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Posts Tagged ‘FMI’

Bimbo minchia ti tasso!

15 luglio 2014 Lascia un commento

In questi tempi di ripresa economica, di luce in fondo al tunnel, ho trovato questa storiella che dovrebbe aprire gli occhi anche ai più ingenui sostenitori della ripresa in atto:

Un bambino mi ha chiesto cosa sono le Tasse:
gli ho mangiato l’82% della sua merendina.

Più tardi ho visto che la seconda merendina l’aveva mangiata di nascosto da me:
GLI HO DETTO CHE E’ UN EVASORE.

In qualità di EVASORE, come sanzione, deve darmi il 200% dell’82% della merendina evasa + gli interessi.
Ma merendine non ne ha più.

Gli ho detto che domani gli mando Equipapà a sequestrargli i giochi se non mi versa la sanzione.

Ha pianto tutto il giorno…

Anche i bimbi soffriranno la morsa che lentamente ci sta distruggendo, anche loro diverranno oggetto di interesse per l’imposizione fiscale: aumenteranno le tasse scolastiche, i costi per le visite mediche, per le medicine, senza dimenticare tutto il parco nutrizionale per finire nel giardino dei balocchi, che importiamo. Il lato positivo sarà che finalmente avremo, forse, dei bimbi più magri, meno obesi e con minor malattie del sistema endocrino spesso causate dall’eccessivo uso di alimenti composti da sostanze estranee. Un ritorno al passato, ma con un pegno per la società inimmaginabile: bimbi viziati che in mancanza della droga quotidiana delle schifezze che gli somministriamo ci taglieranno la gola alla moda salafita o takfirista.

Siamo difronte ad una situazione che non ha via d’uscita e nonostante i grandi proclami dell’attuale governo (riforme+ripresa economica, abbiamo rilanciato l’economia con la creazione di 54 mila nuovi posti di lavoro), i problemi strutturali rimangono sul tappeto senza nessuna vero cambiamento. Ci parlano di quella del Senato, che si sta arenando, delle Provincie, mai messa in atto, della creazione delle mega regioni, o dei piani territoriali omogenei (dove confluiranno i parassiti pubblici di regioni/provincie/enti-in-via-di-soppressione), ma di appropriati cambiamenti strutturali non c’è nemmeno l’ombra.

Uno di questi, ad esempio, potrebbe essere il cambiamento strutturale dei contratti del pubblico impiego parificandoli a quelli del privato, con le stesse caratteristiche: chi fa e produce efficienza rimane e fa carriera, chi scalda la sedia od ostacola i miglioramenti va a casa o in galera. Un altro potrebbe essere quello di limitare i versamenti obbligatori che il dipendente pubblico effettua ai sindacati, e sono diversi miliardi all’anno che vanno ad ingrassare associazioni che non hanno nessun obbligo di bilancio. Un altro invece potrebbe riguardare il finanziamento dei partiti, ultimamente passato in sordina: non se ne parla più! Che senso ha che partiti che non hanno superato la soglia di sbarramento prendano denari? Eppure accade, e stiamo parlando di 2,5 miliardi nel totale. Gli interessi sono moltissimi e talmente ingarbugliati che colpiscono anche quelli che vorrebbero tenersene fuori, ma è impossibile: una volta entrati nella macchina della burocrazia non se ne esce! Per limitare le spese ci sarebbero moltissime voci da ritoccare al ribasso, una per tutte: gli stipendi dei parassiti di camera e senato, un’altra ridurre il numero dei dipendenti del Quirinale, che cosa servono 1720 persone per una sola persona con una spesa di oltre 211 milioni?
Ma sono solo poche voci che non incidono minimamente sulla voragine del debito dello stato che in questi ultimi mesi, da gennaio ad oggi, ha prodotto 98 miliardi di debito.

Eppure in tutto questo, quello che ancora molti italiani non hanno capito, è che il sistema ha bisogno di alimentarsi con il continuo drenaggio di denaro dal privato, solo così “questo stato” può continuare a sopravvivere. Certo quelli che hanno dato il voto a Renzi, pagando l’obolo “obbligatorio”, non capiranno mai; ma gli altri, i diversi milioni di italiani, dove stanno, sempre con la testa sotto la sabbia o davanti alla TV per i pallonari?

