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‘Paint Drones’ potranno aiutare gli Usa a colpire i prossimi obbiettivi.

A volte leggendo qualche romanzo si scorge che la realtà è sicuramente molto più variegata e complessa, certi romanzi sembrano favole per bambinetti appena svezzati.

L’aeronautica militare americana (United States Air Force) ha sollecitato alcune compagnie di ricerca militare per la produzione di una vernice/colla/polvere rilevabile dai mezzi di controllo radar ed elettromagnetici.

La notizia seppur interessante lascia spazio a mille ipotesi. Cosa servirebbe questa specie di vernice o colla? La realtà dei fatti sembra che usando alcuni velivoli privi di pilota (droni) si possa spargere una sostanza (colla o particolare vernice o polvere) su oggetti/persone così che possano essere identificati senza errore. L’applicazione permetterebbe quindi alle forze “democratiche” americane di poter colpire senza errore gli obbiettivi sensibili per la guerra al “terrorismo”.

Nella pratica questi “traccianti” molto piccoli emettono un segnale elettromegnetico e possono essere applicati sia a obbiettivi in movimento che a quelli stazionari. Il problema – fa presente l’ USAF –  è che non ci si deve far scorgere di questa azione, cosa questa che renderebbe vana l’operazione  (forse credono che i “terroristi” dicano apertamente dove sono, ma ‘sti americani sono scemi o geneticamente deficienti?).

Parola d’ordine: discrezione!

La realtà, sottolienano le Forze Usa, è che è facile tracciare (taggants) gli obbiettivi a terra, ma l’Air Force sta cercando una maniera per poter distribuire questi traccianti (taggants) “per dispersione aerea con piccoli velivoli controllati da remoto –  small remotely piloted aircraft (SRPA). “

La polvere/vernice tracciante – suggerisce l’USAF – potrebbe essere dispersa ad alte quote (ad esempio con le chemtrails. In questo caso di esperienza sembra che ne abbiano parecchia vista le tonnellate di schifezze che ci distribuiscono ogni giorno!!!!).

Le strade sono aperte: fuori le idee!!!

Per lo stesso motivo l’Usaf sta anche mettendo a punto un sistema di bomba che esploda ad una certa altezza irrorando una superficie con questa “vernice/polvere” tracciante, mentre una compagnia ha messo a punto un sistema di volo della grandezza di un colibrì capace di individuare e tracciare via video gli obbiettivi da controllare così da avvisare successivamente i sistemi di tracciamento di questa speciale “vernice/polvere” per colpire i diversi ” targets”.(1)

I “droni verniciatori” sono soltanto una piccola parte degli sforzi multimiliardari che i militari stanno sviluppando per stanare i “terroristi” o i “sospetti” capaci di nascondersi tra i i civili.

Fonte: Paintsquare

nb.
Ovviamente Israele non è da meno

(1) E’ interessante notare la verosimiglianza tra la storia dei romanzi e la realtà. In un libero di Dan BrwonLa verità del ghiaccio, la storia inizia in un laboratorio nella Groenlandia costantemente controllato da alcuni oggetti grandi poco più di un moscone capaci di verificare l’oggetto-target. Questi “mosconi” hanno una capacità che appare irreale, come la si legge nel romanzo, ma confrontando con la realtà dell’articolo sopra, forse, è Dan Brown che ha avuto accesso ad informazioni “discrete” per creare una storia, dall’apparenza irreale e fantascientifica.

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