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Navy seals in terra di Sicilia, avvertimento per Crocetta?

4 aprile 2013 1 commento

A fine marzo riportavo un articolo sul Muos di Niscemi e sulla revoca delle autorizzazioni che Crocetta, della regione Sicilia, aveva attuato.

Oggi leggo quanto segue e che pone delle serie domande sulla nostra sovranità e sulla nostra terra.

BlackKawck

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I BlackHawk americani sono apparsi per la prima volta a fine settembre (in terra di Sicilia, Italia e nessuno sa nulla!).

Una lunga formazione di nove elicotteri scuri che hanno sfiorato a tutta la velocità le campagne alle porte di Corleone.

I contadini li hanno osservati volare via in direzione di Contessa Entellina, sempre in provincia di Palermo, lasciandosi alle spalle il suono cupo dei rotori. Non sapevano che quel raid improvviso era solo la prova generale dei giochi di guerra nei cieli della Sicilia.

A fine ottobre la scena si è ripetuta. Questa volta un elicottero è sceso a terra. Le foto lo identificano come un velivolo delle forze speciali, con mitragliatrici sulle fiancate e sistemi elettronici d’avanguardia. E anche i marines sbarcati al suolo avevano l’equipaggiamento dei commandos: dovrebbe trattarsi di una squadra del combat rescue, le truppe scelte che devono penetrare dietro le linee nemiche per soccorrere i piloti abbattuti. Come fecero in Bosnia nel 1995 salvando il capitano Scott o’ Grady, nascosto nei boschi per sfuggire ai miliziani serbi. I contadini di Contessa Ezzellina hanno accolto quella pattuglia calata dal cielo con abbracci e sorrisi: anche i marines con visori infrarossi sugli elemetti si sono messi in posa per una foto ricordo. Poi sono tornati a bordo e decollati a tutta velocità.
Ma dopo il primo contatto amichevole, da ottobre ad oggi le cose sono cambiate. La frequenza degli atterraggi a Contessa Entellina si è intensificata, fino a diventare da febbraio quasi un appuntamento settimanale. Vengono descritte come esercitazioni di combattimento, con le formazioni di elicotteri che arrivano al calar del sole e sbarcano le squadre d’assalto sul terreno. Poi, in genere dopo due-quattro ore, i BlackHawk tornano a recuperare i commandos.

Spesso gli americani piazzano sul terreno anche strumenti elettronici: forse apparati di trasmissione o sistemi di misurazione, che vengono smontati prima di ripartire. Il tutto sopra poderi seminati a grano, non in un poligono desertico o in una base statunitense.
In un paio di occasioni, lo sbarco in Sicilia è avvenuto a notte fonda, gettando nel panico le popolazioni che vivono in quei territori agricoli. Dopo il frastuono delle pale dell’atterraggio, la scena raccontata da chi ha seguito le fasi della missione notturna è quella di un action movie, con lucine azzurrognole (presumibilmente dei visori o dei faretti istallati sulle armi dei militari) a mezz’aria che si muovono in velocità a zig zag verso immaginari obiettivi. L’ultima missione a Contessa Entellina si è tenuta proprio alla vigilia di Pasqua. Questa volta, secondo il racconto dei presenti, dall’elicottero non sono scesi soltanto i commandos, ma anche un signore in abiti civile che per oltre tre ore è rimasto indaffarato con le sue misurazioni.

Anche le dinamiche sono cambiate: non ci sono più contatti con la popolazione locale. «Qualche volta ho cercato nuovamente di avvicinarmi a loro per chiedere il perché della loro presenza“ spiega G.S., un contadino della zona “e al loro primo atterraggio abbiamo parlato. Non ho capito granché perché non conosco quasi per nulla l’inglese. Ma dopo quel primo atterraggio, hanno sempre evitato incontri con i civili. Se si accorgevano di una presenza, salivano in cielo per pochi minuti e spostavano di qualche centinaio di metri il loro punto di sbarco».
Chi ha autorizzato queste missioni militari in zone abitate? Si tratta di semplici esercitazioni o i raid degli elicotteri hanno anche altre finalità? Alcuni degli abitanti fanno notare come le misteriose operazioni in provincia di Palermo si siano intensificate proprio con l’aumentare delle polemiche tra il governo regionale e i vertici dell’US Navy della grande base di Sigonella, da dove probabilmente decollano questi stormi. Un confronto quello tra la giunta Crocetta e l’amministrazione statunitense sfociato nella decisione di revocare le autorizzazioni regionali al cantiere del MUOS, il sistema di comunicazioni satellitare fondamentale per i piani futuri del Pentagono. Solo una suggestione, tra le tante ispirate dall’enigma degli assalti aerei nelle campagne della Sicilia più profonda.
Piero Messina

Fonte: byebyeunclesamFonte

Terremoti e petrolio: c’è di mezzo il "fracking"?

5 giugno 2012 1 commento

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E’ evidente che in queste giorni di angoscia e paura incontrollabile vi siano molte fantasie su quanto accade nelle zone terremotate di recente.

In un post precedente si era ipotizzato che le scosse del 20 maggio fossero di origine umana, causate forse da alcune esplosioni nelle profondità del terreno dopo aver visto l’andamento dei grafici che non presentavano la progressione delle onde telluriche. Probabilmente e a seguito delle osservazioni di un lettore, si arrivava a concludere che la strumentazione, forse amatoriale, delle stazioni di rilevamento, non poteva registrare tutto l’arco di vibrazioni, da lì quindi il risultato dei diagrammi.

Ora però si scorge che ci sono alcuni studi che lasciano abbastanza interdetti di fronte al dolore ed ai danni causati da questi eventi sismici.
Uno studio del Porf. Ortolani dell’Università di Napoli evidenzia che nella zona oggetto del sisma per molti anni si sono svolte moltissime trivellazioni alla ricerca di Gas e Petrolio attraverso la tecnica del Fraking:

frackin

La tecnica, sommariamente, è utilizzata per spingere petrolio e gas in superficie quando questi non siano in grado di farcela. Sostanzialmente si perfora il terreno e trovata la sacca di gas/petrolio che non risale in superficie si inietta nel terreno ad alta pressione acqua mescolata a sostanze gelatinose o acqua e sabbia per spingere gli idrocarburi in superficie. In questi ultimi anni accade però anche l’azione  inversa di immagazzinamento degli idrocarburi nel sottosuolo, così che trovata una zona adatta per tale scopo si provvedere alla perforazione e all’iniezione di gas o petrolio da conservare.

