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Archive for luglio 2012

Andamento caldo

26 luglio 2012 Lascia un commento

Oggi è stato sufficiente che il nano di Draghi pronunciasse alcune parole per dare alle borse europee quell’ossigeno – speculativo – di cui avevano bisogno: “Ho un messaggio chiaro da darvi: nell’ambito del nostro mandato la Bce è pronta a fare tutto il necessario a preservare l’euro. E credetemi: sarà abbastanza“. Il messaggio chiaro probabilmente è rivolto alla Germania, ma sappiamo che le borse, molto attente alle iniezioni futili, domani saranno mosce se non addirittura negative.

Possiamo anche immaginare che la BCE diventi una specie di FED, cosa per ora impossibile, perché dovrebbero cambiare una quantità enorme di trattati, ma come ha fatto di recente potrebbe continuare a comperare le diverse obbligazioni dei stati fallimentari (Italia, Spagna, Portogallo) con i vari LTRO1 & 2. E’ probabile quindi che le parole di Draghi siano un messaggio chiaro per la Merkel, ma vedremo se la cancelliera saprà rispondere come si deve. Per ora stiamo alla finestra perché le speculazioni di questi giorni non promette nulla di buono.

Nel frattempo, siccome in Spagna si sta consumando una tragedia simile alla Grecia, se non peggio, l’esercito ha ammonito il governo indicando chiaramente che ad ogni cosa c’è un limite e non è accettabile che il governo cambi le regole del gioco indicando inoltre che, qualora il governo continui nella sua scelta, scenderà in piazza a fianco dei dimostranti.
Come dire attenti, state giocando con il fuoco!

Possiamo dire che questa fine mese e il prossimo saranno un banco di prova su molte questioni, dalla situazione finanziario-monetaria a quella geopolitica che si sta consumando in medioriente e in Myanmar dove migliaia di persone vengono trucidate ogni giorno con il slenzio della stampa

Prelievo coatto dei nostri soldi e ritorno all’economia, queste le fregnacce del professorone.

23 luglio 2012 Lascia un commento

Lui proteggi i suoi figli, la finanza e Monti li massacra.

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Tra meno di 45 giorni sapremo di che morte dovremo morire e se i nostri sudati risparmi saranno ancora lì come li avevamo, oppure se hanno subito la svalutazione che sarà necessaria (tra un 30/50%) ai paesi cicaloni come l’Italia.

Molti sapranno già che i grandi maghi della finanza globalizzata vedono nei prossimi giorni il giro di boa dell’unione europea che dovrebbe attuarsi con una uscita "indolore" di quei paesi che non sono stati particolarmente virtuosi e noi ci siamo dentro alla grande, checché dicano i soliti mentecatti.

In particolar questo piano di uscito verrà attuato per salvaguardare l’integrità dei paesi più attenti come Francia, Germania, Olanda, infatti l’ex ministro socialdemocratico delle Finanze tedesco, Peer Steinbrueck, afferma che "in alcuni casi aumentano i mi ei dubbi che nell’Eurozona possano rimanere tutti i Paesi che adesso ne fanno parte. Non riesco a vedere come alcuni Paesi riescano a colmare la lacuna della loro competitività". Per contro Draghi indica che l’euro è irreversibile e che l’Europa non esploderà, però poi indica che la manovra dell’abbassamento dei tassi di interesse del costo del denaro bancario avrà i suoi effetti (quali?).

Ma per fortuna esistono voci che non sono allineate con quella dei vari quattro cialtroni di economisti che inducono il popolo bue a pensare che le trattazioni allo scoperto siano un attacco alle nostre economie. O come dice uno che afferma "E’ ovvio che c’e’ grande nervosismo sui mercati ma per motivi che hanno poco a che vedere con problemi specifici dell’Italia ma piuttosto con notizie, dichiarazioni o indiscrezioni sull’applicazione delle decisioni del Consiglio Ue". Cioè fammi capire caro professore, l’Italia non ha nessuna colpa dell’affossamento dei mercati? Noi siamo indenni da qualsiasi responsabilità? Le nostre economie e le nostre finanze hanno sempre agito per il bene e la salvaguardia della nostra integrità – come sta facendo bene la Germania – e per quella europea, oppure, caro il nostro professorone, molti da decenni hanno approfittato dello stato di cose in cui siamo caduti per far man bassa?