Comunque prepariamoci alla prossima stringata “obbligatoria”. Lo indica apertamente il FMI su richiesta della Deutchbank che l’anno scorso indicava l’unico sistema per rimettere in sesto i conti disastrati della nostra terra: prelievo forzoso, ovvero patrimoniale a go-go (si parla di un 10%). Già attuata con l’aumento dell’imposizione fiscale dei conti correnti, con l’aumento dell’IVA fino al 22%, ma ancora troppo poco per il sistema parassitario. Il ricorso di questa iniziativa criminale si inserisce nel piano del FMI che per voce della sionista Lagarde indica la sottrazione della ricchezza privata per assolvere ai debiti degli stati più indebitati. Già nell’ottobre 2013 il FMI suggeriva che la crisi dell’euro dovesse essere gestita aumentando le tasse. Il FMI aveva fatto pressioni per una tassa sulla casa da imporre dove non presente. Poi aveva chiesto una generica «tassa sul debito» nella percentuale del 10% per ogni famiglia della zona euro che avesse anche solo modesti risparmi.

Ma non è finita qui, perché oltre al prelievo verrà manipolato anche quanto fino ad oggi apparentemente sembrava stare fuori dai giochi: i fondi pensione e le assicurazioni. Questa pratica espropriatoria che verrà messa in pratica quanto prima, porterà alla vera distruzione del tessuto sociale. Immaginiamo quanti hanno investito i propri risparmi in polizze assicurative che a loro volta hanno agganciati i rendimenti ai fondi pensione: una volta messe le mani su questo enorme gruzzolo dai parassiti di stato colui che vorrà farsi liquidare la polizza dovrà aspettare probabilmente anni…queste cose però non ve le dicono i vari media allineati perché farebbero terrorismo. E’ il caso dei CACs (Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 96717 del 7 dicembre 2012) obbligazioni di stato che prevedono la variazione del tasso di interesse in corso d’opera e/o l’allungamento della scadenza a seconda delle necessità dello stato, come dire che se lo stato parassita non ha denaro ci impone di attendere qualche anno per rimborsarci del prestito che gli abbiamo fatto e/o di accettare un tasso di interesse più basso se non addirittura negativo!!!. Alla faccia del popolo dei BOT/BTPCTZ/CCT.

Vorrei solo ricordare che l’unico sistema per mettere la bestia parassita in condizioni di non nuocere è NON dargli da mangiare ed impedirgli di di rubarci dalle nostre tasche.

Costituzione da abrogare?

30 settembre 2013 2 commenti

stemma

Negli Stati Uniti la costituzione ha 7 articoli e 27 emendamenti, l’Italia ha 139 articoli e definire quale sia la migliore non rientra nei compiti di questo articolo.
La nostra costituzione nasce nell’800 ad opera delle centrali massoniche franco-inglesi con il chiaro scopo di ingabbiare una società, quella italiana, in regole libertarie al fine di esautorare il potere monarchico come unico referente. La successione temporale, attraverso la quale la costituzione si è sviluppata, segue un percorso che appare come un grande vantaggio per la popolazione italiana, ma alla lunga si dimostrerà una gabbia. La rappresentatività costituzionale del popolo avvenne con molta gradualità permettendo ai grandi gruppi economici dell’epoca maggior peso rispetto a quella del popolo.

Il popolo aveva quindi una parvenza di potersi esprimere, ma solo attraverso una serie di gradi di accesso al potere. Non tutti potevano votare e molte erano le fasce sociali escluse. Con l’unificazione parziale dell’Italia nel 1861 buona parte del processo costituzionale si era compiuto sulla base di regole che scimmiottavano le istituzioni inglesi. L’avvento del fascismo pose un’interruzione al processo riformatore costituzionale, mentre con la fine della 2a guerra mondiale e la vittoria degli anglo-americani, prese corpo l’attuale forma redatta dall’assemblea costituente composta da quella parte di italiani che avevano sabotato l’Italia, prima, durante e dopo il fascismo con il chiaro intento di sabotare l’unificazione monarchica, fascista e democratica.

