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Posts Tagged ‘Comunità Europea’

Schizofrenia Agricola

24 novembre 2013 Lascia un commento

OGM

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Il cibo è elemento essenziale per la vita senza il quale l’uomo non potrebbe esistere e la sua produzione, nei secoli fino ad oggi, ha seguito il ritmo ed il tempo necessario al fine di permetterne all’uomo il suo utilizzo. In questi ultimi decenni le campagne in tutta Europa e nei extra europei paesi cosiddetti civili, si sono spopolate lasciando spazio alle manovre dei grandi produttori che un tempo erano i latifondisti, mentre oggi sono le industrie del settore chimico-agro-alimentare.

Il punto focale dell’industria chimico-agro-alimentare è il costo di produzione che deve essere necessariamente il più basso possibile per un maggior profitto. L’industria stessa ha pertanto realizzato metodi e mezzi per poterci arrivare, e uno di questi è la manipolazione genetica delle piante per alimentazione umana ed animale.

L’Europa nonostante le prese di posizione di alcuni stati membri, ma facendo parte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), ha dovuto accettare la denuncia dei maggior produttori mondiali di OGM (Usa, Canada e Argentina) per il mancato rispetto delle regole del trattato, obbligando l’Europa e dimostrare la dannosità dell’utilizzo dei prodotti OGM. Vengono quindi emanati due regolamenti 1829/2003 e 1830/2003 per la definizione ed etichettatura dei prodotti OGM e la direttiva 2001/18/EC basato sul principio di precauzione (L’assenza di Prove non è prova di assenza).

L’Italia in questi ultimi anni si è sempre schierata contro l’impiego dei prodotti OGM, ma essendo parte dell’Europa ha dovuto recepire i suoi regolamenti e direttive, anche contro la volontà “politica” di alcuni Governi passati (D’Amato, Alemanno, Pecoraro). Sostanzialmente dal 1998 ad oggi molti prodotti OGM, data la confusionaria normativa italiana sul problema,  sono entrati e finiti sulle tavole degli italiani senza che vi fosse una tracciabilità. L’80% dell’alimentazione animale è costituita da soia OGM proveniente dall’Argentina/Usa e Canada, da scollettature della barbabietola OGM e del Mais OGM senza che nessun organismo avvisasse il consumatore della presenza di organismi geneticamente modificati. Il consumatore è avvisato!

Recentemente l’Italia, il 06.11.2013, ha recepito le direttive europee per gli OGM “Decisioni di esecuzione della Commissione che autorizzano l’immissione in commercio di prodotti contenenti granturco GM e di polline prodotto a partire da granoturco GM” per un periodo di 10 anni concedendo alle compagnie richiedenti (Dow AgroSciences e Monsanto Europe) per l’immissione in commercio di prodotti per gli stessi usi di tutti gli altri tipi di granturco, ad eccezione della coltivazione (solo per due anni).

Adesso sapete che buona parte dei fiocchi di mais, delle barrette croccanti, dei biscotti, delle farine saranno OGM e non chiedetevi, nel tempo, se qualche misteriosa malattia colpirà un vostro familiare, perché dobbiamo accettare senza che nessuna interpellanza parlamentare o meglio ancora referendaria se vogliamo che altre nazioni introducano sulle nostre tavole veleni e porcherie di cui non si conoscono gli effetti sulla salute umana.
Ricordiamoci il “principio di precauzione”: L’assenza di prove non è prova di assenza.

Aflatossine – Mais – annata agraria

1 ottobre 2012 Lascia un commento

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Molti anni fa, nel 1986, ci fu una grave crisi idrica, più o meno come quella che abbiamo avuto questa estate. Nelle acque fu evidenziato un altissimo livello di Atrazina che veniva impiegata in agricoltura contro le erbacce  in quantità di 1,2/2 kg/ha. Era un noto e diffusissimo erbicida, oggi sostituito dall’Harmony impiegato in quantità di 3 gr/ha (leggasi tre grammi per ettaro!!!!). Vi furono molte interrogazioni parlamentari, finanziamenti, ricorsi e controricorsi e come accade nelle repubbliche delle banane fu trovata la soluzione che salvò capra e cavoli: innalzare il livello massimo dell’erbicida presente nelle acque destinate per uso umano con buona pace di tutte la parti sociali. Il tutto, come sempre accade in Italia, fu presto dimenticato e nessuno ne parlò mai più.

