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L’arte, immondizia indifferenziata

culo in fiore

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Una notizia che ha il sapore comico e tragico della cultura imperante. Una donna delle pulizie raccoglie “quattro cianfrusaglie” e le getta come immondizia. Valore delle “opere” : diecimila euro.

Apriti cielo! Un danno incalcolabile, è bastato il giudizio di una donna delle pulizie per mandare all’aria la tanto attesa mostra “Display Mediating Landscape”.
Cosa può capire una donna delle pulizie? Che cultura può avere questa persona nel decidere di mandare nell’immondezzaio delle “opere” create per far meditare; “una riflessione intorno ai possibili metodi di presentazione delle opere nello spazio, partendo da una prospettiva di ricerca: un grande “display-paesaggio”, strutturato secondo superfici dinamiche interconnesse, suggerisce approcci espositivi nuovi, coinvolgendo artisti, scrittori, curatori, i cui lavori si articolano in un’unica installazione. Confini assottigliati, categorie spezzate e un’idea di narrazione inedita, multilayer”. Chiaro no?

Multilayer, chissà se quella donna sa il significato del termine multilayer. Povera ignorantona di una donna delle pulizie, ha ridotto ai minimi termine il concetto dell’arte multilayer, ha soverchiato quei confini assottigliati e quei confini spezzati, non s’è avveduta dell’immensa arte proposta da quegli artisti che hanno impiegato il loro bagaglio culturale per produrre la narrazione inedita multilayer.

Povera ignorante, chissà cosa avrà pensato nel fare meticolosamente il suo “umile” lavoro: “guarda ‘sti artisti, lasciano delle robacce in giro per la sala e poi tocca a me raccoglierli e gettarli. Ma la loro mamma gli avrà mai insegnato a riporre le cose in ordine? Chissà come saranno i loro armadi, le loro scrivanie se tanta confusione e disordine hanno lasciato in casa altrui”.

Beh! Un pensiero umano, umile, e semplice, di quelli come tanti, forse anche della moltitudine di persone che vive in questo paese, ma forse è anche il pensiero giudicante, quello più verace, più genuino, più vivo ed artistico senza troppo alambiccamenti mentali che non approdano a nessun porto, ma fatti bell’apposta per quegli artisti, sempre in alto mare, incapaci di approdare e di mostrare la loro vera arte.

Brava! E capace nel giudizio è questa donna; chiaro e semplice il suo giudizio: l’arte è cosa per artisti, è la narrazione di un “mai” vissuto, ma che molti vorremmo condividere. E’ l’inespressione, l’incapacità del rapporto umano che esprime nelle forme intellegibile agli essere umani quanto vorrebbero sentire. E’ la frustrazione, la paura, il timore e l’audacia che nella vita reale mal si combina con l’artista. Sono quindi sentimenti umani, percepibili anche fisicamente dalle loro opere, ripeto, opere.

Ma quei “multilayer” cosa avrebbero dovuto comunicare cosa ed a chi, forse stan bene nella discarica, loro vera ed unica “teca” artistica.

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