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Borse chiuse, un danno per la finanza?

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. E così, per l’ennesima volta, visti gli attuali avvenimenti del mondo arabo, leggasi Libia, la Borsa Italiana Spa ha dato forfait per quasi l’intera mattianata. Nessuno poteva agire nel mercato dei titoli delle opzioni o dei derivati. Tutto fermo!

Problema Tecnico: questa la scusa infantile che i signori della Borsa Italiana Spa hanno annunciato.
Ma quale problema tecnico!!! Meglio dire che  ordini superiori non ci hanno permesso di aprire per evitare  vendite su tutto il comparto bancario e energtico coinvolto negli investmenti del mondo arabao, Libia compresa.

Avremmo avuto, quasi probabilmente alla fine della seduta se avessero aperto normalmente, almeno un -5/-8 % sull’indice del FTSE Mib visto il peso di alcuni titoli. Solo Eni, Unicredito, Intesa, Eni, Finmeccanica, Tenaris fanno quasi il 44% dell’intero indice e questo la dice lunga sui nostri gioielli di famiglia, oramai irdotti a castelli di carte.

Il governo ha fatto quadrato, una volta tanto, ha mentenuto i nervi saldi ed ha saputo far fronte ad una delle più grosse emorragie finanziarie, ma i tempi non sono ancora finiti e le rivoluzioni non hanno lo spazio di una mattinata. Ci aspettano ancora giorni molto bui e densi di pericoli.

Il folle pazzoide della sponda libica minaccia di far saltare i diversi oleodotti che conducono all’Europa (leggasi Italia) se non ci sarà sostegno alla sua democrazia dittatoriale.

Per contro la situazione nell’Arabia Saudita non è delle migliori. Si paventa un vero scontro tra sciiti e sunniti. Insomma per chi non lo avesse ancora capito stiamo entrando in una zona, sulla quale nessuno sa più cosa fare o cosa pensare e come comportarsi.

Scenari futuri:

  • Petrolio alle stelle (150/250 US$ al barile) e come conseguenza taglio delle varie forniture petrolifere necessarie ai paesi “sviluppati”.
  • Austerity stile anni ’70 con domeniche in bicicletta o a cavallo o meglio ancora a casa a gustarsi il silenzio delle invivibili città.
  • Aumento vertiginoso delle materie prime e dei prodotti di prima necessità con conseguente aumento dell’inflazione che a sua volta produrrebbe un aumento degli interessi dei mutui. Il valore degli immobili urbani in men che non si dica subirebbero la più brutta sferzata di svalutazioni e di conseguenza una montagna immane di insolvenze bancarie con il risultato che pochi riuscirebbero a pagare mutui di case che valgno la metà del valore di acquisto. Tracollo bancario, svalutazione galoppante e dato gli stretti lacci che l’Italia e l’Europa si è voluta mettere con il trattato di Mastricht, non potra svalutare la propria moneta per poter concorrere con quelle economie ancora più attive (quella del sud America e quella, per ora, cinese).

Certo è uno scenario da incubo, ma ci siamo già passati e bene o male siamo ancora qui, solo che allora il mondo era diviso in due parti distinti, non c’era il WTO, non c’era la Cina che minava le economie e non c’erano, ma si intravvedevano, tutte le montagne di decine di migliaia di miliardi di dollari di cartaccia stampata dalla Fed per tappare i buchi delle grandi banche. Non c’erano gli accordi di Mastricht e non c’erano questa massa di politici collusi con i poteri fnanziari e delle multinazionali che non fanno l’interesse dei propri paesi, ma quello dei loro padroni.

Per contro gli Americani tacciono, e solo la Hilary Clinton apre la bocca a caccia di mosche, ma già sappiamo che le scelte Usa sarebbero quelle di slegarsi dal blocco occidentale per dedicarsi a quelli del Centro-Sud America, un caso questo silenzio? (si veda quanto scritto sul post di ieri sulla possibilità degli Usa di uscire dalla scena occidentale).

Sono passati 40 anni dagli anni dell’austerity e la generazioni di adesso non è affatto concorde di dover soffrire, è troppo abituata ad avere tutto e subito , mentre il sacrificio verrà imposto, volente e nolente, ed allora se ne ne vedranno delle belle.

Prepariamoci ad avere un pezzo di terra, a coltivare un orto, a piantare qualche pianta per avere quel poco che serve per sopravvivere, perché se quello che si vede è l’inizio della catastrofe la vera bufera arriverà prima ancora che  ce se ne renda conto.

 

Auguri !

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