanyahu in questa ennesima ondata omicida se non cercare la disgregazione dell’unione di Hamas con Fatah, tra il West-Banck e Gaza, unione questa accolta gradevolmente anche da protettori dei sionisti, gli Usa.

E il massacro continua…

Gaza, un miracolo di solitudine

19 novembre 2012 Lascia un commento

Gaza

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Un anno fa veniva barbaramente trucidato Vittorio Arrigoni per il solo motivo di mostrare al mondo “civile” le orrende bassezze e le incivili attività del grande esercito israeliano.  Veniva rapito da un gruppo, che poi si seppe di origine salafita (quelli che hanno giustiziato Gheddafi e quelli che, con l’appoggio degli Usa, del Qatar e dell’Arabia Saudita, stanno seminando la morte in Siria).
Una mano sconosciuta l’ha bastonato, torturato e alla fine strangolato con un filo di ferro.

E’ la fine di quelli che vogliono la libertà – non la mera e stupida libertà dei proclami giornalistici per adombrare i massacri compiuti dai carnefici – che credono nell’idea che non vi siano particolari differenze tra un popolo ed un altro, ma che al tempo stesso ne rispettano le tradizioni, la religione ed i costumi.

In quella terra di Palestina un’intera congrega di macellai-lazzaroni sta metodicamente massacrando decine di persone che non chiedono nulla se non la possibilità di vivere in pace pur avendo subito per 60 anni atroci sofferenze, privazioni, ruberie, massacri e omicidi. Non chiedono che una terra, la loro terra rubata, su cui far crescere i loro figli, per migliorare la loro vita e per dare loro un futuro.

Tutto questo non è accettato né permesso da una banda di briganti che, forti di una religione assassina che ne ha drogato il corpo e la mente, senza ritengo e con il sostegno della comunità internazionale, compreso le nazioni Unite, compiono atti e azioni dei quali renderanno giustizia. Il mondo intero, quella parte di mondo occidentale, appare indifferente campando le solite accuse di razzi sparati sulla amata Tel-Aviv, razzi artigianali, poco più che semplici bengala che nella lotta per un metro di terra hanno colpito e ucciso alcuni abitanti di là del muro della vergogna. Colpevoli?

Siamo in grado di colpevolizzare una popolazione alla quale è stata sottratta la terra, alla quale sono vietate le più normali cose che il mondo occidentale normalmente ha e che subisce quotidianamente: sputi, lapidazioni, sradicamento degli olivi, bulldozer che spianano interi villaggi, sorgenti d’acqua per il bestiame avvelenate, cecchini (snipers) appostati sui punti più alti che come a Sarajevo colpiscono senza ritegno coloro che passavano attraverso il mirino; quanti sarebbero indifferenti e quanti non muoverebbero se non per la rabbia e l’ingiustizia che viene perpetrata da questo misero non-stato vigliacco di israele? Dovremo forse soffrire con i macellai per un’immagine storica trapassata a miglior vita e sepolta da metri di immondizia morale? Cosa giustifica questa loro azione di malvagità, di livore, di odio, di razzismo? Le parole del Talmud o forse le decine di miliardi delle tasse dei cittadini americani, ignari del destino dei loro soldi, che il governo Usa invia a quella banda di macellai?

I vigliacchi, i pavidi e gli infami si scoprono da queste piccole cose. Sono capaci di immensi misfatti, fatti passare per la difesa della loro unità nazionale che mai è esistita (Shlomo Sand docet). Hanno rubato la terra a tutti i loro vicini, hanno sostenuto i più sanguinari criminali del medioriente e non solo, essi stanno alimentando anche quella frangia estremista islamica (salafita) che presto, nostro malgrado, avrà il sopravvento anche sui loro maestri. Forse, questi istruttori e queste scuole di sgozzamento, dovranno rendersi conto di aver armato la stessa mano che li porterà alla tomba, ma allora sarà troppo tardi.

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