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Parole inascoltate

Il mondo di oggi, e’ contrassegnato da opportunità, sfide, contraddizioni. I prossimi anni non saranno facili per nessuno, ed in particolare per l’Italia“. Era il lontano 27 marzo 2011 e le parole sono quelle pronunciate da Napolitano in occasione dell’incontro con una rappresentanza della comunità italiana a New York.

Come ebbi già modo di scrivere altre volte (vedi: Qualche parola sulla Libia e Manifestazione di Roma alla Farnesina: silenzio stampa!!!) nessun giornalista al seguito chiese spiegazione di quelle parole, il senso o a cosa alludevano. Il silenzio compiacente della stampa fu assordante. Eppure in quelle parole si rivelano i segreti di una situazione che oggi ci vede attanagliati in una via senza ritorno. I messaggi criptici del massone-comunista di Napolitano hanno la funzione di informare solo quelli in possesso della chiave di lettura, mentre al popolo bue che lo ascolta e dinnanzi alla sua effige s’inchina bizzantinamente, viene lasciato il vuoto delle scelte criminali di una banda di strozzini.

Era dall’epoca del “tutto va bene“, del “bisogna essere ottimisti” di berlusconiana memoria, siamo passati al “tutto va male” “il governo tecnocratico affonda il paese” e saltando da una frase all’altra milioni di persone cominciano a malapena a capire la trappola nella quale si sono gettati. Non c’è tempo per pensare, perché in situazioni di emergenza tutte le forze e le risorse devono essere spinte alla salvaguardia della propria esistenza e in questo disastro, che non è ancora effettivamente iniziato, ma che si sta delineando molto chiaramente, i prossimi anni saranno oltremodo difficili per gli italiani. Da notare le parole usate dal massone: i prossimi anni!!!

Anche il criminale di Soros avverte dell’imminente crack del sistema Europa che i politici e le grandi associazioni bancarie hanno fondato solo ed esclusivamente sul denaro. Soros avvisa che la crisi europea e quindi anche italiana  è molto complessa e copre praticamente tutti i settori strategici di questa parte del globo:

  • The Euro is a broken currency system in its current construct.
  • The peripheral nations have been rendered to 3rd world status.
  • The Euro users are essentially indebted in a foreign currency.
  • The political dynamic is going to destroy the Euro
  • The European union is at risk of dissolution.
  • The Euro doesn’t have to collapse.
  • Europe needs to come together and take extraordinary actions to resolve the crisis.

Parole sante (!!) dette da uno che nel 1992 fece affondare la lira, con la complicità di Ciampi.  E, pur con tutte le attenzioni del caso, le parole di Soros appaiono più chiare e più aperte di quelle dei nostri tecnocrati, di quella cianfrusaglia politica che alberga in parlamento. La chiarezza e le indicazioni sono così evidenti che anche un sordo (scusate, un non-udente) le potrebbe udire. Nella sostanza siamo alla frutta e ciò che può salvare il salvabile lo possono fare solo i governi europei.

Qui però c’è da distinguere come e con che mezzi, perché è proprio in queste battute che Soros ricava la sua linfa vitale: i soldi.
Lui specula sulle debolezze delle economie e dei governi e come ogni predatore, appena si accorge delle difficoltà, salta al collo della sua preda per risucchiare quanto più possibile. Lui fa il suo mestiere, deprecabile, non c’è che dire, ma coerente con la sua indole disonesta. Cosa diversa invece della coerenza dei nostri pagliacci che un giorno dicono bianco e quello dopo nero per poi ricominciare d’accapo.

In questa situazione economica internazionale, in cui ormai le economie procedono a tentoni, i debiti sovrani sono la palla al piede per lo sviluppo reale e le uniche cose a cui assistiamo è la distruzione totale, senza esclusione di colpi, non solo della economia, ma di tutto il patrimonio sociale che è costato decenni di battaglie, sangue e sacrifici dei nostri padri.
Tutto al macero, pagando pure lo smaltimento di quanto costruito in questi ultimi decenni.

Nessun atto preso contro gli sperperi, contro le dissennate spese pubbliche che non hanno una ricaduta utile per la popolazione, nessuna manovra che impedisca lo stritolamento bancario-finanziario. Zero assoluto!! Nel frattempo il calo del nostro prodotto interno lordo (PIL) produrrà una ulteriore manovra finanziaria, aspettiamoci quindi dall’estate e fino alla fine dell’anno una serie di provvedimenti che comporteranno una ulteriore stangata sulle nostre già magre economie.

A giugno, inoltre, sono in scadenza alcune centinaia di miglia di cassaintegrati che non avranno nessuna possibilità di recupero o reinserimento nel mondo del lavoro. Senza paga e alla fame che faranno questi poveri diavoli? Si veda la lista delle aziende a rischio per il 2012 qui.
Eppure questo tecno-governo imperterrito, ligio ai doveri imposti, prosegue con il suo stritolamento, ma sopratutto, e lo vediamo giorno dopo giorno, non mette le mani nelle tasche di quei settori che potrebbero portare un po’ di ossigeno alle nostre economie: non si tocca il settore pubblico, non si toccano i finanziamenti ai partiti, non si toccano i stratosferici guadagni delle banche e delle finanziarie, non si toccano i grandi patrimoni quelli nascosti; si preferisce invece agire sui piccoli e su quelli facilmente visibili dal fisco o sui dipendenti che non hanno nessuna possibilità di replica o di scelta ed è per questo che è meglio non pagare le tasse, perché come già scritto (vedi: Far Pagare le Tasse è il Furto di uno stato Parassita: evaderle è un atto di civiltà!) in un stato parassita se tutti pagassero le tasse noi ci impoveriremmo di più e loro, la casta dei parassiti, guadagnerebbero 100 volte di più, mantenendo il loro status quo inalterato e sempre più potente.
Anche Grillo si è stranamente accorto di questo, forse ha letto il mio blog, ma poco importa, perché quello che si deve capire è che la bestia che ci sta succhiando deve essere messa alla fame, gli si deve togliere l’elemento primario che la fa sopravvivere e che gli permette di massacrarci.

Forse il compiacente amico dello Sceicco del Qatar (il finanziatore della guerra di Libia e di Siria), anziché accogliere al Quirinale una figura intabbarrata dovrebbe spiegare quali altri sacrifici dovranno fare gli italiani nel corso di questi anni.

  1. 17 aprile 2012 alle 22:41

    Però, il nostro Premier piace all’estero! Sono gli italiani che hanno qualche problema ad accettarlo. Certo posso capirne il motivo!

    • 18 aprile 2012 alle 09:56

      Non ho idea a chi ti riferisci, ma da quello che si legge sia FT e WSJ che prima lo impalmavano, ora stanno correggendo la loro posizione.

    • 21 aprile 2012 alle 02:01

      Oddio, che piaccia tanto all’estero avrei qualche dubbio:

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