Anche questa estate abbiamo avuto un’annata particolarmente calda che ha provocato una serie di problemi nel settore agricolo. Molti raccolti, a causa della perdurante siccità, sono stati gettati, moltissime culture di soia e granoturco (Zea mais) non hanno nemmeno raggiunto la maturazione e sono state lasciate in campo per essere successivamente bruciate o interrate. La perdita appare essere superiore al 50% della produzione nazionale, ma pochi giornali ne parlano come se il settore agricolo fosse un accessorio insignificante e opzionale: mangiare a volte non serve.

Eppure questo grave problema viene adombrato da altri sempre più presenti nella nostra penisola: gli scandali politici, le problematiche economiche, ma soprattutto finanziare delle nostre banche che sappiamo tutti essere ormai decotte e fallite. L’agricoltura non viene nemmeno nominata e come ci evidenzia Franceschetti (I recenti provvedimenti del governo Monti: i finanziamenti per incentivare la depilazione dei peli del culo in Kiribati) i maggiori utili della Unione Europea provengono proprio da questo settore, altro che quello finanziario e bancario.

Come dicevo più sopra, quest’anno è andato malissimo per l’agricoltura, così almeno nelle zone di pianure ma anche quelle servite dall’irrigazione hanno avuto dei grossi problemi: a 40 cm di profondità il terreno era sabbioso, con temperature che arrivavano anche oltre i 30/35°. Il danno alle culture è stato enorme, molte hanno sviluppato diversi problemi fitosanitari che non sono stati risolti, anzi, la mancanza d’acqua e l’elevata temperatura hanno favorito l’insorgere di alcune malattie delle piante i cui effetti per l’uomo sono molto pericolosi. E’ il caso del mais, della soia, delle arachidi che in queste condizioni hanno sviluppato le aflatossine.

Le aflatossine sono i prodotti di alcuni funghi del genere Aspergillus che si sviluppano in particolari condizioni di temperatura ed umidità. Il danno che le aflatossine possono dare sono particolarmente gravi perché l’intossicazione è cronica e praticamente irreversibile, fino allo sviluppo di forme tumorali molto gravi. L’organo più colpito è il fegato con cirrosi e/o carcinomi, ma si hanno sospetti anche per arteriosclerosi, cancro al seno, cancro alla prostata, AIDS, morbo di Crohn, sclerosi multipla, infertilità ecc. (Cfr.COSTANTINI, WIELAND, LARS, Etiology and prevention of prostate cancer – hope at last – Fungalbionics series, Johann Friedrich Oberlin Verlag, Freiburg, Germania 1998).

In Europa la quantità massima accettata di aflatossine è di 4 microgrammi/kg, mentre in Italia per le aflatossine B1 si accettano limiti di 8 microgrammi/kg. Per il latte il limite massimo di di 50 parti per trilione oltre il quale deve essere ritirato dal mercato.

Ma anche in questo caso entrano in causa gli interessi di parte, delle grandi multinazionali dei prodotti chimici, delle sementi e di tutta la catena produttiva agricola. La comunità europea sta infatti valutando di innalzare il limite massimo delle aflatossine per adeguarsi al Codex Alimentarius e qui vi spiego a grandi linee come la Commissione Europea e il parlamento ci abbiano gabbato a favore dei grandi gruppi produttivi multinazionali e sovranazionali.

