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Denuncia contro lo Stato italiano

Più volte si è scritto che gli appartenenti alle forze di governo e del parlamento italiano, sono dei criminali al servizio dei potenti e delle “lobbies” bancario-assicurative oltre che strettamente legati al patto atlantico (Nato). Personaggi che mai hanno fatto gli interessi dei loro amministrati, gli italiani, ma sempre e comunque quelli per i quali sono stati eletti e che gli hanno voluti in quegli scranni.

Le varie vicissitudine italiane: l’entrata nell’euro, la costituzione di una Europa legata solo da una moneta che è assente di una banca centrale di ultima istanza, l’apertura dei confini e l’imposizione di un libero mercato, la privatizzazione di tutte le aziende di stato, hanno portato l’Italia e con essa molti paesi europei allo sfascio.

In Sardegna, fortunatamente, c’è chi ancora ha un minimo di onesta intellettuale, di coraggio e di orgoglio provvedendo di fatto alla formale denuncia nei confronti di Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, tutti i ministri e tutti i membri del parlamento.

Può sembrare una bufala, ma nella realtà un avvocato di Cagliari s’è preso la briga di intentare causa contro questa massa sfruttatrice del popolo italiano.  Parliamo dell’Avv.to Paola Masu che con estremo coraggio e sfidando le più alte istituzione dello stato rischia non solo l’siolamento mediatico, ma quello più grave alla sua persona.

Sosteniamola!

  1. 9 aprile 2012 alle 11:54

    Ciao, non vorrei essere polemico … ma questo commento su altri blog è stato censurato. Eccolo qua:
    Allora voi volete denunciare uno stato che della burocrazia ne ha fatto un arma per schiacciare, quante decine di migliaia di leggi abbiamo in Italia? Monti e il suo governo non vi hanno mandato una denuncia, vi stanno spennando e molti di voi pagano. Ne sono certo, vi lamentate ma pagate. Fino a che non vi licenzierete, se siete tanto sfortunati da essere schiavi, vendete tutto quello che potete e non pagate più un centesimo di tasse, basta benzina e basta conto corrente … io l’ho fatto, nonostante tutti gli ostacoli che trovai, nove anni fa, e tutt’oggi mantengo la mia posizione, niente di niente, mangio, quindici euro di internet e otto di tabacco a settimana, no conto, no macchina, no lavoro e stop pagamenti, oramai hanno smesso di cercarmi. Fino a che non farete, azioni, cambiare stile di vita, non consumare più quel 95% di eccessi e frivolezze, allora scuoterete e soffocherete un sistema in metastasi destinato in ogni modo a morire, a mangiarsi come un cancro ti mangia dentro, fino a quel giorno lasciate perdere, perché una causa civile in Italia dura una quindicina di anni e se hai buoni avvocati va tutto in quel posto. Non facciamo ridere per favore … la denuncia l’ha fatto l’associazione adusbef, lasciamo a loro che gli avvocati li hanno e vediamo che combinano, è ora di agire, poi sarà troppo tardi, se non lo è già ora … purtroppo vedo tante idee ma poche azioni, magari tu vivi davvero di terra, ma quanti di questi che denunciano hanno il conto in banca? Coerenza! Per le proprie opinioni si deve anche morire di fame … altrimenti sono solo fantasie. Non voglio essere pessimista, ma realista, guardiamo in faccia il nemico.
    Come scrivevi nel tuo blog:
    FAR PAGARE LE TASSE È IL FURTO DI UNO STATO PARASSITA: EVADERLE È UN ATTO DI CIVILTÀ!

    • 9 aprile 2012 alle 18:07

      Beh, se hai fatto realmente la scelta che affermi di aver fatto ti faccio i complimenti. Sono pochi quelli che riescono a restar fuori dalle maglie vischiose di questa parasittologica macchina statale. Io per ora non ci riesco, forse un po’ per comodo o forse per pigrizia, ma sta di fatto che sarebbe sufficiente una sola delle cose che hai fatto tu, per esempio una settimana di sciopero sugli acquisti della benzina e a rotazione tutto il resto. Le cose si possono fare, ma quello che manca veramente in Italia è una coesione sociale, coesione di pensieri e non per la solita parrocchia sindacale o politica o religiosa di turno, ma per gli interessi di tutti, dal più debole a quello che crede di aver toccato il cielo con un dito non accorgendosi che stava toccando uno specchio per terra, tanta è l’umiliazione che ci schiaccia.

  2. 9 aprile 2012 alle 19:35

    Pitocco … ma sito veneto? Io si, di Verona e pitocco si usa proprio li. Ora non ci vivo da molti anni, però vedevo stamani, pitocco…mi fa pensare.
    Si, l’ho fatto, tutto quello che scrivo, le mie idee le applico, sono bastardo dentro, non sai che prezzo ho pagato essendo di Verona dove il primo comandamento è lavora. Fanculo, datemi 5 mila euro al mese e forse ci penso … ma in fondo non mi servono che lavoro a fare?
    Vero che le cose si potrebbero cambiare domani, manca la coordinazione, infatti tutto è sempre orchestrato dal potere, dalle BR ai nuovi terroristi.
    Eri tu che scrivevi una catena di S Antonio infinità? Credo sia la realtà.
    Ciao alla prossima Pitocco, che significa molto povero in veronese

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