Lo studio del Professor Ortolani evidenzia quindi una certa correlazione tra il sisma e queste attività, ma non indicandone la causa, quanto piuttosto una conseguenza peggiorativa di una zona già in equilibrio instabile. Allo stesso tempo, e per una non si sa quale considerazione tecnica, Il Giornale contesta in un articolo la possibilità che il fracking abbia qualche correlazione con i terremoti in corso in Emilia e lo fa intervistando un sismologo dell’INGV, il quale afferma: “Normalmente viene usato su pozzi che hanno delle dimensioni del metro e arrivano a 2-4 km di profondità… La faglia che ha provocato il terremoto in Emilia è grande dieci chilometri e si trova a 10-15 chilometri di profondità“. Dimensioni ben diverse, insomma. Così dice l’articolista, aggiungendo inoltre per bocca del sismologo che  “Tutti gli eventi di sismicità indotta (il fracking, ma anche le estrazioni petrolifere o anche la pressione di una diga sulle rocce) sono monitorati” (ne siamo certi al 100%?).

Certo non ci si può misurare con un tecnico dell’INGV, ma appare evidente che la profondità del sisma sia variabile in maniera piuttosto particolare e le caratteristiche del sottosuolo ci sono sconosciuti. In un sito che tiene costantemente aggiornato l’andamento dell’attività sismica, si evidenzia che la scossa maggiore (6.1) è avvenuta a 10 km di profondità, mentre a 60 k m di profondità una scossa ha fatto registrare una magnitudo di 2,9. La media delle profondità appare essere di 9,5 km con punte estreme dai 60km (una sola) e 1km.

Le scosse più intense si sono avute tra i 10km e 2 km. Ora, ammesso e non concesso che i tecnici dell’INGV abbiano conoscenze a noi taciute, sembra evidente che vi sia qualche discrepanza anche in virtù dei moltissimi articoli relativi all’attività sismica causata proprio dal fraking. Il 7 novembre del 2011 un’azienda (Cuadrilla) dovette sospendere l’attività di perforazione e di sondaggio nel Nord-Ovest dell’Inghilterra a causa dei frequenti tremori e scosse sismiche anche di magnitudo 3.1.

Oltre al problema della ricerca di idrocarburi c’è anche quello dello stoccaggio degli stessi e guarda caso anche nel sito di Parmanews viene evidenziato il problema tanto che il

17 febbraio 2012, i Ministri dell’Ambiente e dei Beni Culturali Corrado Clini e Lorenzo Ornaghi hanno decretato la compatibilità ambientale e la conseguente autorizzazione di opere di indagine geologica (cioè trivellazioni con uso di cariche esplosive e pompaggio di acqua ad alta pressione), allo scopo di verificare la realizzabilità di un gigantesco deposito di gas metano, nel sottosuolo dei comuni di San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Camposanto, Medolla, Mirandola e Crevalcore, all’interno di una altrettanto gigantesca cavità naturale situata a quasi tre chilometri di profondità ed in grado di servire allo stoccaggio di 3,2miliardi di metri cubi di gas metano (equivalente al volume di un’enorme sfera dal diametro di quasi 2km).

E’ possibile verificare nel sito governativo dello Sviluppo Economico quanto attualmente si sta facendo in Italia. Ci sono 1000 pozzi produttivi dei quali 615 su terraferma e 395 in mare.
La produzione di gas annuale ammonta complessivamente a circa 8 GSm3 di gas (nb. GSm3= Giga Standard metrocubo di Gas) e 5 Mton di olio (nb.Mton=megatonnellate di olio) e tali produzioni contribuiscono rispettivamente per il 10% ed il 7% al fabbisogno energetico nazionale. Non male, no? Inoltre c’è da tener in considerazione che in tutto questo affare energetico c’è sempre la voce denaro che la fa da padrone e in questo caso viene definito royalties (chiamarle diritti è offensivo?). Si legge dal sito dello sviluppo economico che:

Le royalties per le produzioni di idrocarburi in terraferma sono ripartite per il 55% alle Regioni, il 30% allo Stato e il 15% ai Comuni. Tuttavia per le Regioni a statuto ordinario comprese nell’Obiettivo 1 (le regioni del Sud Italia tra cui la Basilicata, principale produttore italiano di petrolio) anche la quota del 30% dello Stato è assegnata direttamente alle Regioni.

Inoltre dato che l’Italia è perennemente alla ricerca di fonti di energia e che gli ultimi avvenimenti dello scorso anno (Guerra di Libia) e precedenti (Russia vs Ucraina) hanno provocato una penuria di idrocarburi in genere, la ricerca ha trovato utile poter immagazzinare il gas e il petrolio in terreni idonei. Il fatto in se non è particolarmente insignificante, perché in periodi di “carestia” di risorse energetiche quanto messo da parte per un paese rappresenta la possibilità di poter continuare le sue attività fino alla soluzione degli eventuali problemi internazionali. Purtroppo sappiamo che in Libia ci abbiamo rimesso quanto si era siglato con il precedente governo di Gheddafi, perdendo la corsia preferenziale che avevamo in quel paese lasciando spazio alla Germania, alla Francia, all’Inghilterra e ovviamente agli Usa. Ma per essere alleati delle grandi potenze è necessario rinunciare a qualcosa e queste sono le scelte volute da un governo fantoccio e da un presidente che si è sempre schierato a favore della guerra.

Purtroppo nelle FAQ del sito dello sviluppo economico viene dichiarato che non vi sono correlazioni tra terremoti e stoccaggio del gas, ma è evidente che il sito non  manutenuto con solerzia visto quanto scritto sopra.

Purtroppo nella nostra pianura, diventata oggetto di appetiti extra nazionali, troviamo che altre aziende sono interessate ai tesori del sottosuolo come la Aleannaresources con ben 7 siti di ispezione e sfruttamento.

E’ pacifico quindi che in una situazione del genere il primo provvedimento che dovrebbe essere preso dalle autorità – considerando che non sanno nulla sulla prevedibilità dei terremoti – dovrebbe essere quello di interrompere immediatamente per almeno un anno tutte le attività estrattive e di immagazzinamento, controllando al tempo stesso le aziende interessate allo sfruttamento dei bacini energetici dati in concessione se hanno operato nei limiti imposti dalle concessioni, e solo dopo che si sarà calmato questo sciame sismico provvedere al rilascio dei permessi.

Purtroppo il connubio tra interessi privati e potere energetico va oltre la stabilità territoriale così come viene meno l’interesse pubblico e delle popolazioni che in quei luoghi vivono e lavorano.

Ref: luogocomune –  altocasertanowebcontroxena05

Si veda anche:

https://geoazur.oca.eu/spip.php?article1259

https://sites.google.com/site/cellulepostsismique/home/seisme-italie-du-nord-20-mai-2012-mw-6-2

Terremoto come false flag?

