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Terremoto come false flag?

Questa notte, come molti già sanno, alle 4,03 c’è stato una scossa tellurica di 5.9 della scala Richter in Emilia Romagna , abbastanza forte da essere sentita anche in altre regioni come in Friuli e Lombardia, oltre che Toscana e Marche.

La cosa strana è la zone dell’epicentro, la Pianura Padana, notoriamente classificata zona a rischio terremoti molto bassa. A quell’ora di notte le notizie che si ricorrevano non erano molto precise e nemmeno il sito dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia riportava alcuna notizia di rilievo. Altri invece, più amatoriali e forse meno affidabili – ma comunque presenti – mettevano in linea i tamburi dei grafici che indicavano con una certa evidenza quanto stava accadendo:

drum_1

La prima cosa che mi è saltata subito all’occhio è il grafico che appare subito all’inizio in rosso che indica la portata della scossa registrata. C’è un’osservazione da fare e riguarda la stazione di rilevamento che non si trova in Emilia-Romagna  ma in Toscana a Capannori (LU) distante dall’epicentro circa 100 km in linea d’aria. E’ ipotizzabile quindi che le scosse di avvertimento non siano state registrate per la distanza, ma allo stesso tempo appaiono evidenti quelle decrescenti nei minuti successivi.

Il grafico classico di un sismografo appare essere come in figura:

Terremoto

in cui sono evidenti nel tracciato l’inizio a sinistra della scossa che poi ha i suoi vertici  tra i secondi 20 e 30 e il decadimento delle scosse. In quello più sopra questa rappresentazione non appare esserci e forse, come già detto potrebbe essere dovuto alla distanza da ipocentro (?) della scossa oppure a causa di altri fattori come per esempio una esplosione sotterranea che non produce il grafico appena visto:

 terremoti1

Nella prima riga rossa appare chiaro che l’esplosione del test nucleare ha compresso fortemente gli strati profondi e le onde che ne sono derivate sono evidenti come dei picchi che poi decrescono nel tempo fino ad affievolirsi.

Potrebbe essere accaduto qualcosa di simile anche in quella zona? La domanda appare lecita anche se molti potrebbero obbiettare che le scosse successive non sono originate da esplosioni. Beh, verissima, ma un’esplosione una volta innescata non è controllabile e negli strati profondi della terra nessuno ci ha messo il naso e nessuno è in grado di sapere come si comporteranno le rocce presenti e come si stabilizzeranno.

Ovviamente non credo che qualche entità misteriosa abbia posizionato una bomba nucleare nelle profondità della Pianura Padana, ma posso credere che, date le tecnologie odierne in mano a certe nazioni (leggasi progetto Haarps) e tutto quello che non ci viene detto, in momenti particolari della storia attuale vi siano le possibilità di mettere in pratica quanto si sospetta.

Auguriamoci che non sia così, ma viste le follie che in questo mondo si compiono in nome di disegni criminali c’è da aspettarsi di tutto. Approfondiremo.

  1. 21 maggio 2012 alle 18:19

    La dorsale ferrarese, piega – faglia sommersa al di sotto dei sedimenti della pianura padana, basta ed avanza per spiegare l’accaduto. Ogni tanto si muove, la catena appenninica cresce ed avanza continuamente verso nord….

    • 21 maggio 2012 alle 23:54

      Grazie della visita, ma non si spiega chiaramente il tracciato e se tu sei un esperto credo che farebbe piacere a molti capire.

  2. Massimo
    25 maggio 2012 alle 18:33

    il primo grafico, quello rosso che si trova a Capannori in Toscana, non ha potuto registrare la progressione della scossa. Troppo distante e troppo poco professionale. Ha registrato invece il picco massimo dell’evento. Questo è evidente anche da quelle che vengono definite “scosse di assestamento”. Tutto il grafico non presenta progressioni verso il punto massimo ma solo picchi che poi degradano per questioni di abbrivio del sistema che è bene ricordarlo, non è paragonabile a quelli professionali che registrano anche le vibrazioni del passaggio delle auto. Direi di abbandonare idee “complottistiche” alquanto fantasiose. Del resto l’arco alpino non è che è venuto su per Grazia Divina.

