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Archive for the ‘Stato Parassita’ Category

Genova chiama, Italia, come sempre , sorda

17 agosto 2018 Lascia un commento

Genova, un disastro annunciato, in cui molti hanno già versato inchiostro e lacrime, ormai è inutile parlare delle cose che si sarebbero potuto fare per evitarlo, ma è così da molto tempo. Si scrisse qualcosa qui e qui sulla inettitudine delle amministrazioni genovesi circa le diverse alluvioni a cui è sottoposta questa città e il disinteresse del politico a sistemare le cose è inserito in un piccolo codice del suo patrimonio genetico.
Oggi Genova è in mano al potere di Forza Italia, mentre addietro il testimone del comando l’ha sempre avuto il centro sinistra. Ma non ci si fermi al colore di facciata, perché il marcio non fa distinzioni. Sia da destra che da sinistra le nefandezze non si contano e l’ultima è proprio il crollo di questo viadotto.

Purtroppo sembra che a noi italiani la cosa ci indigni solo il tempo  per animare qualche discussione dopodiché si passa ad altro argomento. Meschini!

Eppure i crolli fanno vittime, danni di milioni di euro, creano scompiglio nelle amministrazioni, rendono le persone più irritate e sempre più insoddisfatte della politica che la amministrano. Eppure non accade nulla e il senso della gente è sempre lo stesso: non è successo nulla a me e posso andare avanti.
L’italiano, in genere, è incapace di fare squadra di stare unito nel momento del bisogno e di intervenire contro questi fatti che sono costati alla comunità diversi miliardi, sudore e fatica dei contribuenti. Nulla, a pagare son tutti contenti, perché tra pagare e prendere un bastone in mano ed usarlo c’è un bella differenza eh!

Bimbo minchia ti tasso!

15 luglio 2014 Lascia un commento

In questi tempi di ripresa economica, di luce in fondo al tunnel, ho trovato questa storiella che dovrebbe aprire gli occhi anche ai più ingenui sostenitori della ripresa in atto:

Un bambino mi ha chiesto cosa sono le Tasse:
gli ho mangiato l’82% della sua merendina.

Più tardi ho visto che la seconda merendina l’aveva mangiata di nascosto da me:
GLI HO DETTO CHE E’ UN EVASORE.

In qualità di EVASORE, come sanzione, deve darmi il 200% dell’82% della merendina evasa + gli interessi.
Ma merendine non ne ha più.

Gli ho detto che domani gli mando Equipapà a sequestrargli i giochi se non mi versa la sanzione.

Ha pianto tutto il giorno…

Anche i bimbi soffriranno la morsa che lentamente ci sta distruggendo, anche loro diverranno oggetto di interesse per l’imposizione fiscale: aumenteranno le tasse scolastiche, i costi per le visite mediche, per le medicine, senza dimenticare tutto il parco nutrizionale per finire nel giardino dei balocchi, che importiamo. Il lato positivo sarà che finalmente avremo, forse, dei bimbi più magri, meno obesi e con minor malattie del sistema endocrino spesso causate dall’eccessivo uso di alimenti composti da sostanze estranee. Un ritorno al passato, ma con un pegno per la società inimmaginabile: bimbi viziati che in mancanza della droga quotidiana delle schifezze che gli somministriamo ci taglieranno la gola alla moda salafita o takfirista.

Siamo difronte ad una situazione che non ha via d’uscita e nonostante i grandi proclami dell’attuale governo (riforme+ripresa economica, abbiamo rilanciato l’economia con la creazione di 54 mila nuovi posti di lavoro), i problemi strutturali rimangono sul tappeto senza nessuna vero cambiamento. Ci parlano di quella del Senato, che si sta arenando, delle Provincie, mai messa in atto, della creazione delle mega regioni, o dei piani territoriali omogenei (dove confluiranno i parassiti pubblici di regioni/provincie/enti-in-via-di-soppressione), ma di appropriati cambiamenti strutturali non c’è nemmeno l’ombra.

Uno di questi, ad esempio, potrebbe essere il cambiamento strutturale dei contratti del pubblico impiego parificandoli a quelli del privato, con le stesse caratteristiche: chi fa e produce efficienza rimane e fa carriera, chi scalda la sedia od ostacola i miglioramenti va a casa o in galera. Un altro potrebbe essere quello di limitare i versamenti obbligatori che il dipendente pubblico effettua ai sindacati, e sono diversi miliardi all’anno che vanno ad ingrassare associazioni che non hanno nessun obbligo di bilancio. Un altro invece potrebbe riguardare il finanziamento dei partiti, ultimamente passato in sordina: non se ne parla più! Che senso ha che partiti che non hanno superato la soglia di sbarramento prendano denari? Eppure accade, e stiamo parlando di 2,5 miliardi nel totale. Gli interessi sono moltissimi e talmente ingarbugliati che colpiscono anche quelli che vorrebbero tenersene fuori, ma è impossibile: una volta entrati nella macchina della burocrazia non se ne esce! Per limitare le spese ci sarebbero moltissime voci da ritoccare al ribasso, una per tutte: gli stipendi dei parassiti di camera e senato, un’altra ridurre il numero dei dipendenti del Quirinale, che cosa servono 1720 persone per una sola persona con una spesa di oltre 211 milioni?
Ma sono solo poche voci che non incidono minimamente sulla voragine del debito dello stato che in questi ultimi mesi, da gennaio ad oggi, ha prodotto 98 miliardi di debito.

