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Avete voluto fare i polli? Preparatevi per la spennatura montiana.

«Vorremmo introdurre una tassa generalizzata sui patrimoni ma non avendo gli strumenti non vorremmo favorire l’allontanamento dei capitali».

Questa la battuta di uno sprovveduto che per inesperienza e incapacità intellettiva annuncia ai quattro venti che potrebbe essere introdotto una patrimoniale con il risultato effettivo di far scappare ancora quei pochi che credevano in una politica “seria”.

La frase suddetta è stata pronunciata dal nostro capo del Governo Monti in occasione del Forum del Financial Times di Milano. C’è qualcosa di nuovo? Sì, ovvero l’annuncio aperto che ci sarà la patrimoniale, ma con i passi che il governo sta compiendo. Non ci sarà una scure nottetempo come nel precedente governo Amato e forse nemmeno retroattiva, ma ci sarà. L’avviso ai naviganti è chiarissimo: se potete esportare i capitali, fatelo in fretta perché non ho più tempo per tergiversare e chi ha orecchie per intendere intenda.

Già s’era scritto su questo odiosa tassa, iniqua, incapace di risolvere nulla se lasciata da sola e senza che vi siano le necessarie correzioni che mai verranno fatte, ma ora i tempi stringono e a Bruxelles non viene lasciato spazio a tentennamenti, sopratutto per le vagonate di miliardi di euro che l’Italia si trova ad affrontare per il patto di stabilità (MES) per 20 anni. Siamo indietro sulla tabella di marcia e nella caotica gestione di un governo incapace è preferibile usare la solita scure sui pochi capitali rimasti in Italia: immobili.

L’intolleranza delle parole di Monti non hanno confine e nemmeno riguardo per i sudati risparmi di milioni di famiglie, poiché argomenta che questa necessaria “patrimoniale esiste già in alcuni paesi estremamente capitalisti”. Come dire: mal comune mezzo gaudio. Ma un male, anche se comune, è sempre un male e non necessariamente risolve le problematiche economiche del nostro paese quando tutto il resto rimane immutabile e ingessato su posizioni di potere di partito e clientelari.

Monti non solo non ha cambiato nulla in questo anno di governo, ma ha portato l’Italia sempre più in basso, come si confa all’usuraio che chiede mensilmente alti interessi alla sua preda.

Il bello della questione è che i vari lazzaroni d’Italia, dal Quirinale e giù fino al più piccolo infame insistono che sostenere questo deprecabile governo è meglio che andare alle elezioni, meglio che votare con una legge elettorale colabrodo. I vari Udc, PD, PDL e tutta la masnada di briganti che infesta l’Italia si stringono a coorte e son pronti alla morte, l’Italia di Monti chiamò.

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  1. Prof. Pantano
    12 novembre 2012 alle 16:08

    Gentile signor “Pitocco”,
    ha ragione! Ma additare le “sentenze” di un tagliaborse per conto dei suoi padroni usurai, è perdita di tempo.
    Il cialtrone, sciuscià della massoneria americana, MAI proporrebbe l’obbligo alle aziende bancarie di pagare imposte su OGNI transazione senza danneggiare il cilente. L’elusione ed evasione fiscale del sistema bancario è base per i governanti, e da esso sono ripagati con la “loro nomina” alla carica.
    Obbligando le aziende bancarie TUTTE a tassazione di ogni operazione (quindi: controllo automatico della Gdf per via elettronica di ogni movimento – cosa che già avviene, ma ai soli fini formali per verificare i patrimoni dei cittadini), non sarebbe necessario imporre tasse ed imposte agli individui TUTTI!
    Circa gli italiani “polli”, basta considerarli per ciò che hanno “bevuto” dal 1945 ad oggi!
    A disposizione per chiarimenti,
    Antonio Pantano, scuola di “Valori giuridici e monetari” con Giacinto Auriti, dal 1988.

    • 12 novembre 2012 alle 19:30

      Grazie della sua visita e del suo contributo. Già tempo addietro scrissi qualcosa a riguardo, sopratutto per quanto riguarda la disattenzione della GdF e della magistratura per alcune branche dei mercati “grigi” poco o nulla regolamentati (Valute, Oro, CDS, ma sopratutto le cosiddette “Dark Room” in cui vi è trattativa diretta tra banca e banca) e senza dimenticare le immense frodi finanziarie documentate ampiamente riguardanti l’HFT (High Frequency Trading). Non dimentichiamoci però che a capo dell’Abi è stato eletto quello che ha portato alle vette fallimentari il Monte dei Paschi di Siena, che con il contributo di stato (alla faccia della libertà di mercato!), ma senza nazionalizzarla, ora annaspa e sopravvive in coma, sempre a spese nostre.

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