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Banche Italiane: a rischio fallimento? Sì!!

 

In un panorama giornalistico italiano dove le verità non vengono dette, anche dopo 100 anni, accade che alcune notizie vengano di proposito nascoste, sopratutto quelle di stampo finanziario/assicurativo e politico.

La fortuna vuole che ci sia la blogsfera, per ora ancora libera da legacci e da interessi particolari, che fornisce notizie, altrimenti assenti nei quotidiani e sui media televisivi. La stessa Radio24 e il Sole24 ore non ne da notizia, mentre alcuni bloggher italiani hanno saputo scavare molto in profondità trovando alcune perle del nostro mondo bancario.

Accade infatti, come successe alla Northern Rock in Inghilterra che anche in Italia vi siano delle piccole mine vaganti.

Un esempio è stata la Cassa di Risparmio di Rimini (CARIM) che è stata commissariata, così come in America che in quasi 3 anni sono cadute “solo” 300 banche!! Ebbene di questa banchetta collegata alla Repubblica di San Marino si legge, dal sempre aggiornato blog “Il Grande Bluff” che il Commissariamento, eseguito da Tremonti su suggerimento di Draghi, sia una sorta di CAVALLO DI TROIA per entrare oltre le “mura” di San Marino.
Infatti CARIM controlla al 100% CIS (Credito Industriale Sammarinese).
In base ai primi controlli eseguiti dagli Ispettori di Bankitalia su CARIM, pare che la situazione fosse seria ma non ancora da commissariamento
…Sconcerto e incredulità erano palpabili fra i vertici del Cda che stavano elaborando le controdeduzioni al rapporto degli ispettori di Bankitalia che per quattro mesi avevano rivoltato la banca come un calzino e che proprio la settimana scorsa avevano consegnato il loro «verdetto».
Una relazione che puntava il dito su forti perdite patrimoniali, ma che definiva l’Istituto robusto e lontano da rischi di insolvenza.

ma poi la situazione è precipitata
…Insomma tutto sarebbe derivato dal fatto che gli ispettori Bankitalia sarebbero rimasti indispettiti per non aver potuto mettere le mani, appunto sulle carte del Cis, in quanto in territorio sammarinese. ………..
Si aprono scenari inediti nella campagna scatenata da Tremonti contro il sistema bancario sammarinese.
Da ieri Bankitalia controlla una banca della piccola Repubblica.
«Un cavallo di Troia», si è lasciato scappare più di un addetto ai lavori.
” ………

Altro esempio è quello del BANCO EMILIANO ROMAGNOLO ed anche qui “Il Grande Bluff” ci viene in aiuto scoprendo che i clienti non possono ritirare nè soldi dai propri conti, nè titoli, nè strumenti finanziari.

Insomma dalla piccola banca-boutique di lusso bolognese (che annovera nella sua compagine azionaria anche facoltosi personaggi in vista come la moglie di Pavarotti etc) i clienti non possono ritirare nè soldi dai propri conti, nè titoli, nè strumenti finanziari.
La Banca d’Italia parla di “circostanze eccezionali” ed “insufficienza delle disponibilità liquide a far fronte alle passività in scadenza”.
Pare che alla boutique abbiano giocato un po’ troppo pesante al casinò dei derivati…con conseguenti grosse perdite (un vizio assai comune anche per le imprese finanziarizzate o per le amministrazioni pubbliche…).

Bankitalia: Sospeso Pagamento Passivita’ Di Banco Emiliano Romagnolo
lunedì, 6 dicembre 2010 – 19:14(ASCA)
I Commissari straordinari del Banco Emiliano Romagnolo (Ber), in amministrazione straordinaria, con il parere favorevole del Comitato di Sorveglianza e previa autorizzazione della Banca d’Italia, hanno deliberato la sospensione del pagamento delle passivita’ di qualsiasi genere e della restituzione degli strumenti finanziari alla clientela, ai sensi dell’art. 74 del d.lgs. 1* settembre 1993, n. 385 (TUB), per il periodo massimo di un mese, fatte salve eventuali proroghe.
La misura si e’ resa necessaria stante il ricorso di circostanze eccezionali, che si sostanziano nell’insufficienza delle disponibilita’ liquide a far fronte alle passivita’ in scadenza e nell’impossibilita’ di attivare canali alternativi di sostegno finanziario.
Nel corso della procedura gli Organi straordinari hanno esperito numerosi tentativi per portare a soluzione la situazione di grave tensione finanziaria della banca, manifestatasi sin dall’avvio dell’amministrazione straordinaria e, con la supervisione della Banca d’Italia, stanno operando per portare a compimento, quanto prima, un piano di intervento che, con il sostegno del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD*) e delle banche creditrici, realizzi la salvaguardia degli interessi della clientela. (Traduzione: restituzione dei sudati risparmi dei correntisti in mano alla BER…)
Lo comunica una nota di Bankitalia.
*FITD – Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi


  1. asterix
    15 dicembre 2010 alle 14:54

    la differenza è che la northern rock fu nazionalizzata, il ber banca no.
    nel primo caso i contribuenti salvarono i conti dei clienti, nel secondo caso i clienti perderanno tutto quello sopra i 100000€.
    Considerando i tempi italiani credo che i 100000€ i clienti li vedranno fra anni
    ,quando saranno svalutati e non ci potranno comprare neanche la cassa da morto

    • 16 dicembre 2010 alle 02:55

      Hai ragione, ma per le banche italiane esiste il fondo di garanzia (http://www.fitd.it/) e se poi questo, come sappiamo non agisce come dovrebbe è un altro paio di maniche, i cui risultati sono sicuramente poco piacevoli per chi aveva i suoi risparmi in quella banca. Il fatto comunque emblematico è che queste cose non sono conosciute anche nel sistema bancario!!!!

  2. CAMILLO BENSO
    1 gennaio 2012 alle 22:16

    PAGHINO IL 3^ DEBITO PUBBLICO AL MONDO!!!!!! I “NOSTRI” POLITICI,TUTTORA VIVENTI!!!!! CHE L’HANNO CREATO!!!!!!!!!!!

  3. BASTIAN
    1 gennaio 2012 alle 22:20

    NO COMMENT!
    (CENSURA BULGARA)

  4. 2 gennaio 2012 alle 01:43

    Qualunque cosa vogliate fare è una scelta personale, ma il mio punto di vista è che il sistema bancario italiano e internazionale è allo sbando. Ultimamente i quasi 500 miliardi prestati dalla BCE alle banche soni finiti in parcheggio ad un interesse minore dell’1% e questo significa solo una cosa che le banche non si fidano più nessuna delle altre e se loro non si fidano dei loro stessi simili, noi cosa dovremmo pensare?
    Dal mio punto di vista posso solo dire che le banche, in genere, ma non tutte, sono enti legalizzati al ladrocinio e quindi meno soldi lasciate presso questi ladri meglio il vostro denaro è protetto. Poi ognuno di voi faccia come crede.

  1. 3 gennaio 2011 alle 12:25

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