E’ naturale che anche in questo caso in Italia non si perda tempo tant’è che alcuni politici, inclini ad eseguire gli ordini superiori di scuderia, abbiano proposto l’innalzamento dei limiti per le aflatossine nel mais destinato all’alimentazione animale. Lo stesso accade anche per quelli che invece dovrebbe vigilare nel settore agricolo come il vice-presidente dei consorzi agrari Rovigo e di Ferrara che ritiene più proficuo innalzare i limiti anziché chiedere al Governo un intervento per compensare le perdite agrarie.

Infatti mentre quest’ultima scelta comporterebbe tempi più lunghi e spesso disattesi, la richiesta invece di allinearsi alle regole americane – determinate dalle indicazioni delle multinazionali del settore – e soprattutto dal Codex Alimentarius sono un esempio al quale il politico non può non riconoscerne l’effettiva autorità. Per contro il Ministero della Salute ha già provveduto a limitare i danni di queste tossine emanando una circolare, ma verrà subitamente annullata dalle scelte che i grandi gruppi imporranno a spese della nostra salute.

E’ ovvio che di fronte a questo scenario il settore agricolo si rivolta perché da un lato non trova il giusto soccorso del governo e dall’altro riscontro che in altri paesi l’innalzamento dei limiti permette la commercializzazione dei prodotti con le aflatossine. Possiamo dargli torto?

Pur rispettando il settore agricolo ci si dimentica che tutta la produzione agricola non serve ad alimentare una macchina inerte, ma solo ed esclusivamente l’essere umano e ogni azioni che comporti un innalzamento dei limiti delle aflatossine equivale ad un aumento dei costi della spesa sanitaria pubblica, e come accade sempre nelle repubbliche delle banane si sta molto più attenti al conto economico che a quello sanitario.

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Studio Europeo sull’ammissibilità delle aflatossine

Studio Europeo sullo aflatossine

EFSA: Aflatossine nei prodotti alimentari

Uno studio sugli erbicidi e loro caratteristiche

Direttiva 2000/60/CE Del Parlamento Europeo e Del Consiglio, Del 23 Ottobre 2000, Che Istituisce Un Quadro Per L’azione Comunitaria in Materia Di Acque

I recenti provvedimenti del governo Monti: i finanziamenti per incentivare la depilazione dei peli del culo in Kiribati

1 ottobre 2012 Lascia un commento

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Esistono cose che molti di noi ignorano per mille motivi: dalla mancanza di tempo o per il semplice fatto che non sanno. Perché nella loro mente non arrivano a pensare certe situazioni o credono che chi ha la responsabilità superiore – come la politica di amministrare dovrebbe avrebbe -  e invece alcuni, tra i quali il sempre verde Paolo Franceschetti, hanno messo il dito nella piaga del mare magnum dei soldi che la Comunità Europea eroga a pioggia in progetti che a dir poco bizzarri e fantasiosi sarebbe il minimo.

Dalle spese milionarie della Regione Lazio a quelle del Piemonte, a quelle degli stipendi d’oro degli impiegati siciliani, agli intrighi e collusioni con la mafia e l’ndrangheta in Calabria e Campania, senza dimenticare le altre storielle di denaro ed affari sporchi in cui ormai ci siamo quasi abituati e sulle quali non ci si meraviglia più. Eppure in tutto questo baccano c’è una falla ancor più grande che sia chiama Unione Europea che divora annualmente diverse decine di miliardi di euro e nessuno ci spiega a che cosa servano questi progetti, sopratutto se finanziati a Paesi estranei alla comunità europea.

1. Premessa e una domanda. I recenti provvedimenti del governo Monti in materia agricola.

In questo periodo si fa un gran parlare dei soldi che alcuni esponenti del PDL avrebbero rubacchiato (quasi come se gli altri partiti non rubassero allo stesso modo). E si fa anche un gran parlare delle somme che i parlamentari prenderebbero come stipendio.

Sacrosanto per carità. Ma a me vien da ridere quando leggo queste petizioni per ridurre gli stipendi dei parlamentari o che gridano allo scandalo per le troppe auto blu.

Infatti altri e ben più gravi sono i problemi economici e i furti dei politici ai danni della popolazione.

