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Quale Shoah commemorare? (Parte I)

Il 15 agosto del 1945 finiva la Seconda Guerra Mondiale. Da allora ad oggi sono passati 65 anni e nonostante il tempo trascorso ancora oggi c’è chi ci punisce per quello che i nostri nonni hanno compiuto in quel lontano periodo.

E’ il caso della Shoa, dello sterminio industrializzato delle comunità ebraiche europee, dello sterminio anche di quelle persone “diverse” come zingheri, polacchi, italiani, russi e tanti altri che sono stati offuscati dall’immane strage di quella guerra.

A distanza di tanti anni si ricordano solo alcune vittime e si dimenticano tutti gli altri che di fronte alla morte ed agli uomini, hanno tutti lo stesso peso; ma si insiste a volere commemorare solo una parte dei morti, gli altri, come diceva Mao-Tze Dung, sono bricciole che cadono dal tavolo.

Non c’è nulla di peggio di chi nega quanto è accaduto, di chi credo alla montatura sionista per il senso di colpa generalizzato e così che la negazione diventa il diritto di agire, il diritto di sovvertire, il diritto di compiere atti di inumana crudeltà.

Così che la negazione diventa il paravento per altri misfatti. E’ il caso della negazione dei massacri compiuti in Cecenia, di quelli contro gli armeni (1,5 milioni) ad opera dei Giovani Turchi, seguaci di Sabbath Zevi, convertiti all’islamismo per convenienza, di quelli compiuti contro i Curdi, di quelli sterminati in Russia durante il periodo bolscevico (60 milioni), di quelli sterminati da Pol-Pot (1,7 milioni) e di quelli di Gaza e Sabra el Shatila e tanti altri che si perdono nella memoria dell’uomo perché volutamente cancellati per convenienza.

Quelli, sono molto diversi da quelli perpetrati dai nazisti? Dobbiamo distogliere lo sguardo per osservare solo quello che è stato fatto ad un gruppo di religione ebraica, oppure è umanamente più corretto considerare tutti come il risultato di una follia imperante come gene congenito dell’umanità.

Non c’è un giorno della shoà, ma la giornata della memoria di tutti i massacri di tutti i colori e nessun massacro e meglio o peggio di un altro, perché prodotti dalla ferocia dell’uomo sull’uomo.

Tutti da punire senza distinzione di colore, razza, perché i carnefici non hanno colore, ne razza, ne bandiera, ma sono solo al servizio delle più basse ed infime menti umane che mai Dio abbia potuto creare.

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