    • 25 maggio 2012 alle 23:48

      Ti sono grato della tua osservazione, perché, come già specificato, i grafici mostrati non sono tratti da siti profumatamente pagati con denaro pubblico, ma sono solo la fatica e la passione di alcune persone che credono in quel che fanno. Detto questo il complottismo che hai potuto verificare nell’articolo è solo un confronto dei grafici, null’altro. Però, sarò ignorante e presuntuoso, la scossettina del sabato, che è bene ricordare era di magnitudo 5.9, pur essendo stata registrata solo nel picco come dici tu, appare strano che registri anche il decremento…e se è come affermi, strumentazione amatoriale poco sensibile, dovrebbe per forza di cose non registrare quanto non riesce “sentire”, ma interrompere la registrazione in maniera brusca, cosa che invece non accade anche in quelle minori.

  3. Massimo
    26 maggio 2012 alle 16:12

    le registrazioni successive alla scossa principale sono dovute al moto fisico, ovvero a quello che in marineria si chiama “abbrivio”. Detto in termini molto banali la scossa violenta muove l’oscillografo che poi rimane in “moto” per qualche tempo. Vi rimane sia per l’abbrivio che per il susseguirsi di scosse minori ma che comunque sono sufficienti per essere registrate.
    La teoria dell’esplosione non ha valore proprio il motivo che spiegavi nel primo post, cioè il ripetersi di scosse minori ma anche violenti (intorno al 4° grado). Oltretutto immaginiamo l’effetto di una esplosione. Essa crea un cratere che se isolato rimane “vuoto”, ma dato che parliamo di un cratere sotterraneo questo si riempirebbe immediatamente del materiale che ha intorno. Per una questione fisica questo materiale dovrebbe cadere dall’alto fino a far sprofondare il terreno superficiale. Questo non è avvenuto in nessu territorio dell’Emilia quindi è evidente che di tratta di un fenomeno di compressione, ovvero una spinta trasversale della dorsale appenninica verso l’arco alpino.. Da un punto di vista scentifico un evento assolutamente normale.
    Saluti

    • 26 maggio 2012 alle 22:04

      hai ragione, dal punto di vista pratico, così come lo potremmo supporre, ma parlaimo di circa 6000 metri di profondità e da quel che sappiamo nessuno ha ma visitato i profondi meandri della pianura a quella profondità. Potrebbero trovarsi rocce sedimentarie, laghi, sabbie (ciò che è accaduto), oppure croste di roccia metamorfica insinuatesi milioni di anni fa della quale non si è a conoscenza. Insomma le possibilità sono molte.
      INoltre l’abbrivio è comprensibile, nella scossa forte, ma in quelle successive molto più piccole lascia spazio a ipotesi che sarebbero da verificare, una di queste potrebbe essere per esempio sacche di gas metano che alle forti compressioni esplode e un’esplosione a 6000 metri non la si avverte in superficie che attraverso un movimento tellurico, ma non con un avvallamento della crosta terrestre, perché in questo caso dovremmo trovare quantità di CH4 mostruose.
      Comunque grazie ancora delle tue spiegazioni, sono interessanti e possono incuriosire quanto essere spunto di idee.

  4. Vale
    29 maggio 2012 alle 19:21

    Da emerita “ignorante” riguardo i fenomeni fisici della crosta terrestre,sono molto più propensa a credere e a pensare che non sia stato un fenomeno del tutto naturale. Viviamo in un periodo in cui l’informazione mira a nascondere i fatti con non fatti in cui le ideologie economiche e le logiche di potere vanno oltre ogni immaginazione. Dietrologia? ma non tutto è ciò che sembra ed è meglio far sembrare i fatti ciò che non sono.

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