20 Maggio 2012 7 commenti

Questa notte, come molti già sanno, alle 4,03 c’è stato una scossa tellurica di 5.9 della scala Richter in Emilia Romagna , abbastanza forte da essere sentita anche in altre regioni come in Friuli e Lombardia, oltre che Toscana e Marche.

La cosa strana è la zone dell’epicentro, la Pianura Padana, notoriamente classificata zona a rischio terremoti molto bassa. A quell’ora di notte le notizie che si ricorrevano non erano molto precise e nemmeno il sito dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia riportava alcuna notizia di rilievo. Altri invece, più amatoriali e forse meno affidabili – ma comunque presenti – mettevano in linea i tamburi dei grafici che indicavano con una certa evidenza quanto stava accadendo:

drum_1

La prima cosa che mi è saltata subito all’occhio è il grafico che appare subito all’inizio in rosso che indica la portata della scossa registrata. C’è un’osservazione da fare e riguarda la stazione di rilevamento che non si trova in Emilia-Romagna  ma in Toscana a Capannori (LU) distante dall’epicentro circa 100 km in linea d’aria. E’ ipotizzabile quindi che le scosse di avvertimento non siano state registrate per la distanza, ma allo stesso tempo appaiono evidenti quelle decrescenti nei minuti successivi.

Il grafico classico di un sismografo appare essere come in figura:

Terremoto

in cui sono evidenti nel tracciato l’inizio a sinistra della scossa che poi ha i suoi vertici  tra i secondi 20 e 30 e il decadimento delle scosse. In quello più sopra questa rappresentazione non appare esserci e forse, come già detto potrebbe essere dovuto alla distanza da ipocentro (?) della scossa oppure a causa di altri fattori come per esempio una esplosione sotterranea che non produce il grafico appena visto:

 terremoti1

Nella prima riga rossa appare chiaro che l’esplosione del test nucleare ha compresso fortemente gli strati profondi e le onde che ne sono derivate sono evidenti come dei picchi che poi decrescono nel tempo fino ad affievolirsi.

Potrebbe essere accaduto qualcosa di simile anche in quella zona? La domanda appare lecita anche se molti potrebbero obbiettare che le scosse successive non sono originate da esplosioni. Beh, verissima, ma un’esplosione una volta innescata non è controllabile e negli strati profondi della terra nessuno ci ha messo il naso e nessuno è in grado di sapere come si comporteranno le rocce presenti e come si stabilizzeranno.

Ovviamente non credo che qualche entità misteriosa abbia posizionato una bomba nucleare nelle profondità della Pianura Padana, ma posso credere che, date le tecnologie odierne in mano a certe nazioni (leggasi progetto Haarps) e tutto quello che non ci viene detto, in momenti particolari della storia attuale vi siano le possibilità di mettere in pratica quanto si sospetta.

Auguriamoci che non sia così, ma viste le follie che in questo mondo si compiono in nome di disegni criminali c’è da aspettarsi di tutto. Approfondiremo.

La propaganda menzognera italiana.

3 gennaio 2012 4 commenti

Molti avranno visto alcune sequenze di un filmato mandato in onda da RaiNews sulle efferatezze dei criminali siriani contro i dimostranti inermi (?) della Siria. Ieri, verso le 20 la stazione digitale terrestre di Rai News ha mandato in onda alcune sequenze delle barbarie di alcuni aguzzini siriani nei confronti dei dimostranti.

L’analisi dei filmati lasciano intravvedere la montatura del montaggio. Persone accovacciate coperte con un maglione riversato dalla pancia alla faccia e prese a fustigate (nel video si parla di bastonate). Nello stesso video si vede poi un’altra persona che si avvicina, anch’essa con il maglione arrotolato sulla faccia e si accovaccia, lentamente, vicino alla prima e “sembra” anch’essa essere presa a fustigate. I colpi inferti sembrano colpire parti del corpo come braccia, spalle, ma non traspare quella brutalità  che  viene descritta dalla voce del narratore. Appare quindi possibile che un video del genere sia una ulteriore prova della manipolazione mediatica e portata dai servizi inglesi (MI6) dal Mossad e dalla Cia, i veri sostenitori delle così dette primavere arabe.

Guarda caso, sullo stesso tema si scoprono poi alcune piccole pillole di saggezza.
L’Osservatorio dei diritti Umani con sede a Londra, è la principale fonte delle notizie che vengono inviate ai media internazionali in coordinamento con le informazioni di ONG Usa direttamente finanziate dal ministro degli esteri britannico William Hague. Con sede a Londra l’Osservatorio siriano per i diritti umani, che è la principale fonte di queste palesi bugie, riceve tutte le sue relazioni telefonicamente e i video da YouTube da dentro la Siria, ma nessuno dei quali è possibile verificare in modo indipendente o ufficialmente l’autenticità, quando invece nei nostri media vengono palesemente presi come veritieri.

Quasi nello stesso momento c’è stato un cambio della guardia presso l’Amnesty International Usa, in cui è stata eletta una diretta assistente della Hillary Clinton e di Richard Holbrooke (un certo tipino finanziatore della associazione UANI), la Signora Suzanne Nossel.
La signora Nossel aveva precedentemente lavorato per Human Rights Watch, così come per Bertelsmann Media Worldwide e per l’amministrazione del Wall Street Journal.
Il Consiglio di Amministrazione di Amnesty International degli Stati Uniti, ritiene che l’impegno di Suzanne Nossel nelle amministrazioni Clinton e Obama sia una garanzia di competenza e non ha tenuto contro dei crimini commessi in Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libano, ecc.
Nossel è all’origine delle varie campagne contro Iran, Libia e Siria. Negli ultimi mesi, si è illustrata nel disinformare il Consiglio dei Diritti Umani di Ginevra, in modo da fare adottare una delibera del Consiglio di Sicurezza che autorizzava la guerra contro la Libia. Le accuse della signora Nossel sono state smentite da allora.

Appare evidente che in questo marasma mediorientale ogni notizia debba essere presa con le pinze viste la portata dei valori in gioco. Da un lato abbiamo le forze occidentali che stanno facendo di tutto per rovesciare il regime di Assad e conquistare quell’egemonia sul mediterraneo che permette a loro il controllo diretto del lato occidentale sul blocco russo. In parte infatti la disposizione delle pedine sullo scacchiere europeo sono già state sistemate (vedasi la distribuzione delle rampe di lancio proprio a ridosso dei confini russi). Manca quindi ancora il lato sud, quello più prezioso, per ora, e quello anche di difficile controllo. E dall’altro c’è il così detto impero del male, come l’ebbe a definire uno dei più apocalittici deficienti americani del globo Mr. G.W. Jr. Bush, costituito da Siria, Korea, Iran, Russia e Cina, oltre ovviamente alle varie nazioni del Sud-America che non hanno ancora accettato la mondializzazione di stampo statunitense. Cosa posso questi stati di fronte allo strapotere, all’intolleranza, al razzismo, al potere liberticida?

