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E’ movto Oscav Luigi Scalfavo

Anche i vecchi pavassiti nulla possono davanti alla Signova della vita.
Un costo in meno per lo stato italiano.

  1. 29 gennaio 2012 alle 13:56

    Mai stata in dissonanza completa come oggi!
    Oscar Luigi Scalfato: l’unico che oppose resistenza a Berlusconi.
    L’unico che ebbe l’ardire di far interrompere una partita (la droga nazionale) per dire agli italiani che era in atto un attacco alle Istituzioni. Un attacco che c’è stato visti i fatti degli anni seguenti. L’unico che difendeva il Parlamento conto la voglia del presidenzialismo.
    Non piaceva perchè era un cattolico conservatore. Ok, in cambio abbiamo avuto imperante l’uomo del bunga bunga e se non lo toglieva di mezzo la Trilaterale, sostituendolo con quel che sappiamo!, sarebbe ancora lì.

    • 30 gennaio 2012 alle 00:36

      Tutti e due facce della stessa medaglia e la dissonanza è giusta che ci sia, opinioni diverse e combattute, purché costruttive, sono il cemento per più ardue edifici.
      Ma a proposito del suddetto parassita è giusto che si conosco quanto dice Giordano:

      Scalfaro, come prendere una pensione lavorando solo 3 anni
      A proposito di persone dure e severe, avete presente Oscar Luigi Scalfaro?
      Quand’era presidente della Repubblica, nel 1997, conquistò le prime pagine dei giornali con una delle sue uscite roboanti: «Basta con le pensioni d’oro» disse durante un incontro pubblico nella Bassa novarese. Fu un momento molto quaresimale: il primo cittadino leggeva le vite dei santi, il capo dello Stato citava la Bibbia. «Come è scritto nel Vangelo, c’è chi ha troppo e chi troppo poco, ci sono cifre che danno le vertigini. Non è accettabile.» Amen.
      Inginocchiatevi e credete a Oscar. Ma sia consentita almeno una domanda: se non sono accettabili le eccessive differenze fra chi ha troppo e chi ha troppo poco, sarà mai accettabile la differenza tra il vitalizio d’oro del medesimo Scalfaro e il misero assegno Inps di un operaio a riposo? L’ex capo dello Stato infatti risulta titolare di una pensione da magistrato (4766 euro netti al mese) che può liberamente cumulare alla ricca indennità da senatore a vita, per un
      totale superiore ai 15.000 euro netti al mese, circa 30 volte in più di quello che prende una tuta blu dopo 30 anni di lavoro alla catena di montaggio. Sono anche queste cifre che danno le vertigini? Giudicate voi (e giudichi sant’Oscar da Novara, se crede).

      Ma il fatto davvero singolare è che l’ex presidente della Repubblica, gran moralizzatore nonché schiaffeggiatore senza tregua delle signore svestite e dei vizi della politica, prende una pensione da magistrato così alta pur avendo lavorato come magistrato appena 36 mesi. A proposito di cifre che danno le vertigini, non vale la pena citare anche questa? Una persona normale, in
      effetti, suda 30 anni e rischia di non arrivare a 1000 euro lordi al mese. Lui, con 3 anni di professione, si porta a casa 4766 euro netti (ribadisco: netti) al mese.
      Non è un po’ strano? Non da, per l’appunto, le vertigini?
      Eppure è proprio così: Scalfaro, infatti, vestì la toga soltanto fra il 1943 e il 1946, poi se la tolse, entrò in Parlamento e non ne uscì più. Certo: furono anni turbolenti, quelli.
      Il magistrato Oscar, che si è sempre dichiarato cattolico e contrario alla pena di morte, dovette anche chiedere la fucilazione di diversi imputati. Dal 1° maggio 1945 fece parte come «consulente tecnico giuridico» del Tribunale d’emergenza, una corte sommaria di partigiani; quindi entrò nel gruppo di pubblici ministeri che, dopo soli tre giorni di processo, mandò a morte sei uomini.
      Fra questi il brigadiere di pubblica sicurezza Domenico Ricci, padre di quattro figli, amico di famiglia di Oscar Luigi, che in una straziante lettera scritta prima dell’esecuzione urlò la sua innocenza. Inutilmente. «E pensare che per me Scalfaro era come un padre, forse di più…» ha commentato una delle figlie del brigadiere Ricci. «Gli ho poi scritto per sapere se papa fosse
      colpevole o innocente, Scalfaro mi telefonò una mattina presto e mi disse: stia tranquilla, dal Paradiso suo padre pregherà per lei…»

