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Ordine: bombardare!!!

L’impegno con la Nato, la disposizione delle basi militari nel sud Italia e l’appartenere ad una comunità sfacciatamente contro l’Italia, sta mettendo a dura prova le diplomatiche risposte di La Russa di fronte alle richieste di bombardare attivamente la Libia.

In ogni caso, che si vinca e che si perda la faccia l’abbiamo persa più volte: primo perché secondo il trattato d’amicizia con Gheddafi era previsto l’impegno a «non ricorrere alla minaccia o all’impiego della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica dell’altra Parte» (art. 3)) e permettendo alle forze della Nato di usare le nostre basi militari lo abbiamo di fatto stravolto;  secondo, perché se dovessimo o ci obbligassero o ci inducessero (molto più subdolamente con un fals-flag terroristico) a bombardare attivamente il suolo libico diventeremmo agli occhi del mondo quelli che oltre a sfruttare i paesi ex-coloniali siamo anche capaci di bombardarli per i nostri interessi (la pubblicità negativa che alcune testate internazionali farebbero su questo fatto sarebbero l’eco per il nostro totale asservimento alle forze estranee all’Italia) eseguendo gli ordini dei veri imperialisti: Francia, Inghilterra e Usa.

E’ la solita nazione Italia che si barcamena da una parte e dell’altra senza mai prendere una posizione decisa; così in questa maniera, se le cose dovessero andare male e andranno male, i veri colpevoli dei danni inferti alla popolazione libica sarebbero gli italiani, quelli che hanno colonizzato la Libia, quelli del voltafaccia della II guerra, quelli che hanno un capo del governo puttaniere che non si fa gli affari suoi, quell’Italia di cui certi vorrebbero completamente svuotata dalle sue tradizioni e dalla sua storia, quell’Italia che è stata il giardino dei divertimenti della varie nazioni.  Quello che colpisce, la totale inosservanza degli accordi lo si legge su “La Stampa”: <…se la Nato dovesse decidere un maggior coinvolgimento dei Paesi di «Unified Protector», impegnati a far applicare la risoluzione 1973 dell’Onu, noi di certo non potremmo sottrarci: si tratta del rispetto di un Trattato internazionale – e di che Trattato – cui l’Italia è legata sin dalla sua fondazione.> Dimentica forse l’autore dell’articolo che l’Italia ha comunque sottoscritto un trattato di non aggressione con la Libia e quindi se deve rispettare il trattato per l’applicazione della risoluzione 1973, dovrebbe a maggior ragione rispettare, l’Italia, quello precedentemente sottoscritto con Gheddafi, in cui sono in ballo interessi vitali per la nostra economia di svariate decine di miliardi di euro. Si sa però che la Stampa e sempre prona agli interessi massonici che non a quelli nazionali.

Quello che non è dato sapere è che gli Usa si stanno impantanando in una guerra, forse, non voluta dai tutti i vertici militari e politici americani: i rivoltosi anti-Gheddafi in Libia, secondo alcune fonti del Pentagono, si stanno servendo delle forze di Al-Qaeda e i bombardamenti attuati dalla coalizioni hanno ammazzato diverse migliaia di persone sia tra i civili che tra le forze alleate della coalizione. Infatti la frustrazione americana ha spinto  Washington a considerare il supporto di Al-Quaeda per le prossime operazioni di terra nel Nord Africa.

La Russa comunque non ha i numeri per puntare i piedi e fermarsi, non è la Merkel, non è Sarkozy e nella sua protervia casalinga di Ministro della Difesa, all’estero, di fronte alle minaccie incombenti e neanche tanto velate sul futuro dell’Italia, lo faranno accettare senza batter ciglio le decisioni dei signori d’oltremanica.
Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello! (Dante, Purgatorio · Canto VI)

Mai poesia fu così veritiera.

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