Natale 2011

26 dicembre 2011 Lascia un commento

Natale 2011

Mentre nell’occidente ipnotizzato dalle melliflue melodie anglosassoni – odiosa dimostrazione di servitù al potere sionista-massonico alle logge inglesi e americane – da immonde dimostrazione di falsa bontà e falso amore per l’altro, povero, inerme ed usato allo solo scopo di mettere in luce le azioni, aventi altri scopi, di alcuni nostri politici (Andrea Ricciardi), in altre zone di questo mondo, in quello che solo in parte riusciamo a vedere e scrutare senza il filtro roseo della verità comandata, si stanno mettendo a punto quello che ad una persona normale sembrerebbe la follia dell’intero essere umano.

Nello stretto di Ormuz la marina iraniana sta mettendo a punto sistema d’arma elettronica per accecare e disturbare sottomarini, bombe di profondità e missili a lunga gittata. Le avvisaglie, i ricatti, le vessazioni americane, il continuo embargo delle nazioni unite e le sanzioni economiche stanno portando gli iraniani ad un passo dal baratro di una guerra della quale non si scorgono i limiti. Il Qatar in questo scenario si inserisce come il cavallo di Troia dell’egemonia anglo-americana nella regione. Tramite Aljazera e le sue false dichiarazioni sugli avvenimenti della zona del Golfo Persico (Barahein) e degli scontri che avvengono, silenziati nei media occidentali, lo sceicco del Qatar Sheikh Hamad bin Jassem Al Thani sta allungando le mani sul potere dell’Arabia Saudita cercando di spodestare lo sceicco Abdullah bin Abdul Aziz Al Saud permettendo l’inserimento di basi americane nel territorio del Qatar per il controllo della regione. Ma nel contempo gli avvisi iraniani non si fanno attendere indicando che qualsiasi minaccia alla sovranità nazione avrà come effetto la chiusura dello stretto di Ormuz

Lo stesso è accaduto contro la Libia, il paese dove non c’era disoccupazione, dove istruzione, sanità, casa ed assistenza sociale erano gratuiti e non possiamo quindi meravigliarci che lo stesso trattamento venga applicato anche ai persiani.

E’ scritto, anzi l’ha voluta una banda di criminali da processo per direttissima e condannati a morte per crimini contro il genere umano; sono quegli uomini ammalati, profondamente ammalati, ma che la loro vita mette a repentaglio quella di miliardi di persone; sono quelli che, attraverso i loro agenti – una grossa fetta dei nostri rappresentanti politici e delle forze dell’ordine – stanno ordendo alle nostre spalle per rovesciare e costituire una nuova repubblica, la Terza Repubblica, quella in cui ogni diritto del singolo sarà soggiogato al benessere del potere costituito. Già lo vediamo nelle scelte economiche e finanziarie e non si tratta quindi di semplice e becero complottismo: dall’inizio dell’anno ad oggi diversi miliardi di euro sono fuggiti dall’Italia verso i vari paradisi fiscali, Svizzera, e paesi non legati alla zona euro, qualcuno forse ha conoscenze che la maggioranza non sa!

E tutto questo appare nella rosea pantomima natalizia, allegoricamente applicata a quella massa informe di persone che corre per acquistare una scarpa di plastica, firmata da un povero deficiente, al prezzo popolare di 200 dollari, costruita e fatta da gente povera più o come quei negri che si sono assiepati nelle varie città americane per acquistare un simbolo sociale vacuo, immondo, puzzolente (la plastica delle scarpe è derivata dal petrolio), deperibile, antigienico, scomodo, ed inutile anche per un letamaio. Se comperavano letame avrebbero fatto un affare, con quel che costa, ma con una scarpa, mah?

Eppure è questo che ormai siamo abituati a vedere e sentire: code chilometriche per oggetti inutili, prodotti da gente povera, trattata peggio delle bestie, ad un prezzo irrisorio.

Qualche giorno fa è stata chiusa un fabbrica nel Veneto, una fabbrica che andava benissimo, aveva un buon fatturato, degli ordini futuri, e non aveva problemi di pagamenti oltre ad essere puntuale con le banche. E’ stata chiusa per essere delocalizzata in Cina ed in Romania, lasciando disoccupati alcune centinaia di persone.

Ecco uno stato serio dovrebbe dire: “Bene! La cassa integrazione per 5 anni la paghi tu, cara azienda che delocalizzi e non un soldo ti verrà dato a sostegno del tuo desiderio di delocalizzare, inoltre, visto che tu lo vuoi fare, lo potrai fare solo per quella parte di attività dove non serve la genialità e l’esperienza del lavoro artigianale di generazioni italiane che ti hanno permesso di arrivare dove sei. ” Ma non si scorge nessun stato serio all’orizzonte, perché un discorso del genere potrebbe, porcaccia miseria, essere scambiato per becero nazionalismo, mentre invece i capitali devono fluttuare, muoversi e rendere sempre di più…ma a favore di chi?

Parentesi social-economica a parte, le premesse ci sono tutte, la gente è incattivita e lo è tanto più che sempre maggiormente riceve dallo stato in cui vive risposte vacue, che non risolvono nulla, che non mettono al loro posto le cose come devono girare.  La gente e buona parte di quelli che sono il motore della nostra economia, sta cominciando a perdere la pazienza, però…poi vedi i dati dei consumi natalizi e cascano le braccia, facendo invece esultare proprio quelli che il popolo vorrebbe combattere: 2,3 miliardi spesi per cose inutili. Una buona fetta della spesa natalizia è andata a finire nel budello del popolo, alla faccia della crisi e delle sfilate “oceaniche sindacali”. Quello italiano è veramente un budello di popolo.

Ma in questa maniera, ai piani alti, sanno come far ballare il loro schiavetto: più la pancia è piena e più gioisce delle cose che interagiscono con i sensi animaleschi: sesso ,droga ed alcool, maggiormente è malleabile e non s’inventa pensieri che potrebbero disturbare il disegno organico di denazionalizzare.

L’anno che verrà cosa potrà riservarci, visto le premesse?

19 dicembre 2011 1 commento

Siamo alle porte del Terzo Conflitto Mondiale?

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Ieri indicavo che i tempi sono maturi per una terza guerra mondiale e che le grandi nazioni del globo conosciuto stanno incrociando le spade per appropriarsi delle risorse necessarie alle loro sopravvivenze.