Ora siamo a 66 anni da quel giorno in cui De Nicola firmò la Carta Costituzionale e da allora ad oggi molte cose sono cambiate nel nostro paese. Socialmente ci consideriamo più evoluti (è strano considerare evolute persone che sfasciano una città per una partita di pallone, ma accettano di buon grado di farsi licenziare e di rimanere disoccupati); il grado di istruzione appare distribuito in maniera coerente con la media europea (ma produce una classe insegnante peggiore d’Europa) , le diversificazioni di reddito e il benessere non è più appannaggio di certe classi sociale, e molti adesso hanno accesso al credito (quando le banche lo permettono).

Insomma, tanto fumo e poco arrosto.

L’articolo 1 della costituzione recita:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Di per se solo questo articolo è premessa della falsità oggettiva di questa carta costituzionale. Una repubblica fondata sul lavoro? Non su valori etici, di rispetto sociale, umano, sulla vita dell’uomo e sulle sue opere di arte e di ingegno? Che razza di regola è quella di fondare una costituzione sul lavoro? Sul lavoro si costituisce un esercizio commerciale, una industria, un opificio, una società per azioni, ma uno stato (che si definisce democratico) mai! In uno stato questi valori, non sono quelli che in primo piano hanno maggior rilievo, ma ne sono parte integrante, ovvia, insignificante al confronto co il rispetto della vita, delle genti e delle loro tradizioni storiche, artistiche, morali e anche religiose. No! La nostra costituzione è fondata sul lavoro, sullo sfruttamento e svuotamento della ricchezza millenaria che ci ha visto primeggiare in ogni campo. Questo “non s’ha da fare”. Manzoni, procace cattolico, e cripto-massone, ne aveva ben donde nel definire e nel combattere il potere ecclesiastico, sempre inviso alla massoneria. Lui sapeva e scriveva romanzi che sono un inno alla massoneria. Ma parliamo di molto tempo fa, tempi in cui la lettura e l’istruzione scolastica ancora arrancava in una struttura di uno stato appena abbozzato e non ancora sperimentato, ma ricco di appetiti.

Oggi però questa carta costituzionale pare, agli occhi di molti, un decalogo fuori tempo, obsoleto, vecchio, antico per delle regole che via via nell’arco di pochi anni sono state disattese: lavoro, sindacati, parlamento, poteri dello stato, esercito. Anche il Wall street Journal critica questa obsoleta carta e richiama all’ordine che ci impedisce il miglioramento sociale, il progresso economico e la rinascita. Così pure la grande banca d’affari J.P.Morgan, grande finanziatore del nazismo e dello stalinismo, sempre pronta ad intravvedere gli spazi proficui per i loro interessi. Ma non hanno torto. L’attuale carta costituzionale è, oltre che anacronistica, talmente inadatta all’ordine impostoci dal Fondo Monetario Internazionale alla Banca Mondiale, all’Onu, alla Nato che noi, italiani, abitanti di una penisola immersa nel Mediterraneo, dovremmo accettare di buon grado questi disinteressati consigli.

Già negli anni passati è iniziata l’abbattimento della costituzione con le nuove normative del 2001, con il Trattato di Roma e con quello di Mastricht, senza dimenticare quello di Lisbona che ci ha imposta un asservimento totale in ogni campo sul nostro territorio. Siamo esautorati di qualsiasi diritto, dal cibo al vestire, al pensare. Attraverso l’ONU, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Ocse e il World Trade Union si è realizzato un insieme di regole alimentari per cui non è più possibile poterci coltivare i nostri prodotti, quelli antichi, quelli che per millenni ci hanno mantenuti sani e robusti, ma dobbiamo accettare le regole imposteci dal Codex Alimentarius, prodotto delle suddette organizzazioni, così come nella sanità, ed in tutti quei campi che possono rinfocolare quel senso di unione e di compattezza nazionale.

E’ lapalissiano che di fronte a queste bordate da corazzata Potëmkin non possiamo che alzare bandiera bianca: “Ehi voi…qual novità? Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca”.

Siamo in dirittura d’arrivo, più potere all’Europa

26 giugno 2012 14 commenti

4 dell'avemaria .

Le beghe dei nostri commensali della politica italiana fanno ribrezzo: pensano continuamente a come mantenere il loro solido posto di mungitura e non s’accorgono che l’ Italia è sempre di più condannata allo sfascio globale.

