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Omissioni pilotate?

southstream .

Il caso nazionale dello scandalo Ablyazov e del rimpatrio forzato della moglie Shalabayeva, sta iniziando a insinuarsi nelle pieghe di questa malconcia coalizione di governo e, probabilmente, farà alcune vittime interne della scena politica italiana.

Come ha ricordato domenica scorsa (14.07.2013) il Corsera, in Italia casi di questo genere ce ne sono stati e tutti abbastanza curiosi:

  • Il caso Abu Omar, rapito a Milano con la complicità dei nostri servizi e della Cia, trasferito quindi in Egitto dove subì violenza e torture. Su questo caso vengono imputati l’ex capo del Sismi Pollari con una condanna a 10 anni e il numero due Marco Mancini a 9 anni. Nella stessa questione, guarda caso, il Presidente della Repubblica grazia un colonello americano (Joseph Romano) che rapì Abu Omar;
  • Il caso Ocalan che venne ospitato come rifugiato politico dal Governo D’Alema e successivamente spinto ad andarsene (!) a Nairobi dove fu catturato dai servizi turchi.
  • Il caso del disastro del Cermis in cui tutti gli autori della strage furono estradati negli Usa e non fu permesso allo stato italiano alcun grado di giudizio.
  • Il caso di Mordechai Vanunu, rapito in Italia a Roma ad opera del Mossad e con la complicità dei servizi italiani. Rimpatriato in Israele subirà una condanna che lo vedrà in isolamento per 18 anni. (strano caso il Corsera questa notizia non l’ha riportata)*

Tutto questo chiasso politico probabilmente ha una sua utilità. Il Kazakistan è un immenso stato, ricchissimo di materie prime, circa il 60% delle risorse dell’ex URSS. Nella sua variegata fortuna primeggiano petrolio, carbone, gas, ferro, rame, uranio, cromo e con una presenza della nostra Eni in maniera significativa. Politicamente i legami che uniscono questo paese alla Russia hanno una corsia preferenziale, ma sono anche di carattere storico e nello cambio tra i due paesi si è avviato negli ultimi anni un processo d’integrazione regionale che ha portato all’istituzione di una Unione Doganale, primo passo verso un’Unione Economica Euroasiatica (UEE) che vede un mercato di quasi 200 milioni di persone e di 2.000 miliardi di dollari.

A tale proposito e in virtù di questa alleanza euroasiatica, il Kirghizistan ha votato un accordo a favore della dismissione della base americana di Manas in questo paese a partire dal 2014 che nel 2001 era stata concesse agli Usa. La base russa di Kant, invece, secondo gli accordi con il Primo Ministro Puntin in un recente incontro, la base rimarrà in forza ai russi fino al 2032.

Il gioco delle parti sembra quindi vedere in causa lo svolgersi di una coalizione geo-politicamente molto vicina alla Russia e Cina contro gli interessi espansionistici degli Stati Uniti ed Unione Europea. Il piccolo paese del Kirghisistan appare insignificante di fronte a dei giganti come Russia Cina e Kazakistan, ma è un punto chiave cruciale per gli scambi commerciali e politici della zona. Il fatto che sia stato promesso la dismissione della base militare di Manas agli Usa è un punto sul quale riflettere con attenzione.

Inoltre è di pochi giorni fa l’intesa siglata tra Eni e Gazprom per le prossime forniture di gas dal gasdotto di South Stream in cui l’Eni avrà uno sconto del 7% sulle prossime forniture. In questo scenario il tanto desiderato Nabucco appare impantanarsi sempre di più con costi stellari e tempi di realizzazione dilatati. Nel frattempo il Kazakistan si è offerta alla Romania, tramite alcune deviazioni del South Stream, per le forniture di Gas.

Appare evidente che il caso Ablyazov  non sia altro che una copertura i cui motivi risiedono sulle enormi cifre in ballo e sulla strategica attività che la Russia sta producendo in Europa emarginando sempre di più quella europea per la realizzazione del Nabucco, ma allo stesso tempo, visto che il firmatario del progetto SouthStream fu Berlusconi, il caso in questione sembra sempre di più una mossa politica più casareccia suddita degli interessi anglosassoni di sua maestà britannica per escludere ancora una volta dai grandi giochi internazionali il gruppo di Berlusconi o megliom ancora l’Italia, crocevia indispensabile e cruciale per tutti gli scambi economici, commerciali strategici e militari del mediterraneo. I nostri politici, troppo inclini a leccare la bava di sua maestà britannica, non sanno ancora in che ginepraio si stanno cacciando.

  1. 18 luglio 2013 alle 10:51

    C’è il livello degli accadimenti reali. complicati, spesso inconfessabili. C’è il livello semplificato alterato poi pompato coi “casi umani” che colpiscono l’immaginazione e vengono gettati in pasto alle chiacchiere. E di quest’ultimo non se ne può davvero più.

    • 18 luglio 2013 alle 13:57

      Pare quasi che i media abbiano avuto l’illuminazione e mentre si precipita in un abisso senza fine ci si soffermi a discutere di quello che si era mangiato il giorno prima o del ruttino non espresso. Nel frattempo, e le cose stanno diventando sempre più fosche, molti movimenti militari stanno avvenendo di là della sponda ionica e, guarda caso, nessuno ne riporta notizia. Farsesco, criminale, oppure dolo è comunque ciò che accade.

    • 18 luglio 2013 alle 23:49

      E’ interessante quanto riportato in questo articolo.

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