E’ impensabile credere che nazioni “democratiche”, sulla carta, come Usa, Canada ed Europa siano pronte a sferrare un attacco preventivo contro il male assoluto come l’Iran, ma i continui messaggi, le sanzioni economiche, bancarie e finanziarie non sono portatrici di belle speranze. I messaggi inviati dai Capi di Stato suddetti sono senza speranza e senza una via di ritorno e nonostante le continue aperture iraniane all’Aiea di visitare i siti nucleari, la disinformazione guidata occidentale spinge l’altra parte del mondo ad agire per preservare la loro esistenza.

L’Iran è il terzo produttore mondiale essenziale e strategico per la Repubblica Cinese, così come anche attore nelle attività energetiche per la Russia. Un conflitto aperto occidentale contro l’Iran, sappiamo tutti, avrebbe conseguenze catastrofiche per l’intera area orientale: le forniture dell’Arabia Saudita, dei vari staterelli rivieraschi del Golfo Persico vedrebbero ridotta la loro capacità produttiva e di estrazione a causa del blocco dello stretto di Ormuz.

Già le informazioni a tal proposito non lasciano spazio alla fantasia, perché le continue minacce israeliane di bombardare i siti nucleari, i falsi complotti iraniani di assassinare un membro delle nazioni unite dell’Arabia Saudita, le misteriose esplosioni in alcune zone di Isfhan e di Shabab, la distruzione di alcuni vettori missilistici, l’uccisione di alcuni addetti ai siti nucleari e del responsabile del programma nucleare iraniano, i continui attacchi informatici tramite l’utilizzo del virus informatico Stuxnet, sono le premesse che la provocazione di Usa, Israele ed Europa stanno portando contro l’Iran per trascinarlo in una guerra totale. E’ necessario sottolineare la pazienza estrema di quel popolo che sottoposto a sanzioni vessatorie riesce comunque a non entrare nell’inganno dell’occidente.

I fatti, secondo alcune fonti, sembrano incentrarsi su alcuni avvenimenti accaduti in Qatar qualche giorno fa quando l’ambasciatore russo Vladimir Titorenko e due dei suoi aiutanti di ritorno dalla Giordania furono brutalmente assaliti in aeroporto dalle forze speciale del Qatar, della Cia e dell’MI6 (Inghilterra), i quali tentavano di impossessarsi di alcuni documenti segreti che l’ambasciatore portava con se che dimostravano l’intromissione in Siria di alcuni mercenari della fantomatica Al-Qaeda sostenuti dal governo americano di Barak Obama.

I documenti dell’ambasciatore sembrano inoltre indicare (?) che gli Usa si stiano preparando per la soluzione finale per la crisi del medio-oriente con l’utilizzo di armi nucleari e biologiche. E’ di questi ultime settimane, infatti, la scoperta – fortuita!! – di un supervirus estremamente aggressivo (una variante dell’aviaria H5N1, manipolato geneticamente), di cui ancora pare non vi siano possibilità di debellarlo. La scoperta fatta in Olanda ha suscitato notevole scalpore nel mondo scientifico.

Ma sappiamo però che gli americani non oserebbero mai attaccare i propri nemici in casa loro, specialmente se questi sanno come difendersi così che in queste ultime due settimane sono stati portati degli attacchi di prova con i droni radio-guidati da terra. Il caso vuole che i comandi americani, perennemente in preda ai fumi dell’alcool o di droghe sintetiche, abbiano perso un drone in Iran che, sotto le mani di ingegneri iraniani e russi, sta portando alla luce alcune tecnologie e “segreti” che il nemico Amalek non dovrebbe sapere. Immagino la rabbia dei generali nell’aver appreso la notizia, ma tanto è il popolo americano che paga, a loro non cambia nulla.

Il Drone catturato farebbe parte di una nuova famiglia di VAS (Veicoli Aerei Senza-umani) capaci di grande autonomia di volo, di trasportare armi nucleari tattiche (gli eufemismi si sprecano) e biologiche. Il colpo mancino inferto alle forze Usa in Afghanistan, perché da quella zona è partito il drone, sembra sia dovuto all’uso di alcune tecnologie che la Russia ha messo a disposizione degli iraniani. Si tratta di stazioni radio di disturbo (Jamers) capaci di intercettare, disturbare, rompere e scoordinare le emissioni radar dei velivoli e dei missili lanciati, sia di intercettare le deboli emissioni radar che i velivoli invisbili (Stealth) sono in grado di produrre.

Come spesso ho indicato, le pedine stanno posizionandosi al loro posto ed ora si è in attesa della scintilla, quella che porterà il medio-oriente ad una guerra della quale non si conoscono i limiti.

Quali saranno le alternative per il mondo occidentale, impreparato per uno scenario del genere? Io credo che se facessimo un passo indietro nella storia di questi ultimi decenni, fino agli anni 70 si capirebbe che allora percepimmo solo una minima parte di quello che invece potrebbe accadere oggi. Gli attori di allora erano Arabia Saudita, USSR ed Usa, la Cina era ancora troppo indietro e il suo peso nello scacchiere internazionale a livello finanziario e militare era per lo più irrilevante. Inoltre a quell’epoca le mosse in ballo erano focalizzate alla supremazia delle risorse energetiche del golfo persico ed il peso che l’URSS esercitava era un deterrente di notevole entità, mentre adesso oltre a queste sono in ballo i disegni geopolitici dell’intero oriente e medio-oriente.

Il Golfo Persico e lo Stretto di Ormuz diventerebbero un cimitero di navi, il canale di Suez sarebbe presidiato dalla flotta americana e israeliana con l’appoggio degli egiziani (ricordiamo che nei pressi di Alessandria d’Egitto è presente una immensa base americana sotto il nome di Mubarak Military City), la maggior parte delle forniture di petrolio sarebbero costrette ad immensi viaggi dai costi proibitivi e i prezzi dell’energia andrebbero alle stelle. La Siria sarebbe devastata dai continui bombardamenti aerei “umanitari” della Nato e di Israele con perdite umane e architettoniche di inestimabile valore. La Turchia ingaggerebbe una serie di attriti con la Russia per il dominio marittimo sul Mare Egeo e dello Stretto dei Dardanelli, costringendo la flotta del Mar Nero a forzare il passaggio per aiutare la Siria con conseguenze impensabili (ricordiamo che la Turchia fa pare della coalizione della Nato e sul tavolo potrebbe sicuramente vantare qualche velleità sugli ex territori del passato impero Ottomano). Le conseguenze di tutto questo aumento porterebbe ad una soluzione economica impossibile per tutta l’Europa costretta a fare i conti con prezzi inaccessibili e la maggior parte della popolazione sarebbe costretta a dichiarare fallimento, incapace di autodeterminarsi, perché succube delle politiche suicide del patto Atlantico di Israele, Usa e Inghilterra. Anche il gasdotto russo verrebbe chiuso costringendo l’intero sistema occidentale ad entrare in un periodo buio senza eguali nella storia.

