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La giustizia Usa

 

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Qualche tempo addietro avevamo i media stracolmi di notizie eclatanti per la barbarie di una pena che avrebbe dovuto essere inflitta ad una donna: la lapidazione. Parliamo di Sakineh, quella disgraziata rea e confessa di aver complottato per l’uccisione del marito assieme al suo amante.

In tutto mondo occidentale una valanga di urla, manifesti, di cortei a favore di questa donna dal viso dolce, ma dal pensiero omicida. La punizione, ci è stato detto, avrebbe potuto essere la lapidazione che in Iran viene applicata, ci è stato detto, a tutte le donne fedigrafe.

Poi si scorge che in Iran la pena della lapidazione è stata abolita dopo la caduta dello Scià e che la pena di morte viene esercitata solo se c’è il consenso dei parenti della vittima. Paese profondamente barbaro!.

In altre parti del mondo la pena di morte viene applicata senza che nessuno manifesti, senza cartelloni appesi sui municipi delle città e senza continue notizie nei telegiornali. Silenzio stampa.

In Usa, la patria della democrazia anche esportata, è stato messo a morte un carcerato che stava nel braccia della morte da oltre 37 anni. E’ stato ucciso con un’iniezione letale nel braccio della morte di Tulsa, in Oklahoma, Michael Bascum Selsor, condannato a morte per un omicidio commesso 37 anni fa quando aveva 20 anni. L’uomo, ora 57enne, era stato condannato per aver ucciso un uomo durante una rapina che si era conclusa con un bottino di 500 dollari. Prima che iniziasse l’esecuzione Selsor ha rivolto un saluto al figlio e alla sorella, mentre alcuni degli altri detenuti hanno salutato con un applauso l’uomo rimasto per 37 anni nel braccio della morte.

Michael Bascum Selsor

Fino ad ora credevamo che la giustizia avesse il suo corso, che in un grande paese come gli Usa ci fosse il senso della misura, della punizione e del perdono, invece scopriamo che la giustizia non solo agisce in maniera barbara, ma produce efferati crimini contro i quali lo Stesso governo Usa investe diversi milioni di dollari.

Tenere un uomo per 37 anni in carcere e quindi ammazzarlo come una bestia è il peggior crimine che la mente umana possa realizzare. Altro che Kafka, che nel vedere queste cose si rivolterebbe nella tomba. Qui siamo davanti ad un paese che della vita umana – per quanto colpevole sia di efferati crimini – non ha nessuna considerazione tanto da attendere decenni per servire la testa alla mannaia del boia con la calma di un freddo psicopatico.

Questi sono gli Usa, la nazione che distribuisce democrazia, libertà ed amore…ma siccome la giustizia non è di questo mondo anche loro avranno la loro Caporetto, anche loro avranno ciò che mille altri popoli hanno ricevuto durante il grande secolo americano.

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  1. 11 marzo 2015 alle 18:56

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