Sicuramente non ci sarà risposta, ma guarda caso il suddetto professorone ora, che i buoi dalla stalla sono scappati cosa ti va a dire: "Proprio la situazione difficile nella quale versa l’Europa e in particolare l’eurozona è per noi motivo in più per cercare rapporti solidi nell’economia reale, industriale e commerciale; e quindi la Russia da questo punto di vista è un punto di ancoraggio di grande importanza strategica".
Ditemi voi, uno che fa questi discorsi e fino a ieri pompava centinaia di miliardi alle banche defraudando l’economia e portando la tassazione al 70% come lo giudicate?

Non dimentichiamo poi che sicuramente tra qualche giorno, sicuramente, perché con le migliaia di miliardi che giacciono nelle banche – soldi dei risparmiatori – il professorone provvederà a fare quello che l’altra canaglia di Amato fece nel 1992: ci ruberà i soldi per sanare i conti del sistema bancario.
Se potete: prelevate i vostri denari dalle banche, metteteli dove volete, ma fatelo subito!!!

Quindi ci troveremo fuori dall’Europa con un euro svalutato del 30/50% e a questa perdita verrà aggiunta anche il prelievo coatto del nostro denaro, dei nostri risparmi, del sudore dei nostri sacrifici per i nostri figli.

Miliardari, arricchiti, parvenue, esseri insignificanti evadono per migliaia di miliardi, ma noi abbiamo SuperMonti che inchioda il ciabattino, il barista, il fruttivendolo per non aver fatto uno scontrino fiscale da 10 euro!

23 luglio 2012 2 commenti

Super ricchi evadono 26.000 miliardi di euro (Pil Usa+Giappone), stima prudenziale, con l’utilizzo dei paradisi fiscali, tra i quali Londra, Lussemburgo, Belgio, L’Isola di Wight, San Marino, Vaticano, Campione, Livigno, oltre che ovviamente a tutte quelle isolette dei Caraibi tanto belle quanto inaccessibili per gli schiavi mortali e noi abbiamo Monti e tutti i servi dei loro padroni che ci osteggiano, ci dilaniano con le loro politiche beffarde e misere, pensate e realizzate da quattro cialtroni che il popolo italiano paga.

Ma gli italiani sanno qualcosa di quello che accadrà dei loro soldi, oppure dobbiamo brindare?

21 luglio 2012 2 commenti

bicchiere .

A volte mi chiedo se l’italiano abbia mai avuto un senso di appartenenza a questa repubblica, perché siamo così diversi e così atipici se ci confrontiamo che sembriamo dei stranieri in casa nostra.

Molti nel passato hanno definito il “popolo” italiano un coacervo di culture spesso slegate tra loro, ognuna delle quali interessata al proprio tornaconto, indifferente a tutto quello che gli accade attorno. Altri lo definiscono un insieme di genti opportuniste che al momento del bisogno abbandona ogni impegno per traghettare sul più convincente millantatore che appare sulla scena.

Forse è l’una e l’atra cosa, questo è certo, e nella storia abbiamo infiniti esempi che si rispecchiano. Ma in questi tempi come reagirà la popolazione italiana? Quale saranno le sue scelte? Esiste in Italia e nelle persone che la popolano, il senso di un’unione mai vissuta? Sono capaci gli italiani di prendere in mano una situazione che ormai è destinata a fallire?