Vediamo quali, partendo da alcuni demenziali provvedimenti presi dal governo Monti in questo periodo, per poi spiegare dove andranno a finire questi soldi che verranno rubati ai cittadini.

Recentemente Monti ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale al fine di vietare i cosiddetti prodotti agricoli a KM 0 nei supermercati.

Questo significa, in altre parole, che i supermercati – se la Corte Costituzionale darà ragione al presidente del consiglio – non dovranno più comprare prodotti agricoli dai coltivatori locali, ma dovranno servirsi della grande distribuzione (che fa venire frutta e verdura dai mercati dell’est, dai mercati africani, o orientali).

Apparentemente è solo uno dei tanti provvedimenti tesi a tartassare l’agricoltura e a distruggere i nostri produttori locali. Uno dei tanti, che si aggiunge alla miriade di provvedimenti – ultimo in ordine di tempo l’IMU – che hanno inginocchiato l’agricoltura rendendo la campagna un hobby per ricchi o per agricoltori talmente appassionati del loro lavoro da continuare a produrre in perdita.

Ma altre e ben peggiori sono le finalità del demenziale provvedimento montiano.

Infatti pochi sanno che l’UE si alimenta finanziariamente in diversi modi, ma il più importante è quello dei proventi che provengono dalle imposte dei prodotti agricoli di importazione da paesi estranei all’UE.

Sì, avete capito bene. Il principale introito finanziario dell’UE è dato dai prodotti agricoli importati dai paesi estranei all’Unione (questo spiega, ad esempio, il motivo per cui per anni hanno dato finanziamenti agli agricoltori che tenevano incolte le terre; il motivo è che scoraggiando l’agricoltura locale incentivavano le importazioni, e i vantaggi che derivano per l’UE dall’importazione sono superiori alle uscite dovuti ai finanziamenti sborsati).

Per rendersi conto che ciò che dico è vero e non fantascienza è sufficiente andare sul sito dell’UE a questo link;

http://europa.eu/about-eu/basic-information/money/revenue-income/index_it.htm

 

2. Dove finiscono i soldi dell’UE.

Vediamo quindi dove finiscono i soldi dell’UE.

Procedo a caso, senza un ordine né logico né cronologico, perché addentrarsi in questa materia equivale a fare un viaggio nella follia, dove è inevitabile perdersi, anche perché volutamente i bandi e le leggi in materia sono fumosi e incompleti, in modo da non permettere il controllo.

Contributi per sviluppare la cooperazione tra UE e i seguenti stati.

Si tratta di oltre 16.897 milioni di euro (i nostri vecchi 32.000 miliardi di lire, sì avete letto bene: 32.000 miliardi) destinati a paesi come: Tuvalu, Nuova Guinea, Tonga, Kiribati, Timor Est, Timor ovest, Maldive, Malaysia,  ecc.

E’ evidente per tutti l’importanza che riveste la cooperazione del Kiribati e di Tonga allo sviluppo dell’UE.

Contributi nel settore della gioventù.

Ai seguenti stati: Algeria, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Egitto, Georgia, Israele, Giordania, Libano, Libia, Moldavia, Marocco, Autorità palestinese di Cisgiordania e di Gaza, Siria, Tunisia, Ucraina.

Contributi per togliere le mine antiuomo:

Nei seguenti stati (tra gli altri): Afghanistan, Algeria, Angola, Antigua e Barbuda, Arabia Saudita, Argentina, Bahamas, Bahrein, Bangladesh, Barbados, Belize, Benin, Bhutan, Bolivia, Botswana, Brasile, Burkina Faso, Burundi, Cambogia, Camerun, Capo Verde, Chad, Cile, Cina, Colombia, Comore, Congo (Brazzaville), Corea, Costa d`Avorio, Costa Rica, Cuba, Dominica, Repubblica dominicana, Ecuador, Egitto, El Salvador, Eritrea, Etiopia, Fiji, Filippine, Gabon, Gambia, Ghana, Giamaica, Gibouti, Giordania, Grenada, Guatemala, Guinea, Guinea Equatoriale, Guinea-Bissau, Guyana, Haiti, Honduras, India, Indonesia, Iran, Iraq, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Mauritius, Isole Salomone, Kenya, Kiribati, Laos, Lesotho, Libano, Liberia, Madagascar, Malawi, Maldive, Malesia, Mali, Marocco, Mauritania, Messico, Micronesia, Mongolia, Mozambico, Myanmar, Namibia, Nauru, Nepal, Nicaragua, Niger, Nigeria, Niue, Oman, Pakistan, Palau, Panama, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Perù, Repubblica Centroafricana, Ruanda, Saint Kitts and Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e le Grenadine, Samoa, Sao Tome e Principe, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Siria, Somalia, Sri Lanka, Sud Africa, Sudan, Suriname, Swaziland, Tailandia, Tanzania, Territorio di Palestina (West bank e Stiscia di Gaza), Togo, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Tuvalu, Uganda, Uruguay, Vanuatu, Venezuela, Vietnam, Samoa occidentale, Yemen, Zaire (Repubblica democratica del Congo), Zambia, Zimbabwe.

Siccome poi non si vergognano di una cosa del genere, e ritenendo che tanto la gente non capisca un cazzo (come in effetti è, su questo hanno ragione) queste assurdità sono pubblicate sul sito dell’UE. Ecco il link per chi volesse controllare (e trovare altri demenziali finanziamenti, come quello per il settore della gioventù e altre chicche del genere).

http://www.comunitaeuropea.com/finanziamentieuropei/programmi3.html

Spulciando qua e là per le gazzette ufficiali, poi, troviamo ulteriori finanziamenti quali (per l’elenco mi avvalgo di alcuni miei precedenti articoli e di un recente articolo apparso su Repubblica, oltre che di documenti ufficiali del parlamento europeo):

-        contributi allo sviluppo del cinema in Burkina Faso, in Angola, Mauritania, Mauritius;

-        1 milione di euro per incentivare la pesca in Kiribati;
-        (somma imprecisata) per il finanziamento della più grande scultura del mondo in Antartide;

-        contributi per sviluppare la cucina solidale (che non si sa cosa sia, ma puzza comunque di presa per il culo) in Burkina Faso, Maldive, Sudan, Gabon, Micronesia, Isole Cook;

-        600mila euro per la sensibilizzazione dei diritti sessuali e riproduttivi nel Burundi;

-        2,6 milioni di euro per finanziare le iniziative a favore dei disabili in Turchia;

-        per frequentare un corso di russo e cinese si può ottenere un credito da 1800 euro;

-       in Sicilia sono stati spesi 150mila euro per pagare un consulente chiamato a coordinare un progetto che tuteli la Zerkova, una specie diffusa sui monti Iblei;

-        28,4 euro per alveare a chi fa un allevamento di api in Andalusia;

-        fino a 700mila euro per la coltivazione di noci in Polonia;

-        110mila euro per studiare l’attuazione della direttiva sugli zoo in Europa;

-        219 milioni di euro (219.000.000 di euro) di finanziamenti per sviluppare la ristorazione, lo sport, la cultura in Groenlandia;
-        75 milioni di euro per il finanziamento di spedizioni al Polo Nord (NdB: la ricerca petrolifera ha bisogno dei soldi pubblici);
-        18 milioni di euro per finanziare ricerche in Antartide (questo provvedimento è del Ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini, ed è italiano, non europeo);
-     30 milioni di euro per finanziare la ricerca di nuove specie di fitoplancton da poter utilizzare per produrre biocarburanti;
-        2 milioni di euro per diffondere la cucina siciliana in Perù;

-        1000 milioni di euro per sviluppare i rapporti tra amministrazioni e cittadini di vari stati: Antigua e Barbuda, Barbados, Benin, Bhutan, Botswana, Burkina Faso, Burundi, Capo Verde, Comore, Costa Rica, Fiji, Filippine, Gabon, Gambia, Ghana, Giamaica, Gibouti, Grenada, Guatemala, Guinea, Guinea Equatoriale, Guinea-Bissau, Guyana, Haiti, Honduras, India, Indonesia, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Mauritius, Isole Salomone, Kiribati, Niue, Palau, Papua Nuova Guinea, Saint Kitts and Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e le Grenadine, Samoa, Sao Tome e Principe, Swaziland, Togo, Tonga, Trinidad e Tobago, Tuvalu, Vanuatu, Samoa occidentale.

