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Suicidio, fuga irresponsabile


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In questo periodo di sconquasso economico e finanziario la cassa di risonanza dei media sta facendo più male che bene all’intero sistema paese. Da inizio anno ad oggi il numero dei suicidi per cause di lavoro sono arrivati ad oltre 60, un numero impressionante che tuttavia è inferiore alla media nazionale riferita dall’Istat.

I dati parlano da soli, nel 2010 ci sono stati 3048 suicidi pari a 254 al mese di persone che si sono tolte la vita. Ovviamente non è possibile riassumere il tutto in semplici aridi numeri, ma è evidente che qualche cosa si è inceppato nel ragionamento di queste persone.

Difronte al problema sempre più impellente della sfida quotidiana con i propri concorrenti, l’essere umano odierno ha alzato bandiera bianca, delegando alla morte il compito di togliere ogni possibilità di rivincita. E’ un fallimento educazionale profondo, così come lo sono tutte quelle morti per altre cause, ma in questo specifico è ancor più grave se confrontato al problema effettivo. Un tassa non pagata, una cartella esattoriale, una multa, un credito mai pagato sono stimoli che spingono alcune persone a scegliere una strada che non offre alternative. Eppure tra le due possibilità c’è sempre una terza via e il detto “tertium non datur” non ha nessun valore.

Cosa potrebbe accadere, andare in carcere perché non c’è denaro? Soffrire la fame? Non avere le possibilità economiche che si avevano prima dell’arrivo della cartella esattoriale?
Nulla di tutto questo è troppo grave, eppure la via di fuga che queste persone scelgono è il proprio annullamento, contro ogni ragione evidente.
La società odierna spinge a questo, imponendo loro di non accettare la vergogna, l’onta del disonore, della miseria, della rinuncia e i più deboli, forse i più onesti, cadono nella trappola. La democrazia fa le sue vittime e la distruzione dei valori più profondi come i legami famigliari, i figli, l’educazione , la scuola, il rispetto degli altri vengono annullati dalla concorrenza spietata, dalla vessazione, dalle imposizioni fiscali più alte che nel resto del mondo.

Tutto ha un prezzo, ma a che prezzo? Le lettere di scuse, di perdono che questi lasciano ai loro cari è ancor più offensivo che la morte stessa, perché impone una condanna a chi sopravvive all’onta elusa dal suicidio.

E’ un atto di irresponsabilità, forse anche di vigliaccheria, che spinge queste persone a suicidarsi?

In parte credo di sì. Il suicidio non è mai accettabile, ancor meno per i debiti lasciando il grave fardello ricadere sulle famiglie. Pensiamo ai mutui, ai debiti contratti per un’azienda, a quanto il suicida aveva contratto per migliorare se stesso e la propria famiglia. Tutto, dopo la sua morte, ricadrà sul coniuge superstite, sui figli, sui parenti più prossimi con dei costi aggiuntivi e con la condanna che non potranno risolvere. E’ questo un atto onorevole, responsabile?

02/01/12

Bari, 74 anni, pensionato si getta dal balcone Inps chiedeva rimborso.

12/01/12

Arzachena, 39 anni commerciante tenta di asfissiarsi, viene salvato.

22/02/12

Trento, 44 anni per i troppi debiti si getta sotto ad un treno…. è salvo.

25/02/12

San Remo, 47 anni, elettricista si spara  L’uomo era stato licenziato qualche settimana fa dalla ditta nella  quale lavorava da molti anni.

02/03/12

Ragusa, commerciante tenta di darsi fuoco.

02/03/12

Pordenone, 46 anni, magazziniere si suicida.

09/03/12

Genova, 45 anni disoccupato, sale su un traliccio della corrente.

09/03/12

marzo Vincenzo Di Tinco, titolare 60/enne di un negozio di abbigliamento si è impiccato ad un albero a Ginosa Marina (Taranto). In pochi giorni si era visto addebitare, forse per errore, 4.500 euro di commissioni bancarie e rifiutare un prestito di poco piu’ di mille euro.

10/03/12

Torino, 59 anni, muratore si da fuoco.

14/03/12

Trieste, 40 anni, appena disoccupato si da fuoco.

20/03/12

un giovane artigiano di 29 anni si è impiccato a Scorano (Lecce). L’uomo ha lasciato un biglietto spiegando che non riusciva a trovare un altro lavoro e che era disperato.

21/03/12

Cosenza, 47 anni, disoccupato si spara.

21/03/12

marzo un imprenditore edile, di 53 anni, in crisi da tempo per i crediti che non riusciva a riscuotere e che vantava nei confronti di pubbliche amministrazione e di privati, si e’ tolto la vita impiccandosi in una baracca dietro casa nel bellunese, mentre i familiari lo aspettavano a cena.