Oggi, come molti altri giorni di questi ultimi mesi, l’indice di borsa ha chiuso con un  –4,03% con il settore bancario sempre più in ginocchio e con molte banche sull’orlo del fallimento; con un’economia che ormai stenta a riprendere fiato, i consumi legati ormai alle necessità, le tasse sempre più invadenti e inutilmente pesanti: a che serve aumentarle solo per pagare le speculazione bancarie e a mantenere il carrozzone pubblico inefficiente e predatorio? Nel frattempo, come già abbiamo sentito dalla voce di Napolitano e del suo scagnozzo di Monti, è necessario più Europa, bisogna rinunciare alla nostra sovranità nazionale all’Europa e le “Chiusure egoistiche e concezioni anguste degli interessi nazionali sono semplicemente fuorvianti e destinate a fallire…perché solo così potremmo salvarci“, pensiero per altro non condiviso dalla Germania che non pensa nemmeno lontanamente di delegare all’Europa  la sua sovranità nazionale.

In uno scenario del genere la marmaglia politica è così attenta ai problemi dei loro amministrati che il pensiero principale è decidere quando andare a votare, con chi aggregarsi, che gruppi formare, se di maggioranza allargata o se correre da soli. Ormai, ce ne siamo accorti tutti, la politica di amministrare un paese è stata demandata ad un insieme di persone che segue solo le indicazioni ricevute dalla BCE, dal FMI e dalla Banca Mondiali. Non si accorgono i politici che ben presto arriveranno al pettine altre succulente manovre fiscali e azioni che metteranno profondamente in ginocchio questo paese, tanto a loro chi li tocca?

Entro fine anno andranno a scadere 100 miliardi di titoli di stato che dovranno essere rinnovati, ma la fiducia che il nostro paese emana sui mercati è ormai ridotta ad un nulla. Entro tre anni scadranno 1.000 miliardi e dove pensa il governo Monti e quella zotica banda di semianalfabeti che si andranno a recuperare quei denari? Facciamo colletta? Offriamo oro alla patria? Oppure..???

E’ chiaro che c’è un vistoso distacco tra mondo reale e quello economico-finanziario ed il bello della questione è che nessuno sembra preoccuparsene, tanto, pare dicano, in qualche maniera sistemeremo. E’ il ragionamento di un incosciente, di un pazzo, sicuramente di un sistema che non sa più che pesci pigliare e che non è più in grado di regolare. Cacciari, su La7, auspica un governo di tecnici competenti ed anche politicamente gradevoli, ma Cacciari, si sa, è amico di certe correnti atlantiste e non può smentire quello che la Open Society Institute gli suggerisce. Però anche lui evidenziava l’inettitudine dell’ormai sfasciato circo politico, della totale incompetenza e inefficienza dei pensieri politici che si aggirano a Roma e dintorni.
Ma anche il grande tecnico di Monti e del suo Deux ex machina di Bondi hanno dimostrato di valere tanto quanto quelli che diedero loro la fiducia. E’ sufficiente dare uno sguardo alle manovre sulla revisione della spesa pubblica per capire che l’insieme delle diverse caste è intoccabile. E’ sufficiente – a titolo di esempio – fare un confronto tra le spese del Quirinale e quelle della corona inglese. Le prime si aggirano sui 228 milioni all’anno, mentre la corona inglese costa ai suoi sudditi la bellezza di 36 milioni di sterline all’anno, cioè circa 43 milioni di euro. Il peso della parola del nostro presidente massone-comunista-atlantista e guerrafondaio, colluso con la mafia è quasi 5 volte le spese della corona d’Inghilterra. E mentre lì, nella nebbiosa isola, le spese di sua maestà britannica sono soggette alla legge (Sovereign Grant Act 2011) qui da noi le spese del Quirinale e della banda del buco non solo non sono soggette a nessuna legge, e guai a quelli che vogliano ridurle.

Ma Bondi e tutte le sue arzigogolate manovre, riuscirà a raspare, se va bene, un paio di miliardi (forse 5 o forse 7 o forse…bohh?) dalla spesa pubblica, e il resto??? Come abbiamo avuto modo di leggere sui vari media, pare che il recupero della spesa pubblica venga attuato impedendo le telefonate dai cellulari ai telefoni fissi, alla limitazione delle auto blu, alla eliminazione delle scorte, all’uso limitato di cancelleria, insomma la manovra è di quelle che cambiano la faccia di uno stato. La differenza, ad ogni caso e come sempre abbiamo avuto modo di provare direttamente sulla nostra pelle, verrà piallato dai nostri redditi, dai nostri immobili, dai nostri servizi e da tutto quello che sarà possibile piallare.