Forse sì e forse no! In questi giorni è sufficiente fare un giro di telefonate in montagna per capire che tutto è pieno, basta andare sulle spiagge della riviera adriatica per vedere milioni di individui assiepati sulla sabbia a dimenticare la ruggine dei lavori a loro destinati. Nei negozi dei diversi giocattoli tecnologici le code sembrano non avere fine e basta un annuncio roboante che altri si aggiungono per poter acquistare – a debito – l’ultimo ritrovato tecnologico. No, non possiamo non renderci conto che stiamo con l’acqua alla gola, eppure continuiamo a vivere al di sopra le nostre possibilità per poi scoprire nella buca delle lettere i solleciti di pagamento, le scadenze improrogabili e come un pensiero ammalato voltiamo lo sguardo al “bello”, a quello che ci fa dimenticare, lasciando ad altri, perché non abbiamo nessuna esperienza e perché non ce l’hanno mai insegnato, l’arte di pensare ed agire per noi.

Alla fine scopriamo di essere stati gabbati e addossiamo la colpa, come sempre accade, a tutto ciò che sta fuori della nostra responsabilità, ma noi ne abbiamo di responsabilità? I politici affermano di sì, dicono che con le nostre scelte possiamo cambiare rotta e decidere come migliorare e come cambiare, ma in 60 anni di repubblica non è cambiato nulla, nemmeno i politici sono cambiati. Eppure le strade per il cambiamento ci sono e sono lastricate di duri sacrifici, spesso di sangue e dolori, ma sono percorribili è solo una scelta volerle percorrerle.

Ora, tra qualche tempo, ci troveremo a fare i conti con una situazione peggiore di quella che fino a ieri avevamo pensato. Con molta probabilità l’Italia entrerà a far parte del Club Med dei spendaccioni (nel così detto euro 2), sembra, entro il 15 agosto prossimo: sarà una bella sorpresa per tutti. Dovrà stare molto attenta alla sua spesa visti anche gli impegni presi dall’attuale governo e ratificati in parlamento (tutti conniventi). Parlo del Fiscal Compact e del Mes (fondo salva stati) che produrranno una carneficina economica e sociale tale da farci catapultare immediatamente nel più buio medioevo.

Il prelievo che verrà attuato dalle nostre casse dello stato sarà enorme, ma la parte più aberrante è che con questo infame progetto ogni cosa che verrà stabilita dagli amministratori del Mes è insindacabile. Qualcuno dei nostri politicanti che dicevano che possiamo cambiare, ha manifestato qualche cosa? E i sindacati, tanto attenti a quando qualcuno pizzica le loro entrate miliardarie, hanno dichiarato qalcosa? I vari Bonanni, Camusso et altri hanno innescato oceaniche manifestazioni di piazza per impedire che il parlamento ratificasse una porcata del genere? No! Nessuno ha proferito verbo, tutti zitti a contare i propri utili tornaconti.

E il popolo italiano istruito cosa fa? Va al mare, in montagna, a fare acquisti dell’ultimo ritrovato della tecnica fregandosene altamente di quello che viene deciso.

L’Italia è già fallita, ormai lo dicono più voci, ma c’è chi continua a dire il contrario.

20 luglio 2012 20 commenti

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Oggi ero in macchina ed ascoltavo radio24. La persone intervistate Paolo Alazraki, manager ed esperto di Finanza islamica e di “humor finance” e Vincenzo Griesi, giornalista e docente incaricato di “Economia applicata” all’Università di Bari, autori del libro “Veni Vidi Spread”.

Il problema: lo spread! Evito di riportare il riassunto della trasmissione che potete ascoltare direttamente dal sito, ma evidenzio le castronerie professate dai suddetti signori.

