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Il vecchio ciarpame che ritorna…

Munch-Lurlo.

Ancora una volta, colui che sembrava sepolto sotto la sua stessa coriacea pelle, si rifà il trucco come una misera e vecchia baldracca di qualche angolo nascosto di una borgata di periferia: “Si accetto, mi assumo e chiedo responsabilità”.

Queste le parole del comunista -massone sostenuto dai banditi del PD-PDL-LEGA alla richiesta di rinnovare il suo mandato di altri 7 anni. Questo vorrà dire che ci costerà 230 milioni all’anno per 7 anni (1,61 miliardi di euro) che il popolo bue dovrà sborsare per mantenere questo parassita massone, ma dovrà tenere conto anche del costo di una selva di badanti, che in questo caso non saranno ucraine, moldave o russe, ma tutte indistintamente provenienti dal non-stato.

Napolitano, prima fascista, iscritto al GUF (Gioventù Universitaria Fascista) di Padova e successivamente, dal 1945, iscritto al partito comunista italiano. Un vero campione antesignano di cambio-giacca, il precursore dell’immondizia morale in cui è precipitato il nostro paese.

Socci lo descrive molto bene:

Napolitano è un funzionario dello Stato, il primo in quanto presidente della Repubblica. Mi auguro che faccia quel rispettabile mestiere in modo super partes, come un notaio, non come lo sta facendo adesso, vistosamente impegnato a tessere delle sue politiche (per esempio verso la Lega) con modi ovattati e furbi che ricordano la sua precedente vita nel Pci di Togliatti.

A Napolitano personalmente preferisco il suo opposto speculare: mio padre, Silvano, che ha passato tutta la vita a “combattere i Napolitano”. I due hanno fatto una vita antitetica. Sono nati entrambi nel 1925. Napolitano in una famiglia benestante che lo ha fatto studiare, mio padre in una famiglia di minatori, che a nove anni gli ha fatto lasciare le elementari e lo ha mandato a guadagnarsi il pane.

Nel 1938-39, a 14 anni, Napolitano fu iscritto al liceo classico Umberto I di Napoli e mio padre alle miniere di carbone di Castellina in Chianti.

Nel 1942 Napolitano entrava all’università, facoltà di Giurisprudenza, e mio padre, desideroso di studiare, usava il poco tempo fuori della miniera leggendo  i libri datigli dal parroco del paese.

In questi anni di guerra Napolitano si iscrive al Guf, il Gruppo universitario fascista, collaborando col settimanale “IX Maggio”. Mentre mio padre approfondisce la sua fede cattolica e comincia a detestare la barbarie della guerra, l’ingiustizia che vede attorno a sé e le dittature.

Nel 1945 Napolitano aderisce al Partito Comunista italiano e mio padre prende contatto con la Democrazia cristiana. Nel 1947 Napolitano si laurea e partecipa alle epiche elezioni del 1948, a Napoli, come dirigente del Pci di cui Togliatti è il “commissario” e Stalin il padrone indiscusso.

Nel 1956 i carri armati sovietici schiacciarono nel sangue il moto di libertà dell’Ungheria. Il Pci e l’Unità applaudirono i cingolati del tiranno e condannarono gli operai che chiedevano pane e libertà come “controrivoluzionari”, “teppisti” e “spregevoli provocatori”.

Napolitano – che era appena diventato membro del Comitato centrale del Pci per volere di Togliatti – mentre i cannoni sovietici sparavano fece questa solenne e memorabile dichiarazione: “L’intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ma alla pace nel mondo”.

Di errore in errore il Pci di Napolitano continua a professarsi comunista fino a farsi crollare il Muro di Berlino in testa nel 1989. In un Paese normale quando quell’orrore  è sprofondato nella vergogna e il Pci ha dovuto frettolosamente cambiar nome e casacca, tutta la vecchia classe dirigente che aveva condiviso con Togliatti e Longo la complicità con Stalin e l’Urss, avrebbe dovuto scegliere la via dei giardinetti e della pensione. Anche per l’età ormai avanzata.

In Italia accade il contrario. Avendo sbagliato tutto, per tutta la sua vita politica, Napolitano diventa Presidente della Camera nel 1992, ministro dell’Interno con Prodi, senatore a vita nel 2005 grazie a Ciampi e nel 2006 addirittura Presidente della Repubblica italiana.

Mio padre muore nel 2007, in una casa modesta, a causa della miniera che gli ha riempito i polmoni di polvere di carbone che, a distanza di decenni, lo porta a non poter più respirare.

Mio padre fa parte di quegli uomini a cui si deve la nostra libertà e il nostro benessere, ma la loro morte – come scriveva Eliot – non viene segnalata dai giornali.

Non poteva Socci dire di meglio, eppure gli italioti continuano a portare in palmo di mano una serpe mondialista, globalizzante, figlia di un’educazione massonica che poterà l’Italia, assieme alla banda PD-PDL-LEGA,  nella tomba.

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  1. virginia
    22 aprile 2013 alle 07:45

    Buon giorno,
    mi trovo d’accordo su tutta la linea, a parte un particolare, che potrebbe risultare mistificatorio, se non corretto.
    All’epoca in cui Napolitano è entrato nei GUF, milioni di Italiani avevano in tasca la tessera del partito Fascista, pur non condividendone le scelte e le nefandezze.
    In seguito, chi ha voluto, come Napolitano, ha fatto scelte diverse, iscrivendosi al PCI o, come anche entrare in clandestinità con i GAP.
    In quegli anni, la scelta era obbligata.
    Anche la mia famiglia, pur non essendo fascista,per poter sopravvivere, dovette prendere la tessera del Fascio!

    • 22 aprile 2013 alle 16:01

      Non sono d’accordo, o per lo meno l’esperienza della mi famiglia è diversa dalla tua. Non c’era l’imposizione della tessar del PNF, mentre il succitato mascalzone ne aveva una oltre che del PNF anche del GUF di Padova scrivendo numerosi articoli che ineggiavano al fascio. Forse però dovresti leggerti con attenzione quello che scrive Andrea Giacobazzi nel suo libro “L’Asse Roma-Berlino-Tel Aviv” ed. il Cerchio e quello che si trova su un altro libro “Mossad Italia”. E’ storia, indubbiamente, ma sono le basi di uno stato fascista-sionista complice del nascente sionismo in palestina e che farà da rampa di lancio alle successive purghe della Banda Stern fino ai giorni nostri. Ricordiamocelo sempre: l’Italia è un trampolino per i medioriente e se i Romani ebbero il potere di durare diversi secoli fu proprio per l’invidiata posizione che la nostra terra ha nel Mediterraneo.

  2. virginia
    23 aprile 2013 alle 12:47

    Scusa,ma sai, da ciò che i miei ancestors, nonché miei genitori mi hanno tramandato, so che non era possibile lavorare né approvvigionarsi senza la “maledetta” tessera.
    Comunque, sono pronta a mettere in discussione tutto ciò, anche perché, a parte questo particolare, sono sempre stata convinta che ci fosse un progetto ben preciso per la creazione di uno stato fascista-sionista. Vedi “Le radici dell’Odio” di P. Bernard.

  3. virginia
    24 aprile 2013 alle 15:30

    Rettifico: Paolo Barnard….

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