No perché alla fine loro, quelli che pensiamo che facciano politica, stanno già facendo quadrato per mettere in salvo i gruzzoletti guadagnati in qualche mese o anno di legislatura, ma non possiamo lamentarci, suvvia!!  Alla fine, come sempre accade in Italia, le enunciazioni avranno un ritocchino qua e là e successivamente tutto passerà nel dimenticatoio e con una manovrina ad hoc sistemeranno gli ammanchi di cassa che servono per far funzionare questa baracca sfasciata.

Tanto l’italiota è il solito fesso.

Per il traditore di Frattini e Napolitano e del Fondo Monetario Internazionale: ecco come era la Libia di Gheddafi.

26 agosto 2011 3 commenti

Nella spasmodica ricerca del dittatore di Gheddafi crescono a dismisura le nefandezze della manipolazione ordita dalle forze della Nato. Gheddafi viene dipinto come un sanguinario e brutale assassino, come quello che ha voluto mettere il popolo libico alla fame, che lo ha torturato maltrattato, trucidato. Gli esempi non mancano e i vari notiziari della coalizione bancaria della Nato, Inghilterra e Francia in testa, portando esempi raccapriccianti sulle scorribande selvagge dei lealisti (chissà perché li chiamano lealisti e gli altri ribelli, forse perché quelli della Nato si rendono conto di aver usurpato uno stato sovrano), quando nella realtà sono i risultati delle massicce scorribande dei voli della Nato e dei massacri compiuti con bombe al fosforo  sui civili e con armi non convenzionali e con l’uso di elicotteri e squadre d’intervento speciali.

Anche il חזיר di Frattini, assieme alla sua congrega sionista, spinge affinché Gheddafi venga catturato vivo o morto. Vivo o morto: ma che senso ha? Se lo catturi vivo hai modo di capire e di carpirgli alcuni segreti, ma se lo catturi morto non saprai mai nulla…impossibile capire quei cancheri sionisti che popolano quei governi come il nostro.

Nel frattempo siccome siamo bravi a mostrare la via per farci “inchiappettare” la Francia e l’Inghilterra ha già messo giù un piano di ristrutturazione (piano marshall IIa versione) per i paesi e le città distrutte dagli aerei della coalizione, mentre l’Italia con quell’altro infame di Scaroni (massone), appoggiato dal supremo מכוער di Frattini e Napolitano, raccoglierà le bricciole del banchetto giacobino, perdendo nel contempo una cosa come oltre 30 miliardi di euro di forniture.

Il ruolo dell’Italia è stato decisivo, il governo della destra e sinistra italiana è stato decisivo e tutto l’arco costituzionale, schiavo delle logge massoniche e bancarie che hanno deciso l’attacco alla Libia, ha avuto il suo meritato contributo economico: 4,5 miliardi di dollari a fronte di commesse già sosttoscritte con Gheddafi di oltre 40 miliardi di dollari.

Sembra come la storiella del commerciante che vendeva sempre tutto la sua merce ad un prezzo più basso del costo sostenuto per acquistarla.

Nel contempo e la cosa lascia per lo più meravigliati, ma non sorpresi, è che tutte le popolazioni arabe non hanno mosso un dito e questa la dice lunga sulla situazione politica del medioriente, ovvero della inaffidabile condizione di stabilità di una zona dove pochi ladri (Francia, Inghilterra, Israele e Italia) possono determinare ancora una volta una condizione coloniale per dominare il mondo. Mi preoccupa anche la posizione della Cina e della Russia che essendo fruitrici del petrolio libico avrebbero potuto estendere il loro veto all’Onu in maniera ben più prepotente, ma è evidente ancora una volta che a fare i conti non sono il rispetto delle nazioni, ma gli interessi miliardari delle aziende che controllano i paesi, tanto in Russia quanto in Cina.