Uno definisce Monti il salvatore dell’Italia che senza di lui saremmo già falliti dato che l’Italia non godeva della fiducia internazionale. Sarà vero? Perché c’è da notare che con Monti c’è stato una impennata del differenziale Bond/Btp. Però,  evidenzia l’intervistato che se Monti, in accordo con partiti politici e con il massone di Napolitano, accettasse di rimanere in carica per altri due anni, quindi fino al 2015, sicuramente, data la stabilità politica, avremmo un grosso vantaggio di credibilità e il fatidico “differenziale” (spread) scenderebbe di almeno 150 punti.

Infatti l’Italia ha dei parametri straordinariamente positivi: un’evasione fiscale molto alta dalla quale si “potrebbero” recuperare molti miliardi, un debito delle famiglie più basso di tutti gli altri, un possesso degli immobili molto alto dato che non abbiamo avuto la bolla speculativa immobiliare come la Spagna ed un sistema bancario che non si è lasciato ingolosire dai rendimenti alti.

Come sempre quando non si sa dove pescare si evidenzia la pecca dell’evasione fiscale quale male assoluto, ma non si evidenziano invece le varie possibilità che vengono offerte per evadere; così come, per esempio è vero che le famiglie italiane sono poco indebitate, ma è anche vero che in questi ultimi 12 mesi l’indebitamento è andato di pari passo con la mancanza di lavoro e di propensione alla spesa, specialmente quella che vede impegnate le famiglie per anni. E’ vero anche che l’Italia non ha avuto la bolla immobiliare, ma è altresì vero che nessuna banca, oggi e fino al qualche mese fa, è disponibile ad offrire mutui casa o all’economia salvo che le garanzie non siano d’acciaio. Così come è evidente che la montagna di mutui in pancia alle banche sono in fase di lievitazione alcolica a causa delle insolvenze dei privati a far fronte alle rate dei mutui le banche non solo sono in sofferenza paurosa, ma hanno inscritto nei propri libri contabili immobili a valore sopravvalutati di almeno un 20/30%, e nessuna banca è per ora così stupida nel riallineare i propri valori immobiliare rischiando il totale fallimento che non mancherà tra pochissimo.

Ma difronte a questo scenario da suicidio nel governo del salvatore d’Italia c’è chi offre ai vari avvoltoi stranieri e nazionali il nostro patrimonio valorizzato attorno ai 20 miliardi, questa la proposta del Ministri Grilli. E nessuno delle canaglie che stanno in parlamento alza barricata contro queste bestemmie che meriterebbero il rogo solo per averle pronunciate. Già infatti a seguito della vendita dei nostri beni pubblici (spiagge, isole, caserme, aree demaniali ecc.ecc.) che facciamo? Il sistema rimane così com’è e nulla cambierà. Ma per il popolo italiano e più in generale per quello europeo cosa cambierà?

Nulla! Se il sistema non si cambia possiamo anche vendere quello che non abbiamo che non risolveremo niente di niente. Ma per quelli che hanno un occhio attento c’è un cambiamento e questo è evidente nella scelta politica internazionale della nomina di Monti, dei giochi che si stanno attuando alle nostre spalle per coprire quelle delle varie caste, dei vari parassiti. E’ il caso del fondo salva stati, del fiscal compact che porteranno ancora una volta l’intera popolazione italiana a sacrificare parte della sua libertà per avvantaggiare solo ed esclusivamente il sistema bancario.

Ma in tutto questa baraonda dove ci porterà? Se contiamo che la pressione fiscale va oltre il 60% e che le nostre economie sono in contrazione cosa pensano di attuare quella banda di parassiti che stanno a Roma e nelle varie sedi politico-finanziarie?? A tale proposito è giusto evidenziare uno studio messo a punto da Rischio Calcolato:

In estrema sintesi, risulta evidente che:

Il secondo Trimestre 2012 e’ andato nettamente peggio del primo Trimestre 2012 (la cosa e’ evidente guardando la maggior parte degli indicatori, che si sono ulterioremente deteriorati); temo che il dato del PIL anna su anno del secondo trimestre 2012 sara’ tra -2,5% e -2,8% (contro -1,4% del primo trimestre)

Il mese peggiore, con la discesa dei dati grezzi piu’ profonda rispetto ad 1 anno prima appare Aprile 2012; Maggio e Giugno 2012 restano terrificanti, seppur qualcosina di muove nel senso di una caduta meno verticale

Ora sulla base di questa analisi e quella di molti altri autorevoli blogger che si sono rotti le palle delle varie nenie che tutto va bene dove pensiamo di portare questa nazione?

