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La Turchia adesso può attaccare Israele

La prosopopea israeliana e l’indifferenza agli appelli internazionali di mediare le richieste palestinesi, come abbiamo visto, ha portato al disastro di Gaza con tutte le sue conseguenze e se a questo aggiungiamo che il maggior alleato di Israele (gli Usa) fa da eco alle pretese israeliane sui territori occupati, allora il cerchio si chiude.

La Turchia per contro, membro permanente della Nato, dopo l’aggressione subita sulla spedizione della Mavi Marmara, in cui furono assassinati dalle squadre speciali israeliane degli attivisti turchi, ha iniziato un percorso di affrancamento dal giogo sionista.
La strada che sta percorrendo non è certamente facile – all’interno delle forze turche armate (per lo più nelle alte sfere) sono ancora presenti moltissimi cripto giudei , i così detti Dunmeh, i responsabili del genocidio degli armeni – ma le diverse purghe che ha attuato recentemente e la denuncia di un potere (Ergenekon) parallelo allo stato turco ha in qualche maniera sfrondato la frangia pseudo-revanscista e ultranzionalista turca slegandosi dai lacci sotterranei che alcuni personaggi avevano tessuto con Israele molto prima della sua costituzione e di cui l’Italia s’era anche fatta partecipe.

Erdogan ha quindi preteso che Israele, macchiatosi di un infame delitto, oltre a chiedere scusa pubblicamente, risarcisse i familiari turchi delle vittime per il delitto subito, ma ovviamente la risposta israeliana è stata quella di puntare il dito dell’aggressione che avrebbero subito i militari dell’IDF, contro il blocco navale di Gaza e che pertanto non avrebbe avallato le richieste turche. Il resto è storia di questi giorni.

La Turchia come membro della nato ha in dotazione alcuni velivoli militari come gli F-16, in cui è montato un sistema di rilevamento radar capace di discernere tra velivoli amici e nemici. Detto sistema è l’IFF è l’acronimo di Identification, Friend or Foe – identificazione amico o nemico – e in base ad un database inserito nel radar il velivolo è capace di attuare le tattiche più opportune a seconda del segnale rilevato e di evitare che vi siano possibilità di errore umano del pilota di attaccare velivoli amici. Sulla base di questa politica Nato e forse anche in risposta alle offese subite, la Turchia ha fatto costruire dalla Military Electronics Industry (ASELSAN) un nuovo sistema Radar che rimpiazzerà quello in datazione agli aerei Nato e quello che è più rilevante è che nel database del radar nella lista dei velivoli amici non appare lo stato di Israele. C’è da notare che Israele NON fa parte della Nato, ma è comunque inserita nella lista dei paesi membri della Nato stessa.

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