Ma quello che ancora è più infame da parte di tutte le organizzazioni mondiali è che i giornalisti indipendenti, quelli che non prendono i soldi dai potenti sono in serio pericolo di morte per le minaccie subite e per le testimonianze da loro riportate direttamente dalla Libia. E’ il caso di Lizzie Phelan che ha subito la censura di Worpress e di Twitter per le notizie che riportava dalla Libia: libertà a senso unico?

E’ un esempio emblematico e se quanti, come vogliono farci credere, inneggiano all’unità d’Italia, dall’altra parte stanno svuotando la sostanza di questa unità proprio attraverso questi sistemi di dominio che della sovranità di un paese e di un popolo non gliene frega niente a nessuno, tanto meno a quello che molti inneggiano come il salvatore (Napolitano), mentre pochi sanno che è un essere che nemmeno della sua ombra ci si dovrebbe fidare, tanto grande è il laidume che permea quel comunista: per tutti i suddetti solo una pena sarebbe loro da riservare come la Crux patibulata, così come a Roma si usava per la feccia più bassa ed ignobile che calpestava la nobile terra italica.

LA LYBIA DI GHEDDAFY:

Elettricità domestica gratuita per tutti

■Acqua domestica gratuita per tutti

■Il prezzo della benzina è di 0,08 euro al litro

■Il costo della vita in Libia è molto meno caro di quello dei paesi occidentali. Per esempio il costo di una mezza baguette di pane in Francia costa più o meno 0,40 euro, quando in Libia costa solo 0,11 euro. Se volessimo comprare 40 mezze baguette si avrebbe un risparmio di 11,60 euro.

■Le banche libiche accordano prestiti senza interessi

■I cittadini non hanno tasse da pagaren e l’IVA non esiste.

■Lo stato ha investito molto per creare nuovi posti di lavoro

■La Libia non ha debito pubblico, quando la Francia aveva 223 miliardi di debito nel Gennaio 2011, che sarebbe il 6,7% del PIL. Questo debito per i paesi occidentali continua a crescere

■Il prezzo delle vetture (Chevrolet, Toyota, Nissan, Mitsubishi, Peugeot, Renault…) è al prezzo di costo

■Per ogni studente che vuole andare a studiare all’estero, il governo attribuisce una borsa di 1 627,11 Euro al mese. ■Tutti gli studenti diplomati ricevono lo stipendio medio della professione scelta se non riescono a trovare lavoro

■Quando una coppia si sposa, lo Stato paga il primo appartamento o casa (150 metri quadrati)

■Ogni famiglia libica, previa presentazione del libretto di famiglia, riceve un aiuto di 300 euro al mese

■Esistono dei posti chiamati « Jamaiya », dove si vendono a metà prezzo i prodotti alimentari per tutte le famiglie numerose, previa presentazione del libretto di famiglia

■Tutti i pensionati ricevono un aiuto di 200 euro al mese, oltre la pensione.

■Per tutti gli impiegati pubblici in caso di mobilità necessaria attraverso la Libia, lo Stato fornisce una vettura e una casa a titolo gratuito. Dopo qualche tempo questi beni diventano di proprietà dell’impiegato.

■Nel servizio pubblico, anche se la persona si assenta uno o due giorni, non vi è alcuna riduzione di stipendio e non è richiesto alcun certificato medico

■Tutti i cittadini della libia che non hanno una casa, possono iscriversi a una particolare organizzazione statale che gli attribirà una casa senza alcuna spesa e senza credito. Il diritto alla casa è fondamentale in Libia. E una casa deve essere di chi la occupa.

■Tutti i cittadini libici che vogliono fare dei lavori nella propria casa possono iscriversi a una particolare organizzazione, e questi lavori saranno effettutati gratuitamente da aziende scelte dallo Stato.

■L’eguaglianza tra uomo e donna è un punto cardine per la Libia, le donne hanno accesso a importanti funzioni e posizioni di responsabilità.

■Ogni cittadino o cittadina della Libia si puo’ investire nella vita politica e nella gestione degli affari pubblici, a livello locale, regionale e nazionale, in un sistema di DEMOCRAZIA DIRETTA (iniziando dal Congresso popolare di base, permanente, fino ad arrivare al Congresso generale del popolo, il grande Congresso nazionale che si riunisce una volta all’anno) .

Fonte: ipharra.org

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