Ingerenze statali nella vita sociale e politica

19 luglio 2012 Lascia un commento

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Ho avuto il piacere di scambiare alcune vedute con Resistenzaliberale su alcuni aspetti riguardanti la figura dello Stato in una società organizzata come potrebbe essere la nostra.

In un articolo di resistenza liberale avevo posto la questione che le leggi sono subordinate al potere, storicamente sedimentato, di alcune classi economiche e sociali. Nella mia idea di Stato quindi auspicavo al vigore dello stesso, basato però su concetti completamente diversi da quelli intesi da resistenza liberale, il quale sostiene la presenza dello Stato come accessorio, demandando al libero arbitrio la libertà di scegliere.

Sarebbe quindi necessario definire cosa è stato e cosa sono i suoi abitanti e che relazione vi sono tra gli uni e l’altro.

Nella forma primitiva, lo stato è definibile come un insieme di persone coese da idee comuni volte spesso al mutuo sostegno e reciproco aiuto. Sostanzialmente non si discosta molto dalle tribale associazioni simile a quella dei kibbutz, in cui l’osservanza di alcune poche regole è subordinata ad un ordine superiore, dettato da dio. Questo il caso del kibbutz, mentre nelle società meno permeate nella religione, come ad esempio alcune tribù del Mato Grosso o della Papua Nuova Guinea il rapporto degli individui di una collettività è funzione dell’apporto di ogniuno alla conservazione delle proprie tradizioni, della propria cultura ed usanze, in cui però spesso si inseriscono caratteri religiosi a sostegno delle scelte della comunità (Irenäus Eibl-Eibesfeldt: Liebe und Haß: Zur Naturgeschichte elementarer Verhaltensweise, Monaco 1970).

Anche in questo caso parlare di stato è improprio, perché siamo in una concezione allargata di famiglia/clan, ma di Stato nel senso della tradizione occidentale non c’è traccia. In epoca pre-romana avveniva che le prime città fossero costituite attraverso una formula barbarica, diremmo ora, che era il ver sacrum: veniva imposto ai giovani maschi l’espulsione dalla tribù e mandati a perdersi nelle foreste a conquistare nuove terre e quindi a costituire nuovi nuclei sociali.
Ed è proprio per una similitudine di questa tradizione che le espulsioni cedettero il passo, nel tempo, alle incorporazioni delle popolazioni conquistate, passaggio chiave per la realizzazione delle polis e successivamente della grandezza dell’Impero Romano.

Ora il passaggio dalle prime forme di società a quelle più complesse ed organiche è avvenuto nell’arco dei secoli con grandissimo dispendio di energie e soprattutto con enormi versamenti di sangue, spesso innocente, analfabeta e manipolato; tutto questo immane disastro umano può avere un significato che non sia il banale interesse materiale di qualche congrega di affaristi? Credo che esso,  al contrario invece nelle società più evolute, il concetto di stato come entità superiore oggi è visto come un corpo al di fuori della società stessa che lo costituisce, ed è quindi combattuto, e sovente ne viene travisato il suo più profondo significato che certamente non è la sua ingerenza nella vita dei singoli.