Possiamo permetterci questa visione possibile? Nel modo più assoluto: No!
Però c’è chi ci gioca, c’è chi insiste e chi determina il nostro futuro e quello della nostre generazioni future. Questi sono quei personaggi che popolano l’Olimpo della politica e della finanza, persone che non hanno mai avuto nessuna remora a sterminare 1/100/1000 e più vite. Persone senza fede, senza morale, il cui unico scopo è il potere per il potere, fine a se stesso. Persone animate da una malattia sanabile solo con il braccio secolare della giustizia umana che non dovrebbero popolare ed albergare i nostri palazzi del governo o quelli di altre nazioni; persone capaci di tali misfatti che se compiuti da un singolo cittadino anche il papa vorrebbe veder penzolare dalla forca.

Eppure essi esistono, stanno annidati come virus nelle pieghe della politica, del tessuto sociale ed economico che ci circonda; sono esseri pronti ad attivarsi appena se ne presenti l’occasione, senza uno scopo “biologico”, perché un virus naturale mai si sognerebbe di distruggere il suo ospite, altrimenti che senso avrebbe la sua funzione? Peggio dei virus, quindi! Che solo il fuoco o una concentrazione altissima di radiazioni gamma potrebbe eliminare.

A parte questa elucubrazione, i fatti suddetti non sono pensieri personali e nemmeno indottrinamenti forzati, ma fatti. Ogni guerra passata è sempre stata preceduta da movimenti e da scaramucce in attesa dell’evento giustificatorio, le ultime delle quali ci danno un bel esempio (Libia, Kossovo, Serbia, Afghanistan, Iraq, Pakistan, ecc.). Così lo è stato per il I° conflitto mondiale (Sarajevo) e così lo è stato per il II° conflitto (le bande armate ebraico-sioniste pagate dall’Inghilterra e dagli Usa in accordo con Stalin che sterminarono migliaia di tedeschi in Polonia e Danzica spingendo la Germania all’intervento). Siamo quindi sull’orlo del baratro e ogni evento che accadrà nei prossimi mesi potrà innescare quella scintilla che falcidierà milioni di persone.

L’anno 2012, al di là delle funeste previsioni dei maghi o dei catastrofisti, se non avverranno eventi che invertano la rotta di collisione, non sarà sicuramente un anno di cui andare fieri. Le politiche internazionali a tali proposito, sia dell’Italia che degli altri paesi europei, non lasciano spazio a voli pindarici. Il governo attuale pare quasi fatto apposta per preparaci ai prossimi sacrifici che andremo a conoscere, poiché nessuno delle forze politiche attuali è intenzionata ad andare alle urne o di cercare una soluzione diplomatica e da ogni parte si avverte che è meglio attendere il 2013, la scadenza formale dell’attuale esecutivo. In Francia, in Germania e in Inghilterra le cose non vanno meglio e dall’altra parte della cortina europea, in Russia, le prossime elezioni di Putin fanno intendere che venderà cara la pelle. In Cina sono decisi a difendere la loro autonomia energetica, ma sopratutto geopolitica con ogni mezzo contro lo strapotere egemonico degli Stati Uniti. Non ultimo l’aspetto funesto delle attività della Corea del Nord che, adesso, al cambio del potere getterà scompiglio in uno scacchiere che ormai non è più gestibile.

Sul tavolo del Risiko reale c’è una popolazione di oltre 7 miliardi di persone che in un battibaleno potrebbe essere ridotta a pochi milioni (2 miliardi è il suggerimento dei malthuisiani, seguaci dei Rockfeller e della setta dei Rothschild).

La guerra incombe

19 dicembre 2011 6 commenti

Mentre i nostri politici sembrano irrisolvere i nostri problemi, la guerra incombe sulle nostre teste.

Mancano pochi attimi alla scintilla…ne vedremo delle belle.

Ritirate i vostri risparmi, comperatevi moneta straniera: dollari, franchi svizzeri, corone danesi, norvegesi e svedesi, dollaro australiano; comperate oro od argento e nascondetelo dove vi aggrada.

Comperatevi i generi di prima necessità: fiammiferi, candele, sale, zucchero, gasolio e benzina, carne secca, scatolame e quant’altro necessita per chi non ha un pezzo di terra da coltivare, perché tra poco, molto poco, i potenti della terra ci sommergeranno della peggiore schifezza che mai abbiano pensato.

E come quell’infame personaggio che alberga al Quirinale disse: “Ci aspettano tempi difficili, sopratutto per l’Italia…” non lasciamo che siano questi immondi filibustieri a guidare le nostre vite. Abbiamo già dato, è ora di gettarli giù dalla rupe Tarpea, senza ignominia, senza timore di compiere nessun misfatto, perché essi stessi sono il crimine, essi stessi sono la illegalità. E’ compito del popolo italiano liberarsi di questo peso insopportabile che ci opprime e ci devasta da oltre 60 anni. Ma essi, così’ come altri politici europei sono solo delle convenienti marionette che verranno spazzate così come spazzeranno anche le nostre vite.

La marina cinese e l’esercito cinese è pronto alle armi, anche a costo di una terza guerra mondiale, queste le dichiarazioni di Zhang Zhaozhongin difesa delle dichiarazioni degli Stati Uniti e di Israele di attaccare l’Iran e la Siria. I nostri media, servi pennivendoli, non riportano questo per non creare allarmismo, ma la realtà e ferocemente vivida e noi, complici involontari, accettiamo passivamente le scelte di un governo tecnocratico ed insignificante di un’azione che porterà l’intera umanità ai primi vagiti della civiltà.

Ref: war to Syria & Iran

11.09.2011

30 agosto 2011 Lascia un commento

Alcuni dati che potranno essere utili. Cominciamo con il dire che l’Unità Astronomica (AU) è la distanza che ci separa dal sole pari a circa 150 milioni di chilometri. Un’altra unità di misura da prendere in considerazione è la Distanza Lunare (LD) pari a 384.000 km. Quindi riassumendo:

 1 AU (ASTRONOMICAL UNIT) = 150.000.000 km

 1 LD (LUNAR DISTANCE) = 384.000 km

 Fino adesso nulla di strano, solo informazione. Ma senza entrare troppo nello specifico, sul quale mi mancherebbero le istruzioni corrette per fare delle deduzioni, osservo che alcune notizie potrebbero avere un nesso logico configurabile in eventi che non vengono detti per ovvie ragioni.

