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Banche e tassi negativi

cassaforte materassp .

Qualche tempo fa si parlava del possibile fallimento del sistema bancario, ma l’aiuto della BCE e le iniezioni di liquidità ha permesso al sistema di stare in piedi con le stampelle. All’inizio di giugno, a seguito delle parole di Mario Draghi, le borse europee hanno avuto un sussulto, un ruttino per un boccone non bene digerito. Di che si tratta? In soldoni, visto che parliamo di banche, l’emerito Draghi ha fatto sapere che ci sarà la possibilità che i tassi di interesse in conto deposito potranno essere negativi: “Non prendiamo mai impegni in anticipo ma tutto il lavoro di preparazione per avventurarci nei tassi negativi e’ stato compiuto”… “se cio’ verrebbe combinato con altre misure, non sono nella posizione di dirlo”. Booomm!!

In sostanza dalle parole non appare chiaro se il discorso sia riferito ai conti deposito dei cittadini o a quelli delle banche che chiedono a prestito dalla BCE. Quale che siano i punti da verificare è ineluttabile che anche il cittadino avrà la relativa mazzata sui suoi sudati risparmi.

Quello che colpisce è che già adesso i tassi di interesse sono negativi, il che vorrà dire che, con la nuova manovra che si sta profilando all’orizzonte, sprofonderemo sempre più nel baratro della miseria più nera. La fuga dei capitali è già iniziata molto tempo fa e solo l’anno scorso sono usciti dall’Italia oltre 235 miliardi di euro, ma la stima è ovviamente in difetto.

Quello che vede chiaramente la situazione, in tempi non sospetti, fu Willem Buiter che nel 2009 stese per il FT una relazione che spiegava dettagliatamente la necessità dei tassi negativi motivandoli che in periodi di espansione (inflazione) le banche centrali hanno la possibilità di aumentare i tassi, mentre in quelli di deflazione o recessione al massimo li possono portare a zero, mentre nella realtà, secondo quanto spiega Buiter i tassi dovrebbero essere negativi, in linea con l’andamento dei mercati. Quello che però, a mio modesto parere, dimentica od omette Buiter, è che le banche sin dagli anni 2000 non hanno mai operato per l’economia reale a pieno regime, ma hanno spostato le loro attività in quella della speculazione finanziaria molto più remunerativa, ma anche al tempo stesso, più rischiosa, scaricando sui clienti il costo delle operazioni in perdita. Draghi infatti accusa i governi europei come primi responsabili del risanamento delle banche nazionali.

Purtroppo il sistema bancario globale è allo sbando completo con in testa le maggiori banche centrali e il comune cittadino, per mettere al riparo i suoi risparmi, ha come unica risorsa solo il materasso.

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