Ora, Stato, con la esse maiuscola (per me), è sopra di ogni cosa in senso laicista e filosofico. A tal proposito per capire l’essenza del pensiero che mi anima in questa risposta, vorrei consigliare di leggere un piccolo libretto di Padre Trolese sulla Saccisica (“I Benedettini e la loro attività agricola in Saccisica“), molto istruttivo e soprattutto “politicamente” attuale. Per un piccolo spaccato le attività benedettine si svolsero nell’arco di circa 900 anni, dal IX° al  XIX° secolo lavorando una superficie agricola con un’estensione pari a circa ettari 123.021,802. In quell’arco di tempo la comunità benedettina, in osservanza della loro regola in cui tutti partecipano al bene comune, realizzarono opere di bonifica e sistemazione fluviale ed agraria che nessun potente del periodo seppe attuare. Nemmeno lo stato al quale la comunità apparteneva, perché animato spesso da interessi personali più che sociali. Il lavoro era per tutti e tutti vi partecipavano, ognuno uno con le sue capacità e caratteristiche.
Per contro i frati contribuivano al benessere delle maestranze, diremmo oggi, con paga settimanale, alloggi dati in uso a tutti i lavoranti e famiglie. Veniva inoltre concesso il diritto d’uso, spesso e volentieri rinnovato ogni 3 anni, di coltivare i fondi bonificati al fine di mantenere un elevato ciclo produttivo che fosse di aiuto all’intera comunità. Non c’era nessun interesse di sfruttamento, come spesso la sinistra e i giacobini-massoni hanno più volte evidenziato (è da notare che la Corte Benedettina era spesso in contrasto con il vaticano stesso per la “troppa autonomia” e potere che la Corte esercitava, ma va anche sottolineato che il potere – denaro – era quasi completamente riversato alla comunità tramite la costruzione di case,  ospizi, di ostelli, strade, attrezzi di lavoro e costituzione delle botteghe necessarie a forgiare il necessario per le attività artigiani e agricole di raccolta e trasformazione), perché nel concetto benedettino le attività del singolo si riflettevano nella società e ogni manchevolezza di uno è un pezzo della unione che portava alla lunga allo sgretolamento della società stessa.

Ciò accadde ad opera della Repubblica di Venezia che con la sottrazione di immense quantità di terra alla Corte Benedettina la portò dal 600 e fino alla metà dell’800 ad una devastazione morale e fisica sfibrando quel collante che per secoli aveva retto e prodotto l’intero sistema agricolo e idraulico-fluviale del basso veneto che anche Venezia stessa aveva sfruttato.
Ora, a distanza di 200 anni, stiamo ancora vivendo dell’eredità di quei padri e delle famiglie e che vi morirono a causa della malaria devastante.

Lo stato quindi ha il dovere di difendere i più deboli, di aiutare l’economia e di indirizzare le scelte sociali ed economiche al fine di un migliore benessere sociale. Egli non è pervadente, ma attento e sorvegliante, lascia al libero arbitrio l’organizzazione della società e degli uomini che la compongono, ma indica il vettore sul quale indirizzare i propri sforzi.
I grandi progetti e le grandi idee sono totalmente assenti in questa bieca società ed anzi osteggiati dai vari gruppuscoli politici e sindacali (non mi riferisco al Ponte sullo Stretto che è un’opera inutile e dannosa per tutti, ma per esempio alla distruzione dei nostri porti commerciali, alla costruzione di una flotta mercantile che rivalerebbe  su quella di altre nazioni portando enormi guadagni e benessere per tutti).
Lo Stato è quindi attore primario in tutte le risorse per la vita dei suoi abitanti, nelle telecomunicazioni, e nei trasporti (marittimi, ferroviari e stradali), così come nei beni essenziali della popolazione: aria, luce, acqua ed energia. Lo Stato è attento nella libera istruzione così come nella sanità, ma è altresì oculato e feroce nelle manchevolezze; nei suoi organi, è costituito da individui liberamente assunti in funzione delle capacità e delle professionalità richieste nelle mansioni, ma non è garante in assoluto. Chi sbaglia paga.