      Mandare a morte una persona così buona da essere destinata direttamente al Paradiso non dev’essere stato facile per chi vive recitando salmi e citando i santi. Forse è per questo che nel 1946 Scalfaro lasciò la toga e si dedicò anima e corpo alla politica: è stato deputato ininterrottamente dal 1946 al 1992, poi
      presidente della Repubblica fino al 1999 e quindi senatore a vita. L’unico, con Andreotti, a essere entrato in Parlamento nel 1946, senza uscirne fino a oggi. E quindi il dubbio è legittimo: se è sempre stato in Parlamento dal 1946 a oggi come ha fatto a maturare una pensione da magistrato non certo irrilevante, e cioè per l’appunto pari a 4766 euro netti (ribadisco: netti) al mese? Semplice: merito (si fa per dire) del meccanismo del «contributo figurativo». In poche parole lo Stato, attraverso i soldi dei contribuenti, ha pagato parte delle trattenute al posto suo. E così allo scoccare dei 70 anni, precisamente il 10
      settembre 1988, Scalfaro ha cominciato a incassare il sostanzioso assegno Inpdap, cumulabile ovviamente con le rendite parlamentari.
      Si badi bene alle date: quando nel 1997 l’allora presidente della Repubblica tuonò contro le pensioni d’oro, erano già nove anni che aveva maturato il diritto ai suoi 4766 euro netti al mese in virtù di 3 anni (ribadisco: tre) di lavoro con la toga in spalla. E allora? Allora vanno bene le vite dei santi, vanno bene i
      predicozzi domenicali e la liturgia della parola novarese. Ma nel Vangelo non c’è anche scritto «sia il vostro sì sì e il vostro no no»? Non si racconta di Gesù che se la prendeva con i farisei? Non diceva: guai a voi, che assomigliate a sepolcri imbiancati? Lo conosce quel passo, caro Scalfaro? In fondo, lei aveva
      ragione quando diceva che a volte si sentono cifre che danno le vertigini. La sua pensione, per esempio. Ci ha mai pensato?

  2. 30 gennaio 2012 alle 09:31

    l’argomento “principe” oggi sono i soldi. “quanto prende quello li?”
    Poco perchè sia politica.

    Ho avuto uno scambio di opinioni con un tale che ce l’aveva con Rom e I Sinti, al quale ovviamente importava assai poco che fossero stati trattati come materiale biologico e niente più dai nazisti, ma era furioso perchè “vogliono i campi gratis, dobbiamo pagarglieli noi ec ecc.”

    Non mi era mai passato per la testa di chiedermi chi pagava i campi – supponendo per logica il solito patto: se non dai, non pigli – allora ho indagato e ho scoperto naturalmente che nei campi per i rom ci si sta solo pagando un affitto.Ma la menzogna non verrà mai sconfitta, di questo sono certa.Sulle cose che sento contro Scalfaro dovrei fare lo stesso? Il tempo della vita è troppo prezioso….

    Chiudo in ridere, sulla signora in questione (per nulla affrontatata da Scalfaro, che protestò invece con il titolare del locale) – I
    l marito, o non so chi, per pareggiare l’offesa sfidò a duello Scalfaro.
    Questi erano i i tempi, ti rendi conto di quanto valgono certe argomentazioni?
    Ovviamente l’Oscar rifiutò – allora chi ti entra in scena? Il “principe” De Curtis, quel tale dal titolo comprato per Costantinopoli, che principe era soltanto delle nostre risate: Totò E gli dà del codardo. Quelli erano i tempi.
    Quelli di oggi? uguale ma un pò peggio. “Non si racconta di Gesù che se la prendeva con i farisei?” Eccome e tutti imbiancano il loro sepolcro, mentre guardano quello degli altri e lo sporco si accumula.

    • 30 gennaio 2012 alle 12:36

      Certo hai ragione, è poco perché sia politica. E come già detto in altro post non è il denaro che fa la qualità delle persone.
      Scalfaro, come tutti gli altri, predicava bene e razzolava male.
      Fu il primo presidente della II repubblica, di quella repubblica che ancora oggi ne stiamo facendo le spese.
      E’ fuori di ogni dubbio che quando muore qualcuno, sia esso criminale o santo, non si trovano mai parole oggettive per definirlo, forse per la paura congenita della morte o forse per scaramanzia, questo non bello e se uno è stato un parassita lo si deve dire, così come si deve sottolineare anche le cose buone che in vita egli ha fatto. Ma per tanti poveri cani che vivono una vita di sussistenza e di misera uno si salva alle spese degli altri.

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