Eppure in tutto questo, quello che ancora molti italiani non hanno capito, è che il sistema ha bisogno di alimentarsi con il continuo drenaggio di denaro dal privato, solo così “questo stato” può continuare a sopravvivere. Certo quelli che hanno dato il voto a Renzi, pagando l’obolo “obbligatorio”, non capiranno mai; ma gli altri, i diversi milioni di italiani, dove stanno, sempre con la testa sotto la sabbia o davanti alla TV per i pallonari?

Comunque prepariamoci alla prossima stringata “obbligatoria”. Lo indica apertamente il FMI su richiesta della Deutchbank che l’anno scorso indicava l’unico sistema per rimettere in sesto i conti disastrati della nostra terra: prelievo forzoso, ovvero patrimoniale a go-go (si parla di un 10%). Già attuata con l’aumento dell’imposizione fiscale dei conti correnti, con l’aumento dell’IVA fino al 22%, ma ancora troppo poco per il sistema parassitario. Il ricorso di questa iniziativa criminale si inserisce nel piano del FMI che per voce della sionista Lagarde indica la sottrazione della ricchezza privata per assolvere ai debiti degli stati più indebitati. Già nell’ottobre 2013 il FMI suggeriva che la crisi dell’euro dovesse essere gestita aumentando le tasse. Il FMI aveva fatto pressioni per una tassa sulla casa da imporre dove non presente. Poi aveva chiesto una generica «tassa sul debito» nella percentuale del 10% per ogni famiglia della zona euro che avesse anche solo modesti risparmi.

Ma non è finita qui, perché oltre al prelievo verrà manipolato anche quanto fino ad oggi apparentemente sembrava stare fuori dai giochi: i fondi pensione e le assicurazioni. Questa pratica espropriatoria che verrà messa in pratica quanto prima, porterà alla vera distruzione del tessuto sociale. Immaginiamo quanti hanno investito i propri risparmi in polizze assicurative che a loro volta hanno agganciati i rendimenti ai fondi pensione: una volta messe le mani su questo enorme gruzzolo dai parassiti di stato colui che vorrà farsi liquidare la polizza dovrà aspettare probabilmente anni…queste cose però non ve le dicono i vari media allineati perché farebbero terrorismo. E’ il caso dei CACs (Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 96717 del 7 dicembre 2012) obbligazioni di stato che prevedono la variazione del tasso di interesse in corso d’opera e/o l’allungamento della scadenza a seconda delle necessità dello stato, come dire che se lo stato parassita non ha denaro ci impone di attendere qualche anno per rimborsarci del prestito che gli abbiamo fatto e/o di accettare un tasso di interesse più basso se non addirittura negativo!!!. Alla faccia del popolo dei BOT/BTPCTZ/CCT.

Vorrei solo ricordare che l’unico sistema per mettere la bestia parassita in condizioni di non nuocere è NON dargli da mangiare ed impedirgli di di rubarci dalle nostre tasche.

Treni Italia, una privatizzazione efficiente.

5 marzo 2014 1 commento

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Dopo le varie peripezie che il settore dei trasporti ha subito nel corso degli anni con le varie privatizzazioni (finte), può accadere che si scorga qualche piccolo malanno o disservizio che, inevitabilmente, ricade sempre sul fruitore finale.

Errore!! Questa volta Treni Italia ha dato esempio di efficienza, di correttezza e trasparenza, ma veniamo ai fatti.

Una conoscente si trovava in 1ª classe nel tragitto “Gorizia-Udine-Conegliano-Mestre”, nella tratta “Conegliano-Mestre” la 1ª classe viene declassata a 2ª e il controllore a bordo del convoglio avvisava del declassamento appuntando il fatto sul biglietto e informando che poteva essere richiesto il rimborso a Treni Italia.

Efficienza e cortesia!

La conoscente, scesa a Mestre, inizia la procedura per poter avere l’accredito per la differenza dovuta al declassamento del suo biglietto di 1ª classe. Tutto procede in ordine e senza intoppi.

Ai tempi dei Treni di Stato (FFSS) la cosa era trattata in maniera pressapochista: si andava all’ufficio reclami si mostrava il biglietto e si chiedeva il rimborso relativo della differenza che veniva immediatamente saldato dall’impiegato e tutto finiva lì. Ma si sa, in questa maniera c’è sempre qualcuno che “ciurla sul manico”, quindi ora, Treni Italia, con la procedura del rimborso creata, è certa che non ci saranno dispersioni di denaro senza motivazione.
Ogni cosa è tracciata, anche il più piccolo valore economico.
Vuoi mettere le voragini che si erano create con le Ferrovie dello Stato?

