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Putin in Italia.

26 novembre 2013 Lascia un commento
lussuria

L’immagine affidabile dell’Italia che protesta…

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Nel silenzio più abissale, inopportuno, la visita di Putin in Italia appare come quella di un semplice capo di un paese insignificante.

Oggi Putin è a Trieste e la presenza in questa città è degna di nota e va al di là della mera speculazione politica degradante che i nostri portaborse della politica non esistano a fare.

La Russia è il paese più vasto del mondo, il più ricco di materie prime e di risorse energetiche, con un’industria che assieme a quella Cinese e Tedesca rappresentano il 70% della produzione mondiale e, sopratutto, è un paese legato alla tradizione europea, alla cultura europea che, contrariamente ai disfattisti di La Repubblica e del Corriere della Sera, è strettamente legato ai valori umani della tradizione cristiana. Non si compia l’errore di confondere la tradizione cristiana russa con la chiesa o con i poteri sotterranei del Vaticano, ma si faccia mente locale sui valori cristiani quali eredi della tradizione romana, quella che tuttora viene studiata e scimmiescamente copiata da altri stati del mondo.

E mentre in Italia vengono cancellate tutti i punti fermi di questa cultura: abolizione del latino nelle scuole, messa in italiano e rivolta ai fedeli, apertura agli abortisti, al matrimonio omosessuale, all’adozione dei bimbi per le coppie omosessuali, lì, nella Russia cristiano ortodossa, i punti fermi imperano convivendo, anche aspramente, con le altre culture e religioni.

E’ questo il caso che nella città di Trieste si siano accese manifestazioni contro la visita di questo statista, di un sempliciotto di un paese insignificante, che con poche parole e con la forza del fare, senza troppi proclami, ha trovato la soluzione sul conflitto Siriano salvando Obama da un vicolo cieco, e mettendo in condizione l’Iran a trattare al pari delle altre potenze sulla questione nucleare: cose mai accadute negli ultimi 30 anni!!

E’ un piccolo uomo, sbiadito nel colore, di un piccolo paese che quattro personaggi delle varie associazioni della LGBT (Lesbian-Gay-Bisessual-Transgeder), alimentati dalla cultura nichilista delle varie accomandite massoniche internazionali, stanno dileggiando in quella bellissima città sostenendo diritti ed ostacolando rapporti di scambio economico e commerciale primari e vitali per l’Italia. Il nostro futuro, oltre che il mediterraneo è l’Est europeo, ma questo non è ancora compreso da Bruxell e tanto meno dai nostri politici del momento che credono ancora ai legami di grembiule di mamma Usa e nonna Albione.

I successi russi nel campo diplomatico sono il fuoco centrale di una politica internazionale delle altre nazioni volta tutta al disfacimento globale. Putin nella sua piccola figura è l’emblema unico nel mondo “che gioca secondo le regole. Quelle stabilite dal sistema internazionale di Westfalia centrato sulla sovranità degli Stati, e consolidate dai modelli geopolitici dei secoli passati”.

Ordo ab chao

9 settembre 2010 1 commento

Si legge che in un istituto della cittadina di Acilia (periferia romana) l’Istituo M. Calderin G. Tuccimei, sia stato reso obbligatorio l’uso della divisa. La delibera dell’istituo è stata adottata a maggioranza. Il kit previsto della divisa ha un costo di 40 euro e molti genitori hanno espresso perplessità adducendo che non se la possono permettere.

Vera o falsa che sia la perplessità dei genitori, sicuramente avranno il denaro per le ricariche dei telefonini dei loro pargoli, oppure avranno quello per la pizza, la discoteca, il motorino, la benzina, la nuova firma, le sigarette e quant’altro investe la nostra, malsana e ignobile gioventù.

La divisa scolastica nelle scuole è in disuso da molto tempo, troppo tempo e spesso chi ne parla, o solamente ne accenna la reintroduzione. è tacciato di fascista o giù di lì. Ma la divisa, oltre a rappresentare il riconoscimento dell’istituto, rappresenta anche il mezzo attraverso il quale tutti i ragazzi di fronte alla cultura sono uguali. Sotto potranno anche avere le  magliette firmate ( adesso si dice griffate) da 200 euro, ma sopra e assieme agli altri rimangono delle persone. La divisa non ha un colore politico, come invece si vorrebbe pensare, ma anzi è una barriera contro quelle discriminazioni che spesso vengono attuate dai ragazzi, come ad esempio il bullismo; inoltre è una vera arma contro quelle ridicole e stupide prete delle case di moda di voler vestire i giovani come straccioni (pantaloni stracciati fino al limite del ridicolo) o come delle ballerine di avanspettacolo con ombelico e chiappe al vento inducendo, spesso con tragedie che si leggono, i maschi a comportamenti inopportuni per l’ambiente scolastico.

La divisa è anche una comodità per le famiglie che non si devono preoccupare di come vestire i figli alla mattina impegnando la mente del giovane a preoccuparsi se il suo vestiario sia più o meno alla moda rispetto ai suoi compagni di classe: ridicolo!!!

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