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Liste di Proscrizione

Nel blog di Gad Lerner c’è un articolo riguardante alcune liste messe a punto dai soliti fanatici anti-giudaici inneggianti alle solite manfrine razziali (è evidente che non hanno letto Shlomo Sand!).

Gad elenca tutta una serie di evidenze prese dal sito anti-ebraico per portare avanti un punto di vista che è una denuncia e un’evidenza per sottolineare come al giorno d’oggi vi siano ancora persone legate a retaggi razziali che, alla luce dell’evoluzione umana, non dovrebbero nemmeno apparire. In questo ha ragione, ragione da vendere e non si può che condividere la sua posizione quando sorgono rigurgiti politici o razziali che portano a vanificare il sacrificio di milioni di persone nelle varie guerre  e nelle conquiste sociali  per un benessere comune distribuito su tutti i ceti e su tutte le diverse razze: da quella asiatica, a quella africana o dell’europa dell’est.

Queste persone, quei razzisti  come lo erano quelli del Sud- Africa verso i neri o come lo sono adesso verso i bianchi, sono rimaste probabilmente  ferme ad un’epoca in cui lo sviluppo della tolleranza e della condivisione non ha avuto modo di intaccare il loro piccolo orizzonte mentale. E’ probabile che siano cresciuti in ghetti, con famiglie disagiate, disastrate con gravi problemi di droga, alcool e lavoro. Hanno avuto quindi la necessità di trovare il colpevole, il capro espiatorio, la fonte dove lavarsi dai mali che li affliggono e nella vulgata comunque l’ebreo è sempre quello che ci rimette, volente o nolente.

Grazie ad una politica secolare di demonizzazione cattolica, grazie al potere travestito da papi, sacerdoti ed alti dignitari, il vero untore era l’ebreo, colui che mandò a morte il Cristo, il Giusto, il mašíaḥ. La demonizzazione che è stata portata avanti nei secoli nei riguardi di queste persone è  assurda. Ma il vero colpo di grazia fu attuato nel 1492 dalla regina di Spagna Isabella  con la cacciata degli ebrei che dovevano scegliere se convertirsi al cattolicesimo o espatriare. Parte di questi divennero cripto giudei accettando, probabilmente per comodo o per paura della vita la conversione (conversos), mentre altri trovarono più conveniente espatriare per essere ospitati in altri paesi (Olanda, Italia e Impero Turco).

Ma a guardare bene anche Cristo era ebreo uguale in tutto e per tutto a quelli che questi personaggi, oggi come ieri, combattono; solo che nella sua filosofia aveva una visione dello stato ben diversa dagli ebrei ortodossi.
Secondo i vangeli apocrifi Gesù non era altro che uno dei tanti scavezzacollo, pronto a menare le mani e a dissacrare qualsiasi autorità: da quella romana a quella istituzionale d’Israele del Sinedrio. Un vero ribelle, anzi oggi verrebbe visto come un vero terrorista, forse una frangia di Al-Quaeida. Ma era ebreo, così come lo sono quasi tutte le funzioni simboliche del cattolicesimo che spesso si uniscono ad alcuni aspetti della Cabala. Quindi l’odio razziale di questi personaggi è rivolto alla fine contro se stessi: sono dei poveri di spirito, senza speranza e senza redenzione, ma la loro ignoranza spesso è condivisa e contagia altre menti con i luoghi comuni, le frasi fatte le barzellette sull’ebreo ecc.ecc.

Su tutto questo, se questo era lo scopo del post di Gad Lerner, ha ragione da vendere e allo stesso tempo tace e riduce a silenzio quanto invece è compiuto da una parte dell’ebraismo più intollerante, razzista, sugli scandali noti e sugli avvenimenti che altri ebrei, possono tranquillamente denunciare, come i massacri di Gaza, i rapimenti di bambini, gli esperimenti sugli ebrei di seconda categoria fatti alla fine degli anni 40, sui finanziamenti miliardari degli Usa alle forze militari israeliane, sui dunmeh o sabbatisti (i Giovani turchi) che si macchiarono dei massacri degli armeni, su come fu costruito lo stato d’Israele dalla Dichiarazione di Balfour in poi, sui vari pedofili come Yehuda Kolko. Su tutto questo tace. Egli alza barricate, giuste e condivise contro quegli infami che insozzano la morale, ma scende un velo su altri fatti, su quelli che lui stesso dovrebbe denunciare, così come fanno altri come P. Barnard o Shlomo Sand, o Shamir Israel, o Gilad Atzom o come un vero ebreo, uno che vorresti come amico e confidente, il Rabbino Ahron Cohen.

Così come Gad non cita che le liste di proscrizione sono in essere a Tel Aviv nel Centro Stephen Roth Institute noto centro di studio e di raccolta delle persone che manifestano attività ostili all’ebraismo, volgarmente detto antisemitismo, oppure come il sito stoptheism.com che combatte attivamente le attività umanitarie nella strisci di Gaza che secondo questo sito sarebbero terroristi travestiti da missionari umanitari.

Ci piacerebbe leggere Gad e sentirlo più equo e forse nell’equilibrio di un giudizio onesto l’uomo sarebbe ciò che è senza il desiderio di voler vedere le diversità lì dove non ce ne sono.

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