Butto alcune idee che mi son venute. Tutti abbiamo dimenticato l’immane terremoto accaduto in Cile il 27.02.2010 dell’8° grado della scala Richter. Tutti abbiamo assistito all’immane disastro accaduto in Giappone a causa del terremoto vicino a Fukushima il 07.03.2011. Molti di noi inoltre sono venuti a conoscenza di strani fenomeni accaduti l’anno scorso in cui molti uccelli cadevano senza alcuna ragione (del proseguo di quei eventi non si sa più nulla) . Tutti sappiamo che la nostra terra è immersa in uno spazio infinito e che sulla nostra superficie nell’arco della sua vita, si sono succeduti cataclismi che nessun uomo ha mai potuto verificare, fortunatamente, di persona.

Siamo certamente in una posizione astrale particolarmente fortunata, ma solo se misuriamo la nostra fortuna sul tempo umano di qualche migliaio di anni che non è nulla se paragonato ai tempi astrali. 20.000 anni rispetto alla estinzione dei dinosauri, accaduta 65 milioni di anni fa, è come dire che 27 secondi della nostra vita corrispondono a 20.000 anni, se paragonassimo gli eventi accaduti 65 milioni di anni fa in un giorno, poca cosa, no? Talmente breve ed insignificante che in questo arco di tempo brevissimo non ci accorgiamo che accadono cose straordinarie e allo stesso tempo non accade nulla. La legge delle probabilità non è una scienza esatta.

Altre notizie sono certamente curiose, a Mosca, per esempio, si stanno terminando la costruzione di 5.000 rifugi anti atomici e lo stesso Cremlino spinge perché vengono completati prima della fine dell’anno. In Usa esistono nel sottosuolo una serie di rifugi tra loro collegati che non hanno mai avuto una certa pubblcità se non in alcuni film di fantascienza, così come il noto finanziere speculatore Rothchild/Rockfeller ha sostenuto e fatto costruire un’immensa “arca” alle Svalbard dove riparare tutte le specie vegetali mantenute a temperature bassissime. Se poi andiamo nel filone della cinematografia abbiamo una serie di titoli che lasciano impressionati per il tema trattato. A partire da “Deep Impact”, “The Day After Tomorrow” e l’ultimo della saga “2012” la trama è sempre la stessa: un evento catastrofico che colpisce la nostra terra.

Ma su queste deduzioni potrebbero i potenti della terra mettere al corrente la popolazione senza sapere se e quando potrebbe esserci un evento? La risposta è sicuramente no, perché nessuno sarebbe così fesso da seminare un caos non gestibile. Proviamo a pensare a quello che potrebbe accadere se al telegiornale ci avvisassero che entro una certa data la terra verrà colpita da una cometa o un asteroide: ci sarebbero sommosse, tumulti, assassini, vendette personali e molto, molto di peggio; le economie andrebbero in un istante al catafascio, gli eserciti si smembrerebbero in squadre assetate di sangue; le banche verrebbero assaltate con ogni mezzo per permettere ai soliti illusi che un secondo di ricchezza li renderebbe immortali. Saremmo in preda al panico o all’attesa del fenomeno e la razza umana, prima ancora dell’evento, rischierebbe la sua scomparsa proprio per mano propria. No, nessuno lo direbbe, ma, dal mio punto di vista, i messaggi possono essere dati, in maniera sublimale, mascherati nella pubblicità, nei fumetti, nelle commedie e nei film di fantascienza. Saperli leggere ed interpretarli correttamente è un lavoro arduo se non impossibile per chi non ha la chiave di lettura corretta, però, come tutti i cani da cerca, l’odore del dubbio e di affinità tra le cose che si leggono e si vedono potrebbero portare ad un risultato.

Nel dicembre del 2010 un ricercatore russo scoprì un corpo celeste che prese il suo nome ELENIN. E’ curioso notare che già nel 1998 si ebbe la produzione cinematografica con il film Deep Impact e da allora la gente, secondo il film, dovrebbe essere stata avvisata. Certamente sono tutte fandonie e manie complottiste che nascono dalla privazione quotidiana del vivere. Ma non hanno nulla da fare questi complottisti? Straordinario come la mente umana riesce a vedere cose che altri, in situazioni diverse, non vedono.

E’ altrettanto straordinario che la Nasa esamini attentamente l’andamento del perielio di questa strana cometa.

20.10.2010 – Correggo il post perché ho notato che la Nasa ha cancellato dall’elenco del link il nome della cometa. Per la ricerca, nell’apposita casella digitare Elenin e vi si aprirà la pagina della descrizione della cometa, quindi andate sul link Orbit Diagram ed arriverete alla pagina dell’orbita di rivoluzione della cameta che dalla nasa è chiamata: C/2010 X1

Il 27.02.2010 la NASA evidenzia che Elenin si trovava allineata con la terra ed il sole e nello stesso giorno vi fu il terremoto in Cile;

L’11.03.2011 ci fu il cataclisma in Giappone e anche in quella data la cometa Elenin si trovava allienata con sole e terra:

Il 27.09.2011 la cometa sarà nuovamente allineata con sole e terra ed è probabile che vi sarà una eclissi di sole, solo che in questo caso non sarà la luna a mettersi di mezzo ma la stessa cometa. Non sappiamo cosa potrebbe accadere in quella occasione, perché se si sommano le forze gravitazioni del sole e della cometa i terremoti saranno all’ordine del giorno. Nessuno però è in grado di fare previsioni.

Il 17.10.2011 la cometa sarà molto vicina alla terra (AU 0,23):

Il 22.11.2011 ci sarà un nuovo allineamento e anche qui è impossibile prevedere cosa potrebbe accadere.

 

Siamo nelle mani di eventi che non siamo in grado di controllare e che se accadranno daranno una faccia nuova all’umanità. Forse non ci sarà più l’uomo o forse risorgerà dalla ceneri della sua distruzione, oppure, cosa alquanto probabile, la cometa in prossimità del sole si dissolverà, sempre che si tratti di una cometa…

Come volevasi dimostrare, con la guerra a Gheddafi ci siamo fottuti.

26 agosto 2011 Lascia un commento

Il titolo non lascia scampo a divagazioni di sorta, infatti si legge:

La battaglia per la ricostruzione della Libia è cominciata. Mahmoud Jalil, il leader dei ribelli, ha chiesto oggi a Milano aiuti immediati per garantire i servizi essenziali alla popolazione. Berlusconi ha promesso una tranche da 350 milioni di euro, più 450 complessivi già stanziati da Eni, UniCredit e Sace. La Francia ha speso per la guerra 160 milioni di euro a fronte di contratti per 28 miliardi di dollari. Noi invece, sulla base dei contratti noti, abbiamo speso 143 milioni a fronte di contratti per 4,81 miliardi. (vogliamo meravigliarci?)

