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Adesso faremo i conti con la nuova Patrimoniale, alla faccia nostra!

Siamo alla barzelletta parlamentare che l’attore Berlusconi sta annunciando all’Italia.
Una bufalata spaventosa, tanto che i mercati hanno premiato le sue prime frasi con un bel -1,54%, alla faccia della buona manovra finanziaria. Solo nella mattinata l’indice del Ftse Mib era arrivato in territorio positivo, nella speranza forse di un discorso a più ampio respiro che andasse a toccare i cardini e le strutture strategiche di spesa, ma sappiamo che gli italiani, una volta giunti in quel porcile (il parlamento), non mollano l’osso nemmeno se gli macini le mani.

Tutto questo fa sospettare che quanto scrivevo in “Chiappe strette arriva l’in…” venga effettivamente attuato. Si parlava allora, dicembre 2010, della possibile e probabile utilizzo della micidiale patrimoniale, che spesso in Italia si usa per l’incapacità governativa dei nostri infami politici. Alcuni dicono che sarebbero disposti a pagare, purché vengano attuate le riforme necessarie per riportare l’Italia in una condizione economica e finanziaria accettabile. Io dico invece che quello che abbiamo dato è già tantissimo, è enormemente troppo rispetto alla vessatoria azione che potremmo avere tra non poco, probabilmente prima del rientro dalle ferie.

Ecco infatti la sorpresa che secondo fonti di Libero, la discussione sulla patrimoniale potrebbe essere all’ordine del giorno del summit straordinario in programma domani a palazzo Chigi. Anzi. L’incontro – come riferiscono alcuni esponenti delle associazioni di categoria convocate  a Roma dal Cavaliere – servirebbe proprio per preparare il terreno con il mondo delle imprese e con i rappresentanti dei lavoratori.

Ufficialmente non ne parla nessuno, né in ambienti di governo né nelle file della maggioranza parlamentare. Fatto sta che all’Agenzia delle Entrate – braccio operativo del ministero dell’Economia – cominciano a ritenere assai vicina la stangata fiscale. La questione, in effetti, è stata sfiorata ieri mattina nel corso di una riunione tra il direttore delle Entrate, Attilio Befera, e alcuni manager bancari. I quali, preoccupati per le conseguenze sui bilanci degli istituti di credito e per gli effetti sui depositi dei clienti, hanno sondato il terreno con il capo dell’amministrazione finanziaria proprio sullo spauracchio patrimoniale. «Mi pare inevitabile» si sarebbe lasciato sfuggire Befera pressato dai banchieri.

Nel mirino finiranno come al solito case, redditi e risparmi. Almeno tre fronti sui quali dovrebbero essere chiamati a ragionare gli esperti di via XX Settembre, soprattutto per realizzare primi calcoli sul gettito da ricavare. L’eventuale intervento potrebbe toccare anche tutti e tre i settori, oppure puntare solo su uno, sulla falsariga del prelievo notturno sui conti correnti del ’92.
Cosa vi avevo scritto?? Ma non è finita qui: Amato si inventò un salasso pari al sei per mille delle somme depositate in banca. L’ex premier (il bastardo con oltre 15.000 euro/mese cumulato con lo stipendio di professore universitario) è tornato alla carica e ha recentemente rilanciato l’idea di una nuova edizione della patrimoniale: un maxiprogetto da circa 600 miliardi di euro da utilizzare per abbattere il debito pubblico di un terzo (oggi oltre quota 1.900 miliardi) che colpirebbe ogni cittadino, in media, con un prelievo di 30mila euro. In realtà il piano Amato prevede di stangare solo il 30% degli italiani, cioè circa 20 milioni di persone. E il tributo porterebbe all’80% il rapporto debito/Pil, svettato – a causa della bufera economica – al 120,3%Qui il resto dell’articolo. Tanto gli italiani sono de fessi da Grande Fratello da tette e culi in tv, loro non capiscono proprio nulla.

L”aspetto paternalistico di Berlusconi è fuori luogo, inutile e inefficace. Guardando la sinistra ha affermato “State parlando con una persona che ha tre aziende quotate in borsa, che è in trincea tutti i giorni e che conosce realmente i problemi che stiamo affrontando“. Ma dico, che cosa ce ne frega delle tue aziende, il paese Italia non sono solo le tue aziende, ma 60 milioni di persone che devono ogni giorno mangiare, pagare le tasse, lavorare e sopravvivere in questa giungla di ladri e rapinatori che si aggirano nel parlamento, negli enti pubblici, nelle amministrazioni comunali, provinciali, nei catasti.
Ha preso letteralmente per i fondelli l’intero arco costituzionale – poca cosa se consideriamo che sono tutti una masnada di ladri – e l’Italia vera, quella che si alza la mattino, che fa i turni di notte, che assiste gli anziani, gli invalidi, che spinge una carretta sempre più decrepita a causa dei politicanti cialtroni. E noi, di fronte al disastro economico, dovremmo mettere mano al portafogli e pagare ancora con il nostro sangue le porcate fatte dalle banche, dai politici, dalle società assicurative, dalle varie società internazionali che hanno succhiato vagonate di miliardi per dopo portare all’estero quel poco di valore aggiunto che avevamo?

Le critiche a Berlusconi si alzano da ogni parte anche da quelli che hanno mangiato nel porcialio italiano; anche quei maiali che hanno succhiato, adesso che la barca sta affondando, arringano ed accusano un povero pazzo.

