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Bisogna fallire per ristrutturare i debiti degli Stati. Parola di Krugman!

Le borse ieri hanno avuto una piccola debacle.

Diciamo che c’è stato uno stacco di dividendi per circa 17 miliardi di euro che molte banche hanno incamerato, diciamo che il giudizio delle prostitute (Standard & Poor, Fitch, Moody’s)  ha influito non poco sull’andamento borsistico e aggiungiamo che la situazione reale dei nostri conti finanziari è appesa ad un filo.

In più si è aggiunto il giudizio di un vero guru dell’economia Paul Krugman, il quale ha asserito che la migliore ristrutturazione del debito europeo, in generale, è quello di NON pagare i debiti.

Islanda docet!!!

Ma se l’Islanda non ha pagato nessuno, nemmeno quelli del Fondo Monetario Internazionale, siamo certi che paesi del calibro della Francia, Spagna o Germania siano veramente in grado di non pagare il debito che hanno contratto nel corso di questi ultimi 4 anni? Per non parlare dell’Italia.

Non pagare vorrebbe dire che saremmo soggetti alle scorribande degli estremisti che ci massacrerebbero con vari false-flag opportunamente messi ad hoc, sia dal punto di vista finanziario che terroristico-militare.

Verremmo spazzati, noi italiani in meno di una settimana. L’intera economia andrebbe al cesso e grazie al canchero di Krugman (ebreo e sionista, forte sostenitore dell’AIPAC). Avremmo dato il coltello al nostro carnefice che ci finirebbe come fanno loro con in capretti in tempi di Pesach. Tutti sgozzati e lasciati a sgocciolare finché non diventiamo kosher.

Ma l’Italia e l’Europa non è l’Islanda. Questo paese è ininfluente nelle strategie geopolitiche internazionali. Non ha nulla se non pesce, vulcani, freddo e una posizione a Nord per un controllo remoto sui traffici verso la Norvegia e la Groenlandia. Se non ci fosse non se ne sentirebbe la mancanza, ma è un paese di persone vive che ha preso il coraggio delle sue azioni e ha imposto la sua scelta in barba a quelle decise dai vari ex-Strauss Khan e compagnia bella. Ha tagliato il cordone della borsa che li teneva uniti ai delinquenti comuni come le banche d’Inghilterra  e i vari enti d’aiuto internazionale. I creditori? Sono rimasti a bocca asciutta.

In Europa, o meglio in Italia la situazione è molto più complessa, ma non per questo la strada del mancato riconoscimento del debito potrebbe essere percorribile. Alla fine della storia, se si guarda la realtà per ciò che è, i debiti contratti sono quasi tutti basati sui derivati o sulle opzioni finanziarie, ovvero sulle scommesse delle scommesse. Non è questa l’economia che un paese necessita per andare avanti. I giochini di prestigio lasciamoli ai deviati mentali della finanza.

Krugman, il guru, afferma che il tempo dell’austerità è finito e che non serve a nulla, nel senso che nessuna manovra di austerità sarà in grado di portare i vari stati ad un livello economico e finanziario tale da poter ripartire. Il buco creatosi, anzi che HANNO creato banche, assicurazione e gli speculatori finanziari, è incolmabile: praticamente è enne volte il PIL di ogni paese, quindi impossibile da gestire e risanare. Nessuno sa più come sistemare questa giostra, ma Krugman, attento a dare i giudizi, ma avaro nell’indicare i fatti reali, dimentica che nel frattempo molti hanno fatto guadagni stellari di centinaia di miliardi di dollari alle spese del contribuente europeo e americano.

A tempo debito quindi, fatti i guadagni e messi al sicuro da eventuali crolli economico-finanziario, si può benissimo accettare che gli Stati dichiarino il “fallimento-controllato”, anzi è la sola via percorribile che permetterà a questa risma di personaggi di poter guadagnare dalle ceneri della caduta delle economie. Questo il messaggio di Krugman.

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