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Altri 4 anni di sangue.

Sono diversi mesi che ci stanno martellando con le elezioni che si terranno tra pochi giorni in Usa e la sfida tra Romeny ed Obama appare sempre più serrata: sul filo di lana uno dei due (Obama) vincerà il mandato per finire l’operazione di disastro totale.

Disastro che ha visto l’attuale presidente portare avanti la politica aggressiva del suo predecessore G.W.Bush. Gli esempi che si possono enumerare sono moltissimi e in tutti la linea comune è una politica di aggressione, di interferenza con le politiche locali dei vari paesi del mondo. Basti pensare all’Iraq, all’Afghanistan, al Pakistan senza dimenticare gli ultimi avvenimenti che ci ha visti partecipi direttamente dalla nostra terra: la Libia, con la quale, poco meno di un anno prima del disastro, si era siglato un accordo di non aggressione, sottoscritto da Napolitano, Berlusconi, La Russa.

Ma Obama è anche quel presidente che appena insediato nella casa Bianca ricevette il Nobel per la pace un anno dopo la sua elezione “per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli”. Nella sua carriera ci sono fatti eclatanti di mistificazione:

  1. l’iniezione di oltre 700 miliardi per l’economia, così vuole la vulgata comune, mentre i denari vanno a vantaggio delle banche americane e la disoccupazione cresce alle stelle;
  2. annuncia il ritiro di grossa parte delle truppe americane dall’Iraq prima della fine dell’agosto 2010 e di tutte le truppe entro la fine del 2011 (sappiamo invece che solo una piccola parte delle truppe sono state ritirate);
  3. propone ai leaders iraniani soluzioni per mettere da parte 30 anni di conflitti (ma nello stesso tempo inviava un’intera flotta di navi nel golfo persico ed impiantava basi missilistiche in Arabia Saudita);
  4. propone altresì un piano di non proliferazione nucleare a Praga (invece fa installare basi missilistiche nei paesi dell’ex-Unione Sovietica per minacciare la Russia);
  5. in Egitto inizia una politica con i mussulmani più intransigenti per alleviare il conflitto israelo-palestinese (i Fratelli Mussulmani, sostenuti dai centri di controllo Usa, saranno i veri vincitori dei successivi avvenimenti della rivoluzione araba in Egitto)
  6. propone la chiusura definitiva di Guantanamo, ma successivamente ammette l’impossibiità di portare a termine la sua proposta ed ordina una nuova ondata di processi approvando la detenzione illimitata contro oltre 40 detenuti
  7. provvede a fare rientrare nei ranghi di persone “normali” alcuni terroristi iraniani, oppositori dell’attuale regime.

Solo in questo spaccato di eventi da lui sottoscritti e voluti, in accordo con i padri fondatori del National Patriot Act, è sufficiente prendere per prendere visione delle contraddizioni e del sistema poliziesco e di terrore che questo presidente, assieme alla coalizione repubblicana, ha messo a punto.

Non attendiamoci quindi che la sua rielezione sia foriera di pace, giustizia e libertà, perché la missione devastante che questo manipolo di lazzaroni ha nei propri piani prevede anche l’uso della nostra terra. Lo disse pure una canaglia tempo addietro.

  1. piersabatino deola
    7 novembre 2012 alle 12:54

    In USA i presidenti e il resto creano sempre sangue che siano democratici o no. Il possedimento d’oltremare chiamato Italia partecipa felice all’elezione del criminale.

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