Portano l’esempio che a causa del malgoverno di questi ultimi 10 anni il settore bancario ha perso valore, che le banche hanno perso la loro capitalizzazione. Le banche, questi ladri infami che dovrebbero essere rapinati quotidianamente per legge, sono quelle invece che durante le vacche grasse, quando ad esempio Unicredito capitalizzava 100 miliardi di euro, se la spassavano allegramente in scommesse plurimiliardare sulla pelle dei loro clienti e sulle munifiche leggi a loro favore. Nessuna di loro ha pagato un centesimo nel 2007/2008, hanno solo perso un po’ di valore di borsa, ma la realtà è che in pancia continuano ad avere montagne di spazzatura dal valore di zero assoluto. In quel periodo, dicevo di vacche grasse, nessuna banca ha pensato di “capitalizzare” i suoi guadagni iniettando denaro nell’economia reale, nessuna. Nessuna banca ha pensato bene di fare investimenti immobiliare a salvaguardia del proprio capitale, noi, perché alle banche quello che interessa è il profitto, non la lungimiranza della protezione del capitale, quella la possiamo solo leggere nei libri di economia, perché le banche giocano e scommettono montagne di miliardi – nostri soldi – sulla speculazione finanziaria e gli altri che si fottano. Adesso piangono e invocano il governo per una falsità che non sta ne in cielo ne in terra e la travestono da debito pubblico, quando nella realtà hanno il culo allo scoperto perché la cartaccia che hanno in pancia (BTP, BOT, CCT) non ha copertura da parte dello stato e loro NON vogliono rimetterci ancora, quindi, come tutti i porci di questo mondo (ad esclusione del pio e sempre buon maiale domestico),spingono e danno pieno appoggio affinché il governo porti denaro fresco nelle loro mani.

Unica cosa che consiglio di fare per quelli che vorranno leggere questo post abbastanza incazzato è quello di andare in banca e chiudere il conto. Mette i soldi dove volete, ma chiudete loro i rubinetti delle rapine che stanno facendo utilizzando solo ed esclusivamente i nostri soldi.

Ah, dimenticavo, giusto per augurarvi una buona mattinata.

Vedete che cosa scrive Mario Giordano sul suo Blog:

Audace colpo dei soliti noti: i parlamentari salvano le loro pensioni (d’oro). Ieri alla Camera bloccata una norma che metteva in discussione gli onorevoli vitalizi. La questione è semplice: perché i cittadini devono versare contributi per 35 anni per avere una misera pensione e invece i parlamentari dopo 5 anni di “lavoro” (si fa per dire) incassano assegni da nababbi? La semplice domanda non è stata riproposta nell’aula di Montecitorio perché la presidenza l’ha vietato.  Abolire i vitalizi? Non scherziamo. Non se ne può nemmeno parlare.

A presentare la mozione (che sarebbe stata immediatamente esecutiva) l’onorevole Idv Antonio Borghesi, lo stesso che ci aveva già provato nel settembre 2010. I lettori di Sanguisughe ricorderanno come finì allora: la mozione fu bocciata, praticamente all’unanimità, in 4 minuti e 49 secondi (poi dicono che il Parlamento è lento…). Ieri la Camera ha fatto ancora prima: la mozione non è stata nemmeno messa in discussione. E’ stata dichiarata “non ammissibile”, cioè rigettata sul nascere  in base a norme assai fumose e in parte modificate per l’occasione.  Praticamente un colpo di mano che perpetua lo scandalo. Evviva:  i vitalizi dei parlamentari sono salvi. Cari italiani, vi tocca continuare a pagarli.

P.S. E’ stato calcolato che in 5 anni da onorevole un parlamentare versa circa 60mila euro di contributi. Da pensionato ne incassa in media 440mila (se maschio) e 550 mila (se femmina). Significa che ogni pensione da parlamentare costa alla collettività dai 380mila ai 490mila euro.  E poi mettono il ticket sulla sanità…

Non credo che si possa aggiungere altro…

  1. antonio lombardi
    4 agosto 2011 alle 16:03

    certo la paura è tanta.
    Quei pochi risparmi che ho e sui quali conto per comprare una casa, se dovessero colpirli con questa stanfata, sarei veramente in difficoltà.
    Sono molto meno di 100.00,00, ma ho dato ordine adesso alla mia banca di monetizzarli in un assegno circolare amio nome; qualche giorno e l’assegno arriverà a casa.
    Ora, come lo conserverò? mica mi sogno di avere una cassetta di sicurezza; e chi mai ha pensato di avere una cassaforte in casa? infatti i pochi ori che avevamo sono spariti in tre visite gentoilmente riservataci dai sig.ri ladri.
    Li chiamo signori non a casa, ma perchè loro rischiano la loro pelle, mentre altri rubano e fanno rischiare ad altri.
    Mi spiace vivere così, con questi dubbi amletici, un pò di senso pratico è necessaio, a me che sono sempre un teorico dell’essere e del dover essere.

    • 4 agosto 2011 alle 16:50

      Di solito le picconate finanziarie sono abbastanza selettive, ma il momento è abbastanza nero e se prima consideravano un minimo sul quale colpire adesso sospetto che vadano giù duri: tutti devono pagare (secondo loro!!).
      Non saprei cosa consigliarti di dove tenere i denari, forse io avrei fatto in modo avere denaro liquido e messo poi in una cassetta di sicurezza di una banca, magari quelle piccole regionali.

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