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Sanità e vampirismo usuraio

La sanità in Italia è un bubbone che costa diversi miliardi di euro, circa 670 miliardi all’anno (vedi il mio articolo Far Pagare le Tasse è il Furto di uno stato Parassita: evaderle è un atto di civiltà!), tanti, tantissimi e tutti finalizzati – dovrebbe essere – per la salute pubblica. All’estero, sopratutto nel paese più desiderato dalla maggioranza delle persone – gli Usa –  la sanità si paga a caro prezzo e quello che qui ha un costo minimo di poche decine di euro lì costa alcune migliaia di dollari.

Accade infatti che chi si reca negli Usa debba fare una extra polizza sanitaria che possa coprire eventuali ricoveri per incidenti di percorso del soggiorno: può succedere nella peggiore delle ipotesi di non venir curati o di vedersi addebitati nella carta di credito qualche migliaio di dollari per le cure sanitarie statunitensi.

In Italia invece era quasi tutto gratuito, quasi, ma da qualche tempo a questa parte è obbligatorio per tutti pagare un certo obolo (chiamiamolo pizzo) per far fronte a quelle regioni in cui la sanità è un colabrodo (Lazio, Sicilia, Calabria). Come molti sanno il pizzo che si deve pagare varia dai 10 ai 5 euro a seconda se si è sopra o sotto il tetto reddituale dei 29.000 euro all’anno. Fin qui tutto chiaro, no?

Il medico al quale ci rivolgiamo (spesso con funzione di burocrate anziché di medico) ci rilascia delle ricette con un massimo di 8 prescrizioni per ognuna, il cui costo varia in funzione della prestazione. Facciamo un esempio.
Può accadere che ci vengano prescritte le seguenti analisi tra le quali le più comuni, con il rispettivo costo, sono:


Per un totale di 26,3 ai quali ci saranno da aggiungere le spese del prelievo e i fatidici 5/10 euro obbligatori.

Da notare che i prezzi delle analisi sono quelli che verranno riconosciuti dalla regione al laboratorio di analisi e non sono quindi i costi effettivi che il laboratorio sostiene, ma la differenza di prezzo spesso è molto piccola. Un colesterolo può costare 2,50 euro anziché 2,05, i trigliceridi possono avere un costo di 2,80 o 3,20 euro anziché 1.40 insomma quello che la regione riconosce al laboratorio è spesso (non sempre) più basso di quello che farebbe pagare il laboratorio.

Però è necessario saperlo e qui arriva la mazziata dello stato vampiro al quale abbiamo demandato il nostro potere: i laboratori non possono dirvi anticipatamente quello che sarebbe il costo della stessa analisi se fatta privatamente, sono passibili di denuncia per istigazione all’evasione, ma lo potete chiederlo (schizofrenia legislativa!)!!!

Che vuol dire tutto questo? Semplicemente se il medico vi ordina di fare un controllo del colesterolo vi fa la ricetta e voi andate a farvi le analisi pagando: 1,40 + 5/10 euro di pizzo allo stato. Conviene? No! Allora la cosa più saggia da fare è quella di chiedere anticipatamente quanto costa fare privatamente un certo numero di analisi e verificare se alla fine della commedia conviene o meno pagare il laboratorio o pagare il pizzo.

Nel caso su esposto il costo totale delle analisi era di 26,3 al quale c’è da aggiungere il costo del prelievo venoso (circa 3 euro) per un totale di 29,3 euro totale, ma le ricette sono due e quindi a queste vanno aggiunte anche i due pizzi di 5 o 10 euro a seconda del vostro reddito per un totale rispettivamente di 36,3 o 46,3.
E’ chiaro quindi che NON conviene foraggiare la sanità di uno stato che ci chiede denaro per sanare buchi creati da vampiri criminali e nel caso specifico è meglio pagare la prestazione privata anziché quella convenzionata.

Morale, prima di aprire il borsellino fatevi due conti in tasca e chiedete alla segretaria del laboratorio il prezzo distinto di ogni analisi, dopo con calma decidete di conseguenza.

Ricordiamo che foraggiare uno stato plutocratico usuraio e mafioso come quello attuale equivale sottoscrivere la propria condanna economica permettendo invece alla classe criminale di continuare a vivere alle nostre spalle. Dobbiamo togliere l’ossigeno alla bestia che ci sta succhiando anche la salute e ogni metodo, purché legale, è valido!!

  1. 9 aprile 2012 alle 22:55

    Beh, devo riconoscere che non così facile farsi questi conti quando dobbiamo fare una semplice analisi. Prima devo recarmi dal mio medico per farmi fare la prescrizione, e qui faccio la fila, a volte di ore. Poi devo recarmi al laboratorio, generalmente nella prima mattinata. Devo fare la fila anche qui e probabilmente sarò costretto a chiedere dei permessi al lavoro. Quando è giunto il mio turno, sarò già così stressato che non vedrò l’ora di uscire ed essermi tolto un pensiero. Non mi verrà in mente di chiedere il costo alla segretaria e rifare un’altra fila altrove. Fare delle annalisi ha anche un costo in termini di tempo, stress, e richieste al datore di lavoro. A volte, lo so, non è saggio, ma ci rinuncio!

    • 9 aprile 2012 alle 23:08

      Hai ragione, le file si sprecano e i medici ingrassano. Io ti consiglio solo poche cose, pratiche, spero. Quando hai la ricetta e vuoi fare successivamente le analisi fai sempolicemente una telefonata e chidi quando costano farle privatamente. Tutto lì, poi fai i tuoi conti e alla fine decidi. Il vampirismo plutocratico al quale ci hanno abituato è quello di accettare di camminare con le ginocchia. E molti sopportano la vessazione pur di non perdere tempo, di risparmiare qualche minuto di “tensione”, ma è proprio in questo che essi vincono.
      Basta pensare a quelli che vanno alle 4 del mattino per prendere un biglietto per fare una fila con l’allucinante timore di non poter risolvere il loro problema. E tutti tacciono anziché bastonarli sulle ginocchia, di azzopparli, di renderli inoffensivi fisicamente così che le prossime volte si ricordano che con il pubblico non si scherza. Ma siamo tutti padri di famiglia, abbiamo la pancia piena e queste cose non si fanno perchP anche quegli impiegati hanno famigia, anche quelli lavorano, ma quelli, per ora non hanno un futuro incerto, non hanno la spada di damocle sulla testa dell’art. 18, non rischiano nessun licenziamento se vanno a fare la spesa in orario di lavoro, e che facciano il loro lavoro o meno alla fine del mese lo stipendio rubato se lo portano a casa. Mentre tu, io e tutti gli altri dobbiamo elemosinare una coda per fare un’altra coda per avere una pallida possibilità di interloquire.
      Mi pare ci sia qualche cosa che non quadra, no?

      • 9 aprile 2012 alle 23:15

        Molte cose non quadrano, purtroppo!

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