3. Ricapitoliamo in breve per chi non avesse capito.

L’UE ritiene sia importantissimo finanziare Tonga e il Kiribati e molte isole del Pacifico e dell’Australia per migliorare i rapporti tra amministrazioni e cittadini, diminuire la povertà, ecc. Ritiene inoltre importantissimo finanziare l’apertura di ristoranti in Groenlandia e al Polo Nord, e la pesca nelle isole del Pacifico. 
Vediamo – prendendendoli a caso – le tipologie giuridico-amministrative di alcuni stati finanziati dall’UE.

Tonga è uno stato dell’arcipelago australe, dove non esiste la proprietà privata (ciascuno infatti produce e lavora per tutta la comunità) e le tasse sono quasi inesistenti. Gli stranieri infatti pagano il 2 per cento e la popolazione versa al re tanto oro quanto pesa, nel senso che ogni anno lo mettono su una bilancia e ciascuno dà oro in proporzione del peso del re. Infatti qualche anno fa ci fu un colpo di stato perché il re era troppo grasso. Siccome è un’isola pacifica, il colpo di stato si effettò senza spargimenti di sangue, il re poi si accordò con i ribelli per dimagrire e riprese il suo posto senza che venisse sparato un colpo. Per raggiungere Tonga ci vogliono circa 48 ore di aereo, anche più, e oltre 6000 euro di biglietto.

Il Kiribati invece è un arcipelago di 33 isole che hanno una media di meno di 500 persone ad isola, dove non esiste povertà perché ovviamente lì non hanno il nostro concetto di ricchezza, dove ci si nutre con i prodotti della natura e dove non esistono auto e mezzi di trasporto. Ma chissà per quale motivo l’UE si sente in dovere di aiutare queste realtà.

Un discorso analogo, sia pure con singole varianti, vale per Tuvalu, Timor est e ovest, e altri stati del genere.

In questi stati non esistono ambasciate, per ovvie ragioni; esiste solo – perlomeno con riferimento all’Italia – un consolato, e ricordo a memoria di aver letto da qualche parte che il console per l’isola di Tonga era uno dei figli di Gelli. Ma ad ogni modo, chiunque sia, mi sia permesso di dubitare che il console onorario di Tonga si interessi davvero al benessere degli abitanti di quell’isola, che pare stessero benissimo finché siamo arrivati noi.

Da notare che molti degli stati citati sono “protettorati” USA o inglesi. Merita quindi menzionare cosa sia un protettorato.

Dicesi protettorato quando noi europei o americani arriviamo in un’isola che non ha mai visto altri esseri umani, sbarchiamo e gli diciamo: “salve, ora voi siete un nostro protettorato”.

Siccome si tratta di popolazioni che non hanno la minima idea di cosa sia la civiltà d’oltremare di noi occidentali, né immaginano la follia dei nostri sistemi politici e sociali, in genere dicono “va bene… se dite così sarà giusto così”.

Del resto chi prova a ribellarsi viene sterminato, come successe per i nativi americani, per gli abitanti dell’America del sud, e come succede oggi per le popolazioni dell’Amazzonia o alcune popolazioni africane che non vogliono digerire la nostra ingerenza.

Dopodiché, trattandosi di protettorati USA o di stati UE, ecco che i nostri soldi finiscono dalle nostre tasche a quelli dei politici che gestiscono questi protettorati.