Non è né uno stato socialista e nemmeno uno stato comunista, ma uno nel quale la funzione pubblica ha la determinante radice nel rispetto del bene comune, nella responsabilità individuale e nel rispetto della giustizia. Il privato, la impresa privata in questo contesto dovrebbe solo che gioire, proprio perché dietro alle sue spalle c’è un attento osservatore che non agisce per conto di qualche banda di manigoldi, ma è attento sorvegliante che le attività della libera impresa non ledano gli interessi della popolazione e favorisce quanti siano propensi allo sviluppo economico, commerciale e sociale dell’intera comunità. Ben vengano quindi le scuole private che parificate alle pubbliche, avranno il primo dovere, mai espletato oggi da nessuna scuola pubblica e tanto meno privata, di instillare nel cittadino il senso critico, il senso dell’osservazione e soprattutto il rispetto del diritto (jus) e la responsabilità individuale; ben vengano quelle iniziative private volte al miglioramento culturale per una più profonda “virtù” dell’individuo. Ben vengano i progetti che invochino gli aiuti di stato se finalizzati ad opere di interesse nazionale e sovranazionale, nel rispetto però, della tradizione e delle culture.

In questi ultimi 60 anni abbiamo ceduto il passo ai briganti, alla confusione, alle pastette ed ai brogli da sacrestia perdendo di vista l’importanza che una terra come la nostra potrebbe avere ed esercitare in uno scenario internazionale. Abbiamo scambiato la nostra cultura e tradizione millenaria per una manciata di denari e il risultato di questo baratto lo vediamo ora come nei passati ultimi 40 anni.

Nel segno della libertà sessuale?

5 luglio 2012 8 commenti

E’ ufficiale, una coppia di lesbiche americane, dopo aver adottato un bambino, gli hanno somministrato ormoni dall’età di 8 anni per farlo diventare una bambina.  Si sono giustificate dicendo che “è preferibile per un bambino effettuare il cambiamento quando l’età è ancora giovane“.

Il trattamento ormonale è attuato al fine di impedire al bimbo di passare per l’età puberale prima di essere operato per il cambio di sesso.  Le due lesbiche, di religione ebraica, hanno messo in pratica quello che il talmud prevede. D’altronde in Usa, nelle comunità ebraiche molto osservanti le regole talmudiche si mettono in pratica senza troppi indugi.
Molte sono le cose deviate e mai denunciate per il timore della ritorsione, della vendetta, ma sopratutto dell’onta che la comunità subirebbe da una denuncia di questo tipo.

Siamo arrivati al capolinea della moralità e della indifferenziazione fenotipica (tutte lesbiche e culattoni) alla quale si vuole sottomettere l’intera umanità. Guai a dire che queste lesbiche sono da condannare, perché hanno plagiato a proprio uso e consumo un essere inerme incapace di intendere e di volere, poiché saremmo tacciati di omofobia, di razzismo, ma sopratutto di antisemitismo.
Ma non erano proprio queste categorie di persone a promuovere la diversità come ricchezza del cambiamento, che una società aperta e libera è resa più ricca? Eppure in questa ondata di omofilia o meglio pedofilia, perché di altro non si può parlare, viene subito sottolineato lo scandalo quando qualcuno prende le distanze, o perché non interessato o perché preferisce vivere la sua omosessualità senza i lustrini della ribalta. Fa specie pensare che Vendola aveva espresso che se poteva sarebbe andato nel Kossovo (chissà perché proprio lì!) per adottare un bimbo, ma fa altresì specie la battaglia per l’affido/adozione dei bambini a coppie omosessuali.

Ebbene, queste mostruosità compiute da persone mentalmente ammalate non solo dovrebbero essere condannate pubblicamente, ma punite con estrema durezza e senza distinzioni di razza o credo religioso.

Sono Fiera/o di essere italiana e di perdere

1 luglio 2012 1 commento

Poteva immagine non essere più esplicativa?

Spagna 4 : Italia

Adesso possiamo dormire.

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