Un anticipo delle forniture di gas e gasolio per le immediate esigenze della popolazione, e lo scongelamento dei fondi libici detenuti nelle banche italiane, con una prima tranche da 350 milioni di euro. Sono questi i primi accordi annunciati dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in conferenza stampa al termine dell’incontro milanese con Mahmoud Jibril, leader del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), al suo secondo giorno di tour dopo l’incontro di ieri all’Eliseo con il presidente francese Nicolas Sarkozy.

Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni, lunedì sarà a Bengasi, città simbolo da cui è partita la rivolta contro il Colonnello, per siglare il memorandum con il Cnt, di cui al momento non si conoscono i dettagli “numerici”. Si sa solo che il pagamento per l’anticipo delle forniture avverrà in petrolio una volta che i campi in Cirenaica saranno pienamente funzionanti, ovvero tra sei mesi, come ha confermato Scaroni a margine della conferenza stampa di oggi, sottolineando si darà la priorità al ripristino delle forniture di gas, che contano per il 10-12% dell’approvvigionamento italiano. Per quanto riguarda i 350 milioni di euro da trarre dai fondi depositati da Gheddafi, in prevalenza su conti UniCredit, bisognerà aspettare il doppio via libera, dapprima dal Consiglio di sicurezza Onu, e in seguito dal Parlamento europeo, al loro smobilizzo.

Lo stesso discorso, affermano fonti della Farnesina, vale per le due linee di credito da 450 milioni di euro complessivi, da parte di Eni, UniCredit e Sace, annunciate dal ministro Frattini lo scorso 31 maggio. Finanziamenti che, una volta ricevuto il via libera Onu-Ue, saranno presentati al Comitato sicurezza finanziaria della Banca d’Italia. Solo allora, e una volta individuata la controparte libica all’interno della Banca centrale del Paese nordafricano, potranno essere erogati. Soldi che, oltre a contribuire a pagare gli stipendi della popolazione, dovrebbero fungere da “assicurazione” sui progetti italiani in corso d’opera nel Paese, che vedono protagoniste principalmente Impregilo, Ansaldo Sts e Selex, per un ammontare complessivo di poco inferiore a 5 miliardi. Escludendo i 20 miliardi di dollari di investimenti in dieci anni della sola Eni, annunciati da Scaroni la scorsa estate. Il tutto per un esborso militare, tra marzo e giugno, pari a 143 milioni di euro.

Ieri, intanto, i rappresentanti del Gruppo di contatto riuniti a Doha, in Qatar, hanno accolto la richiesta, da parte del Cnt, di scongelare 5 miliardi di dollari di beni libici e di fornire 2,5 miliardi di dollari da destinare ad aiuti umanitari entro agosto, in attesa che, nei prossimi giorni, gli Usa sblocchino altri 1,5 miliardi di dollari a stretto giro. Come ha sottolineato Jibril più volte nel corso della conferenza stampa  di oggi, i libici non ricevono lo stipendio da 4 mesi, e senza l’aiuto finanziario italiano e internazionale «il governo transitorio non sarà in grado di erogare i servizi essenziali» (mi auguro che il governo provvisorio e i loro sostenitori europei ed americani possano essere tutti fucilati per lesa maestà) a favore della popolazione. «La nostra aspettativa», ha poi affermato il leader del Cnt, «è che gli amici italiani svolgano un ruolo importante nel prendersi cura dei civili». Ai microfoni di Radio 24, Frattini – che presiederà il neonato Comitato congiunto Italia-Libia, creato ad hoc per gestire la transizione – ha fatto sapere che: «Da due mesi è a Bengasi un team di militari italiani, con scopi di addestramento», specificando che «abbiamo mandato già 15-20 militari italiani per l’addestramento tecnico di alcune unità di forze armate libiche, ma pensiamo di estenderlo anche alla polizia, con particolare riferimento alla polizia di frontiera e alla guardia costiera libica». Pattugliamento, soprattutto sulla fascia costiera, che avviene utilizzando i radar Selex.

Di tutt’altro segno non nei modi, ma nei temi, l’incontro di ieri con Sarkozy, che ha annunciato per il primo settembre prossimo a Parigi una conferenza dei Paesi “amici della Libia”, nel cui novero sono presenti Russia e Cina, due dei membri del Consiglio di sicurezza Onu con potere di veto, che ieri e oggi hanno sottolineato il ruolo centrale delle Nazioni Unite nella transizione. Proprio la Francia, che ha forzato la mano al Palazzo di vetro per scendere in campo contro il Colonnello, punta ad avere un ruolo di primo piano nella ricostruzione, impegnandosi a garantire la regolare riapertura delle Scuole per il nuovo anno scolastico. Le operazioni libiche, secondo una relazione presentata al Parlamento a inizio luglio, sono costate alle casse transalpine 160 milioni di euro, ben poca cosa rispetto al budget della Difesa, 40 miliardi di euro, e ai contratti per 28 miliardi di dollari siglati finora da Parigi con Tripoli, che coinvolgono principalmente colossi come Eads, Total, Areva e Alcatel-Lucent. Energia, infrastrutture e difesa, gli stessi comparti dove sono attive le società italiane.

La corsa alla ricostruzione, come è facilmente intuibile, si gioca quindi tra Roma e Parigi. Lo denunciano con una malcelata dose di patriottismo Der Spiegel – la Gheddafi Spa ha 7,3 miliardi di dollari depositati negli istituti tedeschi – e il Telegraph che ha accusato le imprese inglesi di “oziare”. Da capire quali saranno le mosse della Cina. Due giorni fa, il ministro degli Esteri dell’ex Celeste Impero ha dichiarato di “rispettare la scelta del popolo libico”, in un’uscita inusuale per l’abbottonatissimo regime di Pechino. I cui interessi petroliferi nell’area africana sono noti da tempo e potrebbero sparigliare le carte messe sul tavolo da Eni e Total.

Fonte: linkinchiesta

L’aiuto meritato.

22 agosto 2011 Lascia un commento
L’aiutino

Forse siamo all’epilogo di una situazione disastrata che si trascina da oltre 6 mesi e in questi momenti di bisogno ecco spuntare i veri sostegni del popolo libico, i veri mentori, i veri mecenati.

La Banca Mondiale ha fatto sapere che in questi momenti di difficoltà è pronta ad intervenire a sostengo del popolo libico “Guidata dai nostri azionisti, la Banca tornerà ad avere rapporti con la Libia non appena potremo essere utili alla ricostruzione del paese“. Già, perché prima il dittatore di Gheddafi l’aveva messa alla porta per il suo prezioso sostegno usuraio.

I ribelli adesso hanno chiuso il cerchio con l’aiuto dei soliti noti e per chi crede in un Dio diamo uno sguardo al cielo e preghiamo per quanti sono morti inutilmente nella loro ignoranza.

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