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Ma perché non ci ribelliamo per una vita da cani?

Ho passato una domenica piacevole, in montagna, in una zona a pochi conosciuta dove si coltiva una mela di origine prussiane. Una giornata frizzante, tra cose antiche, dimenticate, in cui la vita segue un ritmo che nelle città, quelle maleodoranti scatole di cemento e asfalto, non è più percepibile.
Tutti di fretta, tutti in auto, tutti in bici, tutti a fare la corsetta domenicale come i cani che si portano a spasso per poi cagare su qualche cespuglio o a pisciare su un albero.
Che bella vita, questa vita delle città! Che vita pregna! Che vita ricca di profonde ragioni per appartenere al genere inumano.
Provo un certa invidia per i cani.
Nemmeno quella ci appartiene, magari la facessimo, saremmo tutti al guinzaglio e scodinzolanti senza problemi e senza lavorare.

E’ passata anche questa domenica, come tante, ma più incazzato di ieri e dopo una serata tra letture, Tv, radio e discussioni feroci sui problemi della TAV e dei 4 marci politici di Report mi trovo qui, a rilassare la mente e a infangare la rete.

Nel proseguo della lettura di Mario Giordano (Sanguisughe) sono arrivato alla pagina di Felice, un porco assoluto in malafede totale, come diceva un amico, e lì mi sono fermato più imbufalito di una iena, di una montone che non trova la sua caprona, di un cane che non riesce a farsi giustizia dei calci che ha subito dal suo padrone.

Eppure Felice, secondo Mario Giordano, c’è, esiste; guadagna 40 mila e passa euro al mese alla faccia vostra e nostra, per non avere fatto un cavolo di nulla e per aver fregato tutti e tutto, sua madre e suo padre compresi. Così pensa quel laido infame! Ma così vogliono anche i ben pensanti, quella silenziosa schiera di deficienti che giorno dopo giorno si fanno inchiappettare dal loro schiavizzatore, dal capoufficio, dal deficiente di turno che per 1 euro in più ha il coraggio e la sfrontatezza di licenziare ed eliminare una persona come lui.
Ho famiglia” direbbe questo infame difronte ad una calibro 7 parabellum puntata alla tempia, “che potevo fare, ho dovuto licenziarlo, era un fannullone!

E così, giorno dopo giorno c’è chi passa la vita tra guadagnare 1 euro o perdere il posto di lavoro.

Cambiamo discorso, ma rimaniamo sempre nel tema delle nefandezze umane.

Nel percorso di ritorno della montagna…ahhh!
Apro una parentesi, perché è giusto fare luce sulla felicità dei viaggi per divertirsi.

Chi viaggia per lavoro durante la settimana sa quanto è difficile e pericoloso lavorare usando l’auto, il pericolo e perdere la vita sono sempre in agguato, ma chi viaggia alla domenica o al sabato non ha nessuna considerazione di quelli che stanno attorno a lui.
E’ il tipico studente, figlio di papà, o quello che per 6 giorni su sette ha lavorato in ufficio e usa l’auto per andare con la morosa a fare qualche chilometrata per bersi una birra in qualche cesso di paese o contrada senza un benché minimo interesse culturale.

Tutto si riduce ad un parcheggio in una città, uguale a quella che hanno lasciato, ad una passeggiata abbracciati stretti-stretti con una ragazza per le vie del centro a rimirare le vetrine – tutti uguali – di prodotti uguali a quelli della città in cui vive. Eppure gli sguardi, le considerazioni, sono estasiate “hai visto che prezzi hanno qui?!“, “guarda! Che scarpe, che pantaloni!!!“, oppure “ma da noi la Nike-Adidas-MaxMara-Yves Saint Laurent non vende queste cose da noi!!!!“, oppure “vuoi che prendiamo qualcosa da bere? Qui hanno un caffè, un gelato o una pizza che da noi non c’è!!“, oppure ” senti, che dici? vuoi che ci facciamo un pranzetto con i fiocchi? Conosco un localino che fa certe pizze, certi manicaretti da sogno: pasta e fasioi!“.