Infatti, siccome non scappa nulla e tutto è tracciabile una volta partita la richiesta del rimborso Treni Italia ci lavora al fine di soddisfare la clientela che non può lamentare lentezza e bizantinismi costosi.

Alla conoscente arriva una lettera raccomandata di avviso che tra qualche giorno le sarà versato a mezzo assegno bancario, il credito dovuto:

TreniITalia1

Incredula e basita mi ripete al telefono la cifra che le sarebbe dovuta arrivare con un assegno: 2,10 euro (due/10). Ebbene, non ci si può meravigliare, finalmente abbiamo una struttura che funziona alla perfezione, alcuni impiegati che smistano i declassamenti, altri che redigono verbali ed altri ancora che iniziano a preparare una lettera di avviso, e tutto per l’efficente burocrazia di Treni Italia.

Perché lamentarsi? Perché imprecare? Alla fine Treni Italia saprà con esattezza che avrà dato un rimborso per il declassamento alla 2ª classe di un biglietto di 1ª classe. Possiamo rimanere meravigliati di questa meraviglia burocratica?

Alcuni potrebbero supporre che si tratti di una barzelletta, ma invece, qualche giorno dopo arriva il tanto atteso assegno che comporterà un paio d’ore di permesso per poterlo incassare in banca:

TreniITalia2

La meraviglia della meraviglie, l’azienda ha partorito il topolino e gli utenti ne sono grati per l’immane fatica di aver prodotto un rimborso di 2,10 euro. Ma…al ragioniere viene sempre in mente una cosa: quanto sarà costato alla società Treni Italia tutta la procedura di accredito di 2,10 euro? Proviamo a fare un conto a braccia?

Ebbene:

– il capotreno che deve scrivere sul biglietto di 1ª classe che è stato declassato;
– Notifica del capotreno al capo-servizi (si chiamerà così?) del declassamento;
– I Capo-servizi che invia la notifica alla centrale amministrativa la notifica del capotreno;
– La centrale amministrativa che verifica l’esattezza della notifica e la invia a sua volta all’ufficio “rapporto con il pubblico” se esatta, altrimenti ritorna indietro per una seconda verifica;
– L’ufficio “rapporto con il pubblico” che da ordine ad una persona di inviare una lettera alla conoscente;
– L’impiegato che deve scrivere quattro parole in croce, forse sono dei prestampati (me lo auguro) per informare che le sarà concesso l’accredito ed invia la lettera con raccomandata!
– Nel frattempo, dal 20/01/2014 al 17/02/2014, viene inoltrato l’ordine di inviare l’assegno: si attiveranno quindi l’ufficio amministrativo per il controllo del budget della cifra scritta e delle eventuali discrepanze di tutta la catena burocratica: non si scherza con i denari del pubblico!!
Alla fine si ordinerà di preparare l’assegno che dovrà essere firmato da un responsabile con potere di firma e quindi messo nelle mani di un fidato impiegato che provvederà ad imbustarlo e inviarlo a mezzo raccomandata assicurata (normale).

Tutto questo per euro 2,10 (due/10). A braccia, come detto sopra, sarà costato almeno 200 euro, ma sicuramente molto di più, perché molti passaggi non saranno corretti. Inoltre la conoscente dovrà prendersi un paio d’ore di permesso dal lavoro (costo di almeno 150 euro) per andare in banca a depositare questa immensa somma.
Vi domanderete ma chettefrega di 2, 10 euro: errore! La bestia parassita di stato gode di questi chemmefrega!

Ora, alla luce di questa efficiente burocrazia che sarà costata almeno 200 euro per produrre un accredito di 2,10 euro, forse era più semplice, come accadeva una volta, fare in modo che gli sportelli delle biglietterie, una volta che il capotreno aveva vidimato il declassamento, fossero abilitate a queste cose, magari con un limite di spesa. E invece no!

E’ necessario creare una rete di parassiti (capotreno-caposervizi-centrale amministrativa-ufficio rapporto con il pubblico – impiegato – ufficio amministrativo – ecc.ecc.) che costano milioni di euro all’anno per gestire delle briciole di accredito che avrebbero potute essere risolte in pochissimi passaggi ed a costo zero.

Ora si capisce dove si annida il parassitismo di stato? Perché l’inefficienza, l’inettitudine e il pressapochismo è sovrano nella nostra nazione? Si capisce perché certi amministratori delegati prendono milioni di euro nonostante i buchi creati nella gestione? Per il semplice motivo che devono fare di tutto per creare confusione e inefficienza così da permettere a molti parassiti, spesso involontari, di sopravvivere.

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