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Oslo, depistaggio ed indizi.

Nell’articolo precedente avevo sottolineato come le forze dell’ordine norvegesi fossero state così solerti a definire l’attentatore cristiano-estremista-isolato. La cosa in se mi pareva piuttosto strana, come se avessero già nel loro data-base l’elenco dei probabili attentatori in ordine di probabilità.

Dando uno sguardo da vicino alle notizie date ufficialmente tutte sono indirizzate ad una fantomatica Al-Quaeda in formato vichingo, mentre si scopre che:

  1. La Norvegia è uno dei pochi paesi che ha formalmente appoggiato l’Autorità Nazionale Palestinese  nella richiesta di ottenere il riconoscimento all’Onu di Stato Palestinese, cosa alla quale Israele di oppone malvagiamente con tutte le sue forze.
  2. La Norvegia, abbastanza autosufficiente dal punto di vista energetico, è quella nazione che gestisce un fondo pensioni di 450 miliardi di dollari che regolarmente investe, dal quale ha estromesso dagli investimenti due aziende israeliane (African Israel e la Danya Cebus) ed una malese (Samling Global) per motivi etici. Già, nei fatti il fondo norvegese ha fatto sapere che non intende avere la collaborazione con paesi o ditte che producano armi di distruzione di massa o che siano anche operanti negli insediamenti illegali della Cisgiordania (West-Bank). Le due ditte israeliane sono infatti interessate proprio nella costruzione abusiva in Cisgiordania contro gli accordi presi da Nethanyau con Obama.
  3. Avigdor Liberman ha accusato formalmente la Norvegia di appoggiare l’antisemitismo  a causa delle accuse norvegesi rivolte all’esercito israeliano nel commercio di organi umani espiantati dai corpi dei palestinesi e per aver commemorato i 200 anni dalla nascita di Knut Hamsun uno scrittore filonazista, premio nobel per la letteratura.
  4. Israele ha un conto aperto con alcuni medici norvegesi (Mads Gilbert ed Erik Fosse) presenti durante il genocidio di Gaza (Piombo Fuso) in cui dimostrarono ed affermarono che l’IDF durante quei massacri, stavano usando e provando una nuova serie di armi (Dense Inert Metal Explosive – DIME) che provocavano strane amputazione e ferite che non si rimarginavano. Ovviamente nessun giornale europeo, chino al volere di Sion, ha riportato la notizia.
  5. Nell’Isola di Utoya i giovani, il giorno prima dell’attentato, stavano attuando una manifestazione pro-Palestina alla presenza del ministro degli esteri norvegese il quale disse:<<I palestinesi devono avere il loro Stato, l’occupazione deve finire e il muro deve essere demolito e questo deve accadere ora!>>
  6. La Norvegia ha annunciato che ritirerà le sue forze militari dalla Libia e gli Usa, dopo questo annuncio, pare non l’abbiano presa molto bene.

Nell’articolo precedente avevo detto “Ma perché cristiano e non talamudico?”. Infatti l’autore della strage faceva parte di una associazione massonica la San Giovanni Olaus  e i suoi scritti si rifacevano ad un blogger nazista: Fjordman.

Questo asserisce l’imminenza del pericolo islamico in Europa e in vari suoi articoli dimostra di essere devoto alla causa di Isarele (quale? mi chiedo). Ma dietro a questo genere di gruppi, persone coesi da un’idea razzista filo-israeliana si trovano anche politici e giornali insospettabili come ad esempio il Brussels Journal (Why Israel’s Struggle Is Our Struggle, Too) in cui il bravo Fjordman scrive un articolo in cui è evidente il suo punto di vista filo-israeliano. Strana la combinazione nazista-israeliana, no?

Ovviamente queste non sono prove, ma indizi che possono portare le ricerche dei mandanti della strage in una certa direzione che di islamico ha solamente il nome. Purtroppo la cancrena sionista alimentata anche dalla nostra parlamentare del PDL che si è riunita in giugno a Gerusalemme per “sviluppare strategie comuni per difendere gli interessi di Israele in Europa e USA ha ovviamente i suoi punti di forza nell’intricato tessuto di partecipazioni politiche, sociali, economiche di ogni nazione europea.

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