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Povertà incombente.

Sono bastate alcune voci circolanti nelle sale operative delle borse europee che, nonostante le pessime condizioni economiche e finanziarie, gli indici di borsa sono schizzati alle stelle. L’Italia meglio di tutte!!

Un bel guadagno per gli speculatori nonostante i buchi sempre più larghi delle economie degli stati europei.

A dispetto dell’andamento borsistico, quello che viene evidenziato dalla CGIA di Mestre è un dato impressionante.  In un post precedente si parlava della patrimoniale, ovvero del sistema Italia che per mettere a posto i conti pubblici mette le mani nelle tasche degli italiani rubando i denari necessari per tamponare i buchi creati dalle banche. Il luogo comune è quello che il risparmio italiano sia tra i migliori del mondo, ma quello che evidenzia la CGIA è allarmante. Infatti dal settembre 2008 a settembre 2010 il tasso di indebitamento è salito del 28% in soli 3 anni e le regioni/città più indebitate sono con un aumento del +47,5%, Asti, con +42,3 %, Foggia, con +41,7% ed Arezzo, con +41%.

Cosa stanno a significare questi dati? Beh, nella migliore della ipotesi che la percezione della sicurezza futura è più elevata nelle regioni che hanno una economia ancora funzionante, ma nella realtà dimostrano che la propensione al risparmio è fuorviata da una serie di impegni finanziari che impediscono a regioni, comuni e famiglie di sostenere un crescita economica degna di questo nome: l’investimento economico è visto quindi come un impegno incapace di dare profitto e sostenibilità futura e si preferisce quindi impegnarsi nel brevissimo termine.

Come molti dicono si sta avviando la sud-americanizzazione e il passo è molto breve, perché da un lato troviamo famiglie che si sono impegnate in acrobazie finanziarie sempre più pericolose senza una rete di salvataggio e dall’altra famiglie che accentrano in nuclei sempre più ristretti i loro guadagni. La classe media è in via di estinzione e ancora qualche manciata di mesi e il gioco è fatto.

A riprova di quanto detto la Banca d’Italia pubblicava un rapporto in cui denunciava che il 10% delle famiglie italiane detiene il 45% della ricchezza nazionale!!!

Nasce quindi il sospetto di che senso abbia quanto proposto dalla manovra finanziaria del governo per tamponare le falle della barca. I tagli proposti andranno a colpire Regioni (4,5 mld), Comuni (1,5 mld) portando quindi a tagliare nei servizi e tutto quanto si è guadagnato in “benessere” in questi ultimi 40 anni. 

Visti questi numeri pensiamo veramente di poter supportare la mostruosa cifra da ritornare nel 2011 di 250 miliardi? Ma quali alternative possiamo avere?

E’ assodato che non c’è via di scampo e come dei topi in una nave che affonda si abbarbicano sulle mura della barca esposte alle ondate della tempesta, la nostra ultima scelta non può essere quella di costringere la popolazione al sacrificio perenne a vantaggio delle solite cricche di malfattori e criminali come i banchiere e speculatori, ma non rimane altro che rimettere il debito creato dalle banche nelle stesse loro mani e riprenderci la nostra sovrana autorità monetaria.

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