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Sandy, l’urangano trandy

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Sandy, l’uragano trandy,  sta mettendo i cittadini di NYC in ginocchio e le autorità, con l’aiuto dell’esercito (!!!) e della FEMA (Federal Emergency Management Agency),  cercano di mantenere e dare supporto ai cittadini in difficoltà.

Non sarà l’ennesima buffonata americana per far spettacolo, ma sopratutto per distrarre la gente dai problemi reali ben più gravi che un evento atmosferico?

Staremo a vedere…ma dalle notizie sembra che se ci saranno danni il cui valore potrebbe arrivare tra i 18/20 miliardi di dollari: una manna dal cielo per occupazione, assicurazioni, banche e aziende in stato comatoso. Vuoi vedere che dal male nasce pure anche il bene?

— Aggiornamento —

Come volevasi dimostrare tutto questo can-can mediatico “ollivudiano” sta finendo in una bolla di sapone. Le solite manfrine degli states ormai pervasi da una comicità rasente il ridicolo e al grottesco.

I drammi riguardano migliaia di persone imbevute di allarmi continui, di sferzate di terrore, di proclami di gente imbevuta di talmud o di evangelisti rinati il giorno dopo la rinascita di chissà cosa.
Gente imbevuta delle più inutili e stupide convinzioni religiose inosservanti della pragmatica flemma anglosassone.
Il dramma sfiorato ha comunque provocato danni ingenti per il semplice motivo che in quella terra di conquista, mai civilizzata, le case sono di cartone, di cartongesso, per l’esattezza con una semplice base di cemento, quando va bene, ma spesso appoggiata su tronchi o travi di legno, molto spesso malamente essiccato e quindi facile agli attacchi delle termiti del legno. Inoltre le privatizzazioni selvagge negli Usa hanno imposto una linea politica di risparmio su tutto a svantaggio della qualità e della sicurezza. Trasformatori delle linee elettriche appesi a fili; le condotte delle linee elettriche sono quasi tutte sospese per aria, ennesima prova del totale menefreghismo centrale per la sicurezza e la stabilità delle forniture.

Ma alla pari dei media usa anche da noi, la prima notizia è stata quella di questo uragano seguita poi dalla barzelletta delle votazioni in Sicilia, come fossimo parte integrante di quella terra.

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