23/03/12

un imprenditore quarantaquattrenne di Cepagatti (Pescara) si è impiccato nella sua azienda. Strozzato dai debiti, non ha retto alla vergogna di non poter pagare gli stipendi ai dipendenti e all’incertezza sulla sua capacità di garantire un futuro al figlio e alla compagna.

27/03/12

marzo scorso Giuseppe Pignataro, 49 anni, di Trani, si è ucciso dopo essersi lanciato dal balcone della sua abitazione. L’uomo, che faceva l’imbianchino, si è tolto la vita a causa delle difficoltà nel trovare un’occupazione stabile in grado di fornire un reddito degno alla propria famiglia.

28/03/12

Bologna, 58 anni, si da fuoco davanti all’Agenzia delle entrate.

29/03/12

Verona, 27 anni, operaio si da fuoco.

01/04/12

Sondrio, 57 anni, perde lavoro, cammina sui binari, salvato in tempo.

02/04/12

Roma, 57 anni, corniciaio, si impicca.

03/04/12

Catania, 58 anni, imprenditore si spara.

03/04/12

Roma, 59 anni, imprenditore, si spara con un fucile.

01/04/12

un artigiano di 57 anni si è impiccato all’interno della sua bottega di conici a Roma a causa dei ‘’problemi economici’’.

04/04/12

Milano, 51 anni, disoccupato si impicca.

04/04/12

Roma Imprenditore si spara al petto col fucile La sua azienda stava fallendo.Mario Frasacco, 59 anni, aveva tre figli.

04/12/12

Mercatale di Ozzano, 58 anni, morto dopo 9 giorni di agonia, si era dato fuoco per i debiti.

06/04/12

A Paternò (Catania) un altro imprenditore di 57 anni ha posto fine alle sue ansie con il suicidio si è impiccato, in un deposito di proprietà della ditta della quale era titolare, in preda alla disperazione a causa dei debiti contratti dalla sua azienda.

14/04/12

Un giovane imprenditore agricolo 29enne di Donnalucata, in provincia di Ragusa, si è tolto la vita impiccandosi in una delle serre della propria azienda.

13/04/12

Imprenditore veneto si è sparato appena uscito dallo studio del commercialista. Le notizie che aveva avuto dal professionista non erano rassicuranti. E’ accaduto a Montecchio Maggiore, nel vicentino. Fortunatamente, in questo caso, l’uomo dovrebbe farcela.

14/04/12

42 anni, dirigente d’azienda disoccupato da alcuni mesi, che si è gettato sotto un treno nei pressi della stazione ferroviaria a Sesto Fiorentino, in provincia di Firenze. È ricoverato in gravi condizioni.

16/04/12

FROSINONE – Un ventenne disoccupato residente a Boiville Ernica (Frosinone) ha tentato il suicidio.

21/04/12

a Corridonia un camionista rimasto senza lavoro tenta il suicidio impiccandosi a una trave di casa. Viene salvato in estremis.

22/04/12

Bosa Giovanni Nurchi 52 anni, moglie e tre figli, non ha resistito. Aveva perso il lavoro.

24/04/12

Napoli si è consumato l’ennesimo suicidio dettato dalla crisi. L’imprenditore Diego Peduto, 52 anni, si è lanciato dal balcome di casa sua in via Cilea.

25/04/12

una signora, lodigiana di 55 anni, ha tentato il suicidio, tuffandosi nell’Adda a Pizzighettone (Cremona). Per fortuna, Carlo Musti, assistente della polstrada di Pizzighettone, l’ha salvata. Alla base del gesto estremo c’era una situazione economica disperata. “Non riesco a pagare la multa, siamo senza soldi e ci stanno tagliando le utenze”.

27/04/12

Un impresario edile di 55 anni, originario di un paese del Nuorese, Mamoiada, si è tolto la vita dopo che la sua azienda, a causa della crisi, aveva cessato l’attività e l’uomo era stato costretto a licenziare i suoi due figli.

03/05/12

Gravina di Catania, si suicida dopo essere stato licenziato.

03/05/12

Uomo armato negli uffici Equitalia con lui ci sarebbero alcuni ostaggi – Milano – “Sono senza soldi, mi uccido”. imprenditore in crisi si impicca.

05/05/12

Gianni Merlo, 52 anni, si toglie la vita nel suo camion l’azienda di cui era socio aveva i conti in rosso. Ieri tragico gesto di due disoccupati. L’uomo, 47 anni, sposato e padre di due figli si è impiccato nel garage della villetta a Troina, nell’ennese.

05/05/12

E’ in condizioni disperate il pensionato 72enne che si è sparato alla tempia dopo aver ricevuto una cartella esattoriale per svariate migliaia di euro.

  1. 14 maggio 2012 alle 19:08

    Sono punta dell’iceberg della mente inceppata perchè oggi tutto è standardizzato. Non c’è più nemmeno il sentore di poter trovare una soluzione personale ai problemi.
    Viviamo nella ” società dell’impotenza”.

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