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Condizioni insostenibili

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In un paese in bancarotta, in cui il lavoro è diventato un bene talmente prezioso da essere introvabile esistono ancora dei paladini della giustizia che, insensibili alle migliaia di licenziamenti, bloccano di fatto le attività di 18.000 persone. E’ di questi giorni infatti il sequestro da parte del Gip Patrizia Todisco di 8 miliardi all’ILVA che si aggiungono ai 1,5 miliardi sequestrati dai giudici di Milano.

Il sequestro è dovuto ai mancati investimenti per la sicurezza e l’ambiente, considerato pertanto un illecito.

Ciò che è lecito a questi magistrati è la legge che deve essere applicata senza ritegno e senza nessuna considerazione per le migliaia di persone (18.000 in tutta Italia) che di quel lavoro traggono sostegno per le famiglie; ovviamente quei magistrati, zelanti e preoccupati di svolgere il compitino loro affidatogli, non si preoccupano di quelle persone, loro, quei magistrati – dipendenti pubblici, come altri 3,5 milioni – non sentono la preoccupazione di quelle famiglie che si vedono tolto il pane dalla bocca. No! Loro, sicuri e tranquilli del loro stipendio di 7.000 euro/mese non possono sentire i lamenti e le maledizioni di quelle famiglie e chiusi nelle loro ovattate stanze procedono imperterriti nell’azione distruttrice.

Allo stesso tempo abbiamo un governo che indica alla Confindustria di creare più posti di lavoro, di avere più competitività (sarebbe da chiedersi come sia possibile visto che ogni giorno muoiono migliaia di aziende), di fare squadra. Letta è probabile che viva come quei giudici in un altro mondo. Come è possibile cerare posti di lavoro, essere competitivi se mancano le riforme corrette, se non c’è nessuna prospettiva futura e se il sistema bancario fa quadrato e mina la credibilità delle aziende? La Confindustria però, facendo occhiolino a Letta, affermaSe questo sarà il governo della crescita e del lavoro noi lo sosterremo con tutte le nostre forze

Quindi, giusto per avere un piccolo quadro, si punisce un’industria mettendo sul lastrico 18.000 lavoratori (non trovate strano che i sempre presenti sindacati se ne stiano zitti-zitti???), il governo fa melina con le forze industriali e il sistema bancario (lo scandalo MPS) fa quadrato attorno agli inciuci della politica nel più grande fallimento di una banca.

  1. 25 maggio 2013 alle 13:44

    Cda: Dimissioni.! .http://bari.repubblica.it/cronaca/2013/05/25/news/ilva_si_dimesso_il_cda_va_via_anche_enrico_bondi-59610790/
    ma i beni sequestrati alla fin fine derano dei Riva, non della Ilva (?)

    • 25 maggio 2013 alle 22:30

      E’ aberrante che un gruppo di magistrati, sicuramente a libro paga di “certi poteri”, dei quali ci mancano le prove, abbiano la insensatezza e l’abbietta capacità di spingere 40.000 lavoratori sul lastrico. Questo il potere di certa magistratura. Ma dove stanno quelle squadracce della sinistra che bastonavano e gambizzavano questi infami personaggi? In tempi passati sarebbero bastate una decina di persone, decise, perché temprate dal fuoco della trincea, a mettere loro la testa a posto. Viviamo in tempi così vigliacchi e così codardi che anche un verme qualsiasi potrebbe loro incutere il timore, tanta è la sicurezza con cui applicano una legge liberticida.

    • 25 maggio 2013 alle 22:31

      9,6 miliardi della famiglia Riva? Ho qualche piccolo dubbio.

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