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Berlusconi per il PDL è l’elemento disgregatore.

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In una scena politica come quella italiana la figura di Berlusconi che senso ha? Nessuno, potrebbero dire i suoi avversari; inutile, direbbero quelli della sua coalizione.

A guardare le cose con un certo distacco e schifato dalle mosse politiche di tutto l’arco costituzionale, da destra a sinistra non si salvano che pochissimi, per lo più sconosciuti ed emarginati in attività di segreteria. Il grosso dei mille, tra deputati e senatori, continuano imperterriti la loro attività parassitaria: cambiano casacca, mettendo il fez, la kippà, il turbante, la papalina nella speranza di mantenere quegli scranni rubati all’Italia con elezione fasulle, con leggi elettorali da colpo di stato e con un capo dello stato che, osservante i suoi fratelli di grembiulino, sottoscrive e firma leggi liberticide.

Anche i ratti più immondi nel momento che la nave affonda, cercano una via di salvezza e qualsiasi cosa, anche uno stronzo, può essere un salvagente utile pur di essere traghettati in luoghi più tranquilli. Non si può fare gli schizzinosi in certi momenti, soprattutto quando ci sono in ballo le carriere economiche e i privilegi accumulati nel corso di anni di parassitismo.

In tutto questo scenario da film dell’orrore la figura di Berlusconi appare sfocata, intimidita, quasi pietosa e le continue bordate che gli provengono da certi media non sono promettenti di nulla di buono. Alfano, il suo pupillo, ex-pupillo, pupillo, no ex-pupillo, cerca di raccattare i pezzi di un partito che si sta sfaldando. La gran cassa delle primarie del PD lo ha messo sotto una luce sinistra e i voti ricevuti dal suo avversario Bersani sembrano indicare che per vincere le prossime elezioni politiche la strada sarà tutta in salita: mancano gli argomenti, mancano gli uomini sani, sono quasi tutti indagati e le figure di esperienza sono sempre le solite che ormai non fanno più presa sulla gente.
In quasi 20 anni di governo del PDL non c’è stato nulla che possa essere ricordato come una conquista “democratica”, ma solo pastoiette, pastrocchi, inciuci, attività illecite. In questo Berlusconi, patologicamente ottimista, si inserisce nel contesto della bagarre politica intralciando quel poco di attività politica che Alfano aveva costruito in seno al PDL.
No! Le primarie non si fanno! Poi cambia idea: sì, si potranno fare ma a certe condizioni. Poi improvvisamente si mette di mezzo al suo partito e indica che probabilmente si ricandiderà, poi smentisce e ribadisce che vedrà nel prossimo futuro di agire a supporto del PDL, poi ancora indica categoricamente che non si faranno le primarie.

Ora l’attività di Berlusconi in seno al PDL che valore ha? Che senso ha? Quale obbiettivi agitano la sua mente e le sue mire? C’è l’impressione che la sua attività sia solo indirizzata a sfasciare quel poco di coalizione politica che il PDL aveva. E’ diventato un sobillatore, un elemento destabilizzante per l’intera destra italiana (se così vogliamo chiamarla). Potremmo chiederci chi sono i ‘proci’ vista la sua operosità di fare e disfare, oppure a quali ordini superiori anch’egli deve rispondere.

Così procedendo le prossime elezioni politiche vedrà sicuramente perdente la destra italiana e l’unico premio che potremo dare a quello che l’ha sfasciata in oltre 20 anni sarà il mongolino d’oro.

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