Restano alcuni punti misteriosi che un giorno qualche politico dovrebbe chiarirci:

-        Perché dobbiamo finanziare la Cina per farle togliere le mine, dato che economicamente stanno meglio di noi?

-        Quante mine antiuomo ci saranno in Kiribati e a Tonga?

-        Quanti ristoranti avranno aperto in Groenlandia grazie ai finanziamenti dell’UE?

-        Quanti pescatori avranno aumentato la pescosità delle loro barche in Kiribati, Mauritius, e Tonga?
-        Ma se l’Iran è uno stato canaglia che deve essere distrutto, perché lo finanziamo e gli diamo soldi per sviluppare la cinematografia, i ristoranti, e la pesca nei laghi?
-    Quante specie di fitoplancton avranno trovato in Antartide per la produzione di biocarburanti?

Insomma, non c’è bisogno di un genio per capire che l’UE è un enorme buco nero in cui finiscono tutti i soldi in circolazione, che vengono redistribuiti tra politici, massoni ed élite finanziaria globale.
Basti pensare che se davvero i soldi stanziati venissero distribuiti, nella maggior parte dei paesi finanziati scomparirebbe la povertà (ad esempio in Nicaragua ogni anno arrivano circa 500 milioni di euro di aiuti, ma il Nicaragua ha solo 6 milioni di abitanti, quindi considerando il costo della vita in quel paese, se ad ogni abitante venisse data la somma che gli spetta, ciascuno potrebbe vivere da nababbo).

E noi stiamo a preoccuparci per la Porsche di Bossi, o per le cene da migliaia di euro del PDL!

4. Alcuni documenti e fonti normative ufficiali

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2012/07/19/news/i_101_modi_per_chiedere_soldi_a_bruxelles_viaggio_in_un_europa_tutt_altro_che_avara-39342667/

http://programmicomunitari.formez.it/content/strumento-favore-della-groenlandia-2014-2020&ei=Bl1oUK6TC8mH4gTri4CwBw&usg=AFQjCNGUMI4dj-fzuijCHxiwJQh2ArLAPA&sig2=XY-GQ4obr3rUpgC5fvAmZA

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2012:0468:FIN:IT:HTML

Qui il protocollo di intesa tra UE e Kiribati

http://notes9.senato.it/web/docuorc2004.nsf/b02bc7eed0eda6e2c12576ab0041cf0c/b0bf243105624facc1257a6e0049c4c0/$FILE/COM2012_0467_IT.pdf

Qui il protocollo di intesa con la Micronesia

http://notes9.senato.it/web/docuorc2004.nsf/6cc8889e3afb022fc12576ab0045bc47/8f367589cbb6cb34c12577c1004dcef2/$FILE/15853-10_IT.PDF

In linea generale, comunque, chiunque volesse fare una ricerca personale non ha che da digitare su google le parole chiave “protocollo, strumento finanziario, finanziamento” sbizzarrendosi ad aggiungere un qualsiasi stato come Kiribati, Micronesia, Papua, ecc., per trovare i finanziamenti più impensabili.

Capito ora perché non abbiamo la benzina per le auto della polizia, il riscaldamento per le scuole, i fondi per gli stipendi agli impiegati statali, per l’acquisto di attrezzature per ospedali, scuole, caserme di polizia e carabinieri?

Dobbiamo finanziarie i ristoranti in Groenlandia e i pescatori del Kiribati.

Non si sa, dopo aver letto questi provvedimenti, se sia preferibile mandare a fanculo i politici, l’UE, o i coglioni che strillano per gli stipendi dei parlamentari.

Franceschetti non poteva essere più esaustivo. Soldi pubblici buttati dalla finestra solo per arricchire una pletora di persone inutili, manipolabili al momento giusto per le attività più disparate. Questa è l’Europa Unita, oppure per non offuscare i ben pensanti, questa è quella parte dell’Europa Unita che con il suo peso miliardario ci impedisce di migliorare la propria vita.

 

fonte: paolofranceschetti.blogspot

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