Insomma i soliti discorsi dei soliti deficienti senza cultura e senza un futuro. Mummie che vagano alla ricerca di cose che non sanno nemmeno loro che valore hanno, di ammassi di genti senza colore e senza nessuna personalità che girovagano tra bancarelle, piazze, bar, ristoranti. Tutti polli da spennare, da depredare, da rapinare…e già, perché il divertimento non è quello di aver capito, ma quello di aver speso 100 euro per un pranzo, 50 euro per la benzina, di 10 euro per le sigarette, di 20 euro per altre bevande, di 10 euro per i parcheggi, quando non ci siano i 300/900 euro per aver oltrepassato i limiti imposti dai cani da guardia dei comuni, feroci come bestie ed ignobili come ladri. Però, cazzo! Abbiamo passato una domenica con i fiocchi, e che pranzo! Esclamano questi rincoglioniti dell’ultima ora. E Adesso ritorniamo a casetta, no? Che dici tesoro? Vuoi che andiamo a fare cicci-coccò? Dai che ci facciamo un pochino di coccolette…

E così questi insulsi e goldoniani personaggi si mettono in marcia riempendo le strade, offuscando la vista come nugoli di mosche. Tutti in coda appassionatamente e tutti contenti di questa giornata rorida di bellezze inaudite.

Che passione nel percorrere le strade a 50 km/h!!!! Con questi idioti che non hanno mai usato queste armi di ditruzioni di massa e che qualche decerebrato ha loro concesso di guidare.
Se ne vanno , guancia a guancia, nel sogno dei cicci-coccò e nel frattempo altri dietro di loro gettano badilate di fiele dal finestrino per dover stare in coda dietro a questi bellimbusti.

Sbrarng!!!!! Ostia!!!! Non avevo visto il semaforo! Non avevo visto il cane che mi attraversava la strada!!! Ostia!!!! Ma viaggiavo per la mia strada, che c’entro io se quello è morto? Che c’entro io se quello non sta nella sua corsia? Eppoi, io non mica bevuto! Ho solo preso un paio di bicchieri, anzi erano metà con l’acqua! Certo il caffè corretto, poi il limoncello, e lo sgroppino e poi in centro a camminare, ma siccome avevo freddo, con la mia bella ci siamo fatti un cocktail per scaldarci, ma non abbiamo bevuto nulla che potesse ubriacarci, e che diamine, mica siamo scemi noi, no?

No, non siete scemi, siete solo deficienti, nel senso che vi manca una grossa parte di materia grigia che avete consumato in anni di coglionate, in anni di grigiore, ma alla fine della storia la vostra colpa è relativamente grave, perché siete un dente dell’intero ingranaggio che vi vuol vedere come polli da spennare e il prezzo che pagate è la vostra deficienza, la vostra indifferenza, la vostra pigrizia, la vostra ignoranza, la vostra facilità con cui assumete tutte le baggianate che ascoltate senza dubitare di niente.
Abbiatene la rozza e puerile onestà e riconoscetolo, siete dei deficienti totali!!

Questo però, a me che me frega’? Nulla! Anzi queste decerebrati mi stanno proprio su maroni, insozzano le strade, riempiono i locali e fanno code lunghissime ed io per aver passato tre ore nel verde, nella natura e nell’immensità dell’essere, mi devo sorbire questa immondizia umana e poi tornando a casa, più incannato di prima devo anche arrivare a leggere di Felice, quel canchero che mi auguro che a lui e a tutta la sua famiglia, fino alla terza generazione gli venga un colpo senza soffrire. Ma io che c’entro?

  1. 25 ottobre 2011 alle 00:25

    lo so che è un grido di dolore, ma hai pennellato così bene le scene che mi viene da ridere.
    Meglio così, se entro nello spirito, comincio a propendere pericolosamente verso l’odio. E non voglio, perchè aaaaaaaaaaaaaamo il genere umano. Solo che lo amo in astratto.

    Quando mi trovo a camminare su un marciapiede e arrivo a un checkpoint:
    a destra spalle contro il muro un tale e davanti a lui si snoda un guinzaglio con attaccato un cane – con il muso proteso ad annusare il muso di un altro… attaccato a un guizaglio che penzola dalla mano di un tale sul bordo esterno del marciapiede. E io devo andare in mezzo alla strada a farmi arrotare? E’ li che sento montare l’odio.
    Una volta chiedevo permesso un pò seccata, poi dopo essermi presa tante volte della maleducata ho smesso, Quando vedo da lontano il checkpoint attraverso, stando attenta a non finire, di là, nell’assembramento dei fumatori (ma sono meno prepotenti)
    Conclusione uguale alla tua, ma da pedone. La gente non sa più che esiste il “circostante” e che dovrebbe tenerne conto……..

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